EVA MENDES, SPIRITO EROTICO

EVA MENDES, SPIRITO EROTICO

Eva Mendes non gira un film dal 2014, anno in cui ha partecipato a Lost River, esordio registico di Ryan Gosling. Con Gosling si è poi fidanzata e due anni dopo l’attore canadese è diventato suo marito.

La Mendes non è la prima donna del mondo dello spettacolo con una carriera ben avviata che dirada gli impegni artistici per questioni matrimoniali o per la maternità.
Potrebbe essere questa la ragione dietro la lunga assenza dal grande schermo, o anche la scarsa riuscita dell’ultimo film: se la visione di Lost River può rivelarsi un’esperienza traumatica per lo spettatore, figurarsi per chi vi ha preso parte.
Eva Mendes vi interpreta Cat, la quale gestisce uno strano locale di burlesque esibendosi in performance granguignolesche.
In attesa che torni al più presto nelle sale cinematografiche con qualcosa di meglio, ripassiamo la sua filmografia e le sue apparizioni in spot pubblicitari e produzioni televisive.

Eva Mendes è nata a Miami, in Florida, da genitori cubani. Il suo vero nome è Eva de la Caridad Méndez. Comincia a farsi conoscere nel 1997, quando appare nel video musicale realizzato per il brano Hole in My Soul degli Aerosmith, diretto da Andy Morahan.
È la storia del solito studente geniale che viene preso in giro dai compagni e non ha fortuna con le donne. Un giorno decide di creare con il computer la ragazza ideale, che è appunto Eva Mendes.

 

In diverse interviste Eva Mendes ha evitato di citare Gli adoratori del male (Children of the Corn V: Fields of Terror) come prima esperienza su un set cinematografico. Il film negli Stati Uniti non è apparso nelle sale cinematografiche ma è stato distribuito direttamente in home video.
Certo è che in alcune dichiarazioni l’attrice ha mostrato di non gradire granché la sua interpretazione nell’horror diretto da Ethan Wiley, nel quale è una delle vittime di una setta di bambini diabolici. L’ennesima variazione/sequel del racconto di Stephen King I figli del grano, che però non è poi così disprezzabile.

 

Prima di cominciare a ottenere ruoli importanti al cinema, Eva Mendes ha partecipato nel 1998 a un episodio del telefilm Mortal Kombat. L’anno successivo a uno della prima stagione di V.I.P. (Vallery Irons Protection) intitolato Salute e pallottole (Val the Hard Way), diretto da Larry Rappaport.
Le ragazze dell’agenzia di guardie del corpo capitanate da Vallery Irons (Pamela Anderson) si sostituiscono alle ballerine di un locale di spogliarelli per incastrare un boss.

 

In 2 Fast 2 Furious (Id.) del 2003, secondo capitolo della saga (giunta al nono film) dopo Fast & Furious (diretto nel 2001 da Rob Cohen), Eva Mendes interpreta l’agente sotto copertura Monica Fuentes.
Monica si è infiltrata nella banda del trafficante di Miami Carter Verone diventando la sua donna e collaboratrice. Brian O’ Conner (Paul Walker), cacciato dalla polizia nel primo film per aver aiutato Dom Toretto, può riottenere il lavoro se riesce a incastrare Verone. Il regista John Singleton ovviamente gira una scena con la Mendes in bikini (“Eva: molto sexy, gran corpo”, ha detto).

 

Nel 2003 è il detective della omicidi Alex Diaz nel film d’azione Out of Time (Id.), diretto da Carl Franklin.
In procinto di divorziare dal poliziotto Matt (Denzel Washington), lo aiuta però a indagare su un omicidio in cui l’uomo è invischiato.

 

Del 2008 è un video nel quale Eva Mendes fa il bagno in una vasca piena di schiuma, da dove introduce un video di cucina trasmesso da Melslife, sito fondato e sviluppato dall’americana Melissa Melcombe.

