IL MUTEVOLE FUTURO DEI FUMETTI MARVEL

IL MUTEVOLE FUTURO DEI FUMETTI MARVEL

Provare a immaginare il futuro è un espediente narrativo utilizzato spesso in romanzi come 1984 di George Orwell e La svastica sul sole di Philip K. Dick, dove vengono ipotizzati futuri distopici, oppure in film come Blade Runner di Ridley Scott e Mad Max di George Miller, che ci hanno mostrato scenari cyberpunk o apocalittici.
Anche il fumetto si è cimentato nel tema, e la Marvel non ha fatto eccezione.

 

KILLRAVEN (1973)

Creato nel maggio 1973 da Roy Thomas, Gerry Conway e Neal Adams, Killraven è il primo eroe Marvel a muoversi in uno scenario futuristico.

La fonte d’ispirazione principale è tratta dal romanzo La Guerra dei Mondi, scritto nel 1897 da H.G. Wells, di cui ne è virtualmente il seguito.
I marziani tornano sulla Terra nel 2001, dopo essere stati scacciati al termine del romanzo originale, per rendere schiava la razza umana.

Il protagonista, Jonathan Raven sopranominato Killraven per le sue virtù guerriere, è uno degli uomini usati come gladiatori per il divertimento dei marziani.
Scappato dall’arena di combattimento, Killraven si unisce ai Freemen, i combattenti per la libertà che si oppongono alla tirannia degli alieni.

Killraven è stato un fumetto di scarso successo durato fino al 1976, scritto soprattutto dal verboso Don McGregor, che prova a narrarne le gesta come in un romanzo d’altri tempi, a metà tra John Carter di Marte e Flash Gordon

La serie viene ricordata anche per essere il primo fumetto in cui appare un bacio “interraziale”, tra l’afroamericano Shulla Scott e la scienziata bianca Carmilla Frost.

Dopo la chiusura, ci sono state alcune sporadiche apparizioni del personaggio, come in Marvel Team Up n. 45 (in cui combatte al fianco di un Uomo Ragno finito nel futuro), nella saga Avengers Forever scritta da Kurt Busiek (in cui lo immagina membro di una versione futuristica dei Vendicatori) e in una miniserie a lui dedicata del 2003, scritta e disegnata dall’inglese Alan Davis.

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DEATHLOCK (1974)

Altro personaggio Marvel che si muove in uno scenario futuristico è Deathlock, il supersoldato cyborg. Appare per la prima volta nel 1974 su Astonish Tales n. 25, scritto da Doug Moench e disegnato da Rich Buckler.

Deathlock agisce in un 1990 dove la tecnologia permette di rianimare le persone morte. Luther Manning, un soldato americano ferito mortalmente durante uno scontro a fuoco, si risveglia in un futuro distopico trasformato in un cyborg dal maggiore Simon Ryker.

Fuggito al suo controllo, Deathlock gira per un’America oppressa dal regime miliare, in cui cerca di riconquistare la propria umanità.

Una delle tematiche di Deathlock è l’esplorazione del confine tra l’uomo e la macchina, dato che Manning comunica con un computer del suo cervello (abbreviato ‘Puter), il quale analizza con fredda logica il mondo intorno a lui, contrapponendosi alla sua emotività di essere umano.

La serie, anch’essa di scarso successo, chiude nel 1976. Da allora sono molteplici le apparizioni di Deathlock nel Marvel Universe. Spesso è tornato indietro nel tempo per confrontarsi con eroi come l’Uomo Ragno (su Marvel Team-Up n. 46) e la Cosa (Marvel Two-in-One n. 27 e 45).

Nel 1983 la storia di Luther Manning si conclude sulle pagine di Captain America n. 286/288 (scritta da J.M De Matteis e disegnata da Mike Zeck), in cui il Capitano va con Deathlock nel futuro per aiutarlo definitivamente nella sua lotta alla libertà. Ma altri Deathlock appariranno nel corso degli anni nell’Universo Marvel.

La “tecnologia Deathlock” viene appresa da alcuni scienziati nel nostro presente e utilizzata su altre persone, creando un paradosso temporale (è Manning che viaggiando nel tempo ha fornito la tecnologia con la quale verrà salvato egli stesso nel futuro).

