STAR WARS + HE-MAN = I NUOVI DÈI DI JACK KIRBY

Nuovi Dei

Quanto valgono le idee di Jack Kirby? Solo dalla sua serie dei New Gods (i Nuovi Dèi) è stato attinto a sbafo il materiale per creare due franchise popolari come Star Wars e i Masters of the Universe.

Jack Kirby, dopo avere creato nella prima metà degli anni sessanta gran parte dei personaggi attribuiti a Stan Lee, è tentato di lasciare la Marvel insieme a Steve Ditko (come scrivo ne “L’inattuale Steve Ditko è l’Uomo Ragno”), ma alla fine decide di rimanere, pur senza ideare altri personaggi.

Così, dopo avere praticamente creato l’universo Marvel, nella seconda metà degli anni sessanta si limita ai virtuosismi grafici. Senza Ditko e con Kirby disaffezionato, Stan Lee da solo riesce a partorire solo un risibile personaggio: Capitan Marvel. Personaggio tanto scarso che l’hanno dovuto reinventare dieci volte (attualmente è una femmina).

I Nuovi Dèi

 


Kirby decide di tirare fuori dal cassetto le sue nuove idee quando Carmine Infantino lo chiama alla Dc Comics all’inizio degli anni settanta. Kirby, che non ha mai letto un proprio comic book stampato, è convinto che Stan Lee avesse pubblicato i dialoghi che lui scriveva a matita nei bordi delle tavole. Invece Lee, oltre a dare indicazioni vaghe o inesistenti per le storie, riscriveva i dialoghi sui disegni completati. Anche perché quelli di Kirby sembrano quelli di un bambino delle scuole elementari. La Dc Comics, pur di toglierlo alla Marvel, gli lascia la possibilità di scriversi da solo le storie, dialoghi compresi. Il risultato è un serie di albi quasi illeggibili, ma strapieni di idee fantasiose. La serie principale e più curata è quella dei New Gods, lanciata all’inizio del 1971.


I Nuovi Dèi vivono in due pianeti gemelli che orbitano l’uno intorno all’altro: Nuova Genesi è dominato dalla vegetazione rigogliosa e abitato da “divinità” pacifiche; Apokolips è completamente ricoperto da fabbriche inquinanti e abitato da “divinità” guerriere guidate da Darkseid (“lato oscuro”).


Il personaggio principale della serie è Orion, uno dei Nuovi Dei “buoni” di Nuova Genesi e allo stesso tempo figlio del malvagio Darkseid.


Dentro di lui c’è una continua lotta tra la fedeltà alla patria adottiva e il retaggio genetico del sinistro dominatore di Apokolips, che vorrebbe trascinarlo verso il male.


La serie, disegnata sontuosamente, ma dai testi infantili e dal prezzo eccessivo (il doppio degli altri comic book perché con più pagine), vende sempre meno e viene chiusa prima della conclusione.

Guerre Stellari

Nel 1976, il regista George Lucas costruisce l’impero di Star Wars fondato sul conflitto del figlio Luke Skywalker/Orion con il padre Darth Vader/Darkseid.


Con tanto di “lato oscuro” della forza, e un’infinità di altre suggestioni kirbyane come le divise delle Stormtrooper.


Stranamente nessun critico, all’uscita del film, ha riscontrato le somiglianze del film con i Nuovi Dei e la produzione fumettistica di Kirby. Ci si è limitati a parlare di situazioni e ritmi “da comic book”, che hanno rivoluzionato i film di fantascienza pietrificati nelle atmosfere algide e ai personaggi inespressivi di “2001: Odissea nello spazio”. Situazioni che, in realtà, hanno rivoluzionato il cinema hollywoodiano in generale fino ad arrivare ai veri e propri cinecomic attuali.

Masters of the Universe


I Masters of the Universe nascono nel 1981 a opera della Mattel, la più grande azienda di giocattoli americana (quella di Barbie). Nei Masters viene riproposto il conflitto tra bene e male in due fazioni praticamente identiche a quelle dei Nuovi Dèi. L’eroe principale dei buoni del mondo di Eternia si chiama He-Man (che non vuole dire Uomo-Egli, come credevo all’inizio, ma Fustacchione). Mentre il capo dei cattivi è Skeletor, un uomo scheletrico invece che pietrificato come Darkseid.


