INCONTRI MOLTO RAVVICINATI CON MARIA BAXA

INCONTRI MOLTO RAVVICINATI CON MARIA BAXA

Maria Baxa è una deliziosa serba di Belgrado nata nel 1946: non ha lavorato molto nel cinema italiano, ma quel poco che ha fatto è stato quasi esclusivamente nel campo dell’erotico e del poliziottesco.

Maria era venuta in Italia solo per laurearsi, i suoi idoli erano ingegneri e architetti come Luigi Nervi e Carlo Cocchia. Si laureò in architettura con una tesi sul Palazzetto dello Sport di Roma e cominciò a fare pratica in un cantiere edile, dove misurava porte e calcolava profili. Fu il cinema a cercare lei, l’incontro fatale avvenne al mare, al Circeo, dove un fotografo la ritrasse e vendette le foto a una rivista. Un agente rintracciò la bella slava e la segnalò a un produttore che la convinse a lasciar perdere l’architettura per dedicarsi al mondo dorato della celluloide.


Questa storia molto romantica e surreale contrasta con un’altra leggenda su Maria Baxa, che parla di una sua fuga d’amore al contrario dalla Iugoslavia. Pare che un regista iugoslavo volesse sposarla, cosa che alla bella attrice non andava per niente a genio. Andarci a letto qualche volta poteva pure passare, ma a ventitré anni promettere amore per tutta la vita le pareva un po’ troppo (in effetti, Maria Baxa ha iniziato a recitare in Jugoslavia nel film di Brana Celovic, Bokseri idu u raj, 1967, presentato in Italia con il titolo Anche i pugili vanno in paradiso – NdR).

Quale delle due storie sia vera, la Baxa interpreta il suo primo film in Italia nel 1972: Il prode Anselmo e il suo scudiero di Bruno Corbucci, che vuole con sé la bella slava anche per il decamerotico Boccaccio (1972).


Il prode Anselmo e il suo scudiero è un film di Castellano e Pipolo, sceneggiato da Amendola e Corbucci, che mette sul set la coppia alla moda composta da Alighiero Noschese ed Enrico Montesano. Tra gli uomini ci sono anche Mario Carotenuto, Lino Banfi, Erminio Macario e Renzo Montagnani. Maria Baxa, Tamara Baroni, Femi Benussi e Rosalba Neri sono le procaci bellezze femminili che ravvivano il cast.
Vera protagonista è la Baroni che in quel tempo veniva da una chiacchierata storia d’amore con l’industriale Bubi Bormioli, ma pure le giovani Benussi e Baxa si fanno vedere. La storia racconta di Anselmo (Noschese) e il suo scudiero (Montesano) che si devono difendere dagli attacchi di Ottone (Montagnani) per consegnare al pontefice la reliquia della mano di San Mancinello prima di partire per le Crociate.


Boccaccio
invece è un film meno divertente che vede la Baxa accanto alle affascinanti e affermate Sylva Koscina e Isabella Biagini. Tra gli uomini ci sono ancora Alighiero Noschese ed Enrico Montesano, ma pure Pascale Petit, Pippo Franco e Lino Banfi.
Un decamerotico in piena regola composto di sei stanchi episodi ispirati al Decameron di Pasolini e quindi alle novelle del Boccaccio. Protagonisti sono Buffalmacco (Montesano) e Calandrino (Andrea Fabbricatore, ex campione di “Rischiatutto”) che si sbizzarriscono in scherzi a ripetizione. Le donne sono la cosa migliore del film e Maria Baxa è la bella Tebalda che sfoggia un corpo abbondante e biondi capelli ricci.


Torino nera
di Carlo Lizzani (1972) è un poliziottesco interessante che recluta nel cast anche Maria Baxa, anche se in un ruolo secondario. Protagonista assoluto è Bud Spencer, un operaio ingiustamente accusato di omicidio che i suoi due figli (Andrea Balestri e Domenico Santoro) cercano di scagionare indagando sui giri mafiosi di Torino. Da citare anche la presenza trash del cantante Nicola Di Bari che fa l’avvocato. Il film avrebbe delle pretese sociali e la scrittura di Badaluccio e Vincenzoni vorrebbe raccontare il mondo della mafia del Nord, anche se non ci riesce al meglio.

