LA DONNA RAGNO, CANCELLAZIONE E SUCCESSO

LA DONNA RAGNO, CANCELLAZIONE E SUCCESSO

La Donna Ragno (Spider-Woman) è un personaggio dalle origini alquanto complesse.
Creata negli anni settanta, quando l’ondata femminista aveva spinto la Marvel Comics a lanciare testate con supereroine, la Donna Ragno ebbe una certa popolarità nei suoi primi anni di vita editoriale, per poi sparire nell’anonimato per circa vent’anni e tornare in pompa magna nel nuovo millennio.

 

Un nome, un marchio

La Marvel temeva che prima o poi un editore facesse uscire la versione femminle dell’Uomo Ragno per sfruttarne il successo. Sebbene in casa ci fosse  già un’eroina con caratteristiche ragnesche (la Vedova Nera), non aveva un copyright sul nome Spider-Woman.
Così, per poterselo accaparrare, nel 1977 lancia Spider-Woman su Marvel Spotlight n. 32, un albo che presentava diversi personaggi a rotazione.

La protagonista è una donna misteriosa e senza una identità segreta, totalmente priva di legami con l’Uomo Ragno, che viene manipolata dall’organizzazione terroristica dell’Hydra per uccidere nientemeno che Nick Fury, il capo dello Shield. Finisce che la ragazza si ribella a chi l’aveva ingaggiata.

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Autori dell’episodio sono lo sceneggiatore Archie Goodwin e il disegnatore Sal Buscema, mentre a crearne il design è Marie Severin, la quale realizza il costume con le ragnatele ascellari che le permettono… di planare.

L’albo vende inaspettatamente bene e così, dopo un paio di apparizioni insieme alla rocciosa Cosa nella serie Marvel Two-in-One, l’anno dopo, nell’aprile 1978, viene lanciata la serie regolare scritta da Marv Wolfman.

Lo sceneggiatore riscrive parzialmente le origini del personaggio, che era stata presentato come un ragno tramutato geneticamente in un essere umano, rivelando che si trattava di un ricordo fasullo creato dall’Hydra. Anche il costume viene ritoccato, con i fluenti capelli neri lasciati uscire dalla maschera, che le danno un aspetto più seducente

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Ci viene rivelato anche il suo nome: Jessica Drew, creato unendo il nome della figlia di Wolfman al cognome della famosa detective dei romanzi per ragazze Nancy Drew.
Si tratta della figlia di uno scienziato venuta a contatto con l’uranio. Le venne iniettato un siero derivato da un ragno, nella speranza che la tolleranza alle radiazioni degli aracnidi potesse salvarle la vita.

La ragazza venne messa in una camera d’ibernazione per far sì che nel tempo il siero avesse l’effetto sperato. Jessica si risvegliò ormai donna, con i poteri donatele dal siero. In seguito venne manipolata dall’Hydra affinché diventasse il sicario perfetto.

Wolfman introduce Charles Magnus, un esperto di magia che le fa da mentore, e i primi avversari molto caratterizzati, come i Fratelli Grimm, il Boia e Morgana Le Fey, sua vera nemesi presa di pacca dal Ciclo arturiano.

La serie è ambientata a Los Angeles, per evitare qualsiasi coinvolgimento del newyorkese Uomo Ragno in modo da renderla un’eroina totalmente indipendente dal celebre eroe. Le avventure hanno toni piuttosto horror: nel corso dei primi numeri compaiono personaggi “macabri” come Licantropus (Werewolf by Night) e Sudario.

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Marv Wolfman lascia la serie con il numero 8. L’eroina passa nelle mani di Mark Gruenwald fino al numero 20 e poi in quelle di Michael Feisher per 12 numeri. Chris Claremont se ne occupa dal n. 32 al 46, spostando l’azione da Los Angeles alla non molto distante San Francisco e facendole ottenere la licenza di investigatore privato.

Sebbene il fumetto goda della pubblicità di una serie tv animata in onda in quel periodo, forse il continuo cambio di autori e di genere, passato dall’horror alle detective stories, non giova alle vendite, tanto che la Marvel decide di chiudere la serie con il numero 50.

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Gli ultimi 4 numeri vengono scritti dall’esordiente Ann Nocenti, con Mark Gruenwald nel ruolo di supervisore. I due realizzano un epilogo che sconcerta i lettori.
Dopo aver combattuto e vinto Morgana in un’estenuante battaglia su un piano astrale, l’anima di Jessica scopre che non può più rientrare nel proprio corpo, morto a causa della lunga separazione da essa. Chiede allora al mago Magnus di fare un incantesimo affinché il suo ricordo venga cancellato dalla memoria dei suoi cari, in modo che non debbano soffrire per la sua perdita.

