OTTAVI DI CHAMPIONS: DISTRUTTO IL BARCELLONA, RIMANDATO IL NAPOLI

OTTAVI DI CHAMPIONS: DISTRUTTO IL BARCELLONA, RIMANDATO IL NAPOLI

Dopo alcuni mesi di letargo, torna questa settimana la competizione calcistica maggiormente attesa, la Uefa Champions League. Scatta la fase a eliminazione diretta, si giocano dunque le partite di andata degli ottavi di finale.

Nella serata di mercoledi 15 dura trasferta per il Napoli a Madrid.
La sfida si preannuncia difficile, ma è di quelle che danno ai suoi interpreti la possibilità di scrivere la storia di questo sport. Per la squadra di Maurizio Sarri è l’occasione di entrare nella ristretta cerchia dei migliori club europei. Per il tecnico toscano un momento particolare della sua carriera, dai campetti dei dilettanti da dove è partito vent’anni fa al Santiago Bernabeu, il tempio del calcio dove si esibiscono gli dei di questo sport.
Serata di grandi emozioni anche per Albiol e Callejon, i due ex dell’incontro. Entrambi si spostarono da Madrid sotto il Vesuvio nel 2013 chiamati da Rafa Benitez.
Zinedine Zidane, ancora privo di Bale, per affrontare questo Napoli sceglie il 4-3-3 e schiera Keylor Navas; Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Kroos, Casemiro, Modric; James Rodriguez, Benzema, Cristiano Ronaldo.
Sarri si affida allo stesso modulo e manda in campo Pepe Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Diawara, Zielinski, Hamsik; Insigne, Mertens, Callejon.
Partenza sfolgorante del Real che con Benzema va ad impegnare Reina dopo solo 23”. Ma è il Napoli a segnare per primo con Insigne che dopo otto minuti di gioco vede Navas fuori dai pali e lo beffa con un tiro da lontano. I blancos pareggiano al 18′ con un colpo di testa di Benzema su cross di Carvajal. Il Napoli è il vero Napoli solo a tratti. I partenopei calano nella ripresa. Al 49′ Kroos sigla il 2-1 con un preciso tiro di destro. Al 54′ tris del brasiliano Casemiro con un bella staffilata al volo da fuori area. Gli azzurri tentano di trovare un altro gol, ma rischiano di incassare la quarta rete da James Rodriguez e da Marcelo. Entrano anche Allan e Milik. Zidane regala minuti anche a Pepe, Lucas Vazquez e Morata. Nel finale riesce a buttarla dentro Callejon, ma la rete è annullata per un giusto fuorigioco. La gara termina 3-1 ed è un esame di maturità fallito per l’undici di Sarri. I blancos hanno mantenuto un ritmo altissimo e hanno pressato gli avversari senza sosta. Nel Napoli Mertens e Callejon hanno potuto fare poco. A centrocampo particolarmente in difficoltà Zielinski. Il punteggio di 3-1 è buono per i madrilisti, ma la rete segnata in trasferta consente ai napoletani di covare qualche speranza per la gara di ritorno.

Real Madrid-Napoli. I blancos esultano

L’altra sfida in programma è quella tra Bayern Monaco e Arsenal.
Ancelotti si affida ad un 4-2-3-1 che prevede Neuer; Lahm, Javi Martinez, Hummels, Alaba; Xabi Alonso, Vidal; Robben, Thiago Alcantara, Douglas Costa; Lewandowski.
Wenger, che non ha a disposizione Cazorla e Ramsey, risponde con lo stesso modulo e schiera Ospina; Hector Bellerin, Mustafi, Koscielny, Kieran Gibbs; Coquelin, Granit Xhaka; Oxlade-Chamberlain, Ozil, Iwobi; Alexis Sanchez.
I tedeschi abbattono i londinesi 5-1. L’olandese Robben porta in vantaggio i bavaresi con un sinistro a giro dei suoi. Pareggio al 30′ ad opera di Sanchez che ribatte dentro un rigore da lui stesso fallito. Il Bayern torna avanti al 53′ col polacco Lewandowski. Lo stesso Lewandowski tre minuti dopo offre di tacco l’assist per il 3-1 a Thiago Alcantara. Al 63′ va a bersaglio di nuovo Thiago Alcantara che fa doppietta. Al 66′ la stella inglese Walcott entra in campo al posto di Iwobi e al 77′ Wenger si gioca anche la carta Giroud. All’84’ cambio anche per il Bayern con Kimmich che rileva Douglas Costa. All’88’ il 5-1 definitivo siglato da Muller, entrato da un minuto al posto di Lewandowski.
Poche speranze di passare il turno per la squadra di Wenger, la cinquina dell’Allianz Arena suona come una sentenza.