Secondo alcuni, Deathlock ha ispirato Robocop. Nel film un poliziotto deceduto in servizio viene trasformato in cyborg (curiosamente, Robocop è ambientato in una Detroit futuristica e sempre Detroit è la città natale di Luther Manning).

In Italia Deathlock è stato pubblicato dall’Editoriale Corno con il nome di Cybernus.

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I GUARDIANI DELLA GALASSIA (1974)

Facendo un salto in avanti nel futuro, nel 31esimo secolo vediamo agire i Guardiani della Galassia, un gruppo di eroi in lotta contro i Badoon, una razza aliena che vuole conquistare il sistema solare.

Della squadra originale fanno parte il maggiore Vance Astro, un astronauta terrestre arrivato in animazione sospesa dal XX secolo; Martinex T’Naga, un essere di cristallo proveniente da Plutone; Charlie-27, un imponente soldato di Giove e Yondu Udonta, arciere alieno di Alpha Centauri.
Ognuno di loro è, apparentemente, l’ultimo membro della propria razza.

In seguito, a loro si uniranno i misteriosi Star Hawk, Aleta e Nikki; quest’ultima è una ragazza proveniente da Mercurio con le fiamme al posto dei capelli.

La paternità dei personaggi è controversa, in quanto il solito Roy Thomas afferma che il progetto originale era suo. Aveva immaginato un futuro in cui russi e cinesi avevano vinto la guerra fredda e conquistato gli Stati Uniti e un gruppo di guerriglieri americani si ribellava ma, forse per il contesto troppo politico, Stan Lee e Arnold Drake fecero cambiamenti in senso “spaziale”.

Proprio Arnold Drake, con Gene Colan ai disegni, ha firmato la storia d’esordio su Marvel Super Heroes n. 18 nel 1969. Da allora i personaggi non sono più apparsi fino al 1974, quando, sulle pagine di Marvel Two-in-One, vengono ripresi da Steve Gerber, che ne scrive le avventure regolari due anni dopo, nel 1976, nell’albo Marvel Present

La serie chiude per scarse vendite dopo poco tempo, ma i Guardiani della Galassia si uniscono ai Vendicatori nella lotta contro Korvac in Avengers n. 167/177 e fanno altre apparizioni su varie serie Marvel.

Nel 1990 i Guardiani della Galassia vengono rilanciati in una serie a loro dedicata scritta e disegnata da Jim Valentino, futuro co-fondatore della Image Comics, che dura 62 numeri.

Il titolo viene ripreso di nuovo nel 2008, a seguito del successo al botteghino ottenuto dal film omonimo, dove però i Guardiani hanno tutt’altra formazione, con Star Lord, Rocket Raccon, Groot, Drax e Nebula (vecchi personaggi minori dei fumetti Marvel), e non agiscono nel futuro ma nel presente.

Nella seconda pellicola a loro dedicata c’è un omaggio alla squadra originale: infatti il gruppo dei Ravager guidata da Sylvester Stallone (che interpreta Star Hawk) è formata dai personaggi che componevano i Guardiani originali.

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GIORNI DI UN FUTURO PASSATO (1981) 

Si tratta di una delle storie di maggior successo del duo Chris Claremont e John Byrne realizzata durante la loro fortunata run sugli X-Men.

La storia, pubblicata originariamente su Uncanny X-Men n. 141/142, ci mostra una New York del 2013 devastata in cui le Sentinelle, robot cacciatori di mutanti, hanno preso il controllo del Nord America sterminando la maggior parte dei superesseri e rinchiudendo i mutanti in campi di concentramento.

Il mondo è sull’orlo di un olocausto nucleare e i mutanti superstiti (Kitty Pride, Wolverine, Tempesta, Rachel Summers – figlia di Scott e Jean Grey -, Magneto e Franklin Richards) organizzano un piano in cui, grazie ai poteri telepatici della figlia di Ciclope, riescono a inviare l’essenza psichica di Kitty Pride nel corpo della sé stessa del presente, allo scopo di evitare l’omicidio del senatore Robert Kelly compiuto da Mystica e la Confraternita dei Mutanti Malvagi, che provocherà l’escalation di eventi verso l’incubo che stanno vivendo.

