MISS FURY, LA PRIMA SUPEREROINA CREATA DA UNA DONNA

MISS FURY, LA PRIMA SUPEREROINA CREATA DA UNA DONNA

Persino nella moderna e liberale America degli anni quaranta non era facile affermarsi per una donna. Dietro l’apparente esaltazione del criterio delle pari opportunità, spesso si evidenziava una solare forma di discriminazione che tendeva a relegare il sesso femminile al ruolo “storico” e tranquillizzante di “angelo del focolare”.

C’erano indubbiamente delle eccezioni, si pensi al ruolo di potere che alcune attrici avevano assunto ad Hollywood, ma, nell’intimo, la società americana era la stessa che, qualche anno dopo, avrebbe totalmente ignorato il ruolo di Rosalind Franklin in quella che fu una delle più importanti scoperte del genere umano (la definizione strutturale del Dna), attribuendo ogni merito ai colleghi maschi Watson e Crick.

L’industria del fumetto non sfuggiva a questa regola, le artiste attive si contavano sulle dita di una mano ed erano utilizzate soprattutto in quei campi (la commedia sentimentale, per esempio) che più sembravano vicini alla loro sensibilità. Eppure c’era chi non si rassegnava a questo andazzo e cercava, per quanto le era possibile, di ottenere un riconoscimento qualitativo che prescindesse dal suo patrimonio genetico.


Una ragazza di Brooklyn si mise in competizione in uno dei territori più esclusivi dei suoi colleghi fumettisti: le strisce d’azione. Il suo nome era June Mills e la sua eroina, Miss Fury, avrebbe segnato una tappa significativa nel percorso storico del fumetto mondiale.

June Tarpé Mills nacque nel 1915 in una casa del popolare distretto newyorkese di Brooklyn. Sua madre era rimasta ben presto vedova e, oltre che della propria famiglia, dovette farsi carico anche dei bambini della sorella di June, pure rimasti orfani. Fin da piccola la Mills era stata affascinata dalle arti grafiche e pur tra mille difficoltà riuscì a dare forma concreta alle proprie inclinazioni. I saltuari lavori come modella le permisero di dare una mano all’economia familiare e, nello stesso tempo, di pagarsi gli studi in una delle più prestigiose scuole artistiche del quartiere, il Pratt Institute.


La sua carriera nel mondo artistico sembrava orientarsi verso l’illustrazione della moda, ma presto sentì il richiamo (anche economico, perché si trattava di un settore in grandissima espansione) degli albi a fumetti. Debuttò nel 1938, lavorando per personaggi come Daredevil Barry Finn, Catman e The Purple Zombie. Tutti questi lavori erano firmati con il nome di Tarpè Mills. June aveva scelto di tenere nascosta la propria identità, usando il suo secondo nome come “ambiguo “pseudonimo”. Era certa che se un ragazzino avesse saputo che a disegnare quei personaggi era una ragazza, non li avrebbe più letti.


La svolta della sua carriera arrivò il 6 aprile 1941 quando vide la luce il personaggio che le avrebbe finalmente dato un popolarità tale da permetterle di svelare ai lettori il proprio genere: Miss Fury. Memore dei suoi trascorsi nel campo della moda, la Mills fece attenzione sugli aspetti più glamour, studiò l’abbigliamento della protagonista (un aderentissimo costume nero) mentre per le caretteristiche fisiche di ispirò al  proprio aspetto. Nelle storie ha mescolato scene di azione con un certo esotismo.


Nata come Black Fury, l’eroina cambiò presto il suo nome in Miss Fury.
Stupidina e vanesia durante il giorno, Marla Drake si trasforma in una implacabile nemica del crimine durante la notte e pur non essendo dotata di nessun superpotere sconfigge ogni tipo di criminale, soprattutto spie e infilitrati nazisti (gli Stati Uniti entreranno in guerra alcuni mesi dopo la su nascita).

La sua nemesi è la contessa Erica von Kampf, con la quale si scontra innumerevoli volte. I suoi interessi in campo affettivo si limitano a un blando interessamento per il fidanzato ufficiale Gary Hale e per il detective Dan Carey, ma la vita matrimoniale non è nei suoi programmi al punto che adotta da single un bambino sottratto agli sciagurati esperimenti di uno scienziato nazista.

La cosa interessante è che questa supereroina non vede la luce nei comic book, ma come tavola a colori per l’inserto domenicale dei quotidiani, dove di supereroi ce n’erano ben pochi. L’agenzia che la distribuiva a un centinaio di quotidiani era la Bell Syndacate.

Il primo numero del comic book pubblicato dalla Timely/Marvel, con le ristampe delle tavole domenicali rimontate di Miss Fury


A dimostrazione del relativo successo ottenuto, dal 1942 al 1946 le tavole domenicali di Miss Fury vennero ristampate dalla Timely Comics (antesignana dell’attuale Marvel) nel formato comic book le avventure di Miss Fury.


Durante la guerra, il gatto di Miss Fury, Perri-Purr, divenne una delle mascotte delle truppe americane.


Un duro colpo al personaggio lo diede, nel 1947, la decisione di farle indossare il bikini nel corso di una storia: 37 quotidiani, preoccupati per la moralità dei giovani lettori ai quali sono indirizzati gli inserti domenicali dei fumetti, ne bloccarono la pubblicazione per sempre (erano passati per sempre gli anni trenta, con le generose scollature delle donne di Flash Gordon).

Inoltre Tarpé Mills dovette ridurre il suo apporto al personaggio per gravi problemi di salute, e gli autori che la sostituirono non si dimostrarono all’altezza. Influì negativamente anche la fine della moda dei supereroi, che lla fine degli anni quaranta quasi scomparvero dalle edicole (per ritornare alla fine dei cinquanta).

Nel dicembre 1951 la striscia cessò la pubblicazione sui quotidiani. Tarpé Mills abbandonò le luci della ribalta e tornò nell’ombra, lavorando nel settore della grafica pubblicitaria per il resto della sua vita professionale. Una sorta di “buen ritiro”, dal quale uscì solo nel 1971 con una breve favola per lo speciale Marvel “Our Love Story” (La nostra storia d’amore), un comic book di fumetti sentimentali, e alcuni dipinti di Miss Fury pubblicati sulle ristampe delle vecchie strisce.

Tarpè Mills presenta un volume con una raccolta delle sue vecchie tavole domenicali


La morte colse l’artista nel 1988, mentre era sola nel suo appartamento di Brooklyn. Il finale di vita abbastanza crepuscolare non appanna, però, la luminosità di una stella che portò una luce diversa in un universo quasi solo maschile. Tarpè aveva contribuito ad aprire una strada, abbastanza stretta ma praticabile che altre ragazze si apprestavano a percorrere.

Nel 2012, Miss Fury viene rilancata dalla casa editrice Dynamite Entertainment

 

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