 

Insieme a un’altra attrice, Mila Kunis, Eva Mendes nel 2004 partecipa al video musicale girato dalla specialista Sophie Muller per il brano The End Has No End, della rock-band The Strokes.

 

Il primo e autentico successo cinematografico Eva Mendes lo ottiene grazie alla commedia sentimentale di Andy Tennant Hitch – Lui sì che capisce le donne (Hitch), del 2004. Will Smith è Alex Hitchens, che di mestiere aiuta gli uomini a far innamorare la donna che desiderano. Hitch un giorno conosce Sara, una giornalista mondana non facile da conquistare.

 

Tratto dal fumetto pubblicato dalla Marvel, Ghost Rider (2007), diretto da Mark Steven Johnson (già autore di Daredevil, sempre della Marvel), racconta di un giovane motociclista acrobatico, Johnny Blaze, convinto da Mefistofele a vendergli l’anima per salvare il padre, malato terminale. Anni dopo, il diavolo reclama l’adempimento del patto. Johnny, divenuto famoso, di notte si trasforma quindi in Ghost Rider, un demone con il teschio fiammeggiante che dà la caccia alle anime fuggite dall’inferno.
A fianco di Nicholas Cage, che interpreta Johnny da adulto, Eva Mendes è Roxanne Simpson, una giornalista televisiva, da ragazza fidanzata con Johnny e ora tornata per intervistarlo.
Il regista ha detto di lei: “Per me era davvero importante trovare un’attrice bellissima ma anche estremamente piacevole e spiritosa e per questo ho preso Eva. Non assomigliava al personaggio del fumetto, ma questo non mi interessava molto. Volevo che avesse il carattere giusto”.
Gli ha fatto eco il produttore Gary Foster: “Eva la volevamo fin dall’inizio. Ci eravamo tutti innamorati di lei in Hitch (…). È una donna molto spiritosa, un’attrice fantastica e molto spontanea”.
In effetti la Mendes mostra molta spontaneità, per esempio in una scena di cui è la protagonista assoluta: quando Roxanne si ubriaca aspettando inutilmente Johnny al ristorante.

 

Sempre neI 2007 Eva Mendes prende parte ad altri due film. Il thriller/noir Cleaner (Id.), che, nonostante la regia dell’esperto Renny Harlin, in quanto a tensione, latita parecchio.
Protagonista è Tom Cutler, poliziotto in pensione che ha aperto un’agenzia specializzata nella pulizia delle scene del crimine. Eva Mendes interpreta la moglie di un uomo ucciso in una lussuosa villa e del cui omicidio l’inconsapevole Tom ha fatto sparire ogni traccia. A un certo punto il personaggio della Mendes si taglia con i cocci di una tazza rotta, ed è il massimo della suspense di cui è protagonista.
Quantomeno più erotica è la sua parte nel film di James Gray I padroni della notte (We Own the Night). A tal proposito, la giornalista Antonella Piperno in un articolo su Panorama scrive che Eva Mendes “ha fatto sgranare gli occhi a parecchi maschi nella scena cult dei Padroni della notte dove, distesa su un divano, si accarezza lentamente davanti al partner Joaquin Phoenix, mentre lui la tocca a sua volta”.
La scena è proprio all’inizio del film ed è tanto esplicita che l’attrice fece in modo che i genitori arrivassero con quindici minuti di ritardo alla prima. Ciononostante nella stessa intervista della Piperno spiega che “sono un’attrice, non ho alcun problema a togliermi i vestiti, se il ruolo lo richiede”.

 

Dopo Ghost Rider, Eva Mendes nel 2008 entra a far parte del cast (comprendente Samuel Jackson, Gabriel Macht e Scarlet Johansson) del suo secondo film tratto da un fumetto. The Spirit (Id.) è basato sulla serie creata da Will Eisner nel 1940 ed è diretto da un altro celebre autore di fumetti, Frank Miller.
Il giustiziere Danny Colt alias Spirit se la deve vedere con il suo principale nemico, Octopus, e con la ladra Sand Saref, da lui amata in gioventù. Sand è senza dubbio uno dei migliori personaggi interpretati da Eva Mendes: presenta tratti caratteriali interessanti e una sensualità notevole.