Incredibile anche quel che è successo martedì 14 al Parco dei Principi.
Se fosse stata un film, la sfida di Parigi sarebbe stata “Il massacro del giorno di San Valentino”. Ma si trattava di una partita di calcio, dunque la dobbiamo chiamare Paris Saint-Germain – Barcellona 4-0. Un punteggio pesantissimo ed inatteso che rispecchia pienamente quel che è accaduto sul terreno di gioco. La squadra parigina ha inflitto a quella catalana una durissima lezione di calcio, dominando per novanta minuti e dimostrandosi superiore sotto ogni aspetto ed in ogni reparto. Il tecnico dei padroni di casa Unai Emery non poteva utilizzare il capitano Thiago Silva e ha schierato Trapp; Meunier, Marquinhos, Kimpembe, Kurzawa; Rabiot, Verratti (dal 69′ Christopher Nkunku), Matuidi; Di Maria (dal 61′ Lucas), Cavani, Draxler (dall’86’ Pastore). Luis Enrique ha schiarato Ter Stegen; Sergi Roberto, Gerard Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Sergio Busquets, André Gomes (dal 58′ Rafinha), Iniesta (dal 73′ Rakitic); Messi, Luis Suarez, Neymar. Primo tempo con i blaugrana in balia degli avversari. Messi e Suarez sono stati impalpabili ed Iniesta è sembrato un giocatore sul viale del tramonto. L’argentino Angel Di Maria ha portato in vantaggio i suoi direttamente su calcio di punizione dopo 18′. A cinque minuti dal riposo ha raddoppiato il tedesco Draxler con un diagonale chirurgico su splendido assist di Verratti. Nella seconda frazione ci si aspettava una reazione da parte della squadra ospite, ma Messi e compagni sono sembrati scarichi di testa e con poche energie nelle gambe. Al 55′ ancora Di Maria ha siglato il 3-0 con una giocata da fuori area da autentico fuoriclasse. Al 72′ l’uruguaiano Edinson Cavani ha completato il trionfo dei parigini insaccando la quarta rete ben imbeccato da Meunier. Dopo il triplice fischio, i blaugrana sono usciti dal campo avviliti ed increduli. Per loro ribaltare il risultato al Camp Nou si preannuncia sfida quasi impossibile. Gli atleti del Psg invece stanno accarezzando l’idea di eliminare dalla competizione il temutissimo Barcellona. L’italiano Verratti, prima di essere costretto ad uscire per un problema ad un polpaccio, è stato il dominatore del centrocampo, ben coadiuvato da due elementi di grande dinamismo come Rabiot e Matuidi. Di Maria ha fato la differenza in zona gol. Meunier e Kurzawa hanno spadroneggiato lungo le rispettive fasce laterali. Il giovane franco-congolese Kimpembe ha rimpiazzato alla grande l’assente Thiago Silva. Draxler si è rivelato un ottimo acquisto.

Psg-Barcellona. La gioia di Edinson Cavani

Nella stessa serata si è giocato anche a Lisbona, all’Estadio da Luz, dove si sono fronteggiate le squadre del Benfica e del Borussia Dortmund.
Il tecnico dei padroni di casa Rui Vitória ha fatto giocare Ederson; Semedo, Luisao, Lindelof, Eliseu; Salvio, Pizzi, Fejsa, Carrillo (dal 46′ Filipe Augusto); Rafa Silva (dal 68′ Cervi), Mitroglou.
Il tecnico tedesco Thomas Tuchel ha schierato Roman Burki; Sokratis Papastathoupolos, Bartra, Piszczeck; Durm, Guerreiro (dall’82′ Gonzalo Castro), Dembélé, Weigl, Schmelzer; Reus (dall’82′ Pulisic), Aubemeyang (dal 62′ Schürrle).
La squadra ospite ha giocato meglio e creato più occasioni, ma il Benfica ha saputo approfittare della giornata estremamente negativa del centravanti gabonese Aubemeyang, che ha sbagliato un calcio di rigore e si è divorato almeno altre due enormi palle-gol. La squadra di Rui Vitória l’ha spuntata per 1-0 grazie alla rete di Mitroglou ad inizio ripresa e alle ottime parate del portiere Ederson.
Ma la gara di ritorno sarà tutta da scrivere.

Benfica-Borussia. La delusione di Pierre-Emerick Aubameyang

 

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