ERREGI, LA RIVOLUZIONE EROTICA DEL FUMETTO

ERREGI, LA RIVOLUZIONE EROTICA DEL FUMETTO

Siamo a Ginevra (Svizzera) nel 1965. Qualche minuto dopo la mezzanotte. Infuria da qualche ora una vera e propria tempesta di neve. Un uomo di venticinque anni con il cappotto fradicio compra un fumetto all’edicola della stazione dei treni, qualcosa da leggere mentre sta aspettando un taxi che tarda ad arrivare.

Il fumetto si chiama Kriminal ed è edito da una certa Editoriale Corno che ha sede a Milano in viale Romagna. All’uomo il fumetto piace e siccome, facendo un po’ lo sceneggiatore e un po’ il giornalista, scrivere è il suo pane pensa: “Dedicarmi a qualcosa del genere mi sarebbe congeniale”. L’uomo si chiama Renzo Barbieri.

Di li a poco Barbieri si reinventerà editore, dando vita a un nuovo genere: il sexy-fumetto, che marchierà un’intera epoca. La sua fu una battaglia di avanguardia che allo stesso tempo può essere letta come il ritratto di una generazione che sognava di liberare la sessualità attraverso l’erotismo (o la pornografia, a seconda dei punti di vista).

ERREGI, LA RIVOLUZIONE EROTICA DEL FUMETTO



In pochi anni presero vita decine di personaggi femminili selvaggi e ribelli, che volevano staccarsi dalla tradizione, emancipando gli italiani dalla morale cattolica. Del resto rompere gli schemi in maniera esagerata e definitiva, in quegli anni, sembrava essere una scelta obbligata.

Renzo Barbieri e, poco dopo, il suo socio Giorgio Cavedon riscrissero la storia del fumetto italico, condividendo la visione del sesso libero e smodato.

È paradossale che solo negli ultimi anni, dopo che i due protagonisti sono oramai passati entrambi a miglior vita, i tascabili erotici, da sempre bistrattati anche da molti esperti del fumetto, inizino a calamitare le attenzioni dei collezionisti e l’interesse storico-critico di alcuni volenterosi appassionati. Ricordiamo le creazioni più significative del duo. 

Goldrake, 1966

Tutto inizia nel 1966 con la creazione della casa editrice Editrice 66 da parte di Renzo Barbieri, per pubblicare i fumetti da lui ideati ispirandosi a soggetti cinematografici e letterari del momento. Si comincia con Goldrake, che debutta in edicola il 28 marzo 1966.

Goldrake è un agente segreto della Cia, ispirato a James Bond ma con il volto di Jean-Paul Belmondo, attore francese allora molto popolare in Italia, che vive avventure sexy e violente costantemente impegnato a combattere la minaccia  comunista in ogni angolo del globo. Il protagonista della serie è un maschio forse perché Barbieri ancora non se la sentiva di esordire con una testata completamente al femminile.

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Largo spazio è comunque concesso alla sua alleata e partner sessuale Ursula, bellissima agente sovietica del Kgb con le fattezze di Ursula Andress. È una donna anche la sua principale antagonista: Madame Brutal, una folle lesbica sadica, che lo odia a causa di un incidente che l’ha deturpata.

Il primo disegnatore della serie è il grande Sandro Angiolini, un vecchio amico di Renzo Barbieri. Goldrake uscì con una prima serie di 9 numeri tra il 1966 e il 1967 per la Editrice 66, alla quale seguì una seconda di ben 316 numeri uscita tra il 1967 e il 1980, per un totale di 325 numeri per lo più quattordicinali (periodicità tipica anche degli altri tascabili: solo quelli di minor successo erano mensili). 

Isabella, 1966

Un mese dopo, l’estroverso Renzo Barbieri è pronto a lanciare nelle edicole una protagonista femminile, la mitica Isabella, che crea insieme all’amico Giorgio Cavedon, regista, sceneggiatore, e da lì a poco socio nella casa editrice, a cui affida le sceneggiature.

Alle matite troviamo sempre il brillante Sandro Angiolini, un disegnatore proveniente dai fumetti comici indirizzati all’infanzia. Il personaggio seicentesco di Isabella è ricalcato su quello di Angelica, fortunata protagonista di una serie di film francesi di cappa e spada tra il 1964 e il 1968.