La Donna Ragno è quindi come se non fosse mai esistita. La reazione indignata dei lettori non smosse Ann Nocenti, ma colpì Gruenwald, che, un anno dopo, nel 1984, divenuto editor della serie dei Vendicatori, cerca di correre ai ripari con Roger Stern, sceneggiatore della testata.

Nei numeri 240 e 241 il gruppo dei Vendicatori, aiutati per l’occasione dal Dottor Strange, combatte Morgana Le Fey in una battaglia mistica per l’anima di Jessica Drew, al termine della quale la ragazza torna nel mondo dei vivi, ma senza i superpoteri. Un finale più morbido per un’eroina che aveva comunque un suo pubblico.

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Le altre donne ragno

Per Jessica Drew le luci della ribalta sembrano spegnersi qui. La sua carriera come supereroina appare chiusa, sebbene Chris Claremont la usi in modo abbastanza continuo come comprimaria nelle sue storie di Wolverine, dove fa la detective privata nell’esotica metropoli asiatica di Madripoor.

Il nome di Donna Ragno passa a un nuovo personaggio, la rossa Julia Carpenter, che esordisce nella saga Guerre Segrete scritta da Jim Shooter e disegnata da Mike Zeck.
Caratteristica del nuovo personaggio è il costume bianco e nero che ispirerà quello utilizzato proprio dall’Uomo Ragno da lì a poco.

Questa nuova Donna Ragno non ha alcun legame con la precedente, e per quasi un decennio è lei a tenersi il titolo, unendosi ai Vendicatori della Costa Ovest. Affronta anche il Night Shift, un team composto dai più celebri avversari della prima Donna Ragno. Ha anche una miniserie di 4 numeri a lei dedicata, in cui vengono approfondite le sue origini.

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Con la chiusura, nel 1994, della nuova serie Force Works, squadra di cui la nuova Donna Ragno è diventata membro, il personaggio cade un po’ nel dimenticatoio per alcuni anni.
Al suo ritorno in attività adotta il nome in codice di Aracne.

Nel 1998 la Marvel lancia la terza Donna Ragno, l’adolescente Mattie Franklyn, questa volta strettamente legata all’Uomo Ragno e al suo mondo, tanto da avere un costume simile ed esordire su Amazing Spider-Man n. 441Anche questa eroina ha però vita breve.

 

Il ritorno di Jessica Drew

Brian Michael Bendis ha un vero e proprio culto per Jessica Drew, la prima Donna Ragno, tanto da metterla al centro dei suoi progetti per la Marvel a partire dal 2000.

Prima la fa comparire come ospite in un episodio della serie Alias, in cui la detective Drew aiuta la protagonista Jessica Jones in un’indagine legata proprio alla giovane Mattie Franklyn. In seguito, una volta che ha rilanciato i Vendicatori, Bendis la fa unire al team dei New Avengers con tanto di ritorno al costume classico.

La Donna Ragno è la protagonista principale di ogni trama di Bendis. Viene nuovamente avvicinata dall’Hydra che le offre di ripristinarle i poteri in cambio della sua collaborazione. Jessica però contatta Nick Fury per chiedere aiuto, e il colonnello la invita ad accettare per infiltrarsi nel gruppo terroristico.

Dunque la Donna Ragno si trova a spiare i Nuovi Vendicatori per conto dell’Hydra e spiare l’Hydra per conto di Fury. Le cose però si fanno ancora più complicate quando Bendis ci rivela, durante il mega evento Secret Invasion, un ulteriore inganno: Jessica si rivela essere in realtà la regina degli alieni skrull Veranke.

Al termine della saga la vera Jessica Drew torna sulla Terra, unendosi ai New Avengers, non avendo un altro posto al mondo dove andare.
La Donna Ragno stringe un forte legame di amicizia con Carol Danvers, alias Ms. Marvel, eroina con una storia editoriale simile alla sua e anch’essa amata da Bendis.
Sulla serie dedicata ai Vendicatori lo sceneggiatore le fa cominciare una relazione con Occhio di Falco, ma non dura molto.

