L’ARMATA DELLE TENEBRE, DA FLOP A CULT

L’ARMATA DELLE TENEBRE, DA FLOP A CULT

È un caso più unico che raro la trilogia di Evil Dead (in italia La Casa), della quale L’Armata delle tenebre è il terzo capitolo. Il primo capitolo del 1981 è un horror low-budget duro e sanguinario, il sequel/reboot del 1987 ha più mezzi e più ironia, e il terzo capitolo del 1992, pur essendo stavolta un sequel vero e proprio, cambia totalmente genere tanto che si può benissimo vedere come un film a sé. Ed è diventato un brand a parte.

Cosa resa ancor più particolare dal fatto che non si tratta del tipico franchise deragliato in altre mani. No, al timone ci sono sempre gli autori originali: Sam Raimi (regista), Rob Tapert (produttore) e Bruce Campbell (attore protagonista).

Dunque Ash Williams (Bruce Campbell), prode e grullo commesso dei grandi magazzini, a causa di un libro sumero maledetto, il Necronomicon Ex Mortis, si ritrova catapultato nel medioevo.
Dopo questo breve riassunto de La Casa 2, il terzo film si apre con il nostro eroe catturato da un certo Lord Arthur e dai suoi cavalieri, scambiato per un uomo di Enrico il Rosso (re nemico appena preso prigioniero) e condannato a morte insieme a quest’ultimo.
Ma niente paura: dopo essersi fatto rispettare grazie a un fucile, una motosega e alla sua spavalderia da ragazzotto del Michigan, Ash parte (controvoglia) alla ricerca del libro per tornare ai giorni nostri.

ARMATA DELLE TENEBRE, DA FLOP A CULT

Dopo varie peripezie, il nostro affezionatissimo trova il Necronomicon, ma sbaglia a pronunciare alcune parole magiche scatenando così un’armata di morti che, capeggiata da un suo sosia malvagio, parte alla conquista del regno.

Ash vorrebbe scappare, ma si innamora di Sheila (Embeth Davitz, vista anche in Schindler’s List), e non gli rimane che improvvisarsi eroe nella più adrenalinica ed esilarante battaglia finale di tutti i tempi.

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“In alto le ossa! Ci aspetta la pugna!”

Se dovessi elencare tutte le battute e le situazioni cool de L’Armata delle tenebre (Army of Darkness, 1992), finirei per raccontarvi tutto il film per filo e per segno.

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Diciamo solo che la forza della pellicola è nel fatto che Sam Raimi (anche sceneggiatore con il fratello Ivan) prende tutti gli elementi del classico cinema d’avventura (il viaggio nel tempo, le prove da superare, la bella da salvare, i codardi da trasformare in eroi…), ma rende ogni singola scena folle e imprevedibile grazie a rimandi letterari (il vortice iniziale come nel Mago di Oz, i mini-sosia simili ai lillipuziani di Gulliver) e citazioni cinematografiche (la formula “Klaatu verata nikto” viene da Ultimatum alla Terra, gli scheletri guerrieri da Il settimo viaggio di Sinbad e Gli Argonauti).

Arricchendo il tutto con la cinepresa che sembra impazzita, acrobazie da film di kung-fu, gag demenziali che rimandano alle comiche del muto e ai cartoni di Tom & Jerry, e un senso del ritmo scatenato che fa sembrare I Predatori dell’arca perduta un film di Antonioni.

Sempre più incredibile Bruce Campbell che, ancor più che nel film precedente, sfrutta la sua lunga preparazione come mimo e stuntman, citando spesso i Three Stooges (o Tre Marmittoni, trio comico famosissimo in America), e guadagnandosi da qui in poi la fama di miglior attore di B-movies al mondo.

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Musiche di Joseph Lo Duca (Hercules, Xena), ma con la “marcia degli scheletri” firmata da Danny Elfman (Batman, I Simpson), fotografia di Bill Pope (Matrix), ed effetti speciali della Kurtzman, Nicotero & Berger (Dal Tramonto all’Alba).

L’Armata delle tenebre aveva le carte in regola per sfondare, invece andò incontro a un destino travagliato.
Innanzitutto il budget non era sufficiente e Raimi, Tapert e Campbell lo finanziarono di tasca propria. Una volta ultimato, il film soffrì di una certa “invisibilità” per colpa di liti tra Dino DeLaurentiis, che lo produceva, e la Universal, che lo distribuiva nelle sale. Beghe dovute al sequel del Silenzio degli Innocenti (e difatti Hannibal sarebbe giunto solo diversi anni dopo).

