LO SCIMMIOTTO, DA DRAGON BALL A MANARA

LO SCIMMIOTTO, DA DRAGON BALL A MANARA

Nella tradizione dell’Estremo oriente è ben presente la figura di uno scimmiotto dotato di oggetti magici, come un bastone allungabile e una nuvoletta che gli fa da veicolo. Spesso viene accompagnato da personaggi singolari, il più buffo dei quali ha il muso di un suino. Oggi la rappresentazione più nota dello scimmiotto è sicuramente quella di Dragon Ball.
Scopriamo da dove ha avuto origine questa figura.

“Il viaggio in Occidente”
(in originale: Saiyuki) è un romanzo della letteratura cinese del 1592, attribuito a Wu Cheng’en, poeta e romanziere cinese della dinastia Ming, che lo ha pubblicato in forma anonima. Però l’effettiva paternità dell’opera resta dubbia, in quanto, oltretutto, per buona parte deriva da numerosi racconti popolari.

Nel romanzo, l’essere illuminato della grande compassione, Bodhisattva Avalokiteśvara (Guanyin), invia in India il monaco buddhista Xuanzang per recuperare alcuni sacri testi buddhisti.

Nel suo viaggio viene accompagnato da tre guardie del corpo: Sun Wukong, il più forte ma anche il più disubbidente;


Zhu Bajie, dall’aspetto a metà tra l’essere umano e il cinghiale, amante del buon cibo e delle donne, in costante rivalità con Sun Wukong;

e Sha Wujing, un demone fluviale.

Questi personaggi scortano e aiutano Xuanzang per avere in cambio la redenzione dei loro peccati.
Durante il viaggio il gruppo affronta vari pericoli, soprattutto demoni che cercano in tutti i modi di ostacolarli.

Il romanzo si basa su fatti storici. Xuanzang (602-664 dopo Cristo) era un monaco buddista vissuto nella prima dinastia Tang. Non soddisfatto della qualità delle traduzioni cinesi delle scritture buddiste, contravvenendo al divieto imperiale decise di intraprendere un viaggio per l’India, visitando importanti siti buddisti (che negli anni successivi scomparvero per il risorgere della religione induista). Al suo ritorno, nonostante avesse ignorato il divieto, fu ben accolto dall’imperatore, che lo aiutò a fondare un monastero dedicato alla traduzione delle scritture buddiste che aveva trovato in India. I Tang, diversamente da altre dinastie cinesi, erano interessati alle religioni straniere. In particolare al buddismo, che successivamente iniziò a decadere anche in Cina a vantaggio della tradizione confuciana.

Il romanzo si compone di 100 capitoli divisi in 4 parti. Nei primi 7 capitoli vengono descritte le imprese di Sun Wukong.


Cioè uno scimmiotto nato da un uovo di pietra scaturito dall’unione del Cielo con la Terra, che viene chiamato Re Scimmia. Grazie alla sua astuzia e alla sua forza, il Re Scimmia diventa un abile combattente tanto che, per poterlo controllare, gli dei gli assegnano un incarico minore nel paradiso. Non soddisfatto di questo incarico ed essendo piuttosto capriccioso, lo scimmiotto crea non pochi problemi fino a sfidare direttamente le divinità. Accresce la propria potenza ottenendo l’immortalità dopo aver mangiato alcuni frutti magici. Poi si impossessa del Ruyi Jingu Bang, un bastone incantato che si può allungare a dismisura. Acquista l’abilità di trasformarsi in quello che vuole e creare doppioni di se stesso. Per spostarsi comincia a usare una nuvoletta volante.

Buddha in persona è costretto a intervenire per porre un freno all’arrogante Re Scimmia, intrappolandolo sotto una montagna con un incantesimo. Dopo cinquecento anni arriva Xuanzang a liberarlo, dietro la promessa di fargli da accompagnatore e protettore durante il suo viaggio. Il monaco riesce a frenare le continue intemperanze dello scimmiotto grazie a un anello magico.

Nel romanzo, al termine del viaggio il monaco riceve le antiche scritture dal Buddha stesso e, al ritorno in patria, ogni membro della spedizione riceve delle ricompense per aver compiuto i propri doveri ed essersi così purificati dalle colpe passate.

“Il viaggio in Occidente”, in particolare le parti dedicate allo scimmiotto, viene trasposto per la prima volta nei fumetti da Osamu Tezuka, con il titolo Boku no Son Gokū, pubblicato dal 1952 al 1959 su Adventure King, una rivista mensile della casa editrice Akita Shoten.


Riportiamo in sintesi la storia del fumetto di Tezuka con le necessarie ripetizioni del romanzo, e con le sue variazioni.

In Cina, sulla cima del Monte Kaka, da un uovo di pietra nasce uno scimmiotto che genera apprensione tra le divinità, le quali mal sopportano l’idea che sulla Terra ci sia un essere così potente. Lo scimmiotto, dimostrando grande forza e resistenza, diventa ben presto re di tutte le scimmie. Entra nell’Accademia degli Spiriti della Montagna e inizia a sviluppare poteri magici. Son Goku, così viene chiamato dal maestro della scuola, si dimostra irrequieto e insofferente all’autorità degli dei, tanto che il Grande Buddha è costretto a imprigionarlo.