Sempre Bendis scrive per lei due miniserie personali.
La prima nel 2008, Spider Woman: Origins, durante la quale fa alcune modifiche alle origini di Jessica tramite retcon. Rivela che i suoi genitori erano agenti dell’Hydra e che la sottoposero a esperimenti genetici mentre era ancora nel grembo materno, contraddicendo in parte quando detto fino a quel momento, e aggiungendo un ruolo importante dell’Alto Evoluzionario, il super genetista della Marvel.

La seconda miniserie, disegnata da Alex Maalev, è del 2009. La Donna Ragno diventa un agente dello Sword, un’agenzia che si occupa di minacce extraterrestri sulla terra, il cui compito è rintracciare gli skrull sopravvissuti alla guerra che vivono ancora in incognito sulla Terra.

 

Lo scandalo di Milo Manara

Nel 2014 la Donna Ragno è al centro di un’aspra polemica.
Per il lancio della nuova serie, la Marvel chiede a Milo Manara di realizzare una variant cover. L’artista disegna l’eroina mentre scala un muro: la posa e il fondoschiena scandalizzarono alcune femministe americane, costringendo la Marvel a ritirare la copertina e a scusarsi.

Manara riceve il sostengo del collega Frank Cho, che omaggia la cover sul proprio profilo social.

 

 

La Donna Ragno oggi: madre ed eroina

Con l’abbandono di Brian Michael Bendis, l’interesse sul personaggio non viene del tutto a scemare. La Donna Ragno continua ad apparire negli eventi Marvel, tra cui lo Spider-Verse di John Semper del 2014, in cui la Donna Ragno si unisce ad altri eroi ragneschi come Spider-Gwen, Miles Morales e Miguel O’Hara (l’Uomo Ragno del 2099) per aiutare Spidey contro la minaccia di Morlun, il vampiro mistico.

Nel 2020 la Donna Ragno è protagonista di una nuova serie personale, scritta da Karla Pacheco. Vengono sviluppate diverse tematiche femminili, su tutte la maternità.
Jessica Drew affronta una gravidanza ottenuta con l’inseminazione artificiale, pur continuando a lavorare come detective a tempo pieno.
Nasce un maschietto, Gerry, che pare abbia ereditato i poteri materni. Jessica diventa così una delle poche eroine a essere mamma, e per di più single.

Per il lancio della serie Jessica cambia anche look, dopo 35 anni dall’esordio.

 

 

 

Il film sulla Donna Ragno

Il futuro cinematografico del personaggio è nella Sony. Dopo Venom, la compagnia cinematografica si appresta a lanciare altri personaggi legati all’Uomo Ragno o comunque ragneschi.
Unica certezza è che la regia sarà affidata alla quasi esordiente Olivia Wilde.

La regista Olivia Wilde

 

L’attrice Daisy Ridley, nota al grande pubblico per aver interpretato Revy negli ultimi film di Star Wars, ha espresso sui social l’interesse a indossare i panni del personaggio, ma a oggi non ci sono ancora conferme.

Vedremo come si evolverà la situazione, di certo sentiremo ancora parlare di questa eroina, il cui destino pareva quello di venire dimenticata e invece è più attiva che mai.

 

 

 

1 commento

  1. Ricordo una intervista a Brian Michael Bendis in cui sostiene che non ama le versioni femminili di supereroi maschi, ma è indubbio che per Jessica Drew deve avere un debole. La Donna Ragno dei mei ricordi di bimbo degli anni settanta del secolo scorso differiva da Carol Danvers e da lì a poco da Jennifer Walters perché non aveva nulla a che fare con Peter Parker mentre le origini di Mrs Marvel tanto dovevano al Kree Mar-Vell e quelle di She-Hulk al sangue del cugino Bruce Banner. Nel mio batcave parecchi livelli sotto il pc con il quale scrivo ho un Essential di Spider-Woman che ristampa in lingua originale le storie che avevo letto tradotte nei Fantastici Quattro. Anche in quei gg avevo notato – e con me Jessica – che spesso la protagonista finiva legata da un uomo ( anche in copertina ndr ) penso oggi per una citaz della Wonder Woman delle origini nata dalla fantasia di un cultore del bondage. Una donna ” liberata” come si diceva allora, cioè absoluta, senza il peso di un vero passato a cui gli uomini cercano di mettere un cappio ( in un numero succede davvero ). Un bel passo avanti da quel numero degli Avengers con la finta Valchiria ( cioè Amora la Incantatrice ) che guida le Vendicatrici contro i Vendicatori, storia con cui Roy Thomas prende in giro il movimento femminista.

    Mi manca il segno di Infantino sui primi numeri di S-W, in particolar modo quando l’inker ne capisce il tratto sognante e nervoso.

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