La bella serba nel 1972 recita pure in Il terrore con gli occhi storti di Steno, un film che vede ancora all’opera la coppia Montesano-Noschese contornata da Isabella Biagini, Francis Blanche, Lino Banfi e Francesco Mulé. Il film, scritto da Raimondo Vianello e Giulio Scarnicci, cerca di coniugare (male) comicità e suspense.


Il 1972 è per Maria Baxa l’anno delle prime interpretazioni in ruoli di contorno, che comunque la portano all’attenzione del pubblico. Nel 1973 appare ancora di sfuggita in Joe Valachi – I segreti di cosa nostra di Terence Young, film costruito su misura per Charles Bronson, che vedeva nel cast pure Walter Chiari, Amedeo Nazzari, Pupella Maggio e Lino Ventura. Una pellicola pessima, a metà tra documentario e fiction, tratta dal libro “La mela marcia” di Peter Mass.


Sempre nel 1973, Mari è addirittura protagonista, insieme a Paola Pitagora, nell’unico film diretto dallo scrittore Leros Pittoni: Un amore così fragile, così violento. Pittoni ha scritto buoni romanzi come “Tante sbarre” e “Una di troppo”, poi divenuti ottimi film anche per merito delle sue sceneggiature, ma la strada del cinema appare subito preclusa da questo tentativo poco riuscito. Da ricordare solo la Baxa e la Pitagora, belle presenze femminili che da sole non bastano a riscattare la pochezza della storia. Gino Santercole e Fabio Testi si danno da fare, ma il melodramma non è mai credibile e il racconto troppo datato e legato al periodo della contestazione. Si parla di rifiuto della società consumistica e di un tentativo di ritorno ai valori autentici della vita. Come messaggio è ancora attuale, magari possiamo rivedercelo per curiosità storica e per valutare se abbiamo qualcosa da imparare dagli anni settanta.


Il periodo 1976-1978 registra le quattro pellicole fondamentali interpretate da Maria Baxa nel campo del cinema sexy. Tutti la ricordiamo nell’episodio Il detective, inserito nella pellicola Spogliamoci così senza pudor di Sergio Martino, dove fa la moglie di Maccione, detective in coppia con l’aiutante Alvaro Vitali, che finisce imbrogliato da chi voleva gabbare. Il film è carino, si tratta di una commedia sexy di buon livello ancora oggi molto godibile, anche per la bellezza delle altre attrici: Barbara Bouchet, Nadia Cassini, Ursula Andress e Ria De Simone.


L’episodio serve da lancio erotico perché nel 1977 Maria Baxa è la protagonista di Per amore di Poppea, film di Mariano Laurenti scritto da Francesco Milizia e Franco Mercuri. La Baxa è niente meno che l’imperatrice Poppea: il fisico imponente che sfoggia un bel seno prosperoso glielo consente! Gianfranco D’Angelo fa Tazio, Alvaro Vitali è Caio, Oreste Lionello è Nerone e Toni Ucci è Tigellino. Ci sono anche Ria De Simone e Tiberio Murgia. La storia vede D’Angelo e Vitali che si travestono da donne e finiscono per diventare dame di compagnia di Poppea, con tutto quello che ne consegue in termini di situazioni comico-erotiche.

Candido erotico di Claudio Giorgiutti (1978), che per l’occasione si fa chiamare Claudio De Molinis, è forse il film più spinto interpretato da Maria Baxa. Accanto a lei ci sono Lilli Carati, Mircha Carven, Marco Guglielmi e Ajita Wilson. Maria Baxa è una pittrice depravata che ha sposato il perverso Marco Guglielmi e ha messo al mondo una figlia come Lilli Carati, che si innamora di un italiano superdotato spogliarellista in un night (Mircha Carven). La scintilla scocca quando Carven posa nudo davanti a Maria Baxa, senza curarsi troppo che la figlia non lo veda. Protagonisti del film sono soprattutto Carven e Lilli Carati, le quali fuggono in Italia dove lui si accorge che se non lo guarda nessuno diventa impotente. Il massimo del trash è il ritorno ad Amburgo, dove assistiamo a una serie di tradimenti e a una bella scena di sesso esplicito al night. Da recuperare.

