UNO STRANO CORTO MALTESE – LA POSTA

UNO STRANO CORTO MALTESE – LA POSTA

Corto Maltese e la ripresa degli eroi

Che ne pensa della nuova versione di Corto Maltese di Vivès?
Secondo lei, rimodernare un personaggio è indispensabile perché continui a trovare lettori? C’è una ricetta per aggiornare un personaggio senza tradirne lo spirito?
Potrebbe fare qualche esempio positivo e negativo?

Isidoro

UNO STRANO CORTO MALTESE

Gentile Isidoro,
anche se il Corto Maltese di questo one-shot è solo un eroe omonimo di un’epoca diversa (cosa che mi sembra avere poco senso), ritengo che nel recupero di un personaggio, per quanto riguarda la sceneggiatura, occorra essere fedeli in alcuni cose e infedeli in altre.
Fedeli alla tradizione culturale delle storie originarie, che nel caso di Corto Maltese affonda nel vitalismo di inizio Novecento (le stesse radici delle quali si è nutrita anche la letteratura fascista, ne parlo qui). Altrimenti si fa un altro personaggio.
Mentre occorre essere “infedeli” nello scegliere il contesto di ciascuna avventura, per evitare doppioni degli episodi classici (ma qui si è stati fin troppo infedeli, dato che pure il protagonista e l’epoca sono cambiati).
Per quanto riguarda i disegni, a mio parere occorre essere fedeli allo spirito delle tavole originali, senza imitarle.
Per esempio, Hergé aveva chiesto che Tintin non venisse continuato dopo la propria morte. La vedova ha rispettato questa volontà, ma probabilmente figli e nipoti non faranno altrettanto e così, prima o poi, avremo nuove storie di Tintin. Come saranno?
Io le vorrei con uno stile simile a quello di Yves Chaland (1957-1990). Cioè “linea chiara”, come quella di Hergé, in chiave moderna.

UNO STRANO CORTO MALTESE
Quindi, anche per il disegno, a mio parere occorre essere nello stesso tempo fedeli e infedeli.
Purtroppo il riavvio delle serie dopo la morte dei loro autori non sono quasi mai andate a buon fine.
Dopo René Goscinny non hanno ancora trovato uno sceneggiatore per Asterix che faccia ridere. Dopo Edgar P. Jacobs non ci sono stati sceneggiatori di Blake e Mortimer in grado di restituirne il fascino e disegnatori che non siano andati oltre allo spento ricalco dello stile.
I testi di Martin Quenehen per il volume Corto Maltese – Oceano Nero riecheggiano in modo consapevole lo stile icastico di Hugo Pratt. Non sono male, anche se c’è una certa confusione tra la personalità di Corto Maltese con quella di Porco Rosso.
Invece Bastien Vivès rende Corto Maltese irriconoscibile nello stile dei disegni: le immagini fotografiche non c’entrano nulla con il tratto alla Milton Caniff di Hugo Pratt. Tanto valeva dare un altro nome al personaggio.

 

Gli errori nei fumetti storici

Luminoso Direttore:
1) Gradisce di più i fumetti storici molto realistici o quelli con qualche libertà creativa? Può cortesemente contribuire con alcune Sue letture personali?
2) È più scontroso Sub-Mariner oppure il Gigante di giada?
Luca

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Gentile Luca:
1) Non è necessario che i fumetti storici siano realistici, ma devono comunque essere corretti. Se gli antichi romani viaggiavano tenendo la sinistra, come gli inglesi oggi, in un fumetto non devono stare sul lato destro della strada.
Tanto per continuare con l’esempio, bisogna anche tenere conto che l’Impero romano dura diversi secoli: il legionario di Giulio Cesare aveva un look completamente diverso da quello di Costantino, a partire dall’elmo.

Gli autori poco ferrati in materia o troppo pigri per documentarsi a fondo non dovrebbero realizzare fumetti storici: praticamente ho trovato un errore in ogni vignetta di un episodio di Archer & Armstrong, scritto e disegnato da Barry Windsor-Smith, ambientato nella Francia del Settecento.
2) Sub-Mariner non è mai stato capito dagli autori che si sono succeduti. Nel 1939 il suo creatore Bill Everett ne aveva fatto un anarchico dai modi aristocratici, un curioso mix in voga nei vitalistici primi decenni del Novecento (dai quali, come ho detto sopra, trae origine pure Corto Maltese). In seguito lo si è semplicemente declassato a “matto” o si è esagerato sul versante aristocratico.
Pure Hulk ha avuto diverse impostazioni psicologiche, ma un po’ più motivate. Comunque rimane, o dovrebbe rimanere, lui il personaggio più scostante dei due, anche se mai in maniera immotivata.

