IL LIBRO NERO DEL BRASILE

IL LIBRO NERO DEL BRASILE

Mi presento, sono Francine Arioza, laureata in mediazione linguistica e scienze politiche: sono stata la prima scrittrice brasiliana in Italia ad affrontare la criminologia brasiliana. Con “Il libro nero del Brasile. Storie brasiliane di serial killers, omicidi, sette religiose e altri fatti cruenti” getto luce su aspetti raramente esplorati della società brasiliana, affrontando argomenti come sette religiose, satanismo, cannibalismo e serial killer. In questo articolo presento un capitolo del libro.


Le sette distruttive

C’è una grande differenza tra una setta religiosa distruttiva e una non distruttiva. Una setta distruttiva o totalitaria esplora la vulnerabilità dei propri membri cercando di ottenere il controllo completo su di loro, di solito utilizzando tecniche psicologiche come il lavaggio del cervello al fine di dominarli psicologicamente. Una setta non distruttiva opera invece per attenuare la vulnerabilità dei propri membri attraverso una guida spirituale, cercando di aiutarli a prendere il controllo della propria vita.

Mentre la maggior parte delle religioni sono innocue, alcune circostanze rendono anche le sette non distruttive facili bersagli di pratiche distruttive. Possiamo prendere come esempio la setta del Tempio del Popolo, la quale faceva capo a un ente di beneficenza che possedeva un ambulatorio medico e un programma di riabilitazione per drogati: nel 1978 a Jonestown, Guyana, circa 900 seguaci si sono uccisi bevendo una miscela di succo di arancia e cianuro. Coloro che si sono rifiutati di prendere il veleno sono stati uccisi a colpi di fucile.

Vediamo ora alcuni casi che hanno fatto scalpore in cui sono coinvolte sette distruttive brasiliane.


Lineamento Universal Superior

Questa setta è stata creata dalla visionaria brasiliana Valentina Andrade e dal marito argentino José Teruggi. Secondo la loro “dottrina”, solo i seguaci della setta verranno salvati da astronavi aliene durante l’Apocalisse.
Negli anni ottanta la Andrade e gli altri membri del gruppo furono accusati di aver castrato nove ragazzini tra gli 8 e i 14 anni e, tra il 1989 e il 1993, ad Altamira (nella regone del Pará), vennero accusati dell’omicidio di sei dei propri adepti, uccisi nel corso di riti satanici. Quando la polizia perquisì la residenza della donna nella città di Londrina trovò diverse videocassette in cui, in uno stato di trance, i membri della setta dicevano: “Uccidete i bambini”.

Arrestata nel 2003, Valentina Andrade fu processata e assolta per mancanza di prove. Altri quattro imputati furono condannati a 77 anni di carcere. I seguaci affermarono di sentire le voci degli extraterrestri.


Igreja Pentecostal Unida do Brasil

La Chiesa Pentecostal Unida do Brasil ufficialmente è un’organizzazione religiosa di natura giuridica privata senza scopo di lucro. In Brasile conta 650 chiese, 40mila soci e 35 scuole bibliche che coprono vaste aree dell’Amazzonia. Il 27 dicembre del 1998, il pastore della setta fu arrestato insieme ad altri membri per aver ucciso sei persone a bastonate e per averle in seguito bruciate. Il leader affermò di aver agito su ordine di Dio.


Igreja Universal Assembléia dos Santos

I leader della setta furono dichiarati colpevoli della morte di otto bambini a Salvador nel 1977. La setta predicava l’abbandono del matrimonio civile e di voto, considerati “obblighi mondani”. I leader affermarono che era stato Gesù ad aver ordinato le uccisioni.


Comunidade Evangélica Jesus, a Verdade que Marca

Un’operazione del Ministero del Lavoro Brasiliano ha contato 565 persone sottoposte a condizioni simili alla schiavitù nelle fattorie di proprietà di una setta religiosa nota come “Comunidade Evangélica Jesus, a Verdade que Marca” (Comunità evangelica Gesù, la verità che segna).