Le vicende vengono narrate su due linee temporali, quella del presente e quella del futuro. È un futuro cupo in cui vediamo le lapidi di molti celebri eroi, mentre costruzioni come il Baxter Building (il palazzo dei Fantastici Quattro) sono fatiscenti e in disuso e in cui i nemici prosperano e trionfano. Alcuni dei nostri eroi perdono la vita duranti gli scontri, mentre nel presente Kitty riesce a scongiurare l’assassino del senatore, facendo sbagliare mira a Mystica.

La storia diventa un cult, contribuendo al successo degli X Men tra il pubblico, e ha delle conseguenze a lungo termine sulle trame che coinvolgono il team.

Infatti, in seguito vediamo Rachel Summers viaggiare indietro nel tempo e unirsi prima agli X-Men e poi al team inglese Excalibur, diventando un elemento fondamentale per entrambe le formazioni.
Anche la Sentinella Nimrod e il cyborg Achab, mortali nemici degli X-Men, provengono dalla stessa linea temporale.

Si ipotizza che la trama di “Giorni di un futuro passato” sia stata d’ispirazione per il film Terminator, con cui ha molte cose in comune.

La storia a fumetti è stata adattata in un film omonimo, in cui si uniscono i franchising dei film degli X-Men della prima trilogia e di quella prequel. Con personaggi come Xavier e Magneto in versione classica (interpretati da Patrick Stewart e IanMcKellen) e giovanile (da James McAvoy e Michael Fassbender).
A fare il viaggio nel tempo non è Kitty Pryde, ma Wolverine (impersonato da Hugh Jackman).

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IRON MAN 2020 (1984)

Nella miniserie dedicata a Machine Man del 1984, scritta da Tom De Falco e disegnata da Herb Trimpe e Barry Windor-Smith, facciamo la conoscenza di Arno Stark, nipote del ben più noto Tony, l’Iron Man del 2020.

Arno ha ereditato la fortuna, ma non le virtù. Cinico ed egoista, utilizza l’armatura di Iron Man per fare il mercenario. Viene ingaggiato dal bieco Sunset Bain per sconfiggere Machine Man, ma nello scontro viene battuto.

Rivediamo il personaggio alle prese con l’Uomo Ragno su Spider Man Annual n. 20 (1986), in cui si scontra con un ecoterrorista sfigurato che vuole distruggere i laboratori Stark usando la “megabomba”.

Il terrorista, Saunders, che tiene in ostaggio la moglie e il figlio di Stark, è l’unico in grado di disattivare la bomba grazie alla scansione della sua retina, ma rimane ucciso durante lo scontro.
Per disinnescare l’ordigno e salvare la famiglia, Arno torna indietro nel tempo, ai giorni nostri, in modo da registrare la retina di Saunders da bambino.

Questi nel nostro presente è in compagnia dell’Uomo Ragno (all’epoca con il costume nero), di cui è un grande fan. Quando Arno arriva e con fare aggressivo cerca di prendere il bambino per scansirne la retina, viene attaccato dall’Uomo Ragno, che si batte in difesa del giovane.

Durante lo scontro, il giovane Saunders rimane ferito al volto… ferita che sarà causa del suo rancore futuro contro la Stark.

Si crea così un classico paradosso temporale: Arno Stark per impedire una tragedia nel suo tempo crea le condizioni affinché quella stessa tragedia accada.

Nel 2020, per celebrare il personaggio, viene introdotto anche nell’universo classico una versione di Arno Stark, un fratellastro fino a oggi sconosciuto di Tony Stark, ma che, agendo nel nostro presente, è solo un omaggio allo Stark del futuro.

Una curiosità: questo genere di paradosso temporale è anche alla base del testo della canzone dei Black Sabbath intitolata Iron Man, che non ha a che fare con il superereroe omonimo ma che, trattando appunto di un viaggio nel tempo, lo accomuna ad Arno Stark.
Il testo del brano parla di un viaggiatore temporale che torna indietro nel tempo per scongiurare una catastrofe, ma attraversando alcuni campi magnetici si è trasformato in un uomo di ferro (Iron Man) che spaventa la gente. Emarginato dalle persone per cui si era sacrificato, Iron Man inizia a sterminarle diventando egli stesso la ragione del suo viaggio nel tempo.

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CABLE (1990)

Il viaggiatore del tempo più celebre tra gli eroi Marvel è Cable.
Mutante, parte uomo e parte macchina, sempre armato fino ai denti, questo personaggio è la crasi di due figure distinte.