Giorgio Cavedon, per quanto politicamente molto più moderato di Barbieri, fa di questa moderna eroina con le fattezze di Brigitte Bardot uno dei simboli di quell’aria di rivoluzione che soffia nel Paese. Quella sessuale è una delle poche rivoluzioni messe in pista sul finire degli anni sessanta a essersi realizzata e ciò è stato possibile anche grazie al contributo (più o meno importante) dei fumetti erotici come Isabella.

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Nel giro di qualche anno verrà eliminato il reato di adulterio, ratificato il divorzio, legalizzata la contraccezione e introdotto l’uso della pillola, reso possibile l’aborto. La “duchessa de Frissac” nonostante le non eccezionali vendite iniziali, ma nemmeno scarse, divenne di lì a poco un clamoroso successo editoriale, capace di raggiungere per qualche tempo centomila copie al mese.

Escono in totale 263 numeri divisi in due serie, la prima pubblicata da aprile a dicembre 1966 (19 numeri) per l’Editrice 66, e la seconda da gennaio 1967 a ottobre 1976 per 244 numeri edita dalle Edizioni Erregi fino al n. 155 e dalla Ediperiodici (casa editrice del solo Cavedon) fino alla conclusione.



Messalina, 1966

Anche la terza uscita della Editrice 66 ha come protagonista una donna, si tratta di Messalina, fumetto ambientato nell’antica Roma basato sulle avventure sessuali dell’omonimo personaggio storico, esempio di corruzione morale secondo la tradizione tramandata dai severi storici Svetonio e Tacito, e dal mordace Giovenale.

Messalina, coraggiosa e bella imperatrice romana, grazie alla sua sfrontatezza e disponibilità sessuale sventa congiure e aiuta gli alleati dell’Impero Romano, difendendo il trono dell’inetto marito Claudio. Ha rapporti sessuali sia con maschi che con femmine, ma il suo amante favorito è lo schiavo dal nome evocativo di Favodoro.

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Creata da Barbieri e dal disegnatore Edgardo Dell’Acqua, Messalina, come dice l’introduzione: ”Sorrideva misteriosamente. Parlava pochissimo, nell’amore era una dea: inesauribile e perversa. Giocava con gli uomini come una gatta coi topi”.

Come le altre prime pubblicazioni della Editrice 66 all’inizio dovette chiudere dopo soli sette numeri per mancanza di fondi da parte del giovane editore. Quando riprese le pubblicazioni nel 1967 sotto il marchio della Erregi protrasse le sue uscite per 178 numeri fino al 1974.

Al Capone, 1967

All’inizio del 1967 Renzo Barbieri deve chiudere la Editrice 66 perché non riesce più ad anticipare i soldi per le sue tre pubblicazioni. I soldi gli arrivano dal suo vecchio amico Giorgio Cavedon, che già lo aiuta come sceneggiatore. I due fondano così la nuova casa editrice Erregi, dalle iniziali di Renzo (Erre-) e Giorgio (-gi), con la quale i due raggiungeranno in breve il successo.

Il primo titolo pubblicato dalla casa editrice, piuttosto sfortunato, è Al Capone, il famigerato boss di Chicago, un fumetto per adulti di ambientazione gangsteristica sull’onda del successo del film di Arthur Penn, Gangster Story.

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Le storie di Renzo Barbieri raccontano la parabola del gangster che, facendosi strada nella società, conquista i massimi livelli del potere criminale. Al Capone era diventato un mito moderno già attraverso film degli anni venti e trenta come Piccolo Cesare di Mervyn Leroy e Scarface di Howard Hawks.

Le matite passano da Mario Cubbino (disegnatore del primo numero) ad Athos Cozzi (numeri dal 2 al 7 e dal 10 al 15), fino a Stelio Fenzo (numeri 8 e 9). La serie dura in tutto 15 numeri.

Bonnie, 1968

Il 1968 si apre con una nuova serie gangsteristica che va a rimpiazzare Al Capone, si tratta di Bonnie, la “vergine col mitra”. La protagonista è una bella e disinibita fuorilegge che si richiama alla componente femminile della celebre coppia Bonnie e Clyde.

I testi sono inizialmente di Giorgio Cavedon, poi si aggiungeranno gli sceneggiatori Paolo Ghelardini e Giorgio Pedrazzi. I disegni, che rappresentano la protagonista con le fattezze dell’attrice Faye Dunaway, sono di Stelio Fenzo e Tito Marchioro (n. 1/20), Camillo Zuffi (21/153), Corrado Roi (153) e Renzo Savi (154/248).

