IL GRANDE MAZINGA E I SUOI AMICI SUPER-ROBOT

IL GRANDE MAZINGA E I SUOI AMICI SUPER-ROBOT

Il Grande Mazinga per i giovani spettatori tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta è stato un cartone animato memorabile.
La serie di 56 episodi dedicata al Grande Mazinga o Grande Mazinger (in originale Gureto Majinga), ideata da Go Nagai, si inserisce nell’universo narrativo di Mazinga Z (serie precedente) e Atlas Ufo Robot (serie successiva). Contemporaneamente al cartone animato, trasmesso nel 1974 da Fuji TV, fu sviluppato il manga, che Nagai affidò al suo collaboratore Gosaku Ota.

IL GRANDE MAZINGA E I SUOI AMICI SUPER-ROBOT

 

La storia del Grande Mazinga

Si parte esattamente dal punto dove terminava Mazinga Z, anche grazie a un film animato che fa da ponte fra le due serie: Mazinga Z contro il Generale Nero.
La Terra è minacciata dall’Impero di Mikenes, l’antico popolo mediterraneo dei micenei che un cataclisma aveva costretto a rifugiarsi per millenni nelle viscere del pianeta. In età recente, alcuni ufficiali guidati dal Generale Nero, dopo avere trasformato i propri corpi in quelli di giganteschi automi, si impadroniscono del regno e ne trasformano la popolazione (compreso il monarca Kerubinus) in soldati robot o in mostri da combattimento. Lo scopo è iniziare una guerra di conquista della superficie per sottomettere gli abitanti della Terra.

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L’Imperatore delle Tenebre

A capo dei Mikenes, anche se non prende mai parte ai combattimenti, c’è un colossale essere fiammeggiante noto come Imperatore delle Tenebre, probabilmente una potenza infernale. È stata sicuramente la sua influenza a spingere i Mikenes all’azione.

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Torna il Dott. Hell

I Mikenes avevano prestato dapprima aiuto al Dottor Hell, impegnato nella lotta contro Mazinga Z. Evidentemente speravano che gli togliesse di mezzo un ostacolo per i loro piani di conquista. Dopo la sconfitta dello scienziato, però, i Mikenes decidono di sferrare un attacco diretto alla Terra.

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L’arrivo del Grande Mazinga

I mostri dei Mikenes vengono mandati alla distruzione di Tokyo e di altre metropoli del mondo. Nell’arco di due violenti scontri danneggiano in modo gravissimo Mazinga Z, nuovamente intervenuto sul campo di battaglia.
A questo punto compare un nuovo robot chiamato Grande Mazinga, è stato segretamente costruito dal dottor Kenzo Kabuto. Tutti ritenevano lo scienziato morto, invece stava lavorando in gran segreto al nuovo potente super robot, il quale affronta con energia i giganteschi nemici riuscendo ad abbatterli.
Il Grande Mazinga riprende ed evolve la tecnologia di Mazinga Z, è corazzato con una nuova superlega metallica ed è meglio armato. Possiede anche la capacità di volare grazie a due ali retrattili sulla schiena.

 

 

La nuova base

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La base di difesa terrestre è la Fortezza delle Scienze. Un complesso sulle rive giapponesi dell’Oceano Pacifico che può anche immergersi e, la parte superiore, volare. A dirigerla c’è Kenzo Kabuto, figlio di Yuzo (l’anziano costruttore di Mazinga Z), nonché padre di Koji Kabuto (il pilota di Mazinga Z, in Italia ribattezzato Ryo e Alcor in Goldrake) e del fratello minore Shiro.

 

Chi è Kenzo Kabuto

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Creduto morto a seguito di un incidente nucleare, Kabuto è sopravvissuto grazie all’adozione di un corpo meccanico. Ha cresciuto e addestrato come pilota Tetsuya Tsurugi, un orfano dal grande coraggio e dal carattere impetuoso.

 

Il robot femminile

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Come in Mazinga Z, al Grande Mazinga viene affiancato un secondo robot dalle sembianze femminili, ma di minore potenza: Venus Alfa. Lo pilota Jun Hono, una ragazza figlia di una giapponese e di un africano che vive anch’essa alla base. Tra lei e Tetsuya c’è un legame di amicizia e allo stesso tempo di rivalità.

 

Boss Robot, anello di congiunzione

Al Grande Mazinga e Venus Alfa si aggiunge Boss Robot, il quale, dopo l’esperienza al fianco di Koji e Mazinga Z, si stabilisce in un capannone a poche centinaia di metri dalla Fortezza delle Scienze.

Molto più avanti nel corso della serie, si aggiunge anche Junior Robot, un automa costruito da Kenzo Kabuto per il figlio Shiro, ma raramente impiegato nei combattimenti date le sue modeste possibilità. Il suo aspetto si deve a un concorso della casa di produzione, che aveva invitato i giovani spettatori del cartone a disegnare un robot per Shiro.

 

Agganciamento!

Sia Tetsuya che Jun si mettono ai comandi dei robot entrando nella loro testa con speciali navicelle (il Brain Condor per il Grande Mazinga e la Regina delle Stelle per Venus). Tetsuya dispone anche di una speciale motocicletta armata con pugni a razzo.
I combattimenti vedono generalmente impegnati prima Venus e Boss. I Mikenes dispongono di una base sottomarina (cui poi ne affiancheranno una a forma di isola) e si portano sull’area degli scontri con una gigantesca fortezza volante di oltre 600 metri di diametro, chiamata Mikeros. A dirigere l’attacco sono uno o più dei sette generali del regno, che rappresentano le sette classi dei mostri di Mikenes. I generali hanno le stesse dimensioni dei loro mostri.