 

Niente argentini e Intrepido allegati ai quotidiani

Gentile direttore,
negli ultimi anni si è allegato ai quotidiani qualsiasi tipo di fumetto tranne quelli sudamericani pubblicati a partire dagli anni settanta sui settimanali Eura e i contemporanei dell’Intrepido e de Il Monello. Secondo lei, il gioco non vale la candela?
Non ci sarebbero abbastanza nostalgici de “I due dell’Apocalisse” o di “Robin delle Stelle”? Oppure è una questione di diritti o di problemi nel reperire il materiale da ristampare?
Camillo

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Gentile Camillo,
in effetti non ricordo collane dedicate ai fumetti argentini allegate ai quotidiani, salvo qualche volume inserito in contesti generici. Certo, meriterebbero una serie, e magari una volta tanto nel formato originale, senza vignette tagliate, ingrandite o rimpicciolite. Non so perché non l’abbiano ancora fatta.
Per quanto riguarda Intrepido e Il Monello, anni fa il quotidiano La Repubblica avrebbe voluto pubblicare qualche volume su Billy Bis e soci, ma non ha trovato un accordo economico con la Universo.

 

Lettering microscopico

Gentile direttore,
perché nei fumetti i font del lettering diventano sempre più minuscoli, se i lettori sono sempre più vecchi e la loro vista diventa più debole?

Tanuzzobello

Gentile Tanuzzobello,
gli autori occidentali confondono sempre più spesso il fumetto con la letteratura: si credono scrittori mentre sono sceneggiatori.
Riguardo i manga, lo spazio nelle nuvolette occupato dai caratteri sillabici giapponesi a volte è troppo ristretto per scriverci lunghe frasi con il nostro alfabeto.

 

Il tramonto dei partiti

Gentile direttore,
perché i partiti politici tradizionali sono in crisi?
(No politica e no milione per fare un nuovo partito).
Eugenio

Gentile Eugenio,
il milione di euro per fondare il Partito occidentale lo voglio proprio perché i partiti sono in crisi.
Crisi che è un riflesso delle trasformazioni dovute soprattutto, secondo me, a un eccessivo spostamento delle imprese nei paesi emergenti e da una politica economica fondata sul perpetuo indebitamento.
I partiti esistenti vengono considerati responsabili della situazione e per questo gli elettori ne cercano altri.
Nelle ultime elezioni la scelta è caduta sul Movimento 5 stelle di Grillo, la prossima volta, stando ai sondaggi, cadrà sui Fratelli d’Italia della Meloni. Il rischio è che prima o poi la gente esasperata finisca per scegliere un partito neonazista per azzerare tutto.
“Gli dei fanno impazzire coloro che vogliono rovinare”, dicevano gli antichi. E così i vecchi partiti ballano sul Titanic che affonda, inventandosi priorità sempre più fighette.
Vota il Partito occidentale! Vota il Partito occidentale! Prima che sia troppo tardi (aspetto sempre il milione per poter iniziare).

 

I temi dei fumetti

Spettabile Direttore,
in un fumetto quale tematica la annoia maggiormente e quale invece cattura il suo interesse?
C’è una serie televisiva del passato che le piacerebbe rivedere in una nuova e inedita stagione?
Giuseppe R.

UNO STRANO CORTO MALTESE

Gentile Giuseppe,
non so cosa intenda precisamente per “tematica”.
Comunque, se il fumetto ha ritmo qualunque tematica mi cattura, se non lo ha non mi cattura niente. A me non interessano i contenuti.
Peraltro i contenuti dei fumetti
sono quasi sempre delle fantasie adolescenziali che, a meno di essere ipocriti (cioè vivere in un modo e dire di pensarla all’opposto), non possono essere prese sul serio.
In tv mi piacerebbe vedere qualche serie fantasiosa, parodistica e divertente come Get Smart e La famiglia Addams.
Però non sono molto interessato alle nuove versioni di vecchie serie, che sono quasi sempre deludenti perché realizzate con uno spirito diverso, come è capitato ai film tratti proprio da questi due telefilm. Non sono i personaggi a essere buoni o meno, lo sono gli autori.