Il soldato cibernetico è stato creato nel 1990 da Louise Simonson e Rob Liefield su New Mutants n. 87. La sceneggiatrice voleva come nuovo leader dei giovani mutanti una figura contrapposta al pacifico e raffinato Charles Xavier.

Liefield, con tutta probabilità ispirato alla figura di Schwarzenegger in Terminator, immagina un guerrigliero ipertecnologico con braccio e occhio bionico, pieno zeppo di armi da fuoco e munizioni.

Cable diventa il leader dei Nuovi Mutanti, che ribattezza X-Force, dicendo di volerli preparare alla “guerra che verrà”. Cable, infatti, proviene da un futuro prossimo in cui il malvagio Apocalisse ha preso il controllo.

Sulle pagine della serie X-Force, in una storia scritta da Fabian Nicieza, scopriamo di più sui trascorsi di Cable. Vediamo attraverso alcuni flash back – che però sono di fatto dei flash forward per il lettore -, Cable alla guida una squadra chiamata Six Pack in lotta con il terrorista mutante Stryfe, che ha poi viaggiato indietro nel tempo per prevenire l’ascesa al potere di Apocalisse.

Alcune storie ispirate dagli editor Marvel hanno rivelato in seguito che questo misterioso personaggio altri non è che Nathan Christopher Charles Xavier, il figlio di Scott Summers, alias Ciclope, avuto con Madelyn Pryor, clone di Jean Grey, personaggio creato quattro anni prima da Chris Claremont.

Al termine di una storia di X-Factornel numero 68 del 1991, realizzata da Jim Lee e While Portacio, il figlio di Ciclope viene infettato da un virus tecno-organico proprio dallo stesso Apocalisse. Per poterlo salvare, Scott consegna il neonato alle cure della misteriosa Askani, che lo porta nel futuro dove la sua infezione potrà venire guarita.

Gli editor Marvel hanno quindi deciso di unire le due idee fondendo i due personaggi, ergo il futuro in cui Askani ha portato il Nathan neonato è quello mostrato da Nicieza su X Force.

I poteri mutanti di Cable sarebbero la telepatia e la telecinesi, ma questi vengono sensibilmente ridotti a causa dell’infezione tecnorganica, ecco perchè è stato obbligato a diventare un esperto di armi.

Nel 1994 lo sceneggiatore Scott Lodbell ci dà maggiori dettagli sulle origini di Cable, nella miniserie Le Avventure di Ciclope e Fenice

In questa storia Askani altri non è che la stessa Rachel Summers: dopo essere passata da un futuro alternativo al nostro presente è finita in un altro futuro alternativo.
Askani trasporta le coscienze di Scott Summers e Jean Grey in questa nuova linea temporale, dentro alcuni corpi simili a quelli del loro presente, allo scopo di allevare e addestrare il giovane Nathan.

Quindi, con i falsi nomi di Slym e Redd, la coppia fa da genitori al futuro Cable, insegnandogli a usare i suoi poteri e a combattere. Cable non saprà mai la vera identità di Slym e Redd.

Cable è ancora oggi uno degli X-Men di maggiore rilievo, come visto, per esempio, nella saga Messiah Complex, in cui, per allevarla, ha portato nel futuro la prima neonata nata dopo la decimazione mutante causata dall’incantesimo di Scarlet.

Come accade molte volte, un’idea di successo viene ripetuta fino ad abusarne. Così l’idea di Cable, soldato proveniente da un futuro catastrofico, è stata ripresa per creare un altro eroe mutante, Alfiere, ideato da John Byrne e While Portacio su Uncanny X-Men n. 282 nel 1991.

Anch’esso proviene dall’ennesimo futuro distopico, dove i mutanti si sono ribellati alle Sentinelle (idealmente una linea temporale successiva a quella vista in Giorni di un futuro passato) e dove gli X-Men sono ricordati come leggende.

Alfiere fa parte di un corpo di polizia che dà la caccia ai criminali mutanti, e per fermare uno di essi si ritrova nel nostro tempo, dove si unisce agli X-Men.
Durante questo periodo Alfiere ritiene che Gambit, membro della squadra, sarà colui che, stando ai racconti con cui è cresciuto, tradirà gli X Men portandoli alla rovina.

