PLUTO, IL SUPEREROE INEDITO DI BONELLI E CAMPANI

PLUTO, IL SUPEREROE DI BONELLI E CAMPANI RIMASTO INEDITO

Pluto o Plutos? Due nomi simili, due personaggi leggermente diversi.
Plutos è un personaggio dei fumetti nato nel 1949 sulla scia dei supereroi americani, scritto da Gian Luigi Bonelli (il papà di Tex) e disegnato da Leone Cimpellin.

 

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Gian Luigi Bonelli (1908-2001)

 

Bill Donovan, deciso a vendicare la morte del fratello ucciso in uno scontro tra bande rivali, indossa un costume rosso e, aiutato dalla bella Lula Michigan e dall’ex pugile Joe, inizia una guerra contro bande di gangster e sette di infidi cinesi. Caratteristica del personaggio sono le pistole emananti un gas soporifero che ha l’effetto di narcotizzare le vittime, destinate a risvegliarsi il giorno dopo… in prigione!

 

PLUTO, IL SUPEREROE DI BONELLI E CAMPANI RIMASTO INEDITOPLUTO, IL SUPEREROE DI BONELLI E CAMPANI RIMASTO INEDITO


PLUTO PRIMA DI PLUTOS

Se Plutos è del 1949, il Pluto senza la esse finale che abbiamo scoperto è addirittura del 1948, lo stesso anno della creazione di Tex Willer! Parliamo di un personaggio simile a quello disegnato da Cimpellin, che però è disegnato dal grande Paul Campani.

 

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Pluto di Paul Campani

 

Gian Luigi Bonelli e Paul Campani! Non risulta da nessuna parte che i due signori in questione abbiano mai lavorato insieme. Gian Luigi Bonelli e Paul Campani, destinati a passare alla storia del fumetto il primo e dell’animazione pubblicitaria (lo storico Carosello) il secondo, hanno incrociato i loro destini per creare qualcosa insieme. Il primo lavorava nella sua Milano mentre il secondo, modenese, lavorava a Venezia: le eccezioni furono la collaborazione con il settimanale “Intrepido” nel 1939 e la realizzazione del film d’animazione “Rosa di Bagdad” (1942-1949), che aveva portato Campani in Franciacorta, nel bresciano.

Da alcune tavole ritrovate qualche tempo fa risulta che uno storico incontro fosse avvenuto, ma che per qualche ignota ragione la collaborazione si è interrotta dopo appena 7 pagine senza sortire un prodotto editoriale.

Le tavole sono quelle di Pluto, un uomo mascherato nato dalla penna di Giovanni Luigi Bonelli nel lontano 1948 e tradotto in immagini, come detto, da un talentuoso Paul Campani ancora influenzato dal caniffiano Hugo Pratt, con il quale ha condiviso le fatiche sulla mitica rivista “Asso di Picche”. Di Pratt e del gruppo di “veneziani” Campani seguirà professionalmente le orme in Argentina nel 1949. Senza mai spostarsi da Milano.

Campani, infatti, pur essendo uno dei disegnatori che collaboravano con l’editore Cesare Civita di Buenos Aires (già direttore generale della Mondadori prima della guerra) aveva scelto di non lasciare l’Italia. Per Civita disegnò a lungo due personaggi di grande successo come il supereroe MisteriX, su testi di Alberto Ongaro, e Bull Rocket su testi di Héctor Oesterheld, il futuro creatore dell’Eternauta.

 

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Paul Campani (1923-1991)

 

Sette pagine appena di Pluto, sufficienti però a presentarci il protagonista sia nella sua veste di uomo comune sia nella versione di vigilante notturno.

Fu la collaborazione con l’Editrice Abril di Civita la causa della brusca interruzione della collaborazione tra G. L. Bonelli e Campani? Difficile dirlo, ma le date sembrano escludere questa possibilità.

Non è escluso che il progetto sia naufragato per scelta di G. L. Bonelli, magari non convinto dalla prova di Campani. Il fatto che le poche tavole fossero state letterate fa pensare a una sorta di prova generale realizzata a cura di Bonelli.

Quello che sappiamo è che a distanza di pochi mesi G.L. Bonelli fu in grado di portare in edicola il personaggio con un altro illustratore, al posto di quello che era stato scelto in un primo momento: Leone Cimpellin.

 

Leone Cimpellin (1926-2017)

 

Il nuovo personaggio appare un po’ diverso da quello disegnato da Campani, del resto il ventitreenne Cimpellin, che qui usa lo pseudonimo di Alex Lyon (è il suo nome, Alessio Leone, anglicizzato) e firma “Cimp” le copertine, non ha mai mai visto le tavole del suo predecessore.

