VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE CON MORTIMER

VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE CON MORTIMER

Ho sempre amato la pioggia. Purtroppo sono pochi i disegnatori che riescono a rendere bene questa sensuale perturbazione atmosferica. Tra questi c’è Will Eisner, con le sue grosse gocciolone gocciolose. I più si limitano a tirare delle righette oblique e chi si è visto si è visto. Ancora più importante della pioggia in sé, sono i suoi effetti. Le strade allagate, le fogne ingorgate, il fango e le pozzanghere… 

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“Sos meteore” è un episodio di Blake e Mortimer realizzato da Edgar P. Jacobs: uscito a partire dal gennaio 1958 nel settimanale “Tintin”, è stato pubblicato in volume l’anno successivo. Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog, dice che ogni tanto rilegge questa storia per riassaporarne le atmosfere pluviali. Esattamente come faccio io! Avrei voluto essere il primo a dirlo al mondo, invece sono stato battuto sul tempo. Come al solito.

La storia inizia in una Parigi investita da una pioggia torrenziale. Mortimer, senza il suo socio Blake, deve andare da un famoso meteorologo proprio per parlare del maltempo che flagella l’Europa occidentale. Sul taxi, vede sfrecciare una Ford Custom azzurra.

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Dopo avere assistito all’incidente, Mortimer prende il treno per la provincia.

Si noti la pioggia, che batte sempre implacabie. E, dio mio, ammiriamo i grandi schizzi sulle pozzanghere nelle rotaie!

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Salito su un altro taxi nel paesello, per poco non succede un secondo incidente a causa della scarsa visibilità.

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Il problema sembra superato grazie all’aiuto di un autista delle poste che passa di lì.

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Ma sempre a causa della scarsa visibilità, l’auto finisce su una strada dissestata.

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Invece del furgone, per errore il taxi segue le luci di un altro veicolo. Si tratta della grossa auto azzurra che aveva provocato l’incidente a Parigi.

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Il cagnaccio balzato all’improvviso manda fuori strada il taxi.

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I due si salvano e subito dopo si separano.

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Questo ennesimo incidente è il fulcro della storia.

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Finalmente Mortimer giunge dal meteorologo.

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Il giorno dopo, bussa alla porta uno sbirro che indaga sull’inaspettata scomparsa del tassista.

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Mortimer vuole capirci qualcosa.

Che meraviglia! Tanto fango e pozzanghere a iosa sulla strada non asfaltata: cosa si può volere di più dalla vita?

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La sponda dove è caduto il taxi non è scoscesa come la ricordavamo, come mai?

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Vicino è parcheggiata l’auto azzurra che aveva provocato l’incidente a Parigi. Mortimer non lo sa, ma è quella che il tassista ha seguito per sbaglio nella notte, scambiandola per il furgone postale.

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Quante strade impantanate… e come le disegna bene Jacobs!

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Mortimer non è proprio convinto che il posto dove gli sbirri hanno ritrovato il taxi sia quello dove l’aveva lasciato, per questo studia bene la mappa della zona.

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Il maltempo riprende, cadono fiocchi di neve.

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Ora che Mortimer ha capito tutto, l’episodio per me si conclude con questa pagina 18. Il fascino della storia è dovuto agli incidenti nel viaggio al termine della notte e all’enigma infine risolto, ma anche al tempaccio in sottofondo descritto vividamente.

Le altre pagine, fino alla 62sima, sono solo un superfluo “chiacchiere e distintivo” attorno a una grande cospirazione fantameteorologica contro l’Occidente. Blake, che arriva tra poco, avrebbe potuto non esserci: infatti non lo faccio manco vedere.

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A me piacciono le storie fantascientifiche di Blake e Mortimer ambientate nell’Atlantide sotterranea e nel futuro postatomico, dove si vedono delle iscrizioni in un francese semplificato che rappresentano l’immaginaria evoluzione della lingua attuale. Ma nell’episodio “Sos meteore” (che avrebbe potuto più congruamente intitolarsi “Sos meteo”), dopo l’avventura sotto la pioggia e la scoperta che qualcuno aveva dissimulato il tragitto del taxi, tutto il resto è noia.

