I CAVALIERI DELLO ZODIACO CONTINUANO ANCORA

I CAVALIERI DELLO ZODIACO CONTINUANO ANCORA

La “variant cover” de I Cavalieri dello zodiaco – Saint Seiya Final Edition disegnata da Zerocalcare può essere l’occasione, anche per gli ammiratori dell’autore romano, di prendere in mano un manga che ha già una lunga storia alle proprie spalle.


I Cavalieri dello zodiaco, Saint Seiya in originale, è una serie scritta e disegnata da Masami Kurumada a partire dal 1986: tra anime, film, action figures, videogame, prequel e spin off del fumetto originale, è un franchising ancora remunerativo.

Pubblicato per la prima volta sul settimanale Shonen Jump della casa editrice Shueisha (la stessa de Le bizzarre avventure di Jojo, per esempio). I Cavalieri dello zodiaco/Saint Seiya si afferma in un periodo dove nel fumetto giapponese è ancora forte la presenza dei robot mecha e degli eroi sportivi, due generi dai quali in parte deriva la serie di Kurumada.

Il titolo giapponese, Saint Seya, indica solo il personaggio di Seya, mentre quello italiano, I Cavalieri dello zodiaco, è più appropriato perché la serie tratta più personaggi che, di volta in volta, si prendono ciascuno i riflettori conquistando le simpatie del lettore.

Una chiave del successo della serie, e del merchandising che ne è derivato, è nella presenza delle splendenti armature che, quando non vengono indossate, assumono le sembianze di statue o modellini raffiguranti la costellazione appartenente.

Composta da tre macro capitoli che dividono la storia, la saga a fumetti racconta della reincarnazione della dea Athena ai giorni nostri, e di un gruppo di eroi a lei devoti pronti a combattere per la salvezza della Terra, in lotta contro i cavalieri al servizio di divinità ostili.

 

CAPITOLO I: IL SANTUARIO

La storia dei Cavalieri dello zodiaco racconta di 88 orfani raccolti dalla Fondazione Grado del ricchissimo Mitsumansa Kido, mandati in giro per il mondo a combattere per diventare dei cavalieri (saint in originale).

Questo avviene dopo un estenuante addestramento che, grazie al controllo dell’espansione del cosmo (l’energia spirituale racchiusa nel nostro corpo), permette loro di diventare talmente potenti che “i loro pugni squarciano il cielo e i loro calci spaccano la terra”. Colpi speciali che possono superare la velocità del suono.

Tra loro c’è Seiya, che dà il nome al titolo originale, un ragazzo alla ricerca della sorella, scomparsa quando lui è stato mandato in Grecia per l’addestramento.

Saori Kido, la ricchissima erede del defunto Mistumansa, propone un patto a Seya: la sua fondazione l’aiuterà a rintracciare la sorella se lui accetterà di battersi con gli altri cavalieri della Galaxian Wars. Sono dei veri e propri combattimenti tra gladiatori in mondovisione, che mettono in palio una misteriosa quanto leggendaria armatura d’oro.

Oltre a Seiya, cavaliere della costellazione di Pegasus, facciamo la conoscenza di quelli che diverranno gli altri protagonisti della storia.

Shiryu, cavaliere della costellazione del Dragone, addestrato in Cina, è capace di invertire il corso d’acqua di una cascata con il suo pugno.

Hyoga, cavaliere della costellazione del Cigno, per metà russo, in grado di usare tecniche che congelano l’avversario.

Shun, cavaliere della costellazione di Andromeda, che manovra con grande abilità catene fornite di incredibili poteri.

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I combattimenti vengono interrotti dall’arrivo di un altro orfano, Ikki della Fenice, guidato dalla costellazione del mitologico uccello che risorge dalle proprie ceneri.

Ikki non è lì per partecipare alla competizione, ma per appropriarsi dell’armatura d’oro in palio. I quattro protagonisti dovranno recuperarla, specie in virtù del fatto che Ikki è il fratello maggiori di Shun, da lui ricordato come premuroso e protettivo.

Il rancore del cavaliere della Fenice è dovuto al fatto che durante il crudele addestramento è venuto a conoscenza delle loro vere origini: lui e il resto degli 88 orfani sono tutti figli di Mitsumasa Kido, avuti con decine di donne.

