PAUL GETTY III RAPITO DALLA ‘NDRANGHETA

PAUL GETTY III

Paul Getty III, un lentigginoso sedicenne dai lunghi capelli rossi, indossa abiti trasandati in stile hippy come tanti giovani della sua generazione.
La sera del 10 luglio 1973 fa il solito giro dei locali notturni di Roma bevendo un drink dopo l’altro. Completamente ubriaco, il giovane si mette a girovagare con i piedi malfermi per le strade del centro.

Nella suggestiva piazza Farnese, sotto il cielo stellato dell’estate, un’auto frena di colpo accanto a lui. Scendono due uomini che lo afferrano e lo costringono a salire sulla loro vettura. Che subito dopo riparte per la Calabria, verso le pendici del selvaggio Aspromonte.

Bendato è rinchiuso in una grotta, Paul inizia a vivere il periodo più drammatico della sua esistenza.

Paul Getty III è nato dal matrimonio di Gail Harris con Paul Getty Junior, a sua volta figlio del capostipite della dinastia, il magnate del petrolio Paul Getty.
A quanto si legge sul Guiness dei primati dell’epoca, si tratterebbe dell’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato intorno ai 4mila miliardi di lire (circa 30 miliardi di euro odierni).

Il più giovane dei tre Getty nasce a Minneapolis, negli Stati Uniti, il 4 novembre 1956. In seguito la famiglia si trasferisce a Roma, dove il padre del ragazzo viene mandato dal patriarca miliardario a dirigere gli uffici delle sue raffinerie italiane.

Alcuni anni dopo, Paul Getty Junior divorzia da Gail per sposare la modella e attrice Talitha Pol, con la quale va ad abitare in Inghilterra.
Il figlio preferisce rimanere a Roma con la mamma, proprietaria di una lussuosa boutique in piazza di Spagna. Di fatto, né il padre né la madre lo seguono molto e così, crescendo senza una guida, il ragazzo perde presto la bussola.

Qualche biografo sostiene che già a 14 anni inizia a fare uso di droghe pesanti, in ogni caso il suo comportamento trasgressivo lo porta all’espulsione dell’esclusiva scuola privata che frequenta.
Da questo momento Paul Getty III inizia a vivere sulla strada, vendendo nei mercatini di piazza Navona piccoli oggetti di artigianato e quadretti che realizza lui stesso.

Di sera, invece, frequenta i locali notturni in cui, data l’illustre parentela, vene lasciato entrare nonostante sia minorenne. Intorno a lui si vedono spesso i personaggi del jet set in trasferta a Roma, come Mick Jagger dei Rolling Stones, Andy Warhol, il re della pop art, e il celebre regista Roman Polanski.

In questo modo, Paul finisce per destare l’attenzione degli uomini della ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale calabrese che nei primi anni settanta si sta specializzando nei sequestri di persona.

Qualche giorno dopo il rapimento, mamma Gail riceve una lettera scritta in maniera piuttosto confusa, nella quale il figlio dice che per rendergli la libertà i sequestratori chiedono un riscatto di 2 miliardi di lire (circa 15 milioni di euro di oggi).

Gail telefona immediatamente all’ex marito per comunicargli l’accaduto, ma questi non sembra prendere troppo seriamente il rapimento. Forse pensa che sia un trucco del suo rampollo per scroccare soldi al nonno petroliere.

In ogni caso la richiesta non ha alcuna possibilità di essere esaudita, perché il patriarca è avaro a livelli maniacali.
Come previsto, quando Getty Junior gli chiede se può fare qualcosa, rifiuta di sganciare il denaro dicendo: “Se dovessi pagare anche un solo penny di riscatto, nel giro di poco tempo mi ritroverei con tutti i miei 14 nipoti rapiti”.

Cos’altro ci si poteva aspettare da una persona che ha installato in casa il telefono a gettoni per non dover pagare le chiamate degli ospiti?
La polizia non inizia subito le ricerche come dovrebbe, dato che il giovane scomparso diceva spesso agli amici di voler simulare un rapimento per comprarsi con il riscatto una grande villa in Marocco dove portare le amiche.

Ormai prigioniero da alcuni mesi, Paul Getty III osserva con preoccupazione i suoi rapitori che si agitano sempre di più. Loro gli consigliano, provocatoriamente,, di provare a scappare, così lo uccidono e chiudono una volta per tutte la faccenda, che sta andando troppo per le lunghe.

