SCORSESE E COPPOLA CONTRO I CINECOMICS IN 14 SEQUENZE

SCORSESE E COPPOLA CONTRO I CINECOMICS IN 14 SEQUENZE

La dichiarazione di Martin Scorsese sui cinecomics, in particolare su quelli della Marvel (“Non sono cinema”), ha scatenato un putiferio. Senza contare che subito Francis Ford Coppola ha rincarato la dose (“Sono ignobili”).
Se proprio si vogliono attaccare i due maestri, si potrebbe obiettare che avrebbero dovuto fare i dovuti distinguo (almeno per gli Spider-Man di Sam Raimi e per i Guardiani della Galassia di James Gunn) e che sarebbe stato giusto allargare il discorso a molte altre produzioni americane di dubbio valore dei nostri giorni.

Però, a tutti coloro che hanno sparato a zero contro Scorsese e Coppola (arrivando addirittura a minimizzarne la grandezza), risulta quanto mai opportuno mostrare le sequenze di alcuni dei loro capolavori, girati dagli anni sessanta a oggi, casomai non li conoscessero.

SCORSESE E COPPOLA CONTRO I CINECOMICS IN 14 SEQUENZE

Martin Scorsese

Francis Ford Coppola

 

Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (Mean Streets, 1973), di Martin Scorsese

È un’opera fulminante, categorica, irrefrenabile come un grido di rabbia, che sembra essere stata composta in un solo getto tanto è affannoso il suo respiro.
Michael Henry

 

Il padrino – Parte II (The Godfather Part II, 1974), di Francis Ford Coppola

Il film si presta a ogni sorta di lettura psicanalitica (il problema non è la morte del padrino, ma quella del padre; sugli orfani preme lo spettro dell’orda; si scatena la lotta del pene -scettro paterno), politica (la mafia come metafora del capitalismo, il crimine come multinazionale), sociologica (la fine della famiglia; l’America come creatura orfana), estetica (Ivan Groznyi raccontato alla maniera di Scarface), a patto di dimenticare la sua inerzia. Mai tragedia fu tanto esangue, inerte e immobile come quella di questo gruppo di famiglia in un interno.
Enzo Ungari

 

Alice non abita più qui (Alice Doesn’t Live Here Anymore, 1974), di Martin Scorsese

Il riso e le lacrime, istericamente mescolati e che costituiscono un leit-motiv del film, esteriormente rugiadoso ma sostanzialmente tragico, contrappuntano nella loro ambivalenza il duro galoppare degli anni che passano.
Pietro Pintus

 

La conversazione (The Conversation, 1974), di Francis Ford Coppola

Girato tra la prima e la seconda parte del Padrino, rispetto ai due kolossal sembra un film “piccolo”. In realtà è un’opera di ricchezza tematica e visiva debordante, che tocca l’universalità dell’angoscia contemporanea.
Andrea Morini

 

Taxi Driver (id., 1976), di Martin Scorsese

La macchina da presa si muove irregolarmente per vie orizzontali e le strade newyorkesi scivolano via senza essere neppure scalfite, e senza incidere sull’attenzione: viaggio, linearità, susseguirsi di oggetti e colori; oppure: improvvise soste, zoomate su particolari inessenziali, indugi su movimenti devianti.
Renato Venturelli

 

Apocalypse Now (id., 1979), di Francis Ford Coppola

Ieri sono salita nell’ufficio di Francis per qualche minuto. Era seduto alla nuova moviola e faceva passare la sequenza di apertura di Apocalypse Now. C’erano immagini su tre videoschermi che lui dissolveva insieme sul monitor principale. Era stupefacente. Tre sovrapposizioni di immagini. Era roba da marziani. Francis dice che questo cambia completamente il modo di organizzare un film.
Eleanor Coppola

 

Rusty il selvaggio (Rumble Fish, 1983), di Francis Ford Coppola

In questa sua ricerca di una narratività asimmetrica, in cui tempo e spazio si contraddicano l’un l’altro, Coppola raggiunge con Rumble Fish un risultato paragonabile solo alla geniale struttura a incastri del Padrino – Parte II.
Alberto Crespi

 

Cotton Club (id., 1984), di Francis Ford Coppola

La mia idea – una piccola idea – era di realizzarlo usando lo stile teatrale degli show che si allestivano allora al Cotton Club, mettendoci dentro, magari, qualche scheggia “dadaista” alla Man Ray. Da un lato quindi l’elemento drammatico, dall’altro l’aspetto musicale, ricreato con scrupolo maniacale.
Francis Ford Coppola

 

Fuori orario (After Hours, 1985), di Martin Scorsese

Leggerezza di fantasmi alla Ophuls in Fuori orario, la pura capacità di uno sguardo (i carrellini impercettibili di Ballhaus) a mutare una realtà in sogno e una popolazione in ectoplasmi, una città in una dolce pericolosa ma non definitiva haunted house.
Enrico Ghezzi

 