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La sfida viene interrotta quando il Santuario di Atene manda i Cavalieri d’argento (Silver Saint in originale), dei guerrieri di rango superiore, ad eliminarli in quanto stanno usando le armature e le loro capacità per scopi personali e non per la difesa di Athena.

Veniamo a sapere che Saori Kido è in realtà la reincarnazione della dea Athena, che quando era in fasce fu vittima di un tentato omicidio da parte del Gran Sacerdote, la massima autorità religiosa nel culto della dea greca.

A salvarle la vita fu Aiolos, il cavaliere d’oro (gold saint in originale) della costellazione del Sagittario, che verrà accusato di tradimento e condannato a morte, non prima di aver portato in salvo la dea in fasce e lasciata alle cure del turista giapponese Kido, lì nelle vicinanze.

Aiolos rivela a Kido la vera natura della bambina, dicendogli di proteggerla trovando dei validi giovani da rendere cavalieri e di donare al più valoroso di loro la sua armatura.

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Saputa la verità i cinque cavalieri decidono di accompagnare Athena al Santuario per riprendersi ciò che è suo, strappandolo dalle mani del sacerdote usurpatore.

Non sarà affatto un’impresa semplice, in quanto il sacerdote è creduto da tutti il vero portavoce della dea, mentre Saori è considerata una millantatrice.

Quando un sicario del sacerdote ferisce la giovane con una freccia d’oro, che solo lui può estrarre, ai cinque cavalieri non rimane che attraversare entro dodici ore le dodici case del Santuario, ognuna protetta da un cavaliere d’oro: sono i guerrieri più alti in grado nella casta dei cavalieri di Athena, capaci di colpire alla velocità della luce, ognuno appartenente a una delle dodici costellazioni dello zodiaco.

L’intuizione di Kurumanda sta nel non definire la linea tra il bene e il male. I 12 Gold Saint sono genuinamente convinti da stare dalla parte giusta, di combattere per il bene e di stare affrontando degli usurpatori.

Al contrario di quando accade in Mazinga e il Ken il Guerriero, le lotte tra cavalieri non sono semplici combattimenti tra eroi e malvagi, ma uno scontro tra personaggi che credono nella loro causa, combattendo una guerra in assoluta buona fede che entusiasma il lettore perché riesce ad immedesimarsi anche nell’avversario.

I 12 cavalieri d’oro, con le loro scintillanti armature e i loro colpi caratteristici risultano essere tra i preferiti dal pubblico. Il lettore tende, in certi casi, a preferire il cavaliere legato al proprio segno zodiacale a uno di quelli che dovrebbero essere i protagonisti del manga.

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Invece le squadre degli altri manga e anime presentavano tutte la stessa composizione. Gruppi tutti uguali con un eroe forte e coraggioso, un amico/rivale ribelle e scontroso, una ragazza dolce e attraente, un “ciccione” goffo e un ragazzino pestifero (si pensi ai Gatchman, Voltron o Vulturs V, per fare alcuni esempi).

Nei Cavalieri dello zodiaco, invece, ogni personaggio è potenzialmente protagonista e questa varietà li rende particolarmente apprezzati dal pubblico.

Non senza sacrifici e perdite i cinque Cavalieri di Athena riusciranno nella titanica impresa di superare le 12 case, mostrando una determinazione e una volontà superiore a quella dei fortissimi avversari.

Arrivano a smascherare il complotto del Grande Sacerdote, che scopriamo essere Saga, il cavaliere dei Gemelli, dotato di una doppia personalità. Voleva ottenere il controllo del Santuario tramite l’inganno, eliminando la vera Athena.

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Alla fine del primo capitolo, Athena viene riconosciuta da tutti e legittimata nel ruolo che le spetta, in attesa di conflitti futuri.

 

CAPITOLO II: NETTUNO

Questo secondo capitolo di Masami Kurumada ha creato alcuni problemi alla Toei Animation, la casa di produzione dell’anime derivato dal manga.

La produzione del fumetto si è rivelata più lenta del previsto, il finale del secondo capitolo tardava ad arrivare. Così alla Toei, per dar tempo a Kurumada di terminarlo, decidono di creare solo per il cartone animato la saga dei Cavalieri di Asgard.