Alfiere, al pari di Cable, è il tipico personaggi degli anni novanta, precursore di quello che sarà lo stile Image Comics, fatto di personaggi ipertrofici armati di enormi fucili e pistole.

 

 

 

L’UOMO RAGNO 2099 (1992)

Nel 1992 la Marvel non si limita più a episodi singoli in ipotetici futuri, ma crea delle serie regolari le cui storie si svolgono in un’epoca differente dalla nostra.

Nasce così la linea 2099, in cui gli autori descrivono un potenziale futuro dell’universo Marvel, un’America in stile Blade Runner in cui le mega corporazioni, come la Alchemax o la Stark-Fujikawa, la fanno da padrone protetti da una violenta polizia privata definita l’Occhio Pubblico.
Un mondo dove problemi quali l’inquinamento e la corruzione hanno raggiunto proporzioni ragguardevoli e dove gli eroi del ventesimo secolo sono ormai divenute leggende (tanto che esiste la “chiesa di Thor”).

In questo scenario agiscono tre versioni futuristiche di personaggi noti: l’Uomo Ragno (l’impiegato Miguel O’Hara), il Punitore (il poliziotto Jake Gallows) e il Dottor Destino (Victor Von Doom proveniente dal ventesimo secolo), più un nuovo personaggio originale, Ravage, co-creato nientemeno da Stan Lee, un anti-eroe in lotta contro le multinazionali.

La linea 2099, con il suo mondo così simile e allo stesso tempo diverso dal nostro, incontra un certo favore del pubblico, tanto che si aggiungono altri titoli di versioni future degli eroi Marvel: X-Men 2099, Hulk 2099 e Ghost Rider 2099.
I titoli continuano a uscire fino al 1996, quando la crisi finanziaria che colpisce la Marvel in quel periodo la costringe a chiuderli.

L’eroe di maggior successo è, neanche a dirlo, l’Uomo Ragno 2099, realizzato da Peter David e Rick Leonardi. Il personaggio appare anche dopo la chiusura della serie in altri titoli Marvel, come per esempio Exilies, e avrà incontri con la sua controparte del presente.

Recentemente, l’Uomo Ragno 2099 è apparso dopo i titoli di coda del film d’animazione Spider Man: into the Universe del 2018, e sarà presente nel sequel del film Spider Man: Across the Spider-Verse di prossima uscita.

 

 

FUTURO IMPERFETTO (1993)

Nel 1993 Peter David scrive quella che ha definito la sua più bella storia su Hulk, “Futuro Imperfetto”. Una storia ambientata in un futuro alternativo in cui la guerra nucleare ha devastato l’America, facendola regredire quasi a uno stato medievale in cui domina incontrastato il Maestro, una figura brutale e spietata.

Per poterlo sconfiggere l’anziano Rick Jones manda indietro nel tempo sua nipote per poter portare lì Hulk (all’epoca con l’intelletto di Banner) affinché sconfigga il Maestro.
Ma il Maestro non è altri che lo stesso Hulk nel futuro con tutti i lati negativi della personalità di Banner.

Neppure l’Hulk del nostro tempo può nulla contro il Maestro, che lo sconfigge in combattimento e lo imprigiona, provando a convincerlo a sposarne la causa e a governare al suo fianco.

Hulk finge di accettare la proposta solo per sferrare un nuovo attacco. Lo scontro finale nella stanza dei cimeli di Rick Jones vede Hulk utilizzare la macchina del tempo del Dottor Destino (la stessa con la quale è stato portato lì dalla sua linea temporale), per mandare indietro nel tempo il Maestro, nel momento esatto dello scoppio della bomba Gamma che lo ha generato.

La storia, disegnata da un George Perez in stato di grazia, mostra quello che rimane degli abiti e degli oggetti degli eroi Marvel come manufatti da museo. È anche uno dei racconti più apprezzati dai fan.

Il Maestro doveva morire al termine di quella storia, ma in seguito la Marvel ha deciso di ripescarlo e di metterlo al centro di alcune storie, facendogli incontrare altri celebri eroi tra cui lo stesso Uomo Ragno 2099.
Nel 2020 gli ha dedicato addirittura una miniserie personale.