Concludiamo con l’ultimo film interpretato da Maria Baxa, che è poi quello in cui la ricordiamo meglio, soprattutto per una storia che a livello di erotico-trash non ha uguali.


Sto parlando di Incontri molto ravvicinati del quarto tipo (1978), film iniziato da Mario Gariazzo (Roy Garrett) e completato da Gianfranco Baldanello, a causa di un incidente sul set accaduto al primo regista. Questo film negli anni ottanta lo passavano a ripetizione sulle televisioni provate, per questo lo abbiamo visto quasi tutti. Un film trash come questo meriterebbe di essere rivisto almeno una volta ogni tanto per ricordare cosa poteva realizzare l’inventiva del cinema italiano con una macchina da presa e un set dove si può fare ciò che si vuole, basta spendere poco.
Accanto all’affascinante Maria Baxa c’è la bella e sensuale Monica Zanchi. Gli altri attori sono Marina Daunia, Mario Maranzana, Alessio Pigna, Orazio Donati, Calogero Buttà e Jimmy il Fenomeno.
Fa bene Marco Giusti a definirlo uno stracult, il merito di aver spinto l’acceleratore sulla componente erotica va tutto a Baldanello, mentre Gariazzo ne avrebbe voluto fare un comico-fantascientifico meno spinto. La storia è proprio assurda. Ci sono tre studenti che si fingono extraterrestri per sedurre Emanuelle (Maria Baxa), la loro professoressa di astrofisica. Monica Zanchi è la cameriera veneta della professoressa, insieme lesbicheggiano spesso in quello che è il loro canto del cigno. Sia per la Baxa che per la Zanchi, infatti, è l’ultimo film interpretato. Da citare una scena saffica ai limiti dell’hard, la più spinta girata da Maria Baxa; mentre la Zanchi in passato aveva fatto pure di meglio.
I ragazzi vestiti da alieni sono memorabili quando cantano la canzoncina: “Siam venuti sulla terra con pacifiche intenzioni, non rompeteci i coglioni ma lasciateci scopar…”.


Maria Baxa sembrava destinata a una carriera prolifica, anche perché il produttore Dino De Laurentis l’aveva messa sotto contratto per tre anni e la voleva portare con sé in America, ma in realtà interpretò solo una decina di film. Qui abbiamo citato solo i principali. La bella slava dai biondi capelli ricci e gli occhi azzurri a un certo punto della sua vita abbandonò il cinema per dipingere quadri e stoffe. Forse ha fatto bene, perché dopo un film così trash come Incontri ravvicinati del quarto tipo sarebbe stato difficile consegnare alla storia del cinema di genere qualcosa di altrettanto memorabile.


FILMOGRAFIA DI MARIA BAXA

Il prode Anselmo e il suo scudiero di Bruno Corbucci (1972)

Boccaccio di Bruno Corbucci (1972).

Torino nera di Carlo Lizzani (1972)

Il terrore con gli occhi storti di Steno (1972)

Joe Valachi – I segreti di cosa nostra di Terence Young (1973)

Un amore così fragile, così violento di Leros Pittoni (1973)

Spogliamoci così senza pudor di Sergio Martino (1976)

Per amore di Poppea di Mariano Laurenti (1977)

Candido erotico di Claudio Giorgiutti (1978)

Incontri molto ravvicinati del quarto tipo di Mario Gariazzo e Gianfranco Baldanello (1978)

L’ultimo libro di Gordiano Lupi: “Storia della commedia sexy all’italiana, volume 1 – Da Sergio Martino a Nello Rossati”, Sensoinverso Edizioni 2017

 

 

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