 

L’evoluzione

Nonostante riporti spesso danni rilevanti, il Grande Mazinga esce vincitore da ogni battaglia. Sotto i suoi colpi cade il principe Kerubinus: indotto dai Mikenes a combattere sotto la falsa promessa di riavere il suo regno, finisce poi per lanciarsi in un attacco suicida contro di loro. Quindi Gorgon (al cui posto arriva la Marchesa Yanus, esperta di intrighi) e poi lo stesso Generale Nero, che affronta il robot terrestre in un epico duello all’arma bianca. L’Imperatore delle Tenebre decide allora di richiamare dall’inferno il Dottor Hell (Inferno nella versione italiana), che, trasformato nel Grande Maresciallo del Demonio, viene incaricato del comando delle operazioni al posto del valoroso predecessore. I suoi mostri, della cui progettazione si occupa direttamente, si rivelano più potenti, arrivando spesso a un passo dalla vittoria finale.

 

L’ultimo scontro del Grande Mazinga

Le ultime puntate della serie sono di grande intensità. Usando la nuova base volante Demonica, i Mikenes sferrano un durissimo attacco alla Fortezza delle Scienze, nel corso del quale lo stesso Kabuto resta ferito. In soccorso arriva il dottor Yumi, il direttore dell’Istituto di Ricerche Fotoatomiche dove ancora si trova Mazinga Z. Di fronte al precipitare degli eventi, Yumi gioca l’ultima carta, facendo tornare con un aereo supersonico Koji Kabuto dagli Stati Uniti. Il ragazzo si rimette ai comandi di Mazinga Z, ricostruito in segreto grazie all’aiuto di Kenzo Kabuto e ripotenziato con la stessa lega del Grande Mazinga: il suo contributo è determinante per respingere i nemici.

 

La battaglia finale

Quando lo stato maggiore di Mikenes scende in campo per lo scontro decisivo, il dottor Kabuto solleva allora la sua fortezza e la scaglia in un attacco suicida capovolgendo le sorti della battaglia. Malgrado lo sconcerto di Koji per il gesto del padre, i due robot reagiscono e cingono d’assedio la fortezza. A essi si aggiungono Venus e Diana A, il robot femminile di Mazinga Z. La devastante esplosione di Demonica uccide i suoi occupanti e segna la fine della guerra, anche se la sorte dell’imperatore resta avvolta nel mistero. (La sua figura viene ripresa più avanti solamente nel manga di Ufo Robot Goldrake, disegnato sempre da Ota).

 

 

Il ritiro

Resi gli ultimi onori a Kabuto, il Grande Mazinga e Mazinga Z si ritirano dalla scena: nell’episodio cinematografico Ufo Robot Goldrake contro il Grande Mazinga li vediamo collocati nel Museo dei Robot nei pressi di Tokyo, dove sono diventati simboli di pace.

 

La sigla del Grande Mazinga

La sigla italiana della serie è cantata dai Superobots, gruppo musicale attivo dal 1979 al 1984, che ha realizzato le sigle di Jeeg Robot (cover dell’originale cantata da Fogus), Ken Falco, Guerre fra galassie, Daltanious, Blue Noah, Supercar Gattiger, Trider G7, Koseidon, Starzinger, I-Zenborg, Megaloman, Fantaman, Gordian, Ufo Diapolon, Babil Junior, Ginguiser e Guyslugger.

 

 

La psicologia dei personaggi: Tetsuya

Tetsuya è un ragazzo che in seguito alla morte dei genitori fu adottato dal dottor Kenzo Kabuto. Per guidare il Grande Mazinga, Tetsuya, dopo essere sceso in un sotterraneo, sale a bordo del Brian Condor e grazie a una rampa di lancio fuoriesce da una grotta sul mare. Qui chiama il robot con il grido “Mazinga fuori!”, il Grande Mazinga emerge da un vortice marino e il Brian Condor si aggancia sulla sua testa. Tetsuya è stato allevato e cresciuto solo per combattere. La sua unica ragione di vita è la lotta e questo lo rende, a guerra finita, un uomo che non sa che fare del proprio futuro.

 

Jun Hono


Anche lei è stata adottata dal dottor Kabuto fin da bambina, che l’ha addestrata a pilotare il gigantesco robot dalle sembianze femminili Venus Alfa. Al grido “Regina delle Stelle, via!” la sua navetta esce dalla Fortezza delle Scienze e si dirige verso la cascata di un fiume dalla quale fuoriesce il Venus Alfa. Dopo aver incastrato il velivolo sulla nuca del robot femminile, ne prende i comandi e inizia il combattimento. Jun soffre di un senso di inferiorità per il colore della propria pelle e si sente trascurata dal padre adottivo, il dottor Kabuto.

 

 

L’aiuto di Mazinga Z

 

 

L’aiutante più valido del Grande Mazinga è senza dubbio Mazinga Z, pilotato dall’altro figlio del dottor Kabuto, Koji Kabuto. Questi si mette alla guida del Jet Pilder e si aggancia, come il Grande Mazinga, nella testa di Mazinga Z. Dotato di armi potenti simili a quelle del Grande Mazinga, nell’ultima puntata della serie, dopo una estenuante battaglia con l’esercito del male, che vede coinvolti tutti i robot della serie, il dottor Kabuto muore sacrificando la sua vita per salvare quella dei figli.

 

 

(Da Il Sestante News)

 

 

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