KARIN SCHUBERT DALL’EROTISMO AL PORNO

KARIN SCHUBERT DALL’EROTISMO AL PORNO

Karin Joana Schubert è una delle attrici del cinema erotico, insieme a Paola Senatore e a Lilli Carati, che viene ricordata soprattutto per la svolta hard dopo una carriera nel cinema “normale”. A parte che non concordiamo molto con gli steccati su cinema alto e cinema basso, ci pare eccessivo che si ricordi la Schubert solo come protagonista di film porno. In fin dei conti ne ha interpretati nove (forse dieci se ne contiamo uno del 1998 sul quale non vi sono certezze) e tutti nella parte finale della carriera. Karin Schubert, invece, ha interpretato oltre trenta film di buon livello dal 1970 al 1987, dimostrando non solo tutta la sua bellezza ma anche una discreta personalità di attrice.


Nata ad Amburgo nel 1944, diplomata segretaria di azienda, Karin si sposa molto giovane con un impiegato della Opel, mette al mondo un figlio, fa la fotomodella e a ventisette anni arriva in Italia per fare un film mai uscito (La facocera, 1969). Alla fine degli anni sessanta la ricordiamo accanto a Ugo Tognazzi come stupenda interprete del carosello televisivo sulla birra Peroni. La bionda che non si dimentica, la ragazza Peroni che pronuncia la mitica frase: “Chiamami Peroni, sarò la tua birra”. Karin fa la spola tra Germania e Italia, anche per via della malattia della suocera, ma poi si stabilisce nel nostro paese dove comincia a lavorare e interpreta ruoli interessanti.


Edward Dmytrik la vuole per Barbablù (1972) a fianco di Richard Burton, mentre Gerard Oury, nel 1971, l’aveva presa per Mania di grandezza con Louis De Founès e Yves Montand. La Schubert entra nel giro delle attrici che i registi si contendono, passa da un genere all’altro, recita con Franco e Ciccio nei divertenti I due maghi del pallone e Satiricosissimo di Mariano Laurenti (entrambi del 1970), ma anche in Scusi, ma lei le paga le tasse? di Mino Guerrini (1971). Alfio Caltabiano la ingaggia per una parte nel modesto film horror Una spada per Brando (1970).


Fa dignitosi film erotici come Riuscirà la nostra cara amica a rimanere vergine fino alla fine della nostra storia? di Hubert Frank (1971) e Il pavone nero di Osvaldo Civiriani (1972), girato ai caraibi. Ore di terrore è un giallo-horror di Robert Bradley (alias Guido Leoni) del 1969, girato a bordo di uno yacht. Karin Schubert non si fossilizza su un genere e una tipologia di personaggio, ma varia tra Franco e Ciccio movies, spaghetti western, thriller, horror, erotici soft e persino decamerotici.


Quel gran pezzo dell’Ubalda
tutta nuda e tutta calda interpretato insieme a Edwige Fenech (che doppia in tutte le scene di profilo per via di un’operazione al naso) è il film che la fa conoscere al grande pubblico. Karin interpreta Fiamma, la protagonista, e si spoglia con generosità contendendo il primo piano alla Fenech e a uno strepitoso Pippo Franco, vero mattatore del film.


Karin farà più tardi un decamerotico spagnolo: Metti le donne altrui nel mio letto di Ramón Fernandez (1976) che in lingua originale suona con il più consono Cuando los maritos iban a la guerra. Ira Fürstemberg è la bellezza mora che fa da contrappeso al fascino nordico di Karin. Nel 1973 è la protagonista di La punition, dramma erotico francese di Pierre-Alain Joivet, dove la Schubert impersona una squillo parigina che finisce uccisa. Nel 1974 recita una parte memorabile come Ivonne Rigaud, protagonista de Il bacio di una morta di Carlo Infascelli, adattamento cinematografico del romanzo di Carolina Invernizio. Il lavoro di Karin Schubert prosegue con film come Questa volta ti faccio ricco (1974) di Franz Kramer (alias Gianfranco Parolini) e Tutti per uno… botte per tutti (1973) di Bruno Corbucci. Si tratta di due film comici popolari, una sorta di karate-spaghetti per ragazzi che rincorrono il successo dei film di kung fu di Bruce Lee. La carriera di Karin va avanti con film di argomento mafioso e poliziesco come Lo sgarbo di Franco Martinelli (Marino Girolami) (1975) e L’uomo che sfidò l’organizzazione di Sergio Grieco (1975), ma non disdegna il giallo con Castellari per un buon thriller come Gli occhi freddi della paura (1971).


Nel 1979, Karin interpreta un film erotico spinto come Una donna particolare di Jean-Marie Pallandry (1979), noto regista porno. La storia parla di un marito che vende la moglie a ricchi personaggi influenti e alla fine lei lo molla e scappa con un marinaio. Questo film rappresenta il primo passo verso il cinema hard. La scelta del porno è per Karin difficile, fatta soprattutto per problemi personali.


Nel 1980, Karin accetta di fare un servizio fotografico per la rivista hard Men, le sue foto vengono affisse sui manifesti di mezza Italia. Dopo le foto spinte, Karin accetta di lavorare in alcune pellicole con protagonista Rocco Siffredi che si invaghisce di lei e vorrebbe farci l’amore anche fuori dal set. Nel 1988 viene arrestata dalla polizia mentre sta girando un film hard in un ristorante.


