L’UBALDA TUTTA NUDA E LE ALTRE DI LAURENTI

L’UBALDA TUTTA NUDA E LE ALTRE DI LAURENTI

“Ho sempre pensato a far ridere. A ognuno il suo mestiere”. Così si espresse Mariano Laurenti in una intervista pubblicata nel libro di Michele Giordano “La commedia erotica italiana” (Gremese Editore). Laurenti è uno dei pochi registi italiani ad avere diretto più di cinquanta film appartenenti a un solo genere: la commedia, con accenti ora più farseschi, ora più erotici (o entrambe le cose). Fino alle commedie musicali degli anni ottanta interpretate da Nino D’Angelo.

Nato a Roma nel 1929, dopo essere stato aiuto di Mauro Bolognini, Domenico Paolella e soprattutto di Steno (per molti film con Totò), Mariano Laurenti ha esordito nel 1964 con il parodistico Il vostro superagente Flit, interpretato da Raimondo Vianello e Raffaella Carrà.
Grazie a quello che può essere considerato il suo capolavoro, Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda, del 1972, ha sfondato al botteghino e praticamente inventato, insieme al produttore Luciano Martino, la commedia sexy, derivandola dal genere boccaccesco/decamerotico.

Vogliamo rendere omaggio a un regista che, forse proprio per la sua militanza comica, non ha mai goduto appieno della tardiva (e a volte eccessiva) rivalutazione di cui hanno beneficiato alcuni suoi colleghi. Lo facciamo attraverso dieci sequenze tratte da alcuni dei suoi migliori film.

Satiricosissimo (1970)
Protagonisti sono due camerieri, Franco e Ciccio, che durante una festa in costume dedicata all’antica Roma si ubriacano, si addormentano e si risvegliano proprio in quell’epoca. Il migliore dei film di Laurenti con Franchi e Ingrassia, dimostra che Quel gran pezzo della Ubalda non nasce per caso. Tanto è vero che già qui troviamo la coppia femminile formata da Edwige Fenech (che interpreta Poppea) e Karin Schubert. Nel cast svettano anche Gigi Reder, Luca Sportelli e Linda Sini.

Mazzabubù… quante corna stanno quaggiù? (1971)
Anche con questo film Laurenti precorre la commedia sexy degli anni settanta. In particolare l’episodio della cintura di castità interpretato da Riccardo Garrone sembra anticipare Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda. Molti degli interpreti saranno poi protagonisti della commedia sexy: Nadia Cassini, Pippo Franco, Lino Banfi, Carlo Giuffrè, Alfredo Rizzo, Umberto D’Orsi, Renzo Montagnani e Luciano Salce.

Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972)
“Fu un film che incassò un pozzo di quattrini anche perché in quel periodo quel genere andava. Era l’Italia che guardava dal buco della serratura, era l’Italia che cominciava a voler sbirciare le donne nude, le cosce, i seni, e noi le offrivamo visioni che fino ad allora si erano covate nella fantasia, dandole nel contempo una storia divertente” (dichiarazione tratta dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano” di Franca Faldini e Goffredo Fofi).
Autore del soggetto (insieme a Tito Carpi) e produttore di Quel gran pezzo della Ubalda è Luciano Martino, a cui si devono molti tra i migliori titoli della commedia sexy e del comico/scollacciato (e non solo). Bisogna anche considerare il fatto che in quegli anni Luciano Martino era molto attivo come produttore di thriller erotici (tra gli altri Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, del 1972, diretto dal fratello Sergio e interpretato da Edwige Fenech). Il passaggio dal giallo sexy alla commedia gli deve essere sembrato del tutto naturale. Quel gran pezzo della Ubalda deve inoltre molto ai due Brancaleone di Monicelli. Anche il protagonista Olimpio (interpretato da un ottimo Pippo Franco) è reduce dalle Crociate in Terra Santa ed è abbastanza evidente che le sue buffe scazzottate con Mastro Oderisi (Umberto D’Orsi) si ispirano ai duelli non meno buffi di L’armata Brancaleone. Al di là di questo, bisogna considerare che Laurenti aveva già affrontato il medioevo, con tanto di cintura di castità, nel già citato episodio di Mazzabubù… quante corna stanno quaggiù? e che Quel gran pezzo della Ubalda rappresenta il punto di arrivo di tanti generi e spunti precedenti. Olimpio, tornato dalla guerra santa, e il mugnaio Oderisi sono molto gelosi delle rispettive mogli, Fiamma e Ubalda, così da averle costrette a indossare la cintura di castità. Le donne però a loro insaputa hanno fatto fare i duplicati delle chiavi e se la spassano con altri uomini. Quando scoprono di essere stati traditi, Olimpio e Oderisi s’accordano per passare una notte d’amore uno con la moglie dell’altro. Non sanno però che entrambi, nel frattempo, hanno ordinato dal fabbro mastro Deodato un nuovo tipo di cintura di castità, molto più pericolosa. Finiranno a cantare tra le voci bianche, mentre le mogli scambiano occhiate eloquenti con i giovanotti del paese. Molte volte, in altri film brillanti, si era alluso a temi sessuali e le donne avevano mostrato (in minima parte) le loro grazie. Qui l’intero film è incentrato sul sesso, sul desiderio, e le donne si spogliano parecchio. Proprio come nell’avanspettacolo, trionfano il divertimento e la sensualità femminile.

Il vizio di famiglia (1975)
Giacomo D’Amato, appena uscito di prigione, viene incaricato dalla contessa Magda di sedurre la sua ex amante Ines, ora moglie del ricchissimo conte Giosuè, fratello di Magda, per far sì che costui, paralizzato e malato di cuore, la diseredi. Giacomo viene assunto in qualità di domestico. Resasi conto che il suo piano non funziona, poiché Giacomo chiede più soldi, Magda inscena il rapimento del proprio figlio Marco, ma il conte, che lo detesta, non accetta di pagare il riscatto. Nel frattempo arriva alla villa Susy, figlia illegittima del conte, anche lei interessata al patrimonio del vecchio, tanto da scattare delle foto compromettenti che ritraggono Ines a letto con Giacomo. Tra i litiganti, l’unica a godere sarà la prostituta Marisa, amica di Giacomo, fattasi assumere come cameriera personale del conte. Animato da uno spirito di sinistra e antiborghese abbastanza evidente, il film rinuncia alle figure comiche pure per proporre una sorta di “gruppo di famiglia in un interno” in versione scollacciata. Tra i personaggi c’è, al solito, un adolescente che spia e fotografa di nascosto la bella ricattatrice Susy (la Fenech, appunto). E proprio grazie a una di queste scene possiamo vedere la Fenech completamente nuda che, stesa su un asciugamano, prende il sole. Altre splendide attrici protagoniste del film di Laurenti sono la spagnola Susan Scott (pseudonimo di Nieves Navarro), Juliette Mayniel e Orchidea De Santis. Gli uomini sono Renzo Montagnani, Gigi Ballista e Enzo Andronico. Le musiche, davvero pregevoli (poi utilizzate per altri film di Laurenti, tra i quali La compagna di banco e La ripetente fa l’occhietto al preside), portano la firma di Gianni Ferrio. In sostanza, un film notevole, tra i migliori di Laurenti.

Per amore di Poppea (1977)
Scritto da Francesco Milizia e Franco Mercuri, è una farsa scollacciata ambientata nell’antica Roma con la coppia Gianfranco D’Angelo (Tizio) e Alvaro Vitali (Caio), e in più Oreste Lionello, Toni Ucci, Ria De Simone, Tiberio Murgia e la procace Maria Baxa nel ruolo di Poppea. Uno dei migliori film comico/sexy in costume, in cui il regista riprende la struttura già usata in Satiricosissimo.