 

Vasco Dog

Si è appena conclusa la trilogia vascorossiana su Dylan Dog, l’ha letta?!? Qual è il suo pensiero/bilancio in proposito?!?
Stefano

Gentile Stefano,
ormai leggo solo qualche numero di Dylan Dog di tanto in tanto, non riuscendo più a seguire la serie nelle sue continue evoluzioni.
Gli albi dedicati alle canzoni di Vasco Rossi, indipendentemente dalla loro qualità (a me ignota), credo siano fatti per attirare provvisoriamente lettori raccogliticci. Quindi non per me.

 

Il western ritornerà?

Sto riscoprendo gli spaghetti western e vagabondando sul web scopro che un antesignano del genere fu Bruno Bozzetto.
Secondo Lei sarebbe possibile oggi un revival del genere, sia cinematografico sia nell’animazione?
Giuseppe S.

IL PROBLEMA DEI FUMETTI STORICI - LA POSTA

Gentile Giuseppe,
West and Soda, il lungometraggio animato western diretto da Bruno Bozzetto, è del 1965, quindi non capisco cosa ci sia di “antesignano”, dato che i cow-boy c’erano già da un bel pezzo.
Secondo me, e non solo secondo me, il genere western è finito da tempo.
Forse i film western sottendevano un ideale machista ormai non più in voga: quasi nessuno oggi si identifica in un mandriano. Inoltre, da quando i pellirosse sono diventati “nativi buoni” si è perso il risvolto esotico-spettacolare.
Diciamo che il genere è morto negli anni sessanta, dato che nei settanta ne sono state fatte solo parodie (Lo chiamavano Trinità…) o lo si è messo sotto accusa insieme all’epoca che aveva molto liberamente rappresentato (Soldato blu).

 

Mistero Morrison

Direttore,
sto leggendo la Doom Patrol di Grant Morrison: la trovo molto originale e piena di citazioni.
Cosa ne pensa del buon Grant? Pensa che nel suo ultimo periodo si sia cristallizzato in uno stile eccessivamente cervellotico?

Ivo

Gentile Ivo,
la serie di
Doom Patrol scritta da Grant Morrison è uscita tra gli anni ottanta e novanta. La proposi all’editore della Play Press per essere pubblicata in Italia insieme ad Animal Man (finirono entrambi su American Heroes, che secondo me era un contenitore troppo eclettico).
Da sempre Grant Morrison scrive alcune serie comprensibili e suggestive, in genere con personaggi altrui, e altre del tutto incomprensibili con personaggi inventati da lui.
Del resto è una schizofrenia tipicamente europea.

 

Tirature sempre più mini

Gentile Direttore,
come pensa abbia influito la diffusione della stampa digitale e la politica del print on demand (anche una sola copia) sulla “passione” per le basse tirature e sull’aumento spropositato dei prezzi di un media che, proprio per questo, tanto popolare più non è?
Fabio

Gentile Fabio,
non credo ci sia una causa diretta. Piuttosto, con i macchinari moderni le basse tirature convengono più di un tempo. Il che torna utile per le prime stampe e le ristampe destinate al relativamente piccolo mercato librario, fumetterie comprese.
Il print on demand, invece, aumenterà a dismisura i titoli disponibili, per lo più prodotti da autori alle prime armi. Con tutti i pro, per l’alto numero delle nuove proposte, e i contro, per la scarsa accuratezza dei prodotti, che ne conseguono.

 

Ancora sull’argomento…

Gentile Direttore,
visto che si parla di come promuovere il fumetto, penso di farle la domanda adatta: Amazon fornisce un sistema di autopubblicazione per autori emergenti e non, come già fa con i libri. Qui la pagina: https://kdp.amazon.com/it_IT/how-to-publish-comics-graphic-novels.
Secondo lei può essere uno strumento davvero utile per lanciare le proprie opere e guadagnaci qualcosa, o è solo una perdita di tempo, o peggio, qualcosa che farà fare soldi solo ad Amazon?
Ho notato che nessun professionista del settore parla di questa cosa (ma forse sono distratto).
Lenin

Gentile Lenin,
sarà forse utile per farsi conoscere, non credo per guadagnare qualcosa.