Il suo ultimo film è Cappuccetto Rosso X (1993), nel quale, ormai avanti con l’età, fa la parte della nonna. Karin confessa che da quando ha smesso con il porno hanno tentato spesso di coinvolgerla in giri a luci rosse con squillo di alto bordo. Nel 1994 la questura di Viterbo fa un blitz nel Sibilla Club Privé, locale per scambisti ospitato nel Castello di Nepi. Viene fuori che il locale è una casa di tolleranza camuffata da club per soli soci e che giorni prima al suo interno erano state viste Karin Schubert e Marina Frajese. Non sappiamo quanto ci sia di vero in questa storia, che le due attrici smentiscono. La stampa spesso ha messo il nome della Schubert in connessione con fatti poco chiari e case clandestine scoperte nella zona di Roma e Terni.

Il 2 settembre 1994, Karin Schubert tenta il suicidio con mezza bottiglia di vodka e trenta pasticche di barbiturici. Vive sola e dimenticata da tutti in una villa in affitto a Manziana, tra le campagne che dividono Roma e Viterbo, con i suoi sei cani. Per fortuna la trovano in tempo e riescono a salvarla. Karin confessa il giorno dopo a Margherita De Bac del Corriere della Sera: “L’ho fatto perché non ho famiglia, né amici, né soldi, né futuro. Per la gente sono solo una puttana. Povera, oltretutto. La dimostrazione del mio fallimento siete anche voi che venite a cercarmi per accontentare la morbosità dei lettori. Faccio notizia: signori e signore, guardate come è caduta in basso la star Karin Schubert”.


Il 20 maggio 1996, Karin tenta ancora il suicidio respirando gli ossidi del tubo di scappamento della propria auto. Se la cava ancora una volta ed è fuori pericolo con una prognosi di quindici giorni.

Karin ha pubblicato in Germania un libro sulla sua vita e forse pensare al passato le è servito a esorcizzare i fantasmi di una vita che non le ha dato molto. Una figlia che non vorrebbe nessun padre è il titolo di un’autobiografia autocritica, che contiene pure un’accusa al genitore che l’avrebbe violentata quando aveva undici anni. Karin confessa il 28 novembre del 1994 per la prima volta questo fatto della sua infanzia durante il programma televisivo Le inchieste di Enzo Biagi, trasmesso su Rai Uno.
Karin Schubert ha poi sposato un uomo più vecchio di lei di almeno dieci anni, una persona che in questi anni le è sempre stata accanto.

FILMOGRAFIA DI KARIN SCHUBERT

Riuscirà la nostra cara amica a rimanere vergine fino alla fine della storia? di Hubert Frank (1968)

La facocera di Amasi Damiani (1968)

Ore di terrore di Robert Bradley (Guido Leoni) (1969)

I due maghi del pallone di Mariano Laurenti (1970)

Il prete sposato di Marco Vicario (1970)

Satiricosissimo di Mariano Laurenti (1970)

Una spada per Brando di Alfio Caltabiano (1970)

Vamos a matar compañeros di Sergio Corbucci (1970)

Come fan bene quei giochino le erotiche ragazze dei villini di Franz Josef Gottlieb (1971)

Mania di grandezza di Gérard Oury (1971)

Gli occhi freddi della paura di E.G. Castellari (1971)

Scusi, ma lei le paga le tasse? di Mino Guerrini (l971)

La casa della paura di William L. Rose (Ramiro Oliveros Fernandez) (1972)

Quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda e tutta calda di Mariano Laurenti (1972)

Racconti proibiti… di niente vestiti di Brunello Rondi (1972)

L’attentato di Yves Boissett (1972)

Barbablù di Luciamo Sacripanti e (versione straniera) Edward Dmytrick (1973)

La punition di Pierre-Alain Jolivet (1973)

Tutti per uno… botte per tutti di Bruno Corbucci (1973)

Valse à trois di Fernand Rivard (1973)

L’ammazzatina di Ignazio Dolce (1974)

Il bacio di una morta di Carlo Infascelli (1974)

Questa volta ti faccio ricco di Franz Kramer (Gianfranco Parolini) (1974)

Mio dio, come sono caduta in basso di Luigi Comencini (1974)

Il pavone nero di Osvaldo Civiriani (1974)

Emanuelle nera di Albert Thomas (Bitto Albertini) (1975)

L’uomo che sfidò l’organizzazione di Sergio Grieco (1975)

Lo sgarbo di Franco Martinelli (Marino Girolami) (1975)

Metti le donne altrui nel mio letto di Ramón Fernandez (1976)

La dottoressa sotto il lenzuolo di Gianni Martucci (1976)

Frittata all’italiana di Alfonso Brescia (1976)

Emanuelle: perchè violenza alle donne? di Joe D’Amato (1977)

Il buio intorno a Monica di Hans Burman (Ramón Fernandez) (1977)

Allarme nucleare di Leslie Martinson (Cesare Canevari) (1979)

Una donna particolare di Jean-Marie Pallandry (1979)

L’infermiera nella corsia dei militari di Mariano Laurenti (1979)

Hanna D, la ragazza del Vondel Park di Alex Berger (Rino Di Silvestro) (1984)

Morbosamente vostra Cora di Andrew White (Andrea Bianchi) – porno (1985)

Karin l’ingorda di Giorgio Grand – porno (1987)

Altri desideri di Karin di Paul Bryan (Paolo Tosto) – porno (1987)

Karin moglie viziosa di Giorgio Grand – porno (1987)

Osceno desiderio di Richard Bennett (Alberto D’Agostino) – porno (1987)

Poker di donne di Riccardo Schicchi – porno (1987)

Il vizio nel ventre di Richard Bennett (Alberto D’Agostino) – porno (1987)

Karin & Barbara le supersexy star di Giorgio Grand – porno (1988)

Cappuccetto rosso X di Luca Damiano (Franco Lo Cascio) – porno (1993)

L’ultimo libro di Gordiano Lupi: “Storia della commedia sexy all’italiana, volume 1 – Da Sergio Martino a Nello Rossati”, Sensoinverso Edizioni 2017

 

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