LETTERE AL DIRETTORE: I FUMETTI CHE SOPRAVVIVERANNO

LETTERE AL DIRETTORE: I FUMETTI CHE SOPRAVVIVERANNO

I fumetti tra un lustro

Caro direttore,
secondo te quante testate storiche a fumetti saranno ancora in edicola tra cinque anni?
Marcello Toninelli

Gentile Marcello Toninelli,
direi quasi tutte. Forse anche tra dieci anni.
Certo che se vanno avanti così, con personaggi sempre più indirizzati al pubblico “sofisticato” invece che a quello popolare, venderanno pochissimo. I fumetti di successo sono semplici e allo stesso tempo carismatici, come Tex, Diabolik e il Dylan Dog “sagoma di cartone” degli inizi (malgrado lo sguardo profondo e gli accenni sociali che non interessavano a nessuno). Quelli di insuccesso sono incasinati e tristi, come *** e ***.

Nei prossimi anni spero che escano nuovi albi a fumetti nel formato classico, quello a cui è abituato il pubblico italiano, ma dai contenuti diversi dal solito. Non l’esatto contrario come accade oggi: formati strani per fumetti tutti uguali a quelli che già non vendono.
Ci vorrebbe, non solo in Italia, un nuovo Jim Shooter che riporti i fumetti alle origini.

 

Atomi & folletti

Caro Direttore,
vorrei sapere cosa ne pensa della Fisica Quantistica.
No, non nel senso se la ritiene vera, perché la sua verità è già stata ampiamente dimostrata, ma nel senso che, essendo per la maggior parte controintuitiva, forse non se ne dovrebbe parlare al di fuori degli ambiti specialistici.
Mi spiego meglio: quando mi capita di tirarla in ballo, specie in discussioni filosofiche che dovrebbero ben comprenderla, vengo subito tacciata di meccanicismo, determinismo, assolutismo e di relativismo.
Eppure i primi atomisti sono stati mistici e visionari come Parmenide e Anassagora, senza menzionare Aristotele o Democrito, accettati tout court come filosofi di una certa levatura.
Ma soltanto a nominare quei piccolissimi, deliziosi e quasi invisibili mocciosetti che ci configurano – gli atomi – le persone hanno una reazione esageratamente ostile.
Se invece si parla di zombie, fantasmi, troll e folletti, si beneficia di un unanime consenso.
Sperando di non suscitare un’ennesima disagevole reazione, le chiedo se ritiene appropriato introdurre l’atomismo anche in discussioni non prettamente scientifiche, o se pensa che la mia visione sia ristretta, e dunque dovrebbe tenere in maggior considerazione il lato fantasy della realtà.
Cordialmente
Gio Bhumi

Gentilissima Gio Bhumi,
sono perfettamente d’accordo, qualunque cosa abbia detto.
La verità è che non capisco nulla di fisica. Solo qualcosa di filosofia avendola studiata all’università,
ma non ricordavo che Parmenide fosse atomista.
Ardito il collegamento degli atomi con gli zombie e folletti, peraltro odio sia l’horror sia il fantasy. Essendo razionalista sono per il fantastico di tipo fantascientifico, entrato irrimediabilmente in crisi con le assurde “montagne volanti” del peraltro non disprezzabile Avatar.

 

Problemi oftalmici

Direttore,
Lei già era brutto con i baffi, adesso è proprio inguardabile. Come mai questa scelta?
Advent Child

Gentile (?) Advent Child,
a parte il fatto che i miei tratti somatici vengono comunemente considerati apollinei, sono stato indotto a tagliare i baffi da una giovane signora. Vedremo se ne varrà la pena.

 

LETTERE AL DIRETTORE: I FUMETTI CHE SOPRAVVIVERANNO

Il Direttore

 

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12 commenti

  1. Chiedevo per un amico: qual è la migliore storia degli X-Men?

  2. Gentile direttore, ricorderà sicuramente il periodo della rivista dei fantastici quattro della star comics in cui comparivano le storie di Byrne, Miller e David. Come vedrebbe la proposta in edicola di una rivista italiana in formato comic book con tre serie, portate avanti sempre dagli stessi autori, e di buona qualità (non necessariamente super eroi ma legate tra loro da un universo condiviso)? Tanuzzobello Mulphy

  3. Dylan Dog “sagoma di cartone” degli inizi (malgrado lo sguardo profondo e gli accenni sociali che non interessavano a nessuno)

    Verità sacrosanta peccato che recchioni sia convinto del contrario

  4. Gentile Direttore,
    ho da poco acquistato i primi 8 numeri di Batman edizioni Panini.
    La copertina non è fatta di quella bella carta patinata liscia, ma è ruvida e sgradevole al tatto. Le pagine sono dimezzate, il prezzo è raddoppiato (5 euro a numero). Le pagine sono incollate tra loro all’altezza dei punti metallici e si separano con un fastidioso Plock! che lascia rovinate entrambe le pagine alle quali il colore va via e rimangono fastidiosi puntini bianchi. La mia domanda è: perché tutto questo? Perché volere lucrare così tanto sulle tasche degli appassionati di fumetti presentando un prodotto così scadente? Non capiscono che porterà i collezionisti a rinunciare all’acquisto??

  5. Caro direttore,
    ha mai avuto l’impressione di vivere in un fumetto, uno di quelli che descrivono qualche distopia? Per quanto mi riguarda è la sensazione che mi pervade dallo scorso febbraio. Ho vissuto la prima fase della pandemia covid come se mi fossi trovato tra le pagine del L’Eternauta. Non mi sembrava tanto diverso il mio entrare in rianimazione scafandrato, dall’uscire di casa scafandrato del protagonista. Ora invece, col dilagare dell’ideologia no-mask, mi pare di essere finito in qualche comics americano, uno di quelli in cui il cattivo di turno riesce con qualche gigantesca macchina kirbyana a piegare il giudizio della folla ai propri malvagi scopi.
    Le chiedo, direttore, dopo 50 anni di letture a fumetti sono io a non essere più in grado di distinguere la realtà dalla finzione o è la nostra realtà che ha superato l’immaginazione fantastica di tanti autori?

  6. Buongiorno direttore:
    1) Dato che scrive di serial killer scriverà un articolo sull’omicidio di Sylvia Likens? E’ il delitto peggiore della storia americana.
    2) Si aspettava che la sua rivista magic boy arrivasse a simili quotazioni? Numero uno 100 euro 20/40 i successivi?
    3) Quanto vende dylan dog?

    Grazie e buona giornata

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