SALVATORE DEIDDA, RICORDO DI UN AMICO

SALVATORE DEIDDA, RICORDO DI UN AMICO

Il tempo, mentre viviamo la nostra quotidianità, sembra trascorrere lentamente fin quando non ci guardiamo indietro. Allora, sembra essere volato. E, insieme, aver messo distanze infinite da ricordi, momenti, periodi della vita che a volte si crede di aver sognato, tanto è cambiato il mondo in pochi decenni. Ne sono trascorsi tre da quando, il 4 marzo del 1990, si toglieva la vita Salvatore Deidda.

A ripensare alle giornate passate insieme mi pare di precipitare in un mondo lontano, un po’ arcaico, nel quale il nostro lavoro era fatto di assoluta manualità, e i rapporti con gli editori e gli altri colleghi faticosi, complicati, resi difficili dalle distanze oggi azzerate da internet.

SALVATORE DEIDDA, RICORDO DI UN AMICO

Salvatore era nato nel 1952 a Seui, in Sardegna, e si era trasferito poi a Genova dove la famiglia gestiva un bar. Amava il fumetto. Lo studiava. Cercava di capirlo, far sue tutte le “regole” che vedeva applicate dagli autori che gli piacevano. Nel suo lavoro, non si accontentava mai.
Era arrivato a ottimi livelli, professionalmente, da il Giornalino a Martin Mystère, da Lanciostory a Orient Express. Ma avrebbe voluto andare anche oltre, e sicuramente ci sarebbe riuscito se la vita, a un certo punto, non gli fosse più sembrata degna di essere vissuta.
Era un bravo fumettista. Che aspirava a fare cose diverse da quello che gli offriva il panorama editoriale dell’epoca. Tra le pagine dei bonelliani come tra quelle de il Giornalino si sentiva fuori posto. Come nella vita. Non ho mai saputo quanto e perché. La sua scelta finale mi lascia solo immaginare gli abissi di disperazione in cui si muoveva.
Era un amico. Io, forse, non lo sono stato quanto avrei voluto, per lui. Visto che non mi sono accorto di quanto stava male. Né ho saputo aiutarlo.

 

SALVATORE DEIDDA, RICORDO DI UN AMICO

 

Lui l’aveva fatto, con me. Mi aveva fatto conquistare una faticosa ma indispensabile dignità professionale, insegnandomi a fare fumetti senza scendere a compromessi, non tanto con gli editori, ma con me stesso. Questo è quello che conservo gelosamente dei troppi pochi anni della nostra amicizia. Insieme a una sua foto e ai ricordi delle tante serate passate nella sua cameretta a Genova a discutere di disegno, o nella mia casupola a Quinciano a ridere di ditirambi, o delle sue visite nella casa di Pisa, dove anche mia moglie Patrizia gli si era subito affezionata.

Non credendo in vite ultraterrene, so che sopravviverà solo finchè sarà ancora vivo chi l’ha conosciuto. Non gli sopravvivono, purtroppo, i fumetti che sognava di disegnare e non ha fatto in tempo a realizzare. 

SALVATORE DEIDDA, RICORDO DI UN AMICOSALVATORE DEIDDA, RICORDO DI UN AMICO
SALVATORE DEIDDA, RICORDO DI UN AMICOOltre ai ricordi, di lui mi restano solo una tavola originale western e un’illustrazione di genere fantastico realizzata per la rivista La Bancarella. Potete vederle qui sotto.

Oggi Salvatore Deidda avrebbe 67 anni, e chissà quante altre tavole e illustrazioni avrebbe realizzato, se il male di vivere non lo avesse portato a quel gesto disperato trent’anni fa. Cerchiamo almeno di ricordare quello che, come disegnatore, ci ha lasciato sparso in decine di collaborazioni.

Come persona, chi l’ha conosciuto non può dimenticarlo.

 

1 commento

  1. Salve. leggere di Salvatore Deidda mi emoziona sempre, Da quando studente di architettura a Firenze avevo saputto della sua morte. Da allora negli anni quando mi capitava di trovare storie disegnate da lui, o notizie, le raccoglievo e le custodivo gelosamente; poi nel novembre del 2018, a 150 metri dalla casa del nonno omonimo Salvatore Deidda, dove lui era nato, gli ho dedicato la prima mostra. Con il concorso di alcuni parenti ho messo su in esposizione molti dei fumeti disegnati da lui , foto e una sessantina di tavole originali,visto il sucesso e l’interesse destato dalla mostra (che ha visto la presenza di 1600 persone in 4 giorni) allestita a Seui nel paese natale presso “La fabbrica di Kimbe,”ho deciso di ampliare la ricerca e di renderla fissa …Non mi dilungo oltre, sappiate che sarebbe gradita qualsiasi testimonianza da parte dei suoi amici e collaboratori e quelli che l’hanno conosciuto, che possa dare valore all’opera di Salvatore Deidda non solo come fumettista. Alla Mostra l’emozione più grande, è stata vedere oltre ad estimatori di settore, suoi parenti e un fratello venuto da Genova in Sardegna per vedere e scoprire per la prima volta con molta emozione e qualche lacrima, i lavori di Salvatore Deidda.
    Cordialmente Salvatore Carboni

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