La liceale nella classe dei ripetenti (1978)
La bella Angela, nuova arrivata in una classe di ripetenti, è fidanzata con Tonino, figlio del professor Pinzarrone. L’inimicizia tra costui e il padre di Angela, Zenobio, spinge Pinzarrone a una messinscena per far sì che Angela e Tonino si sposino. Ma Pinzarrone non ha fatto i conti con Carletto che, innamorato di Angela, scopre l’inganno e conquista la ragazza. Laurenti dimostra di sapere costruire un film godibile e divertente anche con una storia priva di una struttura forte, cucendo insieme gag ripetute (l’insegnante di musica Alvaro Vitali alle prese con gli scherzi dei suoi studenti), scherzi, scene di nudo e d’amore. Siamo alla quintessenza del cinema-avanspettacolo, poggiato sulle spalle di comici come Lino Banfi, Gianfranco D’Angelo (spassoso nel ruolo di nostalgico fascista) e Alvaro Vitali e sulla bellezza davvero statuaria e mozzafiato di Gloria Guida (ma anche Ria De Simone, corteggiata da Banfi, non scherza). La sceneggiatura, opera dello stesso quartetto de L’insegnante va in collegio, mostra anche una certa ironia cinica nella scena sulla spiaggia, quando Guida e Bigotti vedono una coppia di fidanzati alla Peynet e si lasciano andare a commenti romantici, poi Laurenti inquadra la coppia frontalmente e scopriamo che la ragazza sta masturbando il partner.

La liceale seduce i professori (1979)
Gloria è una svogliata studentessa che arriva in un liceo di Trani (città in provincia di Bari divenuta simbolo della commedia scollacciata), ospite dello zio preside, e intreccia una relazione con un insegnante severo ma di bell’aspetto (Fabrizio Morini). Il film si regge soprattutto sui duetti tra Banfi e Vitali e sulla figurina di un professore mansueto e amante della fantascienza disegnato con pochi magistrali tratti dal bravo Carletto Sposito, un personaggio che avrebbe meritato maggiore spazio. Ninetto Davoli è il cognato di Banfi che si traveste da donna facendosi passare per la nipote e s’invaghisce della fidanzata del preside, interpretata da Lorraine De Selle (attrice molto amata dagli appassionati del cinema italiano di genere e ora impegnata come produttrice televisiva), qui particolarmente seducente. L’occhialuto Nando Paone, già visto ne La compagna di banco, è uno degli studenti; Jimmy il Fenomeno un postino (e anche qui dà vita a una delle scene più divertenti del film); mentre Donatella Damiani, agli esordi, è la compagna di banco che tutti sognano, dal viso ingenuo e le forme prorompenti che mette in bella mostra in un topless che lascia senza fiato Lino Banfi (e infatti in quello stesso anno compare nel film di Federico Fellini La città delle donne).

L’infermiera nella corsia dei militari (1979)
L’infermiera è Nadia Cassini. Anzi, la finta infermiera, perché il suo personaggio è quello di una show-girl che viene incaricata di trovare due dipinti del Caravaggio dal suo manager (Elio Zamuto) in cambio della promessa di uno spettacolo tutto suo in America. Così la ragazza si finge infermiera per introdursi nella clinica psichiatrica diretta dal professor La Russa, interpretato da Lino Banfi. Viene smascherata dall’altro primario (Paolo Giusti), ma tra i due scoppia l’amore. Alvaro Vitali interpreta un pittore di nudi femminili. Notevoli le scene (ma ormai non è una novità) con Jimmy il Fenomeno che interpreta il guardiano della clinica. Le altre donne sono la spagnola Susan Scott, nel ruolo della moglie di Banfi, Karin Schubert, che si vede pochissimo, e una Carmen Russo agli esordi, che esibisce un nudo quasi integrale nei cinque secondi di apparizione, verso la fine.