Peggy Sue si è sposata (Peggy Sue Got Married, 1986), di Francis Ford Coppola

A una festa di ex compagni di scuola, Peggy viene incoronata reginetta della serata e, per un qualche meccanismo (tra sogno e realtà), proiettata negli anni della sua adolescenza. Secondo gli schemi classici del genere, dunque, può osservare la realtà contemporanea, sapendo già quel che succederà nel futuro, con tutti i gag che questo comporta.
Vito Zagarrio

 

Quei bravi ragazzi (Good Fellas, 1990), di Martin Scorsese

La violenza è qui. È qualcosa che facciamo. Mostrarlo è importante. Così non si fa l’errore di pensare che la violenza sia qualcosa che fanno altri, che fanno “le persone violente”… Qualcuno dice che Quei bravi ragazzi è divertente. Le persone sono divertenti, la violenza non lo è.
Martin Scorsese

 

L’uomo della pioggia (The Rainmaker, 1997), di Francis Ford Coppola

Mi sembra anche un po’ una storia da film noir. Non è un thriller. Ha più a che fare con tematiche sociali e l’oppressione dei poveri da parte delle grandi istituzioni corporative, viste attraverso la metafora di una grande compagnia di assicurazioni.
Francis Ford Coppola

 

The Wolf of Wall Street (id., 2013), di Martin Scorsese

Ho sempre la tendenza a mettere la commedia nei miei film. Il lato comico o meglio il dark humor nella vita e nelle avventure di gente come Jordan Belfort viene dalla loro situazione. Questo film è tutto basato su cose veramente successe e che anzi ho abbassato di tono. Cose buffe succedevano ogni giorno, sul posto di lavoro, di notte nelle loro case e nei club. Mi sento a mio agio nell’analizzare una situazione seria nei suoi lati umoristici o assurdi.
Martin Scorsese

 

Silence (id., 2017), di Martin Scorsese

Credo Martin abbia iniziato questo progetto con l’intento preciso di allontanarsi dai film contemporanei, pieni di rumori ed esplosioni, e dal ritmo serrato. Voleva che fossero tutti molto rilassati, fin dall’inizio, cosicché avessero modo di riflettere e di lasciarsi trasportare da ciò che avevano davanti agli occhi. Ha raggiunto il suo obiettivo grazie a uno stile registico classico.
Thelma Schoonmaker

 

Filmografia completa di Francis Ford Coppola

Tonight for Sure (1962)
Terrore alla tredicesima ora (Dementia 13) (1963)
Buttati Bernardo! (You’re a Big Boy Now) (1967)
Sulle ali dell’arcobaleno (Finian’s Rainbow) (1968)
Non torno a casa stasera (The Rain People) (1969)
Il padrino (The Godfather) (1972)
La conversazione (The Conversation) (1974)
Il padrino – Parte II (The Godfather: Part II) (1974)
Apocalypse Now (1979)
Un sogno lungo un giorno (One from the Heart) (1982)
I ragazzi della 56ª strada (The Outsiders) (1983)
Rusty il selvaggio (Rumble Fish) (1983)
Cotton Club (The Cotton Club) (1984)
Peggy Sue si è sposata (Peggy Sue Got Married) (1986)
Giardini di pietra (Gardens of Stone) (1987)
Tucker, un uomo e il suo sogno (Tucker, the Man and His Dream) (1988)
La vita senza Zoe (Life without Zoë), episodio di New York Stories (1989)
Il padrino – Parte III (The Godfather: Part III) (1990)
Dracula di Bram Stoker (Bram Stoker’s Dracula) (1992)
Jack (1996)
L’uomo della pioggia – The Rainmaker (The Rainmaker) (1997)
Apocalypse Now Redux (2001)
Un’altra giovinezza (Youth Without Youth) (2007)
Segreti di famiglia (Tetro) (2009)
Twixt (2011)
Distant Vision (2015)

 

Filmografia completa di Martin Scorsese

Chi sta bussando alla mia porta (Who’s That Knocking at My Door) (1967)
America 1929 – Sterminateli senza pietà (Boxcar Bertha) (1972)
Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (Mean Streets) (1973)
Alice non abita più qui (Alice Doesn’t Live Here Anymore) (1974)
Taxi Driver (1976)
New York, New York (1977)
L’ultimo valzer (The Last Waltz ) (1978)
Toro scatenato (Raging Bull) (1980)
Re per una notte (The King of Comedy) (1983)
Fuori orario (After Hours) (1985)
Il colore dei soldi (The Color of Money) (1986)
L’ultima tentazione di Cristo (The Last Temptation of Christ) (1988)
Quei bravi ragazzi (Goodfellas) (1990)
Cape Fear – Il promontorio della paura (Cape Fear) (1991)
L’età dell’innocenza (The Age of Innocence) (1993)
Casinò (Casino) (1995)
Kundun (1997)
Al di là della vita (Bringing Out the Dead) (1999)
Gangs of New York (2002)
The Aviator (2004)
The Departed – Il bene e il male (The Departed) (2006)
Shine a Light (2007)
Shutter Island (2010)
Hugo Cabret (Hugo) (2011)
The Wolf of Wall Street (2013)
Silence (2016)
The Irishman (2019)

 

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