LA RISPOSTA PROVOCATORIA DI MANARA NON VIENE PERDONATA DALLE AMERICANE

LA RISPOSTA PROVOCATORIA DI MANARA NON VIENE PERDONATA DALLE AMERICANE

Molti di voi saranno a conoscenza della vicenda che, nel 2014, ha deteriorato i rapporti tra uno dei più grandi disegnatori europei, Milo Manara, e la casa editrice americana Marvel.

A Manara viene chiesto di realizzare le variant cover di alcuni personaggi femminili della Marvel, tra cui quella dell’albo di Spider-Woman. La copertina di Manara raffigura la sinuosa Donna Ragno mentre scavalca il parapetto in cima a un grattacielo, strisciando con una posa estremamente sexy. La versione femminile di Spidey, con il suo inarcare verso l’alto il fondoschiena, finisce così per oscurare lo skyline di New York.

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Davanti a questa sontuosa illustrazione, alcune lettrici femministe si infuriano accusando Manara di sessismo. La Marvel, invece di difendere l’autore, ne prende le distanze e si scusa con il pubblico. La querelle diventa virale, come si dice oggi: non c’è quasi giornale al mondo che non riporti lo “scandalo”. Dopo queste critiche, a Manara non vengono commissionate altre copertine dalla Marvel.

In realtà, Milo Manara è un disegnatore fuori scala che ha il potere di esaltare la bellezza femminile mostrandola in tutta la sua potenza erotica. Nello specifico, il culo di Spider-Woman è evidentemente troppo splendido per un albo che si basa su combattimenti distruttivi tra superuomini.

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Non tutti gli americani si sono scandalizzati. Durante l’ultima edizione di Lucca Comics, c’è stato l’incontro fra Manara e Frank Cho, autore della striscia quotidiana Liberty Meadows, da sempre ammiratore sincero del maestro veronese. Tanto che Cho ha ridisegnato la famigerata cover e ha preso posizione contro le dure critiche del web, esponendosi in difesa dell’arte di Manara.

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A Lucca, Milo gli ha regalato un disegno che mostra la Donna Ragno vista dalla prospettiva opposta, sottolineando in maniera ancora più provocatoria l’area “proibita”. Questo nello spirito dichiarato di opporsi a ogni tipo di censura, compresa quella odierna del politicamente corretto.

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Le irate reazioni delle femministe americane non si sono fatte attendere, come si può vedere da questo esempio: http://www.themarysue.com/milo-manara-frank-cho-stop-it/. Mentre le più scafate femministe europee, oggi come nel 2014, hanno accuratamente evitato di commentare.

2 commenti

  1. A me non fa né caldo né freddo, constato semplicemente che non si tratta di sicuro dei disegni migliori di Manara. Con tutte le meraviglie che ha fatto qui sembra veramente un altro, ma la polemica mi pare priva di fondamento. Non sono disegni sessisti, sono solo mediocri e senza infamia e senza lode.

  2. Sui gusti non si discute, per cui non ho nulla da obiettare sul tuo giudizio. Sono d’accordo sul fatto che Manara ha fatto cose senz’altro migliori, ma, oggettivamente, non si può dire che questi sono disegni senza infamia e senza lode.
    A parte quello regalato a Cho ( poco più che una dedica), l’altro è un capolavoro di erotismo, che, non a caso, è diventato un caso mondiale.
    Tu pensi che un disegno senza infamia e senza lode possa colpire così l’immaginario collettivo?

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