L’ULTIMO MURO

L’ULTIMO MURO

Doveva farcela. Il suo doveva essere il salto più alto del mondo. Non semplicemente un record da olimpiadi, no: un’impresa da guinness dei primati.
Si mise in trazione sulle caviglie. I muscoli delle gambe gli vibravano per la tensione. Guardò avanti e calcolò con precisione la traiettoria. L’allenamento è precisione. L’allenamento è superamento di se stessi. L’allenamento è superamento di tutti gli altri che si stanno allenando. È preparazione per la vittoria, proiezione verso il futuro, smania di gloria.
Solo poche falcate lo separavano dall’abisso. O gloria, o morte. Era pronto. Sì, era pronto. Tese al massimo i muscoli. Tre, due, uno… via!
Partì come un poiettile solcando la dura superficie del tetto a lunghi passi saettanti. Con falcate potenti e decise raggiunse l’estremità, oltre la quale si spalancava il vuoto. Rimbalzò sui piedi poderosi senza bisogno di aste. Sotto di lui, otto piani fino alla strada. Davanti a lui, un tetto molto più alto: dieci piani. Il massimo della sfida: un risultato mai raggiunto, un primato.
Sospeso nel vuoto, spinto solo dalla forza muscolare, volava in salita verso il tetto della casa di fronte. Ce la poteva fare. Poteva atterrare tranquillamente. Se lo sentiva. Era fatta. Era lui il migliore del mondo. Il migliore.
Davanti a sé, il muro della casa di fronte. Pochi istanti ancora. Pochi istanti e l’avrebbe superato, atterrando sull’orlo di quel tetto. Il suo ultimo muro, quello più alto. Un mito, un atleta ineguagliabile.
Un piccione. Un piccione sull’orlo del tetto. Ce l’avrebbe fatta. Ma fu istintivo, fu più forte di lui. Si trattenne. Compresse tutti i muscoli per non atterrare sul piccione. Una reazione dell’amigdala, senza controllo.
Compresse tutti i muscoli e cominciò la discesa. Toccò il muro, quell’ultimo muro, con le punte dei piedi. Ma non riuscì a fare presa. Scese roteando gambe e braccia in una bizzarra imitazione del volo. Vide il marciapiede avvicinarsi. Nessun passante, nessuna auto parcheggiata: soltanto il marciapiede. E un curioso pensiero: il palazzo di fronte era a venti metri da quello sul quale aveva spiccato il salto. Avrebbe potuto superare qualsiasi record di salto in lungo. Limite massimo. Vittoria assicurata.
Invece, solo l’esperienza del volo. E senza spettatori.

Scrittore e sceneggiatore, insegna scrittura creativa dal 1999. È tra gli organizzatori e presentatori della rassegna letteraria itinerante "Libri in Movimento" ed è direttore editoriale della rivista letteraria "Inkroci". Ha collaborato con la casa editrice Tranchida dal 2007 al 2009 come docente di Scuola Forrester e come membro del CdA e redattore del comitato editoriale, nonché come autore sulle riviste telematiche “Gluck59” e “Tenekè”. Ha collaborato come autore di novelle con gli editori Mondadori e GVE e pubblica racconti, articoli, recensioni e poesie con diverse riviste telematiche. Ha partecipato come poeta alla VII Edizione della Carovana dei Versi nel 2012-2013, e sue opere sono state pubblicate nel 2013 all’interno dell’antologia edita dalla Casa Editrice Abrigliasciolta di Varese. Ha tenuto corsi di scrittura e di sceneggiatura presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano, presso l’I.I.S. A. Lunardi di Brescia, in svariate biblioteche e associazioni del comprensorio bresciano e in alcune scuole svizzere. Un film per cui ha scritto la sceneggiatura è stato opzionato due volte e ha collaborato come sceneggiatore a una produzione internazionale (“Haiti Voodoo”, 2011). In un lontano passato ha suonato in svariati gruppi musicali e ha collaborato a numerosi cortometraggi. Attualmente vive e lavora a Brescia. Dal 2002 è Presidente di Magnoliaitalia e dal 2013 è docente e direttore della Bottega della Scrittura di Brescia, scuola professionale per scrittori.

2 commenti

  1. Complimenti. Gustossima questa lettura.

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