ERIC MASTERSON, UN THOR TROPPO UMANO

ERIC MASTERSON, UN THOR TROPPO UMANO

Don Blake o Eric Masterson? Qual è la più interessante “identità segreta” di Thor?

Il mitico Thor, il dio del tuono della mitologia nordica, è uno dei più noti personaggi della Marvel, e senza dubbio uno dei più potenti.
Creato da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, rappresenta l’eroe possente e vigoroso per eccellenza, dotato per di più di un martello magico, Mjolnir, in grado di scatenare fulmini e tempeste, che lo rende praticamente invincibile.

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Come Superman della Dc Comics, al potente Thor serviva un punto debole, una sorta di kryptonite che lo rendesse vulnerabile agli attacchi dei nemici.
Ma quale può essere la debolezza di un dio? Lee e Kirby, creatori dei “supereroi con superproblemi”, trovano per lui il punto debole fornendogli un alter ego fragile e mortale, ispirati forse a Capitan Marvel Jr. della Fawcett Comics (da non confondere con il primo Capitan Marvel dello stesso editore).

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L’alter ego con le stampelle di Capitan Marvel Jr.


Fin dai primi episodi gli autori mostrano come Thor, privato del martello magico per più di 60 secondi, si trasformi nel claudicante dottor Donald Blake, un normalissimo essere umano.

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Questo fino a quando, nel 1984, Walter Simonson, sceneggiatore e disegnatore di uno dei cicli più interessanti del personaggio, decide di annullare l’incantesimo di Odino. Questo avvenimento privava Thor non soltanto del suo punto debole, ma anche di una vita privata terrestre, confinandolo esclusivamente alle guglie dorate di Asgard e al lato “mitologico” delle storie.

I successivi autori, in diverse occasioni rifusero il dio del tuono con un alter ego mortale. Sul finire degli anni novanta Dan Jurgens crea il paramedico Jake Olson (Thor vol. 2 n. 2 del 1998). Nel 2006 J. Michael Straczynski recupera lo stesso Don Blake, mostrando così come la maggior parte degli scenggiatori trovi necessario fornire a Thor un “lato umano”.

Tornando ad alcuni anni prima, nel 1991, c’è chi fece ben più che fornirgli un semplice alter ego umano, arrivando addirittura a sostituirlo.

 

Eric Masterson, il nuovo dio del tuono

Durante la gestione Simonson, Thor agisce sulla terra nei panni dell’operaio edile Sigurd Jarlson, e anche con l’arrivo del duo composto dallo sceneggiatore Tom De Falco e il disegnatore  Ron Frenz continua a frequentare i cantieri. Qui conosce l’architetto Eric Masterson, con cui fa amicizia.

Creato inizialmente come personaggio di sostegno nel cast del dio del tuono, con il passare del tempo Eric diviene una figura centrale nelle storie del tonante, trasformandosi a un certo punto nel suo alter ego terreste.
Rimasto ferito dal criminale Mangusta durante uno scontro con Thor, Masterson è sul punto di morire, quando Thor chiede a Odino di salvarlo.

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Per farlo, il padre degli dei fonde Thor ed Eric in un essere unico dalle personalità separate, alternandosi sul piano reale.
In sostanza, Thor torna ad avere un’identità umana, come ai tempi di Lee e Kirby, con la differenza che si trattano di due persone distinte.

Nel numero 431 del 1991, DeFalco e Frenz fanno sì che il dio guardiano Heimdall (reggente di Odino che deve recuperare le forze in un lungo sonno) punisca Thor per aver ucciso Loki, passando i poteri del dio del tuono a Eric Masterson, che di fatto diventa il protagonista della testata.

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Un dio fin troppo umano

Lo sceneggiatore Tom De Falco e il disegnatore Ron Frenz, provenienti dal ciclo dell’Uomo Ragno dal costume nero, costruiscono la nuova serie concentrandosi su un’idea del tipo: “Cosa sarebbe successo se Peter Parker avesse ottenuto i grandi poteri di Thor?”.

Eric Masterson è un uomo ordinario con mille problemi, totalmente a disagio nei panni del supereroe. Spaesato, imbranato, goffo, pare inadatto al compito. Maschera i dubbi e le sue paure con un senso dell’umorismo spesso fuori luogo, cosa che lo avvicina molto più al “ragnetto” che al dio del tuono.

La serie alterna momenti comici a quelli più epici (la ricerca del vero Thor, esiliato chissà dove), alternandosi con la frenetica vita di Eric che, come Peter Parker, è circondato da diversi comprimari.

Masterson è padre di Kevin, un bambino di 10 anni che vive con la madre Marcy, risposatasi con un giocatore di football, l’arrogante Bobby Steele.
Eric deve trovare il modo di giostrarsi tra gli impegni da supereroe, le responsabilità come genitore, i problemi al lavoro e in campo sentimentale.

Tra le novità della serie spicca Codice Blu, un corpo di polizia specializzato nell’affrontare criminali metaumani. Un corpo che spesso affianca il nostro eroe durante le sue spericolate azioni.

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Tra i nemici spicca il misterioso Bloodaxe, un essere di cui non si conosce l’identità che utilizza la potente ascia appartenuta a Skruge l’Esecutore. Si serve dello spaventoso potere asgardiano che l’arma gli concede per compiere azioni da vigilante, massacrando criminali.