In Italia, nel 1986, la Mondadori realizza la rivista a fumetti Masters of the Universe e il Team dell’Avventura, nella quale inizialmente vengono presentati i fumetti di He-Man realizzati in Germania e poi storie scritte da me e disegnate da Giuliano Piccininno. Io scrivevo anche gli episodi di un altro personaggio Mattel ambientato in un pianeta Marte in salsa western, Marshall Bravestarr, disegnato da Raffaele Della Monica. Piccininno e Della Monica sono due salernitani diventati in seguito disegnatori della Bonelli. Poi c’era il robottone giapponese Voltron, realizzato da Laura Anselmino. Il tutto veniva confezionato dalla Epierre di Gianni Bono, nella redazione della quale spiccavano l’art director Alberico Motta e lo sceneggiatore Marcello Toninelli, il quale se ne andò da lì a poco. A un certo punto Laura si trasferì in Giappone per lavorare ai cartoni animati di Osamu Tezuka.


Nel 1987 questi personaggi migrano su Magic Boy, una testata edita direttamente dalla Mattel, anche se la redazione rimane alla Epierre. Agli eroi precedenti si aggiunge il postapocalittico Captain Power, scritto da me e disegnato da mio fratello Gabriele (alcune tavole le trovate nell’articolo “Dai Dylan Dog censurati alla Dreamworks”). Per questa testata ho anche ideato le serie di due personaggi nuovi: Video Boy e Captain Hot Wheels.

Nel 1990, Magic Boy abbandona l’Epierre e, curato da Alfredo Castelli e Mario Gomboli, inizia a pubblicare le ristampe dei fumetti del Corriere dei Ragazzi nello stile di rivista “per i primi della classe”. La nuova rivista, infatti, ha articoli molto impegnati dove si spiega ai piccoli bimbi che giocano con le action figure della Mattel cosa siano i “servizi segreti italiani deviati”. In Europa gli editori non capivano che i redazionali sono odiati dai lettori: i fumetti italiani sopravvissuti non ne presentano, neppure Diabolik oggi edito proprio da Gomboli. Comunque la nuova versione di Magic Boy dura pochi numeri, anche se la qualità dei fumetti è enormemente superiore alla precedente (e del tutto estranea ai giocattoli Mattel).

Vediamo le scansioni di una storia dei Masters che ho zanzato in giro per internet. Testi miei e disegni di Piccininno. Non ho avuto il coraggio di rileggerla.


Ed ecco un assaggio del western marziano di Bravestarr con testi miei e disegni di Della Monica, nell’edizione norvegese del 1988.


Infine una pagina di Voltron, realizzata dalla Anselmino.


Lasciamoci con gli esplosivi Nuovi Dèi di Jack Kirby e amici come prima.

 

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6 commenti

  1. Finalmente vedo scritto nero su bianco quel che ho sempre pensato sui testi di Kirby . Ho sempre trovato ridicole le sue affermazioni di essere anche l’autore dei testi dei suoi personaggi Marvel, Stan Lee magari non avrà inventato nulla, e per gli standard attuali può risultare eccessivamente pomposo, ma senza i suoi baloon la Marvel non avrebbe raggiunto il successo che ha avuto. È triste che queste dichiarazioni del King minimo la sua credibilità, quanto più è evidente che tra i due era lui il creativo straordinario

    • Il termine “testi” è un po’ vago e comprende sia il soggetto che la sceneggiattura che i dialoghi. Kirby era di fatto l’autore dei testi perchè eseguiva tutte e tre queste funzioni poi i dialoghi venivano riscritti o editati da Lee. L’articolo è questo che sottolinea, che i dialoghi erano di Lee ma solo quelli.

  2. Voglio riportare il parere di Jim Shooter in un’intervista recente (https://www.youtube.com/watch?v=gpulKB40s10)

    Parole di Shooter:
    “Other people who were there… Morrie Kuramoto even… and it’s all very clear to me. You know, people can, you know, play around in their minds and claim that Kirby did everything and Stan just wrote some dialogue. It’s baloney. I mean, I worked with all those guys and I certainly worked with Stan a long time and I got to know him. And you know, I don’t know how any sane person can sit down and read the work with Ditko by himself, Kirby by himself and the work of Stan and Jack… When I first came to Marvel’s offices there was a stack of pages this high, that’s more than a ream, of comic book art boards that were rejected pages, almost all Kirby. You know, because Stan would tell him what to do, he wouldn’t get it quite. Stan would ask him to redraw pages and stuff. A stack this high. It was huge! And so, you know, the whole idea that, you know, Kirby just did everything and Stan wrote in some dialogue is just nonsense. You see nobody has to pad Kirby’s resume. Kirby was maybe the greatest genius we ever had, you know, and he did plenty of stuff and he’s certainly contributed to everything, you know, and was it fifty-fifty, sixty-forty…? Who knows. I don’t care, but the fact is when they take credit away from Stan it’s just baloney.”