La settimana bianca (1980)
È un prototipo ingiustamente sottovalutato delle varie vacanze natalizie successive, che lancia nella commedia sexy Bombolo (Franco Lechner) accoppiandolo a Enzo Cannavale. I dipendenti di un’azienda si recano in montagna in compagnia di mogli e figli. Gli uomini puntano tutti a un’avventura con Angela (Annamaria Rizzoli), che però s’innamora del maestro di sci. Gianfranco D’Angelo conferma sotto la guida di Laurenti tutto il suo potenziale comico, spalleggiato oltre che da Cannavale e Bombolo anche da Giacomo Furia e Vincenzo Crocitti. Nel ruolo della cameriera troviamo Carmen Russo, mentre Jimmy il Fenomeno interpreta una zitella.

Chiavi in mano (1995)
Rappresenta in un certo senso la definitiva chiusura del cerchio, poiché è il rifacimento del film che aveva dato il via al genere, Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda. Baccellone (Martufello, alias Fabrizio Maturani) torna dalle crociate, ma prima di arrivare a casa incontra una meretrice che lo seduce e che dopo averlo tramortito gli ruba la borsa, dove Baccellone custodiva la chiave della cintura di castità della moglie Ubalda. Non sa che però esiste un duplicato della chiave. Il finale di Chiavi in mano, con tutti i protagonisti che finiscono in un inferno alquanto pericoloso, è una delle tante variazioni rispetto all’originale. Gli anni settanta sono ormai lontani e il tentativo di Martino e Laurenti di riproporre la commedia sexy in salsa medievale non riscuote l’interesse del pubblico (e non poteva essere altrimenti), suscitando una certa tenerezza. Alcune scene sono divertenti, grazie soprattutto al protagonista Martufello, attorniato da Cinzia Roccaforte, Sergio Vastano, Ramona Badescu, Angela Cavagna e Silvio Spaccesi.

 

FILMOGRAFIA COMPLETA DI MARIANO LAURENTI

Il vostro superagente Flit (1967)
I ragazzi di Bandiera Gialla (1967)
Una ragazza tutta d’oro (1967)
Zingara (1969)
Cerca di capirmi (1970)
I due maghi del pallone (1970)
Satiricosissimo (1970)
I due assi del guantone (1971)
Ma che musica maestro! (1971)
Mazzabubù… Quante corna stanno quaggiù? (1971)
Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972)
Continuavano a chiamarli i due piloti più matti del mondo (1972)
La bella Antonia, prima monica e poi dimonia (1972)
Il figlioccio del padrino (1973)
Patroclooo! E il soldato Camillone, grande grosso e frescone (1973)
Furto di sera bel colpo si spera (1974)
La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono (1974)
Il sogno di Zorro (1975)
Il sergente Rompiglioni diventa… caporale (1975)
Classe mista (1975)
Il vizio di famiglia (1975)
L’affittacamere (1976)
La segretaria privata di mio padre (1976)
La compagna di banco (1977)
Per amore di Poppea (1977)
L’insegnante va in collegio (1978)
La liceale nella classe dei ripetenti (1978)
L’infermiera di notte (1979)
La liceale seduce i professori (1979)
L’infermiera nella corsia dei militari (1979)
La ripetente fa l’occhietto al preside (1980)
La settimana bianca (1980)
La settimana al mare (1980)
L’onorevole con l’amante sotto il letto (1981)
Una vacanza del cactus (1981)
Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi (1982)
La sai l’ultima sui matti? (1982)
Il sommergibile più pazzo del mondo (1982)
Due strani papà (1983)
Un jeans e una maglietta (1983)
La discoteca (1983)
Uno scugnizzo a New York (1984)
Carabinieri si nasce (1985)
Popcorn e patatine (1985)
Fotoromanzo (1986)
Non scommettere mai con il cielo (1987)
Pierino torna a scuola (1990)
Attenti a noi due (1993)
Chiavi in mano (1995)
Top Manager (1995)
Pazzo d’amore (1999)
Vacanze sulla neve (1999)

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