 

Fumetti nei quotidiani

Rutilante Direttore,
per quale motivo i quotidiani hanno perso la buona abitudine di pubblicare fumetti sulle loro pagine?

Lorenzo

Gentile Lorenzo,
nei quotidiani americani le strisce vengono pubblicate ancora oggi, anche se in un formato sempre più piccolo per metterne il più possibile. Strisce piccole significa disegni appena abbozzati, e alto numero di strisce significa testi tirati via perché pagati sempre meno.
In Italia, come credo di avere già detto, anche i quotidiani di provincia si credevano il New York Times e per principio non pubblicavano strisce.
Lo facevano soprattutto gli oggi estinti quotidiani del pomeriggio, perché erano fatti nello stile popolare dei tabloid, e alcuni, veramente pochi, giornali del mattino.
Inoltre si puntava quasi unicamente sulle strisce americane, che costavano poco perché già realizzate. Facevano eccezione le italiane Sturmtruppen di Bonvi, Nilus dei fratelli Origone e quasi niente altro.
Poi i direttori le hanno tolte del tutto, preferendo mettere, a partire dalla fine degli anni settanta, una sola vignetta di satira politica in stile Forattini, a loro più comprensibile.

 

Tutta l’opera di Martina

Gentile direttore,
Panini ha appena ripubblicato l’Inferno di Topolino con i testi originali (senza censure).
Perché non ripete questo tipo di operazioni con tutto il suo materiale Disney?

Paolo

Gentile Paolo,
sarebbe il caso di pubblicare una serie di volumi dedicata ai fumetti Disney scritti dal grande Guido Martina, sceneggiatore dell’Inferno che cita. Anche solo a partire dal 1966, anno del suo ritorno a Topolino, fino agli anni settanta, quando la redazione cominciò a remargli contro.
Dopo tanti albi dedicati ai disegnatori, un corposo omaggio a Martina sarebbe sicuramente apprezzato dai lettori vecchi e nuovi. Naturalmente senza censurare i suoi dialoghi spesso politicamente scorretti, come è accaduto in passato.

 

Sauro Pennacchioli

 

 

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7 commenti

  1. Leggendo di censura del politicamente scorretto nell’Inferno topolinesco di Martina, che non ho mai letto, mi sono incuriosito…
    onto in edicola (cit.)

    • Si tenga presente che l’Inferno è un fumetto degli anni quaranta: occorre amare il genere per apprezzarlo.

  2. Caro Direttore, la ringrazio per la risposta.
    Però io volevo sapere, da chi frequenta il Mondo Editoriale, del perché è difficile guadagnare col metodo Amazon.
    Vorrei capirne insomma i meccanismi fallimentari per l’autore ( anche se una mezza idea ce l’ ho), grazie.

  3. a proposito dell’Inferno di Topolino, leggo:
    “La particolarità della nuova edizione – cartonata, in formato gigante e definita ‘prestigiosissima’ e ‘definitiva’ sul catalogo Anteprima – sono i colori, rifatti completamente dal colorista Luca Merli e dal disegnatore Fabio Celoni con toni più naturalistici e meno disneyani di quelli delle versioni precedenti”;
    cioè compero un falso non censurato?
    e poi i fumetti non possono per definizione essere prestigiosissimi, come le finiture delle casette a schiera;
    e poi compro un fumetto Disney con colori meno disneyani?
    se la nuova colorazione è quella mostrata in questa pagina, vuol dire che non hanno capito niente, ma niente di niente di niente;
    https://www.ventennipaperoni.com/2021/03/25/linferno-di-topolino-torna-con-una-nuova-colorazione/

  4. A proposito della nuova versione di Corto Maltese, la mia impressione è che siano stati introdotti troppi cambiamenti contemporaneamente: o si trasporta Corto Maltese adulto nel 2001, o si pubblica una storia relativa alla sua giovinezza, ambientata nel corretto periodo storico del personaggio. A mio parere, la scelta di applicare due varianti simultanee appare una forzatura fatta principalmente con il fine di ampliare il pubblico, ma che in realtà rischia solo di disorientare i lettori.

  5. Dove si possono trovare gli episodi originali di Get Smart, scritti da Mel Brooks? Qualcuno lo sa?

  6. Prova qui, Clod60:
    https://watchseri.net/search-movies/get%20smart.html

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