LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

La morte ti fa bella (Death Becomes Her, 1992), dopo Ritorno al Futuro e Chi ha incastrato Roger Rabbit, è il mio film preferito di Robert Zemeckis. Perché è splendidamente assurdo e assurdamente splendido. Perché è… diverso. Sia dai precedenti lavori di Zemeckis sia dal resto del panorama hollywoodiano di quegli anni.
Un tipo di commedia nera, grottesca e divertente, che rimanda a film come Arsenico e Vecchi Merletti, La signora omicidi e la La congiura degli innocenti.

Gli incassi di La morte ti fa bella rientrano nei soldi spesi, solo con qualche “spicciolo” come margine di guadagno. Chiaro che non venne capito dal pubblico dell’epoca. Succede. Fortunatamente con il passare degli anni il film ha guadagnato in fama, e oggi ha il suo giusto riconoscimento. Quindi, visto che era da un po’ che non si buttava l’occhio alla rubrica Lo sapevi che…, e l’altro giorno mi sono rivisto il film, ho pensato di unire le due cose. Perciò, vediamoci queste dieci curiosità che forse non sapevate su La morte ti fa bella.

 

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LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

Dunque, La morte ti fa bella ruota sulle vicende di Madeline (Meryl Streep) ed Helen (Goldie Hawn), due care e vecchie amiche che si disprezzano profondamente. Il culmine dell’odio lo si raggiunge quando Madeline, una star sul viale del tramonto, non perde occasione di ferire l’amica-nemica per l’ennesima volta: sedurre e poi sposare Ernest (Bruce Willis), fidanzato all’epoca di Helen. Lo sappiamo tutti, no?
A quanto pare, questa cosa Meryl Streep la prese un tantino troppo sul serio. Nella sequenza in cui Helen e Madeline si prendono a colpi di pale in faccia, l’odio dalla finzione si è riversato nella realtà. Infatti, con un colpo di pala dato con un “pizzico di foga” in più, Meryl Streep beccò la Hawn in piena faccia, provocandole un bello sfregio sulla guancia.

 

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LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

Certo che il 26 ottobre 1985 ne sono successe di cose strane, eh? In La morte ti fa bella questo è il giorno in cui Helen si incontra con Lisle Von Rhoman (Isabella Rossellini) e beve l’elisir per restare eternamente giovane.
Nel frattempo, la stessa sera in cui Helen diventava immortale, un certo Marty McFly, nel parcheggio del centro commerciale Twin Pines, saliva a bordo di una DeLorean Dmc-12 modificata dal dott. Emmett Brown per tornare nel 1955. In pratica, Zemeckis ha trovato il modo per ficcare al volo in La morte ti fa bella una citazione a Ritorno al futuro.

 

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LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

Ah, a proposito di Isabella Rossellini, durante la sequenza in cui Madeline incontra Lisle per comprare l’elisir di vita eterna, questa chiede a Madeline quanti anni crede che abbia. La Streep spara un trentotto e si prende una brutta occhiataccia. Non so quanto ci sia di recitato o di “vero”, ma sta di fatto che, curiosamente, la Rossellini al momento in cui fu girata la scena aveva trentanove anni.

 

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Come spesso accade, anche lo script di La morte ti fa bella ha subito una valanga di modifiche prima della versione definitiva. Dalla prima stesura della bozza al film finito, ci si rende conto di quanto profonde siano state queste modifiche. Tre sono state quelle più significative.
In primis, La morte ti fa bella venne prevalentemente pensato e scritto per essere un episodio/seguito de I racconti della cripta. Poi successe che il soldo cominciò a fioccare, si unirono attori di una certa nomea e, puff!, Il tutto divenne un progetto stand-alone dal budget importante.

LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

In secondo luogo, la famigerata pozione, l’elisir di lunga vita che permette a chi l’assume di essere de facto immortale, nel film è una sostanza, come dire, eterea, dal colore rosato. Nella prima versione della sceneggiatura, invece, l’elisir era descritto come un liquido denso bianco-grigiastro. Il che, lo rendeva un po’ troppo simile a n’altro tipo di liquido, non so se mi spiego. Poi provarono a correggere un po’ il tiro, dandogli una sfumatura metallica, per renderlo simile al mercurio.
Alla terza differenza ci buttiamo l’occhio più avanti.