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Come se ciò non bastasse, i puristi dell’horror truculento e a basso costo rimasero delusi da questo nuovo Sam Raimi “per famiglie”, che avrebbe poi prodotto un telefilm come Xena e diretto “pop corn kolossal” come Spider-Man.

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Risultato: L’Armata delle tenebre fu un fiasco al botteghino, salvo poi trasformarsi in un megasuccesso in Vhs, e questo grazie al solo passaparola.

Se basta un manuale di chimica con la ricetta della polvere da sparo per arginare gli effetti di un libro in grado di spalancare le porte dell’Inferno, allora è anche possibile che un piccolo film snobbato dalla critica possa ancora, a distanza di anni, far impallidire i vari action-horror-comedy come Pirati dei Caraibi, Van Helsing e, diciamolo, anche fantasy formato kolossal come Harry potter e Il Signore degli anelli.

Ad Ash non servono bacchette magiche o anelli fatati per sconfiggere il Male: bastano un fucile, una motosega, un po’ di “zucchero” femminile, e sotto a chi tocca. È questo film il vero “tesssoro”!

 

Trivia dell’Armata delle tenebre

Cambia l’attrice che interpreta Linda nel secondo film di Evil Dead, la sfortunata fidanzata di Ash: nel prologo riassuntivo che apre il film ha il volto di Bridget Fonda.

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Ash Malvagio e Sheila posseduta sono stati truccati da Tony Gardner, che già aveva curato il make-up di Liam Neeson in Darkman, sempre di Raimi.


Attenzione, spoiler!
Il finale originale prevedeva che Ash si ritrovasse non nel presente, ma in un futuro post-atomico dove era l’ultimo uomo sulla Terra. Tuttavia la produzione la ritenne una conclusione troppo triste per un film così divertente.
Fine spoiler.

Proprio in virtù del finale ufficiale, il film fu distribuito in Giappone con l’assurdo titolo Captain Supermarket (come potete facilmente leggere dai caratteri nipponici).


Una leggenda metropolitana narra che proprio per il Giappone sia stato girato un terzo finale, con Ash nello spazio braccato da un mostro in stile Alien.

Nel corso degli anni Duemila, la Dark Horse e la Dynamite Entertainment hanno realizzato alcune serie a fumetti dedicate ad Army of Darkness, crossover con altre saghe horror (Nightmare, Re-Animator…) e uno con Xena, dove Bruce Campbell/Ash incontra Bruce Campbell/Autolico.


La locandina del film nacque come omaggio ai dipinti del maestro dell’illustrazione Frank Frazetta. L’eroe con il petto in fuori al centro dell’immagine, la bella ai suoi piedi, e i cattivi tutti intorno.

Il poster è divenuto un classico, tanto che (un po’ come la Gioconda a cui Duchamp dipinse i baffi) è divenuto il materiale di partenza su cui costruire un’infinità di omaggi-parodie.

 
(Immagini trovate nel Web: © degli aventi diritto).

 

 

4 commenti

  1. Bell’articolo sul capolavoro del B-MOVIE. In quel film c’è proprio tutto ciò che amiamo noi appassionati del genere. Una curiosità: per gli effetti speciali fu usata la tecnica STOP-MOTION di Harryhausen? Non mi sembrano i freddi effetti da computer.

    • Proprio così, puro revival della stop-motion, in netto anticipo su Nightmare Before Christmas.
      Altra curiosità: l’attore che interpreta il mostro nel pozzo ha interpretato anche l’omone dei marshmallow in Ghostbusters. 😉

  2. Bell’articolo,anche se io avrei voluto che venisse citato anche il telefilm(Ash vs evil dead) del 2015 in cui abbiamo visto ulteriori gesta dell’ormai invecchiato e in parte imbolsito Ash. Telefilm che mi è piaciuto moltissimo perchè a mio parere conservava lo spirito originario del film con un Ash sempre più sborone, e caxxone ( scusasate il termine ma ci vuole)
    E’ da sottolineare che il finale della terza e purtroppo ultima stagione è esattamente quello che avrebbe dovuto essere il finale del terzo film ovvero Ash si ritrova in futuro post apocalittico , con entrambe le mani e scopre che la Terra sembra essere deserta. Con lui c’è una donna che gli promette di spiegargli tutto.Purtroppo non vedremo mia ( credo) come si sarebbe sviluppata questa nuova avventura del nostro eroe

    • Io ho smesso dopo la seconda stagione, era troppo truculento e gore rispetto agli originali.

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