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Come nuovo Thor, Eric si unisce ai Vendicatori e prende parte a eventi di grande importanza quali Tempesta nella Galassia (in cui si cerca di scongiurare una guerra tra Kree e Shi’Ar) e soprattutto la lotta contro Thanos e il suo Guanto dell’Infinito: il Thor che vediamo alle prese con il titano pazzo è il buon Eric, non l’originale figlio di Odino.

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Andando alla ricerca del vero Thor, Eric s’imbatte in Beta Ray Bill, alleato alieno del dio del tuono dotato dei medesimi poteri, creato da Walt Simonson, e in Darko Ktor (un ragazzo appartenente a una linea temporale futura che ha ereditato i poteri del tonante), con i quali forma il Thor Corps.
ERIC MASTERSON, UN THOR TROPPO UMANODopo l’iniziale diffidenza, Eric riesce a conquistare la fiducia dei compagni d’armi, Vendicatori e asgardiani, inclusa la bella Lady Sif, che, dapprima ostile, inizia a provare del tenero per lui.
Proprio quando sta ormai abituandosi al ruolo di supereroe, Eric scopre qual è il destino del vero Thor: il dio del tuono era stato esiliato da Loki (che non era morto come era sembrato, ma aveva assunto le sembianze di Odino) all’interno del subconscio di Eric.

Andando incontro all’ignoto, in una sfida nel piano psichico per liberare il suo amico, Eric affronta le proprie peggiori paure riuscendo infine a liberare il dio del tuono.

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Per il coraggio dimostrato, Odino offre a Eric una nuova arma mistica: la mazza incantata Thunderstrike. Anche con il ritorno del Thor originale, dunque, i giorni da eroe di Eric Masterson continuano.

 

Thunderstrike

Nel giugno del 1993 la Marvel lancia la nuova serie Thundestrike, gestita sempre da Tom De Falco e Ron Frenz.

La serie prosegue con gli stessi toni che aveva su Thor, sebbene ora Masterson, per distinguersi dal Vendicatore, utilizzi un look personalizzato in perfetto stile anni novanta: capelli raccolti in una lunga coda e giubbotto di cuoio smanicato al posto del mantello.

Un filo conduttore della serie è sempre Bloodaxe, la cui identità è ancora un mistero, e l’ascia incantata dell’Esecutore che maneggia.

Thunderstrike riesce a recuperare l’ascia dopo uno scontro con il criminale, ma custodire quell’arma maledetta rende Eric sempre più propenso agli scatti d’ira.
L’influenza malvagia sembra prendere a poco a poco il controllo di Eric.

Nel numero 22 si scopre che Bloodaxe non era altri che Jackie Lukus, l’amata di Eric, trasformata in un colosso assetato di sangue dal potere maligno dell’ascia. Questa rivelazione non serve a scongiurare la fine della serie benchè, secondo Tom De Falco, le vendite non fossero troppo basse. Nel 1995, dopo due anni di pubblicazioni, Thunderstike chiude.

Il numero 24, l’ultimo, vede Thundestrike completamente soggiogato dall’aurea maligna dell’ascia, tanto che il Thor originale deve battersi con lui.

Mentre Thor e Thunderstrike combattono, sul piano psichico Eric contrasta l’influenza dell’ascia, che nella sua mente appare con le sembianze di Skruge l’Esecutore: sebbene riesca a vincerlo, il contraccolpo è tale da costargli la vita.

Odino gli offe un posto nel Valhalla, il paradiso degli eroi asgardiani, ma Eric rifiuta, ritenendo di non meritarselo e chiede che la sua anima venga mandata nell’aldilà come un comune umano.

Sulla lapide, dopo che è stato pianto dai suoi cari, Thor scrive con un fulmine “il mondo ha ancora bisogno di eroi”, la stessa frase che era incisa sulla sua mazza incantata.

Nel 2010 De Falco e Frenz recuperano brevemente il personaggio di Thunderstrike in una serie limitata. Stavolta a utilizzare la mazza non è Eric Masterson, ma suo figlio Kevin ormai adolescente.
Eric Masterson è uno dei pochissimi eroi dei fumetti Marvel a essere morto davvero.

 

L’influenza di Eric Masterson al cinema

In tutti le apparizioni cinematografiche di Thor nell’Mcu non c’è traccia di alcun alter ego mortale: il dio del tuono ha sempre e solo l’aspetto di Chris Hensworth.
Tuttavia, nella caratterizzazione del personaggio c’è molto del ciclo di Eric Masterson. Il Thor del cinema, infatti, non è l’eroe tutto orgoglio e onore dei fumetti, e non usa neppure la parlata in terza persona.

Sul grande schermo Thor fa spesso battute o è protagonista di gag, il che lo rende simile al Thor di De Falco e Frenz del 1991.
Inoltre, alcune foto tratte dal prossimo film su Thor, intitolato Love & Thunder, sembrano mostrarcelo con un giubbotto smanicato che assomiglia decisamente al look adottato da Thunderstrike.

Possiamo dunque supporre come il film possa citare in qualche modo la serie del 1993…

 

 

 

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