5 SEQUENZE DAI MITICI FILM DI SERGIO MARTINO

5 SEQUENZE DAI MITICI FILM DI SERGIO MARTINO

Il cinema italiano di genere ha rappresentato per almeno tre decenni la spina dorsale delle nostre produzioni. Non è stato importante solo perché i film incassavano parecchio: erano pellicole esportabili e potevano arrivare in ogni parte del mondo, tanto è vero che oggi Sergio Leone, Riccardo Freda, Dario Argento, Mario Bava e Lucio Fulci sono ormai ritenuti dei maestri da molti cineasti stranieri. E non solo. Lo scorso anno la prestigiosa Cinémathèque Française ha proiettato ben due film di Sergio Martino, seppur nell’ambito di una rassegna dedicata al cinema bis. Comunque, un attestato di stima per un regista che ha diretto più di quaranta pellicole (oltre a numerosi film per la tv e fiction), affrontando praticamente tutti i generi possibili, con una particolare predilezione per la commedia sexy e il thriller. Martino compie gli anni oggi e vogliamo omaggiarlo con cinque sequenze tratte da alcuni tra i suoi film più riusciti.

Lo strano vizio della signora Wardh (1971)
Il primo thriller di Sergio Martino è anche il primo nel quale dirige Edwige Fenech (qui). Con l’attrice franco-algerina (a quell’epoca compagna di Luciano Martino, produttore tra i più importanti del nostro cinema e fratello di Sergio) girerà altri sei film (oltre alla miniserie “Delitti privati” nel 1993), tra cui una celebre commedia sexy, “Giovannona Coscialunga disonorata con onore” (qui, 1973). La Fenech interpreta Julie Wardh, moglie di un diplomatico, che viene perseguitata da una sua vecchia fiamma, mentre un maniaco uccide alcune giovani donne. Il regista punta molto sull’erotismo e sul sex-appeal della protagonista, ma riesce anche a creare una buona suspense e il colpo di scena finale è sviluppato con perizia. Belle le atmosfere notturne e notevoli alcune sequenze: l’omicidio nel parco, la ragazza che uccide l’aggressore, la messinscena del suicidio di Julie. Nella scena che vi mostriamo Julie è preda di un incubo erotico.

Milano trema: la polizia vuole giustizia (1973)
Non sono molti i polizieschi diretti da Sergio Martino, ma tutti di buon livello. Le scene di inseguimento poi sono davvero di pregevole fattura. Il protagonista di “Milano trema: la polizia vuole giustizia” è il commissario Canepari, un poliziotto piuttosto rude, che si trasferisce a Milano e s’infiltra nel giro della malavita per risolvere un caso. Nella sequenza scelta conosce una giovane prostituta che lo porta a casa sua.

La montagna del dio cannibale (1978)
Il regista s’inserisce nel sotto-genere cannibalico, abbastanza in voga in quegli anni nel cinema italiano. Tuttavia “La montagna del dio cannibale” è più un film d’avventura (anche se le scene sanguinolente non mancano) e costituisce con i successivi “Il fiume del grande caimano” e “L’isola degli uomini pesce” (entrambi del 1979) una sorta di trilogia esotica tutt’altro che disprezzabile all’interno della filmografia di Martino. In questo caso siamo nella Nuova Guinea, dove Susan si reca insieme al fratello Arthur allo scopo di ritrovare il marito scomparso. Per riuscirci assoldano l’avventuriero Manolo come guida. Nella sequenza linkata la donna e Manolo cercano di fuggire dalla tribù di cannibali che li ha catturati.

Cornetti alla crema (1981)
Uno dei migliori film di Sergio Martino è senza dubbio “Cornetti alla crema” che, all’inizio del decennio, segna in un certo senso la fine del cinema comico/scollacciato goliardico e pieno di nudi e il ritorno a un genere più tradizionale, con qualche momento sexy ma sostanzialmente per famiglie. Uno scatenato Lino Banfi interpreta Domenico Petruzzelli, proprietario di una sartoria che confeziona abiti talari, il quale durante un viaggio a Rovigo conosce la bella Marianna, aspirante soprano. Il regista riesce a trarre il meglio dalla storia e dal cast, che vede primeggiare l’esuberante Fenech nel ruolo di Marianna. Nella scena scelta si mostra in tutto il suo splendore mentre l’imbarazzato protagonista è alle prese con due prelati.

L’allenatore nel pallone (1984)
Probabilmente si tratta del titolo più popolare diretto da Martino, con alcune battute che sono diventate degli autentici tormentoni. Registicamente è meno curato di altri, forse perché nel 1984 il cinema italiano di genere (anche comico) cominciava a segnare il passo. In ogni caso Lino Banfi, nel ruolo di Oronzo Canà, chiamato ad allenare la Longobarda, è un autentico mattatore. Al suo fianco Gigi e Andrea, che nel 1985 sono i protagonisti di un altro film di ambientazione calcistica diretto da Martino, “Mezzo destro mezzo sinistro – Due calciatori senza pallone”. Nel 2008 Lino Banfi è tornato a vestire i panni di Canà nel non eccelso “L’allenatore nel pallone 2”.

 

 

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