LA POSTA – AL FUMETTO MANCANO EDITOR INNOVATIVI

NUOTATORI NUDI E SPETTATRICI VESTITE
Buona domenica Direttore:
1) Ho letto una graphic novel sul nuoto nudo. In America, i maschi dal 1920 al 1970 facevano gare a scuola davanti a familiari e compagne di classe completamente nudi. Ma le ragazze restavano in costume. In seguito le gare di nuoto nudi sono state abolite perché gli organizzatori si sono accorti che era una umiliazione pubblica per i ragazzi e una goduria voyeuristica per le ragazze. Lei sapeva di questa barbara usanza? Grida vendetta. E poi dicono adesso che siamo sessisti.
2) Oltre a Holly e Benji ci sono altri anime/manga sul calcio validi?
3) Che ne pensa della storia Zanardi intitolata “La prima delle tre”? È quella con il mostro di Firenze.
Andrea
Gentile Andrea,
non ho presente la graphic novel di cui parla (anzi, la pregherei di indicare titolo e autore). Nell’antica Grecia era normale fare sport nudi, tradizione ripresa da alcuni salutisti originali negli ultimi secoli. Dubito che nelle scuole si nuotasse nudi davanti a ragazze vestite. Comunque, essendo nato già muscoloso, non mi sono mai posto problemi sulle pratiche sportive e sul relativo abbigliamento.
Come probabilmente sa meglio di me, il primo cartone animato a tema calcistico è Arrivano i Superboys (1970), tratto dal manga scritto da Ikki Kajiwara (autore anche dell’Uomo Tigre e di Rocky Joe) e disegnato da Mitsuyoshi Sonoda. Ne ho solo un vago ricordo, anche perché lo sport non rientra nelle mie passioni. So che ci sono altre serie giapponesi simili, ma non ne ricordo il titolo.
“La prima delle tre”, l’episodio con Zanardi di Andrea Pazienza da lei citato, non mi ha mai convinto. Penso sia stato realizzato improvvisando la storia, alla ricerca di una ispirazione che non è arrivata. Alla fine risulta poco stringente, malgrado qualche passaggio interessante. Sullo Zanardi di Andrea Pazienza la rimando al mio articolo, cliccando qui.
SCENEGGIATORI BRAVI
Caro direttore,
i fumetti italiani fanno tutti schifo o ci sono ancora degli sceneggiatori validi? Se sì, mi faccia qualche nome.
Valentina
Gentile Valentina,
autori bravi ce ne sono sempre. Escludendo gli amici, direi che scrivono generalmente più che bene Tito Faraci, Leo Ortolani, Casty, Stefano Vietti e qualcun altro che adesso non mi sovviene. Piuttosto, il dramma del fumetto italiano contemporaneo è la mancanza di editor innovativi.
LA STORIA SEGRETA DELL’EDITORIALE CORNO
Ci provo, c’è qualche possibilità che venga realizzato un libro (o eBook) con la storia (critica) dell’Editoriale Corno? Ovviamente senza il benestare di Luciano Secchi… Si rischierebbero denunce?
Michele
Gentile Michele,
anche se all’epoca considerato minore, tra gli anni sessanta e settanta l’editore Andrea Corno con le sue pubblicazioni ha forgiato il gusto di molti appassionati del fumetto, tra i quali il sottoscritto. Grazie a Luciano Secchi (Max Bunker) e Magnus, con i tascabili di Kriminal, Satanik e del primo Alan Ford, l’Editoriale Corno ha presentato i personaggi più creativi dell’epoca, senza i quali il fumetto successivo sarebbe stata poca cosa. Sempre all’Editoriale Corno si deve lo spettacolare sbarco della Marvel in Italia nel 1970.
Ho conosciuto Andrea Corno negli ultimi anni della sua carriera, quando aveva la piccola casa editrice Garden, e ho avuto modo di parlare con lui dei tempi d’oro (lo accenno qui).
Sì, ci sarebbe materia per scrivere una storia interessante della casa editrice. Almeno tre fumettofili mi hanno detto che vorrebbero provarci, ma dubito che ci sia veramente qualcuno disposto a rischiare le querele raccontando i retroscena. Tanto più che i saggi sulla storia del fumetto italiano deludono sempre per la loro ricerca spasmodica di non dispiacere nessuno.

Sauro Pennacchioli