 

 

 

MC 2 SPIDER-GIRL (1998)

Un altro futuro per l’universo Marvel è quello chiamato MC2, creato da Tom De Falco, il successore di Jim Shooter a capo della Marvel.
Non si tratta dell’ennesimo futuro distopico o apocalittico. L’autore prova a delineare un futuro plausibile e senza eccessi catastrofici dell’universo Marvel.

L’idea si sviluppa dal seguito di un What If?, una storia ipotetica in cui si immagina che la figlia di Peter Parker e Mary Jane, nata morta nel nostro tempo durante la “Saga del clone”, sia sopravvissuta.

Visto il riscontro positivo avuto tra i lettori, nel 1998 Tom De Falco insieme al disegnatore Ron Frenz, con cui in passato aveva collaborato sulle pagine di Amazing Spider Man, Thor e con cui aveva ideato Thunderstrike, crea Spider-Girl.
May “Mayday” Parker è una ragazza che ha ereditato l’esuberanza e la sicurezza di Mary Jane e i poteri e il senso di responsabilità di Peter.

Dopo l’attacco alla sua famiglia da parte del nuovo Goblin (Normie Jr, nipote di Norman Osborn e figlio di Harry), la giovane May indossa l’uniforme dell’Uomo Ragno per iniziare la carriera da eroina imparando la famosa lezione tanta cara a suo padre: da un grande potere derivano grandi responsabilità.

Originariamente concepita come una miniserie, Spider-Girl diventa poi una serie regolare. Il futuro in cui agisce dà l’opportunità a De Falco di creare una nuova generazione di supereroi, come, per esempio, American Dream, nipote di Sharon Carter e versione femminile di Capitan America; Wild Thing, ipotetica figlia di Wolverine ed Elektra; J2 figlio eroe del Fenomeno, nemico degli X-Men.

L’autore ipotizza anche il proseguo di carriera degli eroi contemporanei, come Peter Parker, che ormai cinquantenne lavora alla polizia per la sezione della scientifica, e Flash Thompson, allenatore della squadra di basket femminile del liceo.

Tra altri e bassi, Spider-Girl continua fino al numero 100 nel 2006, diventando il titolo più longevo di un’eroina Marvel.

Spider-Girl comparirà saltuariamente in altre saghe della Marvel, mentre il mondo del MC2 a oggi non ha avuto seguito.

 

 

TERRA X (2000)

Da un idea del disegnatore Alex Ross nasce Terra X, uno sguardo di circa dieci anni nel futuro dell’Universo Marvel.

Ross nel 1997 era stato l’autore per la Dc Comics di Kingdome Come, un’opera anch’essa ambientata nel futuro prossimo, che vede gli eroi classici della Dc invecchiati battersi con una nuova generazione di supereroi violenti e immorali.

Nel 1999 la rivista del settore Wiz chiede a Ross di immaginarsi un contesto simile per gli eroi Marvel, quindi con i personaggi invecchiati di 10 anni.

I numeri della rivista in cui appaiono i bozzetti di Ross, con un Peter Parker di mezza età e in sovrappeso, un Capitan America calvo e pieno di cicatrici, un Reed Richard invecchiato che indossa l’armatura del Dottor Destino, vanno a ruba, spingendo la Marvel a realizzare una storia con quei personaggi.

Insieme allo sceneggiatore Jim Krueger, Alex Ross scrive un soggetto in cui l’umanità ha sviluppato dei poteri dopo la diffusione nell’atmosfera delle Nebbie Terrigene, la sostanza gassosa che dona agli Inumani le proprie capacità. I supereroi devono affrontare una umanità ormai fuori controllo.

Il tutto ci viene raccontato attraverso gli occhi di Machine Man, che eredita da Uatu, ormai cieco e morente, il ruolo di Osservatore, mentre all’orizzonte si profila l’arrivo dei Celestiali, pronti a giudicare e condannare la Terra.

La storia, sceneggiata da Jim Krueger e illustrata da John Paul Leon, è sostanzialmente un caloroso omaggio a Jack Kirby, in quanto nei ruoli principali vediamo Capitan America, Machine Man, gli Inumani, Galactus e i Celestiali.

Terra X ha avuto due seguiti: Universo X e Paradiso X.