 

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Va be’, spendiamo due parole sull’autore, Edgar P. Jacobs, anche se ai giovinastri tatuati di oggi frega niente.

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Nato a Bruxelles nel 1904, il suo primo lavoro è stato quello di baritono: ecco un paio di sue foto d’epoca.

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Artista poliedrico, alla fine prevale la sua passione per il disegno. Questo è il ritratto della sua futura prima moglie.

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Alcune pubblicità e illustrazioni varie realizzate da Jacobs negli anni venti e trenta.

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L’entrata nel mondo del fumetto di Jacobs è favorita dalla Germania che, invadendo il Belgio durante la Seconda guerra mondiale, blocca l’importazione delle pagine di Flash Gordon dall’America. Così il settimanale “Bravo” chiede a lui di continuare la saga del prestigioso personaggio di Alex Raymond.

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I fumetti di “Bravo” hanno le nuvolette, solo Gordon usa le didascalie come accadeva nello stesso periodo in America.

Anche Hergé avrebbe potuto lavorare per questo giornalino prendendo un compenso modesto, ma onesto, invece di collaborare con il principale quotidiano belga controllato dai tedeschi per avidità e aderenza ideologica al nazismo trionfante: vedi “Il filonazismo di Tintin”.

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Dopo avere avere fatto da assistente allo stesso Hergé, credo solo per gli adattamenti in volume delle strisce quotidiane di Tintin (ma siccome sono ignorante potrei sbagliarmi), Jacobs dal 1946 inizia a scrivere e a disegnare Blake e Mortimer, due compassati amici inglesi con il pallino delle avventure fantastiche (volendo essere obiettivi, è più compassato il primo).

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I testi e i disegni di Jacobs fondono la descrizione fin troppo precisa della realtà (in “Sos meteore” tutti gli ambienti esterni sono stati fotografati) con le esigenze fantastiche delle storie.

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Jacobs è scomparso nel 1987, dopo avere realizzato solo otto geniali episodi con i suoi personaggi (alcuni divisi in un paio di volumi).

Nei paesi francofoni, Blake e Mortimer sono diventati una istituzione. Jacobs viene considerato un artista e un intellettuale, tanto che alcune riviste specializzate gli hanno dedicato delle monografie.

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Non potevano mancare i francobolli celebrativi emessi dal Belgio.

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Né poteva mancare il seguito delle storie dei suoi personaggi a opera di autori di livello diseguale, ma, in ogni caso, sempre molto lontane dall’originale negli esiti.

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Jacobs non realizzava delle semplici storie, i suoi fumetti sono il frutto di profondi studi su tutti i particolari della trama. Un lavoro massacrante che gli epigoni nemmeno si sognano di fare.

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4 commenti

  1. Beh, il dopo Jacobs non è effettivamente da mandare in blocco al macero, come in pratica propone sbrigativamente il feroce Saurodino! Occorre fare il confronto fra questa nuova produzione e il fumetto coevo, non cercare la rincarnazione di Jacobs.
    Ma Pennacchioli è veramente una sorta di incarnazione del feroce Saladino, che a colpi di scimitarra taglia di netto il collo a questi poveri disegnatori e soprattutto agli scrittori/sceneggiatori!!
    Va beh, un rottamatore senza alcuna pietas! Amen.

  2. eh son d’accordo con Tomaso ,in particolare il Blake & Mortimer di Van Hamme ,Benoit non è per nulla male

  3. […] poi Edgar-Pierre Jacobs che, con le avventure fantastico-archeologiche del professor Mortimer (Blake et Mortimer), li trascina in un’esperienza di lettura mai provata prima. Con l’episodio “Il […]

  4. […] primo, compare Sergej Orloff, il rivale numero uno di Martin. Più che all’omonimo nemico di Blake e Mortimer, a me e ai lettori dell’epoca ricordava un indefinito criminale Marvel. Le origini di lui e […]

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