Secondo la Polizia federale, i fedeli frequentavano la chiesa con sede a San Paolo e poi sono stati convinti dai leader ad andare in campagna, con un completo cambio di vita dopo aver donato tutti i loro beni. Venivano portati in campagna con la promessa che avrebbero vissuto in comunità con il principio di uguaglianza assoluta. Tutti i beni sarebbero appartenuti a tutti nelle fattorie dove avrebbero lavorato senza retribuzione. Lì si ritrovarono con la loro libertà limitata e quando andavano in città venivano scortati dai membri della setta.

Secondo la polizia le vittime erano in uno stato di grande fragilità emotiva, solitamente con problemi familiari. Tra i fedeli c’erano persone semplici senza alcun bene materiale, altri invece possedevano immobili e denaro, poi donati alla setta. Nelle fattorie in cui vivevano, i fedeli erano divisi in abitazioni comunitarie. Dal momento in cui entravano nella setta, le persone vivevano in totale isolamento, senza contatti con le loro famiglie.

Nel 2013 la Polizia Federale e il Ministero del Lavoro effettuò ispezioni sulle proprietà rurali della setta scoprendo che i leader ricavarono un profitto esorbitante dal lavoro di questa sorta di schiavi e dalle donazioni. Parte del denaro sarebbe stato usato per comprare grandi fattorie, case e veicoli di lusso. I 13 leader della setta sono in attesa di giudizio, altri invece sono fuggiti.


Chiesa Rimanente di Laodiceia

“Gesù sta tornando. Ma solo chi mi segue otterrà il Regno dei Cieli”. Prediche come queste furono pronunciate da Ana Vindoura Dias Luz, la leader della Chiesa Rimanente di Laodiceia, per reclutare dozzine di lavoratori per farli lavorare nella sua azienda alimentare di Brasilia, capitale del Brasile.
La leader religiosa era proprietaria dell’azienda “Folha de Palmeiras Produtos Alimentícios”, situata in una piccola fattoria a 40 km dall’Esplanada dos Ministérios, dove si trovano anche la sede della chiesa e una comunità di circa cento residenti. La proprietà è stata perquisita in una operazione di polizia nel marzo 2019.

Nessuno dei lavoratori aveva un contratto formale, erano sottoposti a rigide regole su come vestirsi, dove lavorare e quando usare WhatsApp. Invece dello stipendio i dipendenti venivano “pagati” con la promessa della salvezza divina.

I lavoratori vivevano in case improvvisate, come fatiscenti carrozzerie di autobus e camion.  Il laboratorio di cucito e il pericoloso deposito dei pesticidi erano divisi solo da un mezzo muro di cartone. C’erano 11 diversi tipi di pesticidi, alcuni dei quali altamente tossici, che possono essere usati solo da un professionista qualificato, tuttavia erano maneggiati da due lavoratori senza preparazione tecnica ed equipaggiamento protettivo.

Mentre i lavoratori e i fedeli dormivano in luoghi precari, la casa della leader della setta era estremamente confortevole, molto spaziosa e con elettrodomestici moderni. Tutti i fedeli erano persone con un’istruzione scolastica molto bassa, con difficoltà anche a esprimersi, non avevano risorse né prospettive professionali.
Uno degli “schiavi” ha testimoniato che i nuovi seguaci venivano attirati durante gli eventi di predicazione religiosa. Diventare un membro della Chiesa di Laodicea significava non solo professare la fede del leader spirituale, ma partecipare attivamente alla comunità religiosa, che includeva la vita sul posto svolgendo compiti di lavoro.

Chi rimaneva lì aveva delle regole ben precise su come partecipare alle pratiche di esercizio fisico, sull’ora per andare a dormire e sulle ore di veglia, divieto di fare rumore e bere alcolici. Dovevano alimentarsi di cibo vegetariano e curare un orto familiare per sfamarsi.
La leader religiosa era già stata denunciata nel 2014 per aver recluso una ragazza in casa sua, ma il caso fu archiviato perché la vittima decise di ritirare la denuncia.


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