Kurumada non era favorevole perché solamente il pantheon degli dei greci esisteva nella sua saga, ma non potendo opporsi si vede costretto ad accettare questa nuova linea di Cavalieri legati alla mitologia norrena e ai personaggi dell’Anello deli Nibelungi di Richard Wagner, che anziché alle costellazioni hanno come riferimento celeste le stelle dell’Orsa Maggiore.

Benché sia una storia riempitiva, risulta essere una delle preferite dai fan. In molti la trovano migliore del secondo capitolo ufficiale, quello di Nettuno, in quanto i Cavalieri di Asgard risultano meglio caratterizzati a carismatici rispetto a quelli del dio del mare.

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L’unica differenza tra anime e fumetto è quindi la presenza degli dei asgardiani.
I guerrieri di Odino non si rivelano nemmeno loro dei malvagi decisi a uccidere i 5 cavalieri d’Athena, sono invece cavalieri totalmente devolti alla loro fede, ligi al dovere fino all’ultimo, non essendo a conoscenza del fatto che la loro sacerdotessa sia stata soggiogata da Nettuno e spinta da lui a dichiarare guerra al Santuario di Atene.

Sconfitti gli avversari e scoperto l’inganno, Seiya e i suoi compagni vanno al tempio del dio del mare, sotto l’oceano, per liberare Athena, ancora una volta presa in ostaggio, e per scongiurare un nuovo diluvio universale.

Per poter trionfare questa volta dovranno battersi con i generali di Nettuno, ognuno legato a una delle colonne che rappresentano i sette mari, ovvero: Pacifico del Nord e del Sud, Atlantico del Nord e del Sud, Oceano Indiano, Oceano Artico e Antartico.

Al termine di questo secondo capitolo scopriamo che ancora una volta è stata l’ambizione di un uomo a scatenare il conflitto tra gli dei: Kanon, fratello gemello di Saga di Gemini (gemelli nel segno e nella vita, quindi), ha liberato lo spirito di Nettuno rimuovendo il sigillo di Athena e scatenando il dio del mare contro la dea.

Sostanzialmente Saint Seiya presenta sempre una storia semplice e ripetitiva, ossia il rapimento di Athena e una corsa contro il tempo per salvarla. Durante la caorsa i cavalieri dello Zodiaco devono misurarsi con altri cavalieri.

La tenacia dei protagonisti contro i rivali egualmente determinati infiamma il lettore. Le peculiari caratteristiche di ogni cavaliere spingono a fare diverse congetture, chiedendosi se il personaggio “X” che ha perso in una circostanza contro il personaggio “Y”, riuscirebbe a prevalere con un altro tipo di avversario.

I lettori del manga e gli spettatori dell’anime discutono ancora oggi nei blog legati alla serie, facendo il tifo per il proprio beniamino come se questo fosse un asso dello sport, sostenendo, tramite deduzioni più o meno lucide, la propria classifica dei cavalieri più forti.

 

CAPITOLO III: HADES

Il capitolo finale vede i nostri eroi scontrarsi contro il dio degli inferi, mostrando la vera ragione per la quale Athena si è reincarnata nel nostro secolo.

Nel corso dell’ultima “guerra santa”, avvenuta 243 anni prima, Athena era riuscita a rinchiudere Hades affinché non potesse nuocere all’umanità, ma adesso il suo sigillo sta perdendo potere e il dio dell’oltretomba sta tornando.

Avendo il potere sulla morte, Hades resuscita i cavalieri d’oro deceduti nel primo capitolo, costringendoli a ripercorrere le 12 case del Santuario e a uccidere la dea per conto suo, in cambio della vita eterna.

I Saint resuscitati sembrano accettare il patto, voltando le spalle a tutto ciò che erano stati da vivi. Questa prima parte dunque vede la battaglia tra cavalieri d’oro contro Seiya e gli altri protagonisti, insolitamente in ruoli secondari.

Kurumada si sbizzarrisce nel mostrarci i Gold Saint, veri idoli della saga, al massimo della loro forza, dando spazio ad alcuni di quei cavalieri che erano stati costretti a ruoli passivi nei capitoli precedenti. Ci rivela per la prima volta le loro tecniche segrete, soddisfacendo così le curiosità dei fan. 

Nel corso della storia scopriamo che la defezione dei Gold Saint defunti, e il conseguente omicidio di Athena, era solo una finzione per permettere alla dea di entrare nel regno di Hades, il mondo dei morti, dove si terrà la vera battaglia, e dove Seiya e gli altri avranno un ruolo determinate portando alla dea la sua armatura.

