FETTINE DI TEMPO

FETTINE DI TEMPO

Il signor Biagio, della “Fratelli Calò – Vini di Puglia”, guardò per l’ennesima volta l’orologio. Le 19:05. Contò attentamente per sapere a che ore corrispondessero.
– Che strano modo di contare le ore – disse tra sé.
Lui aveva sempre usato un orologio da taschino che a guardarlo vedevi proprio passare il tempo. Le lancette che giravano ti sembravano dei coltelli che, ogni minuto, tagliavano una fettina sottile di tempo. Poi, quando l’orologio si era irrimediabilmente rotto cadendo dal tavolo, sua figlia Matiuccia gli aveva regalato quell’orologio moderno.
– È al quarzo – gli aveva detto. – Vedi, questo pulsante è per la soneria, questo per i minuti, questo per i secondi… – e aveva parlato per un quarto d’ora, tanti erano i pulsanti.
Biagio, che non era stato ad ascoltare, non aveva avuto il coraggio di rifiutarlo e così da venti giorni portava al polso quell’aggeggio infernale che si ostinava a segnare 14:00 quando erano le due del pomeriggio e 19:00 quando erano le sette di sera.
Il signor Biagio guardò l’orologio. Le 19:10.
– Il signor Stefano è in ritardo – borbottò a mezza voce. – Forse oggi non è giovedì.
Si avvicinò al calendario e controllò la data.
– … 13 gennaio 1983, giovedì, S. Ilario. Se avessi avuto anche un figlio maschio avrei potuto chiamarlo Ilario, ma come si fa! Finché eravamo al paese non c’erano i soldi. Qui a Milano qualche soldo in più c’era, ma, con il negozio, non c’era più tempo. Anche Mariuccia, poveretta, è cresciuta da sola. Ce la siamo vista sposare senza neanche accorgerci che era cresciuta. La mia bambina. Aveva così paura del caos di Milano, lei abituata a correre per i prati, costretta in questa città piena di traffico. Non voleva più uscire da sola e poi, di punto in bianco torna a casa un giorno e dice: – Ora che mi sono diplomata voglio fare il vigile. – Lei che, che aveva paura ad attraversare la strada! Dopo poco dice: – Mi sposo.
E poi… eccomi qui: nonno di due nipotini e con una figlia che per me è ancora una bambina.
Le 19:20.
Sarà successo qualcosa? Non ha mai tardato così tanto, in cinque anni. Già, è passato tanto tempo da quando il signor Stefano entrò per la prima volta in negozio, un giovedì. E da allora ogni giovedì di tutte le settimane, di tutti i mesi di tutti questi anni alle sette in punto è entrato in negozio per comprare una bottiglia di vino da portare ai suoi amici che lo avevano invitato a cena.
Quante bottiglie avrà comprato? Magari un giorno faccio il conto. L’ho visto sposarsi e la moglie veniva qui tutti i giovedì sera ad aspettare che uscisse dall’ufficio. Prendevano una bottiglia di vino e andavano dai loro amici. Dopo un po’ sono state in due ad aspettarlo e, quando quel fagottino rosa mi sorrideva, mi sembrava di avere una nipotina nuova.
Le 19:30. Ormai non vengono più. Forse la bambina è ammalata e non possono uscire. Altri cinque minuti e poi devo chiudere. Chissà se sta tanto male? Domani salgo in uficio e glielo domando. Una bambina così carina… non è giusto che si ammali.
Dlin, dlin.
– Buonasera signor Biagio.
– Buonasera signor Stefano. Signora Maura… ciao piccolina, come stai? Sai che non vedendoti ho creduto che tu fossi malata?
– Ci aspettava signor Biagio? Scusi se abbiamo fatto tardi, ma volevamo prendere un regalo per lei. Ecco guardi se le piace!
Il signor Biagio, fingendo di scacciare una mosca, si asciugò una lacrima. Questo non se lo sarebbe mai aspettato. Un regalo. Un regalo per lui. Con mani tremanti scartò quel pacchettino e… un orologio! Uno di quei cari orologi da taschino.
– Grazie signor Stefano. È proprio bello!
– Sono contento che le piaccia. Mi dia per favore una bottiglia di Primitivo di Manduria. Scusi, ma siamo in ritardo.
– Ecco a lei. Arrivederci. Ciao piccola.
– Arrivederci signor Biagio. A giovedì prossimo.
Il signor Biagio spense le luci e chiuse la porta.
Si incamminò verso casa con le mani in tasca per ripararle dal freddo.
Dal taschino il nuovo orologio scandiva i minuti tagliando il tempo a fettine sottili.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*