ROY KRENKEL, ILLUSTRATORE DEL FANTASTICO

ROY KRENKEL, ILLUSTRATORE DEL FANTASTICO

Illustratore poco noto al pubblico di oggi e agli italiani in particolare, Roy Krenkel nasce l’11 aprile 1918 a New York, nel quartiere del Bronx.

ROY KRENKEL, ILLUSTRATORE DEL FANTASTICO

Roy Krenkel

 

Dopo essere stato arruolato durante la Seconda guerra mondiale, riprende il proprio percorso artistico iscrivendosi alla Cartoonists and Illustrator’s School, dove incontra Al Williamson (destinato a diventare un famoso disegnatore di fumetti) di cui diviene grande amico.

Nel corso degli anni, Roy Krenkel ha modo di incrociare più volte la propria strada con quella dei fumettisti, dimostrandosi pronto ad aiutarli quando devono rispettare le date di consegna o, a suo volta, a chiedere la loro collaborazione quando incontra difficoltà nel terminare una illustrazione.

Negli anni cinquanta, infatti, Krenkel inizia a frequentare il mondo dell’editoria realizzando illustrazioni per alcune riviste di fantascienza. Nello stesso periodo aiuta Al Williamson realizzando gli sfondi di molte sue storie a fumetti per la casa editrice Ec Comics. È in questo ambiente che conosce Frank Frazetta, al quale in seguito procurerà il suo primo lavoro importante come illustratore.

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In questo fumetto pubblicato da Incredible Science Fiction n. 32 della Ec Comics, Roy Krenkel disegna buona parte degli sfondi

 

Negli anni sessanta Roy Krenkel pubblica diverse illustrazioni sulla fanzine Amra, dedicata alle opere di Robert E. Howard, scrittore noto soprattutto per Conan il Barbaro. Krenkel ama in particolare Edgar Rice Burroughs, che ha scoperto a dieci anni leggendo il romanzo Tarzan and the Golden Lion. Questa passione e i disegni su Amra lo portano inevitabilmente verso il suo destino: illustrare le nuove edizioni dei romanzi di Burroughs.

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Conan il barbaro

 

Krenkel viene contattato dalla casa editrice Ace, che gli commissiona copertine e frontespizi per molti romanzi tascabili di Burroughs, tra cui At the Earth’s Core, The Eternal Savage, The Mastermind of Mars, The Cave Girl eccetera.
In seguito tocca alla casa editrice Canaveral Press, per cui illustra diversi libri della collana cartonata dei romanzi di Burroughs.

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Tarzan

 

Nonostante sia apprezzato da pubblico e colleghi (nel 1963 vince il prestigioso premio Hugo quale migliore illustratore di fantascienza), Krenkel si dimostra sempre scettico rispetto al proprio lavoro, sottostimandosi.
Inoltre, intende il disegno come una forma di appagamento personale, non un lavoro vero e proprio. “Sono un artista, non uomo d’affari”, ama ripetere sottintendendo che non solo non è molto abile nel gestire i propri interessi economici, ma anche che vorrebbe disegnare e dipingere solo per se stesso.

Ovviamente, per vivere, di tanto in tanto deve scendere a compromessi. Investe gran parte dei suoi guadagni, oltre che in crumb cake (dolce di cui è ghiotto), in una sterminata collezione di libri e tavole originali di altri illustratori. Ama in particolare le illustrazioni di J. Allen St. John, che ha visto per la prima volta proprio sulle pagine di Tarzan and the Golden Lion. Questo autore lo influenza non poco nella sua opera.

Nelle immagini di Krenkel si respira un’atmosfera antica, sia per lo stile che ricorda l’illustrazione ottocentesca, sia per gli sfondi e i dettagli che ricordano l’Oriente magico e sensuale tipico dell’immaginario occidentale, con ampie colonnate, donne velate, cavalieri sui maestosi destrieri. O le civiltà perdute che andavano di moda nella letteratura fantastica tra Ottocento e Novecento.

Soprattutto nelle illustrazioni in bianco e nero, in genere realizzate a china su carta, tali suggestioni si fanno maggiormente sentire, grazie a un tratteggio fitto, che dà forma a sfondi e personaggi e che nei contrasti chiaroscurali evidenzia le figure o l’azione a scapito di ciò che la circonda.

I personaggi paiono in posa, quasi sapessero di essere immortalati. Anche nella furia del combattimento, nella dinamicità del movimento, paiono bloccarsi all’apice dell’azione, incapaci a rinunciare a una forma di eleganza selvaggia e maestosa.
Il binomio selvaggio-eleganza gli torna particolarmente utile nel disegnare Tarzan, personaggio che fa dell’unione di questi aspetti contrapposti un punto di forza.
Molto caratteristiche anche le donne di Roy Krenkel, procaci e carnose, spesso seminude, che perfeziona dopo avere collaborato con alcune riviste erotiche.

Nelle immagini a colori, per cui utilizza tecniche e materiali differenti di volta in volta (acquerelli, olio…), gli sfondi si fanno più ricchi, accurati, l’immagine tende a farsi più “artistica”, le pennellate più sfumate.
Proprio con il colore Krenkel si sente poco sicuro e chiede più volte a Frank Frazetta di aiutarlo, cosa che l’amico fa volentieri ripetendogli che sarebbe benissimo in grado di cavarsela da solo. Tuttavia Krenkel pare poco convinto, sostenendo che non ha problemi con i dipinti, ma fatica con le illustrazioni a colori.

Roy Krenkel e Frank Frazetta negli anni cinquanta

 

Quando gli viene chiesto che differenza ci sia tra un’illustrazione e un dipinto, Roy Krenkel risponde: “Sette gorilla in abito da sera sfondano una porta sparando con pistole a raggi. In un angolo la principessa si rannicchia su se stessa, trema, stringe l’amuleto di Thoth al proprio petto. L’illustratore deve mostrare l’amuleto di Toth, la principessa piangere, il suo seno, tutti e sette i gorilla che sfondano la porta, evidenziare i loro abiti da sera e che le loro armi a raggi stanno sparando! Deve schiaffarci dentro tutto! Voglio dire, ci sono persone capaci di farlo, ma io non sono tra quelle. Buona fortuna! Un dipinto è una cosa completamente differente. Ti siedi con in testa l’idea di una figura in azione. Se ci lavori e sei fortunato, disegni una bella figura e piazzi una spada nella sua mano. Sullo sfondo, una terra desolata e una sola luce che brilla in un castello malefico. Bene, questo lo so fare. Ma come diavolo si fa a disegnare i sette gorilla?”.

Roy Krenkel si spegne il 24 febbraio 1983 a 65 anni.

 

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