BATMAN E ROBIN NON SONO GAY – LA POSTA

BATMAN E ROBIN NON SONO GAY – LA POSTA

Robin è meglio di Catwoman?

Caro Direttore,
non capisco una cosa: se Batman e Robin sono gay, come mai Bruce Wayne era fidanzato di Catwoman?
Serena

Gentile Serena,
nei primi anni cinquanta il dottor Fredric Wertham, uno psichiatra americano di origine tedesca, per infamare i fumetti scrisse un libro intitolato “La seduzione degli innocenti”, nel quale sosteneva, tra le altre sciocchezze, che Batman avesse una relazione omosessuale con il giovane Robin. A causa dello scandalo mediatico prodotto dal libro i fumetti persero gran parte delle copie vendute in America, che non recuperarono mai più. Inoltre, nel 1955 le case editrici dovettero sottostare a un’autocensura, la Comics Code Authority, rimasta attiva per decenni.
Per sbugiardare il malefico Werham, pubblico di seguito alcune immagini che rivelano l’assoluta eterosessualità del pipistrellone.

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Modificare Tex o Dragonero?

Gentile direttore,
ci sono un paio di argomenti sui quali mi piacerebbe conoscere il suo pensiero.
1) Sono un lettore Bonelli da sempre anche se, paradossalmente, non apprezzo troppo la formula del non cambiare mai nulla in corso d’opera. Ragion per cui alla fine abbandono le serie che pure mi hanno appassionato per anni. Unica eccezione: Tex, che bene o male compro sempre, anche se alterno testata ufficiale, albi speciali e la nuova testata “giovanile”. Perché c’è un limite al numero di mandriani intrallazzatori e indiani cattivi che posso reggere in un anno.
La testata su cui ho riposto più speranze negli ultimi anni è stata Dragonero. Finalmente un fantasy in casa Bonelli: purtroppo rimasi molto deluso nel ritrovarmi una struttura alla Tex, ma con un eroe cupo e predestinato che più noioso non si poteva. Nonostante questo, la bravura degli autori e l’ottimo livello dei disegni mi ha spinto a seguire la collana fino ai giorni nostri, vivendo negli ultimi tre anni ben due “eventi epocali che cambieranno tutto” che non hanno cambiato nulla, salvo ripartire dall’inizio con la numerazione degli albi.
Magari sbaglio perché non sono del settore, ma penso che evidentemente Dragonero non va abbastanza bene e necessita di un rilancio. Allora avrebbero dovuto cambiare tono della storia e magari anche protagonista (l’eroe ha una sorella tenuta sempre all’angolo che potrebbe prendere il suo posto e perfino il suo nom de guerre), invece di trasformarlo da ranger a ribelle mantenendo personaggi, trame e ambientazioni sostanzialmente invariati…
2) Da lettore (anche) di manga apprezzo l’approdo di Star Comics al formato digitale. Mi permette di comprare e leggere molte testate che in fumetteria avrei lasciato sullo scaffale perché dopo anni di acquisti lo spazio in casa comincia a farsi davvero prezioso. Secondo lei il digitale può essere una strada per rilanciare i fumetti e renderli maggiormente fruibili anche alle nuove generazioni?
Fabrizio

BATMAN E ROBIN NON SONO GAY

Gentile Fabrizio,
io penso che il format di una serie non dovrebbe cambiare, se non impercettibilmente nel corso degli anni. Tex in effetti è un po’ monotono, con questi prepotenti tutti uguali. Io farei più episodi dal sapore magico, meglio se solo apparentemente magico. In ogni caso, se le storie alla lunga risultano poco interessanti la colpa non è del personaggio, ma degli autori.
Anch’io trovo che Dragonero sia il migliore dei nuovi personaggi Bonelli (anche perché ultimamente abbiamo visto tante serie mediocri). Purtroppo, come dice lei, questa serie è inficiata soprattuto dal protagonista musone. Lei scrive “avrebbero dovuto cambiare tono della storia e magari anche protagonista” e, in effetti, nel caso specifico ha ragione perché non è stata azzeccata la formula sin dall’inizio.
Ho montagne di libri, riviste e fumetti digitali, ma non li leggo. Sono affezionato alla carta. Però sono convinto che quando creeranno dei dispositivi leggeri quanto una rivista, magari persino “stroppicciabili”, e dagli schermi poco luminosi, tutto il cartaceo sparirà di colpo. E forse con quel tipo di dispositivo friendly non ne sentirò troppo la mancanza.

 

Samuel Stern ha la pelle dura

Stimato Direttore,
sto seguendo Samuel Stern, fumetto che ho provato con poca convinzione e che invece mi ha conquistato.
Certo, in pochi sentivano il bisogno di un nuovo fumetto horror, ma in questo caso si tratta di un horror molto concreto che rende le storie avventurose e poco metafisiche.
Mi piacerebbe sentire la sua opinione. Grazie.
Fabio S.

Gentile Fabio,
di Samuel Stern ho letto solo i primi numeri. Credo sia prodotto dall’equivoco che Dylan Dog venda (o vendeva) in quanto di genere horror, mentre le caratteristiche che lo avevano portato al successo erano soprattutto altre.
A me personalmente Samuel Stern non piace molto perché per affezionarmi a una serie ho bisogno di personaggi simpatici, e negli episodi che ho letto non ne ho trovati.
Fare concorrenza alla Bonelli “imitandone” i contenuti che la stanno mettendo in crisi non mi pare una grande idea, ma
tanto di cappello per essere in edicola da un anno e mezzo.

 

Il superbo Buck Danny

Gentile direttore,
sto apprezzando la ristampa di Buck Danny: belle storie classiche e bella documentazione dell’aeronautica militare.
Ho notato che il disegnatore privilegia spesso primi piani dei personaggi, comprimari e comparse: ma non sarà che sono omaggi a qualcuno?
F. Z.

Gentile F. Z.,
Buck Danny di Jean-Michel Charlier e Victor Hubinon è veramente un ottimo fumetto.
Un fumetto ben scritto, soprattutto se si tiene conto di quanto sia difficile raccontare storie in un contesto tecnico come quello dell’aeronautica. Essendo stato Charlier un esperto di aerei, e lui stesso pilota di linea, non dobbiamo neanche stupircene troppo. Certo che ci viene da chiedere dove siano finiti oggi i grandi sceneggiatori del fumetto francofono, e non solo di quello.
Buck Danny era anche disegnato molto bene da Hubinon, che evidentemente si ispirava a Steve Canyon di Milton Caniff e Johnny Hazzard di Frank Robbins, oltre ai comic book.
Quanto ai volti dei personaggi, non ho idea se omaggino qualche persona reale, ma non mi pare che siano messi in evidenza eccessiva. Anzi, di Hubinon ammiro soprattutto le numerose scene panoramiche.

 

Sauro Pennacchioli

 

 

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2 commenti

  1. lettere fiacche questa domenica

  2. Sebbene ispiratosi a Caniff, i volti disegnati da Hubinon erano secondo me più piacevoli, “meno legnosi”, persino lo stesso Buck Danny, l’uomo dal mento più prominente di tutta la bede

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