 

OLD MAN LOGAN (2009)

Opera del 2009 di Mark Millar e di Steve McNiven, questo è il più recente fumetto ambientato nell’ennesimo futuro alternativo della Marvel. Il protagonista è Wolverine, o sarebbe meglio dire Logan, visto che si intitola Old Man Logan.
Ancora una volta si tratta di un futuro apocalittico dai risvolti amari, ambientato cinquant’anni dopo.

Sotto il comando del Teschio Rosso, tutti i supercriminali si sono organizzati in un esercito e hanno conquistato gli Stati Uniti. In questo contesto vediamo Logan, anziano e privo delle caratteristiche aggressive che lo hanno sempre contraddistinto, vivere da semplice contadino in California, assieme alla moglie Maureeen e ai figli Scotty e Jade.

Qui devono sottostare alle regole della Hulk Gang, criminali figli di Bruce Banner, che terrorizzano la gente del posto obbligandoli a pagare un tributo.

Logan, divenuto un pacifista convinto, subisce le loro angherie e i loro soprusi senza reagire. Viene convinto dall’ex Vendicatore Occhio di Falco a fare una consegna attraverso l’America, da costa a costa, per la quale guadagnerà una somma sufficiente per pagare gli Hulk, in modo che lo lascino in pace.

L’ex Wolverine sale a bordo della Spider Mobile e inizia il viaggio durante il quale veniamo a sapere che, ingannato dalle illusioni di Mysterio, in passato aveva trucidato brutalmente i suoi amici X-Men convinto si trattasse di nemici. Da allora, traumatizzato dall’evento, non ha più estratto gli artigli.

Millar e Mc Niven, ispirati dal film Gli Spietati di Clint Eastwood, mostrano un’America tornata ai tempi della frontiera in cui i criminali prosperano e non c’è più alcun eroe a combatterli.
Il Teschio Rosso, ormai presidente degli Stati Uniti, indossa il costume di Capitan America in segno di trionfo e ha una sala dei trofei con i cimeli appartenenti agli eroi caduti. Il destino ovviamente metterà Logan nelle condizioni di tornare a combattere.

Old Man Logan si rivela un successo, tanto che altri personaggi, come lo stesso Occhio di Falco o Peter Quill/Star Lord sono stati rivisitati in quest’ottica.

Old Man Logan, oltre a ispirare parzialmente il film Logan del 2017 (l’ultima interpretazione di Hugh Jackman nel ruolo), è divenuto tanto popolare che la Marvel lo ha integrato nella nostra linea temporale facendolo unire agli X-Men.

 

 

1602

Alla fine di questa carrellata ricordiamo 1602, miniserie scritta da Neil Gaiman e disegnata da Andy Kubert nel 2003.
1602 è ambientata in un’epoca diversa dal ventesimo secolo, ma non in uno scenario futuristico bensì nell’Inghilterra Elisabettiana: Peter Parker, il Dottor Strange, Nick Fury e quasi tutti i personaggi Marvel della Silver age vengono riscritti come se vivessero 400 anni prima del loro tempo.

Tutti gli eroi si apprestano ad affrontare quella che sembra essere l’arrivo dell’apocalisse. Questo scenario, scopriamo, è stato provocato da un viaggio nel tempo che ha alterato la realtà.

L’anomalia è costituita da Capitan America, che qui appare come uno strano nativo americano dai capelli biondi e gli occhi azzurri chiamato Rojahz.

Cap è stato mandato indietro nel tempo dal nostro secolo quando si è ribellato alla dittatura dell’Uomo Porpora, che ha instaurato negli Stati Uniti un governo fascista. Per evitare di farne un martire l’ha mandato indietro nel tempo e qui è arrivato alla colonia di Roanoke, di cui è divenuto il protettore.

Il desiderio del Capitano sarebbe quello di restare in quella linea temporale per aiutare a creare un’America priva dei problemi di tipo razziale, ed evitando lo sterminio dei nativi, ma la cosa creerebbe una frattura nello spazio-tempo.

Di fatto il racconto di Neil Gaiman è sempre centrato sul viaggio nel tempo che mette a rischio la realtà, questa volta, però, mostrandoci la prospettiva non dal presente-futuro, ma dal passato-presente.

1602 ha avuto tre sequel 1602: the New World, 1602: Fantastik Four e 1602: Spider-Man.

 

 

 

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