ORIGINI DEL GRAPHIC NOVEL

ORIGINI DEL GRAPHIC NOVEL

Graphic novel, o romanzo grafico, è un tipo di letteratura che si avvale di una grafica esclusivamente fumettistica per raccontare una vera e propria storia lunga e autoconclusiva.
Oltre ad avere una grafica molto curata, perfezione di impaginatura, buona qualità di carta e una brossura o un cartonato editoriale che si presenta come un vero e proprio romanzo, contiene spesso, ma non sempre, un testo scritto da uno scrittore “professionale” o comunque con capacità narrative di un certo calibro. Non è la norma perché, il più delle volte, il romanzo grafico è scritto e disegnato dallo stesso artista, il quale si occupa in prima persona dell’intero progetto.

A mio parere, il più alto grado compiuto di graphic novel, o romanzo grafico, lo si raggiunge quando la commistione di letteratura e illustrazione rivaleggia nella qualità di contenuto e di bellezza formale di entrambe le forme espressive, intersecandosi e scambiandosi continuamente di ruolo, al punto tale che il lettore se ne esce con l’impressione di non poter più scindere la parola dall’immagine perché sono diventate un unicum indivisibile.

Secondo Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_grafico), il romanzo grafico trae le sue origini nel 1946, quando la casa editrice di Giulio Cesare Ventura (specializzata nella pubblicazione di fumetti, romanzi e periodici) pubblica, all’interno della rivista Per voi! For you!, il cine-romanzo Nadia (sceneggiato da Arutnev, alias lo stesso G. C. Ventura, e disegnato da Lina Buffolente, forse la prima disegnatrice di fumetti in Italia), e precursore di quello che sarà poi il vero e proprio romanzo grafico. Tale affermazione, però, è piuttosto discutibile: in realtà, questo genere nasce in America e in tempi più recenti.

Nadia

Nadia

Il frontespizio di Nadia

Il frontespizio di Nadia

Comunemente si considera Contratto con Dio di Will Eisner (1978) il primo romanzo grafico, anche se in America c’erano già stati altri precedenti (per non dire in Europa, soprattutto in Francia).
Il termine graphic novel è stato coniato nel 1964 da Richard Kyle in una fanzine. Negli Stati Uniti questo genere era già stato sperimentato nel 1976 da George Metzer (Beyond Time and Again) e nel 1975 da Richard Corben (Bloodstar ).

Contratto con Dio

Contratto con Dio, di Will Eisner

Due tavole interne di Contratto con Dio

Due tavole interne di Contratto con Dio

Beyond Time and Again

Beyond Time and Again, di George Metzer

 

Un paio di tavole di Beyond Time and Again

Un paio di tavole di Beyond Time and Again

Bloodstar, di Richard Corben

Bloodstar, di Richard Corben

Alcune tavole interne di Bloostar

Alcune tavole interne di Bloostar


E in Italia?

Poema a fumetti di Dino Buzzati del 1969 è considerata da alcuni un’opera che anticipa di dieci anni il graphic novel di Eisner.

Mistero, morte e amore escono dalla penna e dal pennello di Buzzati che fu giornalista, scrittore e anche pittore.

Poema a fumetti, di Dino Buzzati

Poema a fumetti, di Dino Buzzati

Due tavole interne di Poema a fumetti

Due tavole interne di Poema a fumetti

Luca Raffaelli, esperto di fumetti, invece, attribuisce la nascita del genere all’opera di Guido Buzzelli (fumettista, illustratore e pittore) in collaborazione con Hugo Pratt (fumettista, romanziere e saggista), con la pubblicazione di La rivolta dei racchi, nel 1966.

La rivolta dei racchi, di Guido Buzzelli e Hugo Pratt

La rivolta dei racchi, di Guido Buzzelli e Hugo Pratt

Una tavola interna di La rivolta dei racchi

Una tavola interna di La rivolta dei racchi

Nel frattempo (siamo nel pieno degli anni Sessanta), il graphic novel ha un’evoluzione sempre più raffinata, per tematiche e indagine.
Entra in gioco il Gruppo 63 (gruppo di avanguardia letteraria e sperimentale che si sciolse nel 1969), di cui faceva parte anche Umberto Eco, il quale, nella veste di semiologo, pubblica una serie di scritti in cui sancisce la nobilitazione letteraria del fumetto.

Dobbiamo aspettare gli anni Settanta per vedere e leggere la punta più alta di innovazione del linguaggio fumettistico con Andrea Pazienza, fumettista e pittore, di straordinaria prolificità. Sono suoi romanzi grafici: Le straordinarie avventure di Pentothal; Pompeo; Storia di Astarte).

Le straordinarie avventure di Pentothal, di Andrea Pazienza

Le straordinarie avventure di Pentothal, di Andrea Pazienza

Una tavola interna di Le straordinarie avventure di Pentothal

Una tavola interna di Le straordinarie avventure di Pentothal

Pompeo, di Andrea Pazienza

Pompeo, di Andrea Pazienza

Una tavola interna di Pompeo

Una tavola interna di Pompeo (n.d.r.: bella questa frase del guerriero, vero?)

Storia di Astarte

Storia di Astarte

Una tavola interna di Storia di Astarte

Una tavola interna di Storia di Astarte

Per una discussione in merito a quella che è stata definita la distorsione Eisner, ho trovato una pagina con un articolo di Matteo Stefanelli dal titolo, appunto: La distorsione Eisner, pubblicato sulla rivista Fumettologica.

In realtà, il problema delle origini di questo genere grafico-letterario non è solo di difficile soluzione, ma anche di difficile definizione dato che i termini “graphic novel” e “fumetto” sono spesso sovrapponibili. L’unica cosa certa è che l’uso diffuso dell’espressione graphic novel è cominciato in America alla fine degli anni Settanta per indicare le opere di Will Eisner, e da lì si è imposto nel resto del mondo a partire dagli anni Ottanta.

 

 

 

 

2 commenti

  1. Ottimo articolo che mi ha tolto più di un dubbio su un argomento che mi riguarda da vicino. Grazie Tea

  2. Grazie a te.
    Ad maiora!

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