Come mi racconta Leo Cimpellin, Plutos nasce nella fredda Milano in una casa ancora in costruzione (quella di Bonelli) in via Mac Mahon, dove i due autori lavorano giorno e notte avvolti nelle coperte per difendersi dal freddo.

 

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L’albo di Plutos realizzato da G.L Bonelli e Cimpellin

 

Il “nuovo” Plutos ha acquisito una “S” finale che lo dovrebbe rendere più plausibile nel contesto nordamericano dove si muove. Si presenta con un look decisamente improbabile, molto diverso da quello moderno, incisivo e dark tratteggiato da Campani, il quale aveva una maggiore conoscenza del fumetto americano, oltre che una notevole esperienza professionale. Il costume quasi paramilitare immaginato da Campani diventa nelle mani di Cimpellin una sorta di calzamaglia teatrale che ricalca lo scarlatto costume del primo Mefisto di Tex Willer, con tanto di stivaletti flosci degni di un personaggio shakespeariano. Forse fu lo stesso Bonelli a suggerire al giovane Cimpellin il look che Aurelio Galleppini darà al futuro arcinemico di Tex?
Lo stesso Cimpellin smentisce questa ipotesi: G.L. Bonelli aveva come riferimento Ciclone l’Uomo d’Acciaio, vale a dire l’edizione italiana del celebre Superman di Siegel e Shuster uscita prima della guerra.

I “cornetti” sulla testa di Plutos sono un riferimento a Plutone (in latino Pluto), il re dell’Averno, l’inferno degli antichi romani. Si tratterebbe del diavolo, insomma.

Altra differenza sostanziale tra la prima e la seconda versione del personaggio è rappresentata dal formato, che passa da “comic book” all’americana, con il moderno layout delle vignette a incastro di Campani, al più tradizionale formato “striscia” dello scolastico Cimpellin.
Un ripensamento non da poco, tutto considerato.

Chissà se questi dettagli influirono sulla prematura scomparsa del nuovo eroe la cui vita editoriale non fu così effimera, dato che poté contare anche su alcune riedizioni estere, come l’edizione inglese di cui si può vedere un esempio qui sotto.

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L’edizione inglese di Plutos

Le sette tavole ritrovate del “primo” Pluto, grazie all’opera di conservazione del disegnatore Sergio Tuis, rimangono la testimonianza di un incontro accidentale tra due grandi autori che forse poteva cambiare il destino di un genere, quello supereroistico italiano, che non è mai decollato. Chi può dirlo?

IL PLUTO RIMASTO INEDITO DI CAMPANI

Ecco le sette eccezionali tavole disegnate da Paul Campani rimaste inedite.

 

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Tutti gli albi di PLUTOS (1949)

Testi di G. L. Bonelli e disegni di L. Cimpellin

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1 – Allarme nella notte
2 – Battaglia sui grattacieli
3 – Il re del mistero
4 – L’agguato
5 – Lula in pericolo
6 – Chinatown
7 – Nel covo di Sing-Fo
8 – La cattura di Joe
9 – Il pozzo della morte
10 – Oppio
11 – La rivincita di Plutos
12 – Caccia all’uomo
13 – L’inafferrabile
14 – Avventura nel Pacifico
15 – Servizio segreto
16 – L’idolo della morte
17 – L’assedio
18 – Intrighi nell’ombra
19 – L’isola del diavolo
20 – La trappola di Hu-Lon
21 – Duello serrato
22 – La cattura di Plutos
23 – La baia degli squali
24 – L’insidia sul mare
25 – Nelle spire del mostro
26 – Incontri nella notte
27 – Nanga, lo stregone
28 – La fossa tragica
29 – La foresta in fiamme
30 – Sfiorando la morte
31 – Tutto per tutto
32 – L’ultima lotta

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Omaggio di Luca Pozza, autore di questo articolo, a Pluto di Campani

 

Da Il Sestante News.

2 commenti

  1. Sono il direttore de Il Sestante News, giornale regolarmente registrato al Tribunale di Venezia. Chiedo la cortesia la prossima volta che copiate e incollate un nostro servizio di citare almeno la fonte, dal momento che Luca Pozza è un nostro collaboratore e le tavole inedite e i testi sono stati concessi in uso esclusivo da Luca al giornale che dirigo. Il non citare la fonte o rimandare al sito http://www.ilsestantenews.it o nemmeno chiedere la cortesia di riprenderlo è un atto contro la deontologia professionale. Per questa volta mi limito a chiedere di aggiungere la fonte, se capiterà in futuro dovrò provvedere con una segnalazione.

    Cordiali saluti
    Gian Nicola Pittalis

    • L’articolo c’è stato fornito dall’autore, dovete chiedere a lui. Non abbiamo comunque problemi nel mettere il “vai alla fonte” cliccabile.

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