 

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LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

Torniamo un attimo alle citazioni, sì? Perché quella di Ritorno al futuro non è l’unica nel film. Nella sequenza in cui Helen discute con Ernest, spiegandogli il suo piano per uccidere Madeline, c’è una scena in cui viene mostrata una cartella timbrata con Caso Chiuso. Sulla stessa scrivania, è possibile notare un barattolo con dentro un cervello, su cui c’è l’etichetta Anormale. Et voilà! Pure la citazione a Frankenstein Junior è fatta.

 

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LA MORTE TI FA BELLA, 10 COSE CHE NON SAPEVI

Più su si diceva delle differenze fra la sceneggiatura originale e il film, così come uscito poi nelle sale. Il fatto è che quello che conosciamo è un finale alternativo, girato per mettere una pezza a una situazione che si stava imbruttendo non poco. Ma il discorso è abbastanza ampio, perciò andiamo con ordine.
Fino a qualche tempo fa in rete era possibile trovare alcuni dei primi trailer di La morte ti fa bella, adesso non so. In alcuni di questi è possibile vedere alcune scene in cui compare l’attrice Tracey Ullman, di cui, alla fine della fiera, non c’è alcuna traccia nel film: tutte le scene che ha girato vennero cancellate.

 

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Nella sequenza finale canonica, per il funerale di Ernest venne fatto un veloce lavoro di “taglia e cuci” al volo per sistemare le cose. Sostanzialmente, nella scena si vede questa bella foto alla memoria del personaggio interpretato da Bruce Willis, in là con gli anni e in tenuta d’alpinista. Ebbene, quello è un fotomontaggio “vecchia scuola”. Il viso è quello di Willis, pesantemente truccato per il primo finale. Il corpo, invece, è di un Pinco Pallino qualsiasi a cui sopra è stato schiaffato il faccione dell’attore, dato che non c’era tempo per fare un qualcosa di meglio.

 

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Breve parentesi: avete presente quando Madeline inizia a ringiovanire dopo aver preso la pozione? Quando lì, davanti allo specchio, vede la mammella non più pendula e la chiappa che da floscia torna soda… ci siamo capiti, no? Ecco, per quella scena venne realizzato appositamente una specie di reggiseno “pneumatico”. Il quale, tramite un meccanismo sapientemente nascosto, tirava su tutto l’apparato mammario.
Su carta è tutto molto bello, ma in pratica non funzionava. L’effetto del reggiseno a pressione risultava troppo posticcio. Così, la stessa Streep ci mise la pezza: tramite un sapiente gioco di montaggio, mentre l’affare andava in funzione, lei stessa non inquadrata se le tira su con le mani.

 

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Tornando al discorso di prima, la situazione si era imbruttita e le scene della Ullman cancellate. Questa cosa avvenne perché dopo i primi test screening di La morte ti fa bella, i produttori volevano il sangue di Zemeckis & co. per riempirli di pernacchie a causa del finale. Tutto ciò ha portato a un pesante lavoro di re-editing sul film, costringendo a girare ex novo l’intera parte finale. Questo spiega – in parte – il perché del fotomontaggio taglia e cuci fatto con la foto di Bruce Willis, e l’estromissione di Tracey Ullman.

 

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And now last but not least, il tanto decantato finale alternativo di La morte ti fa bella. Allora, in quello canonico Ernest dà elegantemente forfait, fanculizza tutti e va avanti con la sua vita morendo poi di vecchiaia molti anni più tardi.
Nel finale alternativo invece, quello preso a fischi e pernacchie, una volta scappato dal castello di Lisle, dove Madeline e Helen l’avevano portato per costringerlo a bere la pozione, Ernest corre a nascondersi nel bar dove lavora Toni (il personaggio interpretato dalla Ullman). In sostanza, una ragazza con cui aveva stretto precedentemente amicizia.

Com’è come non è, con l’aiuto di Toni Ernest riesce a inscenare la sua morte, facendo perdere le proprie tracce. La scena si sposta poi parecchi anni dopo in Europa, con Madeline e Helen in “vacanza”, ridotte a grotteschi e orripilanti manichini di carne morta. Come del resto appaiono anche nel finale divenuto canonico. Comunque sia, le due si imbattono in una coppia di anziani che si tiene per mano, di cui si prendono gioco. Quando le due zombie vanno via, l’inquadratura zooma sulla mano del vecchio mostrando che in realtà è la mano di un uomo molto più giovane, svelanfo che si tratta proprio di Ernest.

Va da sé che questo finale ridicolmente buonista e totalmente insensato, era del tutto fuori scala con il resto dei toni del film. Perciò, tutto sommato è stato un bene sostituirlo con quello che conosciamo.

 

Bene, detto questo credo che sia tutto.

Stay Tuned, ma sopratutto Stay Retro.

 

 

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