Dopo cinquecento anni, il monaco Sanzohoshi intraprende la missione del recupero delle sacre scritture buddiste. Passa accanto alla prigione di Son Goku, che accetta di aiutarlo in cambio della libertà. Lungo il percorso trovano degli avversari che una volta sconfitti si trasformano in alleati: Cho Hakka, il goloso dall’aspetto di un maiale e Sagojô, il demone di sabbia e Tatsuko, la figlia del Re-Drago, in grado di mutare forma. Così riuniti affrontano i mille pericoli del viaggio, sgominando demoni e mostri delle terre fantastiche che attraversano, con Sanzo che si mette sempre nei pasticci e i suoi compagni che lo aiutano.

Adattando il manga di Osamu Tezuka, nel 1960 la Toei Doga realizza il lungometraggio animato “Saiyuki”, diretto da Taiji Yabushita e Daisaku Shirakawa.
Negli Stati Uniti è stato distribuito con il titolo “Alakazam the Great!” e in Italia, nel 1962, con il titolo un po’ sconclusionato di “Le tredici fatiche di Ercolino”.


Nel film, la scimmia nata da una pietra è addestrata da un eremita che lo chiama Son Gokū. Goku ottiene un libro di magie, il controllo della nuvola volante Kintōn e il bastone allungabile Nyoibō.


Sicuro della propria forza, per fare un regalo alla sua compagna RinRin, Goku ruba i frutti del Giardino del Paradiso. Una delle guardie lo insegue e, rifugiatosi nel tempio del dio Shaka, Goku viene punito per la sua superbia restando imprigionato sul monte Gono. La dea Kanzeon obbliga poi il Re Scimmia a seguire il monaco Sanzō-hōshi nel suo viaggio verso un tempio in India, allo scopo di redimersi agli occhi degli dei.


Lungo il percorso incontrano Cho Hakkai, un mostro con l’aspetto di un maiale che Goku sconfigge, obbligandolo poi a dare una mano.

Nel 1967 lo stesso Osamu Tezuka, con la propria compagnia Mushi Production, adatta il manga in una serie di cartoni animati di 39 episodi per la televisione, presentata in Italia nel 1980 con il titolo inglese The Monkey (Gokū no Daibōken).


Lo scimmiotto Goku (in questa edizione italiana chiamato Gokò), nato da una pietra sulla cima di una montagna, è piuttosto capriccioso e testardo, ed è pure l’ex-capo di alcuni banditi. Usa un bastone magico capace di estendersi e si sposta su una nuvoletta volante. Viene imprigionato da Buddha per la sua arroganza nel voler raggiungere il livello degli dei.


A liberarlo arriva il monaco Sanzo a cui si unisce nel viaggio, in compagnia del goloso Hakkai, uno spirito dall’aspetto di maiale e di Sagoyo, un vecchietto a cui interessano solo gli oggetti preziosi.


Oltre che della piccola fatina Tatsuko (nel romanzo non esiste questo personaggio femminile).

Il romanzo cinese dà origine anche ad altri anime e manga che non hanno come riferimento il manga di Osamu Tezuka, come “Starzinger” (Esu Efu Saiyuki Sutājingā) di Leiji Matsumoto. Prodotto dalla Toei, Starzinger viene trasmesso in Giappone dal 1978 e da noi nel 1981 dalle tv locali.


Qui la parte del monaco è interpretata da Aurora, la Principessa della Luna, che deve raggiungere il Grande Pianeta per ripristinare l’Energia Galattica, altrimenti la civiltà farà una brutta fine. Ad aiutarla ci sono tre cyborg: Jan Coog (Jan Kugo), che sostiene la parte del Re Scimmia Goku. A causa del suo carattere ribelle, era stato imprigionato dalla dottoressa Kitty (che rappresenta il bodhisattva Guanyin del romanzo). Poi c’è il cyborg Don Hakka (Don Haka), che fa la parte di Zhu Wuneng, e Sir Gorgo (Sir Djorgo), il Sha Wujing del romanzo, incontrato sul pianeta dell’acqua.

 

“Dragon Ball” (Doragon Bōru) è il celebre manga di Akira Toriyama pubblicato dal 1984 al 1995, da cui è tratta una prima serie animata nel 1986 (da noi trasmessa dall’ottobre 1989 su Junior Tv).
Il protagonista, Son Goku, si allena nelle arti marziali e gira per il mondo alla ricerca delle “Sette Sfere del Drago” che permettono di realizzare un desiderio. Dispone di una nuvola volante e di un bastone allungabile. Durante il viaggio di ricerca affronta molti avversari.


“Saiyuki” (Gensōmaden Saiyūki) è un manga di Kazuya Minekura pubblicato dal 1997 al 2001, da cui nel 2000 è stato tratto l’anime “Saiyuki – La leggenda del demone dell’illusione”, trasmesso in Italia su Mtv nel 2002.


Qui ci sono quattro personaggi, Sanzo, Hakkai, Goku e Gojyo, che partono alla ricerca dei testi sacri per impedire la rinascita del re dei demoni.

Sul personaggio Re Scimmia nel 2014 è stato realizzato a Hong Kong un film con attori in carne e ossa diretto da Cheang Pou-soi, con Donnie Yen nei panni del protagonista. Il suo titolo internazionale è “The Monkey King”.

Nel 2016 è uscito il sequel, con Aaron Kwok al posto di Donnie Yen. Il terzo film della serie è arrivato nel 2018.

Anche in Italia è stata fatta una versione dello Scimmiotto, pubblicata a puntate nel 1976 dalla rivista Alterlinus con i testi di Silverio Pisu e i disegni di Milo Manara.

 

Lo stesso Manara ha realizzato una illustrazione per omaggiare Dragon Ball, la versione più celebre dello Scimmiotto

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