    Mia traduzione:
    “Altri che erano li… persino Morrie Kuramoto… per me è tutto chiaro. Sai, la gente ama fare giochi mentali e dice che Kirby ha fatto tutto and Stan ha solo aggiunto i dialoghi. E’ una fesseria. Voglio dire, ho lavorato con questi signori e ho sicuramente lavorato con Stan a lungo e col tempo sono venuto a conoscerlo bene. Non so come una qualsiasi persona sana di mente possa leggere il lavoro di Ditko da solo, di Kirby da solo e il lavoro di Stan e Jack insieme… Quando per la prima volta entrai negli uffici della Marvel c’era una catasta di fogli alta cosi, più di una risma, di tavole di disegni che erano pagine rifiutate, quasi tutte di Kirby. Perché Stan gli diceva cosa fare e Jack non lo soddisfaceva in pieno. Stan gli chiedeva di ridisegnare pagine e cose del genere. Una catasta alta cosi. Era enorme! E quindi l’idea che Jack ha fatto tutto lui e Stan ha solamente aggiunto i dialoghi è assurdo. Sai, nessuno deve ingigantire il curriculum di Kirby. Kirby è stato forse il più grande genio che abbiamo avuto e ha realizzato tante cose e ha contribuito e tutto. Tra Stan e Jack era 50-50, 60-40…? Chi lo sa e non mi interessa. Ma quando tolgono il giusto merito a Stan non va bene.”

    Va beh, al di là delle solite esagerazioni e stranezze USA-centriche che si sentono in questa intervista, voglio aggiungere delle considerazioni:
    1) Stan Lee ha scelto Shooter come editor-in-chief, all’epoca, e quindi sicuramente il signor Shooter ha, come sa chi lo segue, un grande senso di riconoscenza nei confronti di Stan.
    2) Shooter è un supervisore e uno scrittore come Lee lo è stato. E quindi magari si ritrova di più nella vita di Lee che di Kirby.
    3) Quando ho sentito Lee in un intervista dire che ha creato lui i personaggi Marvel, e gli altri li hanno solo disegnati, beh, mi sembra che sia lui a sminuire il lavoro degli altri.

    • Negli anni sessanta Jim Shooter non era alla Marvel.
      Negli anni settanta-ottanta invece sì, e ha raccontato che, dopo Len Wein, era lui a scrivere le strip dell’Uomo Ragno. Stan Lee si limitava a mettere i dialoghi dopo che John Romita le aveva disegnate.

    • Ciao Mario
      Le dichiarazioni di Shooter riguardo le tavole rifiutate le trovo assolutamente credibili. Lo stesso Kirby racconta che dopo i primi tempi dove andava bene tutto quello che faceva ad un certo punto Lee iniziò a fargli molte correzioni ed è in quel momento che, anche a causa dello scippo di Silver surfer (personaggio creato da Kirby e affidato a Buscema per una serie che andava in una direzione molto diversa da quella pensata da Kirby) che Kirby si limita al solo disegno e i risultati si vedono. Gli ultimi numeri dei Fantastici 4 del duo ad esempio sono proprio brutti, si passa dalle minacce cosmiche, al quartetto che combatte con difficoltà contro la Mafia o un semplice attentatore all’O.n.u. Il numero 100 è sconclusionatissimo e non è meglio del continuo della saga scritta dal solo Lee anche se in compagnia di ottimi disegnatori come Romita e Buscema.

  3. Sauro ma sei proprio sicuro che il problema fossero i dialoghi, perchè quando leggo il Silver sulfer di Lee con Buscema, io lo trovo moooolto più pesante che ad esempio Kamandi o la Pantera nera di Kirby.

    Leggendo la saga del Quarto mondo invece trovo altri problemi dovuti più che altro all’affastellarsi delle idee spesso in modo poco chiaro, (ad esempio l’episodio dei Deep six) e poi una scarsa capacità di presentare la saga al suo meglio da subito. Iniziare la saga con Jimmy Olsen è stata una leggerezza imperdonabile, tra gli inchiostri di Colletta, e Olsen e Superman ridisegnati ci sono pagine che non sembrano neanche sue.

    Qualche decennio dopo gli Image metterenno molto più a frutto un talento molto minore ma molto più attento agli inchiostratori, ai coloristi e anche ai letteristi.

    La modalità migliore per presentare i Nuovi dei l’ha mostrata Bruce Timm nelle serie animate di Superman. Guardandole si può notare come con piccoli accorgimanti strutturali la saga e i suoi personaggi ne escono in tutta la loro grandezza.

    Comunque la saga del quarto mondo io la amo anche come capolavoro mancato !

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