ORSON WELLES NEL LABIRINTO DELLE IMMAGINI

ORSON WELLES NEL LABIRINTO DELLE IMMAGINI

Nel periodo in cui è vissuto, Orson Welles era ritenuto da alcuni un regista che dissipava il proprio enorme talento (anche attoriale, in molti film considerati di quarta categoria), impegnandosi su una miriade di progetti perlopiù irrealizzabili.

In questi giorni sta per essere distribuito nelle sale cinematografiche italiane Mank, di David Fincher, incentrato sulla figura dello sceneggiatore Herman Manckiewicz. In particolare sul periodo nel quale collaborò con Welles per la sceneggiatura di Quarto potere (Citizen Kane, 1939).

Sul film, che ancora oggi è in cima alla lista dei più belli di sempre, e speriamo che ci resti a lungo (magari in coabitazione con un’altra opera d’arte di Welles, L’orgoglio degli Amberson), si espresse anche Jorge-Luis Borges, come ha scritto il critico Guido Fink (L’accostamento a Welles, in Cinema & Cinema, anno 2 n. 3, aprile-giugno 1975): «È stato proprio Borges, che di labirinti se ne intende, a usare per primo la definizione di “labirinto senza centro” per Citizen Kane, in una recensione apparsa nel 1945».
In effetti, tutto il cinema di Welles è simile a un labirinto di immagini, all’interno del quale il regista si è mosso in una perenne e tormentata ricerca artistica.

ORSON WELLES NEL LABIRINTO DELLE IMMAGINI

Janet Leigh e Charlton Heston in “L’infernale Quinlan”

 

Orson Welles

Io credo che esista una frattura tra la mia personalità e le mie opinioni, ma non tra il mio cuore e il mio spirito.

 

René Jeanne, Charles Ford

Orson Welles è un fenomeno. E ne occorrono, perché un’arte non si logori nelle convenzioni e nella tecnica, specie quando rischia a ogni passo di essere soffocata dalle esigenze finanziarie, industriali e commerciali, quando pure non intervengano costrizioni politiche, morali e sociali.

 

Orson Welles

Comincio sempre dal dialogo. E non capisco come si possa scrivere l’azione prima del dialogo. È una concezione molto strana. So che in teoria la parola è secondaria nel cinema, ma il segreto del mio lavoro è che tutto è fondato sulla parola.

 

Herman G. Weinberg

Nei film di Orson Welles, lo spettatore non può adagiarsi sulla poltrona e rilassarsi; al contrario, egli dovrà farsi incontro al film, spingersi fino a mezza strada almeno, per decifrare quel che sta accadendo, praticamente ogni secondo: altrimenti, tutto va perduto.

 

Orson Welles

Per il mio stile, per la mia visione del cinema, il montaggio non è un aspetto, è l’aspetto. Dirigere un film è un’invenzione di cui parla gente come voi: non è un’arte o riesce a esserlo, forse, un minuto in una giornata. È un minuto terribilmente cruciale, che arriva ben di rado. L’unico momento in cui si può esercitare un controllo effettivo sul film è il montaggio.

 

André Bazin

Dopo Welles il cinema è un po’ meno teatro, un po’ meno spettacolo e un po’ più racconto.

 

Orson Welles

Se uno vuole essere alla moda per la maggior parte della sua carriera, produrrà solo opere di secondo piano. Forse riuscirà casualmente a ottenere un successo, ma questo significa che è un gregario, e non un innovatore. Un artista deve guidare, aprire delle strade.

 

Peter Bogdanovich

Si può entrare in qualunque momento in un cinema dove si proietta un film di Welles, e non avere dubbi su chi sia il regista: la sua cupa poesia è popolata di uomini che, in una forma o nell’altra, si sono fatti un mondo su cui regnare, mettendosi al di sopra della legge, di Dio, o dell’arte.

 

Orson Welles

Dipingevo come nessuno aveva mai visto, recitavo e nessuno recitava così, sembrava che non ci fossero limiti a ciò che sapevo fare.

 

Brian De Palma

Welles era un grande artista, una straordinaria mente cinematografica, ed era veramente affascinante per me l’idea di averlo accanto accanto due settimane. Fu un’esperienza splendida, anche se poi era triste pensare, sapere che avevi accanto un talento come lui, impossibilitato a girare i film che voleva, i film che avrebbe dovuto girare.

 

Orson Welles

Il cinema, per me, è un mezzo essenzialmente drammatico, e non letterario. Credo che questo corrisponda alla mia visione del mondo: riflette questa specie di vertigine, di incertezza, di mancanza di stabilità, questo miscuglio di movimento e di tensione che è il nostro universo.

 

Enrico Ghezzi

Il cineasta più misteriosamente e evidentemente lontano dal cinema, dall’opera chiusa.

 

Orson Welles

La mia carriera è cominciata con un falso, l’invasione dei marziani. Sarei dovuto andare in prigione. Non devo lamentarmi. Sono finito a Hollywood.

 

François Truffaut

Essendo contemporaneamente molto artista e molto critico, Orson Welles è un cineasta che prende facilmente il volo e giudica poi molto severamente i suoi voli.

 

Orson Welles

È naturale che io sia andato sempre peggiorando nella mia carriera: sono partito dalla cima, e non potevo far altro che scendere.

 

 

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