Il 14 novembre, al colmo dell’esasperazione di fronte al silenzio dei Getty, i sequestratori decidono di passare alle maniere forti. Con un rasoio affilato, tagliano una porzione dell’orecchio destro di Paul e lo mettono in una scatoletta: è la prima volta che viene eseguito questo tipo di amputazione sulla vittima di un rapimento.

“Ero pietrificato”, racconterà in seguito Paul. “La cosa peggiore fu il rumore, come di un foglio di carta che si strappa. Non ci fu dolore, né tanto sangue”.

I rapitori spediscono al quotidiano romano Il Messaggero il macabro reperto insieme a una lettera nella quale minacciano, se non verrà pagato il riscatto, di mandare ai genitori un pezzo per volta del ragazzo. Il quale aggiunge alcune meste parole di suo pugno: “Se dopo questa lettera non succederà nulla, aspetterò la morte a soli 17 anni”.
Già, proprio in quei giorni il giovane ha “festeggiato” il compleanno in prigionia.

Solo dopo l’arrivo dell’orecchio mozzato, il patriarca cede, accettando di anticipare i soldi del riscatto. Anche se, sia ben chiaro, Junior, padre del rapito, glieli dovrà restituire a rate con un interesse del 4% annuo. Inoltre, il magnate è disposto a pagare solo 2,2 milioni di dollari, cioè la cifra massima che il fisco gli permette di dedurre dalla tasse.

Dopo una lunga contrattazione con i rapinatori, si stabilisce una somma di poco superiore e i soldi che mancano vengono messi da Junior, per il corrispettivo finale di un miliardo e 700 milioni di lire (circa 13 milioni di euro di oggi).

Il 15 dicembre, dopo 158 giorni di prigionia, il giovane viene finalmente rilasciato a Lauria, un paese vicino a Lagonegro, in provincia di Potenza.
Raggiunta una caserma, al carabiniere che gli chiede se sia proprio Paul Getty, il ragazzo risponde con pignoleria: “Terzo, sono Paul Getty III. Dopo papà, che è il secondo, e il nonno, che è il primo”.

Le indagini portano presto alla cattura dei basisti dei rapitori: Antonio Mancuso, proprietario dell’auto usata per ritirare il riscatto, e Giuseppe La Manna, che aveva tentato di riciclare alcune banconote. I due vengono processati a Lagonegro e condannati ad alcuni anni di prigione, mentre i capi della cosca, Girolamo Piromalli e Saverio Mammoliti, vengono assolti per mancanza di prove.

Del riscatto è stata recuperata solo una piccola parte. Il resto, insieme ai soldi provenienti dagli altri rapimenti che negli anni settanta colpiscono le famiglie degli imprenditori italiani, permette alla ‘ndrangheta calabrese di entrare nel traffico mondiale della droga scalzando la mafia siciliana.

Nel 1974, l’appena maggiorenne Paul sposa Martine Gisele Zacher, una bellissima modella tedesca più grande di lui di sette anni. Il giorno del matrimonio la donna indossa, con una certa originalità, un lungo abito nero. Ma il ricchissimo nonno aveva da tempo stabilito che avrebbe diseredato i nipoti che si fossero sposati prima di compiere 25 anni, e manterrà la parola.

L’anno dopo la coppia viene allietata dalla nascita del figlio Balthazar, che avrà una discreta notorietà come attore in America (in Italia lo ricordiamo in tv nella serie Brothers and Sisters su Rai Due), e poi di una bambina, Anna.

Nel 1977, Paul Getty III si fa ricostruire chirurgicamente la parte amputata dell’orecchio e si trasferisce a New York, dove diventa rapidamente schiavo della droga. A causa di un’overdose provocata da un mix micidiale di valium, metadone e alcol, nel 1981 viene colpito da ictus.

Risvegliatosi dal coma, all’età di 25 anni si ritrova paralizzato, sordo e praticamente cieco. Dalle poche parole che riesce a balbettare si capisce che almeno la mente è rimasta lucida.

Paul ha bisogno di cure continue e costose, ma il padre, pur avendo appena ereditato ingenti sostanze dal patriarca recentemente deceduto, non vuole pagarle perché, dice, il ragazzo si è messo nei pasticci da solo. Solo dopo una denuncia accetta di versargli il dovuto.

Dal 1993, dopo il divorzio dalla moglie, è la madre Gail a stargli accanto, insieme a un team di infermieri che non lo lasciano mai.
Le sue condizioni restano gravi finché, nel 2011, Paul Getty III muore a 54 anni nella tenuta inglese di Wormsley Park.

 

 

(Per gli altri articoli sui delitti famosi pubblicati da Giornale POP clicca QUI).

 

 

 

Contatto E-mail: info@giornale.pop

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*