I CLIENTI DI AVRENOS, DI GEORGES SIMENON

I CLIENTI DI AVRENOS, DI GEORGES SIMENON

I clienti di Avrenos (Les clients d’Avrenos; 1935, wikipedia dà 1934) è un racconto lungo di Georges Simenon, ma compiuto come un romanzo.
Affascinante, oscuro senza essere un “giallo”.

Georges Simenon (Liegi, 1903 – Losanna, 1989), scrittore belga di lingua francese

Letto in una sera e, man mano che la sera passava, sprofondavo via via in un’atmosfera che mi ha ricordato altri luoghi, diversi ma simili per certi versi, se non fosse stato che i tempi erano altri. Ma la gente uguale, i palazzi quelli, l’immobilità la stessa.
Sto parlando di un’Alessandria di Egitto un soffio prima che scoppi internet, di un mondo fatiscente dove la ricchezza sta andando lentamente in malora, gli stucchi sono sbrecciati, le strade rappezzate male, ma resistono le architetture coloniali, i ferri artistici sono ancora al loro posto, arrugginiti, gli ascensori aperti ogni tanto si bloccano a metà piano, scelgo sempre di salire e scendere a piedi, i caffè servono caffè arabo e gli occhi vedono il mare attraverso lussuose vetrate impolverate. Mai pulite.
A Il Cairo è la stessa cosa. Mentre inganno lunghe ore in attesa di una persona, entro nel Museo Egizio e giro silenziosa e sola e ogni tanto incontro uno dei guardiani che mi dice: “Qui ci sono cose vecchie, molto vecchie. Very old, قديم, qadim” continuano a ripetermi. E io annuisco ogni volta, senza rispondere; no, non pensavo che ci fossero cose nuove, davvero.
Tutto è riassunto in quel “قديم”. Nessun’altra storia, perché è stata dimenticata, perché non è la loro. Mi giro e ho il diritto di farlo, di non dargli retta, perché sono una ragazzetta e sono sola.

Qui no, nel mondo di Georges Simenon siamo ancora negli anni Trenta, tutto funziona in questo mondo di diplomatici ed europei, persi in una terra che non dà la possibilità di andarsene; che affascina senza chiederti se vuoi essere affascinato perché, nel momento in cui te lo chiedi, hai già varcato il punto di non ritorno.
Siamo in Turchia, a Istanbul. Un diplomatico francese conosce una ragazza, una entraîneuse, Nouchi. Chi prende chi, dei due?
E qual è il segreto che nasconde la ragazza, che la rende ricercata e irresistibile a chiunque? Di che cosa si nutre il potere di Nouchi? Il suo passato balza prepotente e la manovra. E la passione del francese, di Jonsac, quale fondo riesce a toccare?

“Sei infelice, vero? E pensi che sono cattiva, che lo faccio apposta a farti soffrire. Vuoi sapere un grande segreto?”
(…)
“No” fece lui guardandola stupito.

In mezzo a loro si muove una folla di vite spesso perdute, e Nouchi nuota da vincitrice nelle paure, i desideri nascosti, le ambizioni e la mancanza di ambizioni di personaggi quasi esclusivamente maschili… se non fosse per una lacerante apparizione.
E poi il finale da brivido.

I CLIENTI DI AVRENOS, DI GEORGES SIMENON

2 commenti

  1. Recensione coinvolgente, quasi erotica, anzi puramente erotica. Hai raccontato le ragioni logiche ed emotive per cui vale la pena di leggerlo tutto d’un fiato in una sera senza svelarne la trama. Tra tutte le tue recensioni che ho avuto il piacere di leggere questa è una delle più efficaci. Una ventata di ossigeno puro nell’immensa nube di fumo tossico, dove raramente si scorge un bagliore di luce.

  2. Grazie, Tiziana.
    Ho notato che questo libro dà differenti impressioni, se letto da un uomo piuttosto che da una donna. Simenon ha saputo entrare nel cervello e nello spirito femminile come pochi, in questa sua prova.

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