 

Sul versante sexy, Eva Mendes nello stesso anno diventa la testimonial di Calvin Klein. Prima è la protagonista di una serie di scatti, realizzati dal famoso fotografo di moda Steven Meisel, che pubblicizzano la nuova linea di reggiseni. Poi dello spot per il profumo Secret Obsession, girato in b/n dallo stesso Meisel e censurato negli Stati Uniti perché considerato troppo hard.

 

Il gruppo Campari la vuole come protagonista del calendario 2008, dal titolo Campari Tales, realizzato dal fotografo Massimo Parisotto. Come si può leggere nel sito del gruppo, Eva Mendes è “protagonista nelle 12 favole con un tocco distintivo in ogni fotografia; aggressiva e mozzafiato nella piccola fiammiferaia, statuaria come Cappuccetto Rosso nel domare il suo lupo; amante imperioso di un Pinocchio adorante e ridotto in schiavitù, e una moderna Cenerentola che brinda con il suo principe dopo mezzanotte”.

 

Fino a questo momento il capolavoro della carriera di Eva Mendes è senza dubbio Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans (Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans), diretto nel 2009 dal regista tedesco Werner Herzog in trasferta hollywoodiana. Nonostante il titolo, il film di Herzog non ha punti di contatto con Il cattivo tenente (Bad Lieutenant, 1992), di Abel Ferrara, se non quello di avere per protagonista un poliziotto corrotto (interpretato da Nicolas Cage), che tra le altre cose protegge la prostituta Frankie e la sposa.
Herzog a proposito di Eva Mendes ha dichiarato: “Voglio lavorare con i migliori che ci siano anche se non sono star e in questo film volevo Eva Mendes. Sono stato io a dire che soltanto lei poteva fare questo film”.

 

Il soggetto del film di Adam McKay I poliziotti di riserva (The Other Guys, 2010), non è proprio il massimo dell’originalità.
Due poliziotti dai caratteri diversi uniti in una vicenda comica e d’azione. Qualche momento divertente tuttavia non manca, grazie soprattutto a Will Farrell, protagonista insieme a Mark Wahlberg. Eva Mendes ha il ruolo di Sheila, moglie di Farrell.
La trovata del regista e dello sceneggiatore Chris Henchy è di fare dell’appariscente e supersexy Sheila un’affettuosa e perfetta donna di casa, che il marito non sembra trovare nemmeno tanto attraente. Infatti a un certo punto in un dialogo tra i due protagonisti, Ferrell dice a Wahlberg: “È carina, ma non è sexy”.

 

Un problema di Eva Mendes, come di molte attrici dei nostri giorni, è che a forza di spot pubblicitari, finisce per essere poco credibile a livello recitativo.
Nel 2011, testimonial scelta dallo stilista francese Thierry Mugler per il profumo Angel, interpreta il corto dall’atmosfera fantascientifica Angel – The Dream Machine, diretto da Baillie Walsh.

 

Holy Motors (Id.) del 2012, è l’ultimo film di un certo rilievo interpretato da Eva Mendes. Inventivo e visivamente sontuoso, ha forse il difetto che accomuna tutti i lavori del regista francese Leos Carax: una stravaganza espressiva un po’ compiaciuta, che si traduce in un’altrettanto ricercata marginalità artistica.
Holy Motors è una sorta di film a episodi, con un un enigmatico protagonista che prende via via varie identità. Carax lo ha descritto in questo modo: “Penso che sia un film semplice, se si accetta di non sapere in che direzione va per circa 20 minuti, che oggi sono considerati tanti, ma non così tanti”.
Nella parte che vede in scena Eva Mendes (non la migliore del film), un folle, Merde, rapisce una top model durante un servizio fotografico.

 

Magari Federico Fellini fosse ancora vivo: mi sarebbe piaciuto recitare in un suo film.

Eva Mendes

 

 

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