Lo scontro finale si ha nei Campi Elisi, il paradiso degli eroi greci, anche se per accedervi è necessario il sacrificio volontario dei Cavalieri d’oro…

Qui finalmente Seiya, Shiryu, Hyoga, Shun e Ikki assistono allo scontro tra Athena e Hades per la salvezza della Terra, che rischia di morire a causa di un’innaturale eclisse voluta dal dio della morte.

Il finale vede Athena trionfare sul dio malvagio e salvare la Terra, non prima che Seiya le faccia scudo con il proprio corpo, venendo trafitto al suo posto dalla spada di Hades. Al lettore non viene rivelato se sopravvivrà alla ferita. 

Con questo finale dal sapore tragico si conclude l’epopea dei Cavalieri dello zodiaco a fumetti, cominciata nel 1986 e conclusa nel 1990. Chi ha visto soltanto la serie animata dovrà invece attendere altri 22 anni prima che il capitolo finale di Hades venga trasposto in anime.

 

LE SERIE DERIVATE DEI CAVALIERI DELLO ZODIACO

Nel 2002, visto il successo ottenuto dalla trasposizione animata della terza parte, Kurumanda ha concesso a Megumu Okada di scrivere e disegnare Saint Seiya episode G, ambientato circa sette anni prima degli eventi della prima serie.

La storia vede il cavaliere del Leone, Aiola (fratello di Aiolos del Sagittario) come protagonista, che guida i Cavalieri d’oro (la G del titolo sta appunto per Gold) nella lotta contro il dio Crono e i titani.

La serie approfondisce alcuni avvenimenti solo accennati nel primo manga, e dà spazio a quei cavalieri che in precedenza non avevano avuto molta visibilità, mettendo in mostra alcuni lati del loro carattere a alcune tecniche di combattimento.
È la dimostrazione, ancora una volta, che nonostante sia Seiya a dare il nome all’opera, non è soltanto lui il beniamino dei lettori.

Dal 2006 al 2011 è la volta di Lost Canvas – Il mito di Hades, di Shiori Teshirogi, una serie prequel che narra la guerra santa avvenuta 243 anni prima della saga originale.

Il protagonista è Tenma, antenato di Seiya e del suo migliore amico Aron, destinato a diventare la reincarnazione di Hades.

Di questo manga, inizialmente concepito con il contributo di Kurumada, il quale poi ha preferito lasciare carta bianca all’autrice, è stata tratta una serie anime che ha ottenuto un buon riscontro di pubblico (anche se non come la serie originale).

Sono usciti altri due spin off legati al franchising dei Cavalieri dello Zodiaco, Saint Seiya Omega e Saintia Sho, entrambi inediti in Italia e di scarso successo.

Masami Kurumada ha per anni parlato di Zeus Chapter, un ultimo capitolo che vede i Saint di Athena in lotta con gli dei dell’Olimpo, ma questo progetto non ha mai preso avvio.

Nel 2004 i tempi sembravano maturi quando la Toei Animation aveva prodotto per le sale cinematografiche il film Saint Seiya: le porte del paradiso.
La storia, che partiva da dopo la guerra con Hades, vedeva Athena scontrarsi con la dea Artemide. Quest’ultima voleva vendicare Nettuno e Hades.

Il film ha però deluso le aspettative dei fan e ottenuto pochi incassi. Kurumada sostiene che il flop è dovuto al regista, il quale ha scartato molte delle sue idee. Si è dissociato dal film, che non si può definire canonico.

Questa delusione ha spinto Kurumada a riprendere le gesta degli eroi da lui creati scrivendo e disegnando il manga Saint Seiya: Next Dimension – Myth of Hades, ancora in corso di pubblicazione a cadenza irregolare. È allo stesso tempo sequel e prequel della sua celebre saga.

Usando l’espediente dei viaggi nel tempo dovuti al dio Chronos, la storia vede gli eventi avvenire ai giorni nostri con un Seiya in coma a causa delle ferite riportate nello scontro con Hades, ma ancora vivo, ed eventi ambientati nel Settecento, in cui il protagonista è Tenma, antenato di Seiya.

Insomma, Seiya e i Cavalieri di Athena hanno ancora molto da raccontare ai loro fan…

 

 

 

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