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La serie, che ebbe un prolungato successo di pubblico, racconta le spericolate e spregiudicate avventure criminali e sessuali della giovane Bonnie Brown, un’orfana degli anni ruggenti, che dopo essere fuggita dalle torture di uno squallido orfanotrofio della Louisiana decide di prendersi una rivincita contro il mondo diventando una spietata fuorilegge.

Nella sua fuga “on the road” per gli Usa tallonata dalla polizia, viene istruita all’arte del gioco d’azzardo dal baro Ace e all’uso delle armi da fuoco e degli arnesi da scasso dall’esperto gangster Billie. Lasciati questi suoi primi compagni d’avventura, Bonnie diviene indipendente trasformandosi in una vera e propria mangiauomini. 

Jungla, 1968

Stelio Fenzo era stato presentato a Renzo Barbieri da Hugo Pratt in un periodo in cui stava cercando lavoro, dopo essere stato scaricato dall’inglese Fleetway. Barbieri gli propose il nuovo personaggio di Jungla, una tarzanella che se ne va in giro seminuda, erede spirituale della mitica Pantera Bionda, l’iconica eroina degli anni quaranta.

La “vergine africana” è una mora sinuosa e fisicamente dotata, implacabile con i malvagi e determinata a conservare la propria illibatezza. La serie è ambientata nell’alto Congo, nei dintorni di Nassau dove la nostra agisce come una specie di giustiziera. 

Abbandonata appena nata dalla madre morente, viene allevata dallo stregone Tattoo che la cresce come una figlia. Tra i nemici principali di Jungla spiccano il sanguinario Wan Stiller e il sordido Luft, ma non mancano mercenari, avventurieri senza scrupoli, trafficanti d’armi, scienziati nazisti e criminali d’ogni sorta, che pur combattendola non possono fare a meno di desiderarla sessualmente.

Jungla non è stato un grande successo editoriale in Italia, diversamente che in Francia dove si è affermata come una delle eroine più apprezzate. La serie chiude con il n. 58.

Walalla, 1969 

Nel 1969 esce Vartàn, una serie a fumetti di genere erotico di ambientazione western, ideata e sceneggiata da Furio Viano (che è anche l’editore) e disegnata da Sandro Angiolini, il quale ha lasciato la Erregi. In qualche modo Vartàn prefigura le tematiche di Soldato blu, il film “filo-indiano” del 1970 con Candice Bergen.

La figura dell’”indiana bionda” viene riciclata nello stesso anno da Renzo Barbieri con Walalla.

Nata in una notte di plenilunio come predetto da un’antica profezia, Walalla sarà l’eroina che condurrà il suo popolo, la tribù dei mescaler. La protagonista, a differenza di Vartàn, ha i capelli mossi invece che lisci, ma le forme conturbanti e il carattere deciso e risoluto sono gli stessi.

Nemmeno Walalla è un successo, la serie si interrompe con il n. 54, mentre Vartàn continuerà fino al n. 200.
I testi di Mario Gomboli (futuro editore di Diabolik) non trovano un adeguato contraltare nei disegni di Mario Cubbino, inferiori a quelli di Sandro Angiolini su Vartàn. 

Jacula, 1969 

Jacula è la prima di una serie di eroine vampire dei tascabili. È stata creata da Barbieri e Cavedon cavalcando una erotizzazione sempre più spinta del cinema horror del periodo, si pensi alle vampire lesbiche dei primi gotici italiani di Polselli e Regnoli o a quelle della mitica casa di produzione inglese Hammer o, ancora, a quelle più spinte del cinema iberico di Aranda e Franco.

Jacula, giovane diciottenne benestante di una città della Transilvania dell’Ottocento, la patria di Dracula, viene aggredita da un figuro oltretombale che con il morso la trasforma in vampira.

Gli autori rileggono a modo loro il cinema horror classico con un tocco di demenzialità facendo di Jacula uno dei maggiori successi del genere. L’accoglienza del pubblico fu strepitosa, le centinaia di lettere inviate alla redazione dimostrarono un successo senza precedenti e un processo di identificazione sia da parte di uomini sia di donne in questa eroina disinibita.

I disegni sono dello Studio Rosi (dal n. 1 al 117), poi dello Studio Giolitti (dal n. 118 in avanti). La serie si protrae per ben 327 numeri diventando una delle più longeve del genere.

Lucrezia, 1969

Già nelle prime tredici pagine del primo numero la protagonista avvelena due dei suoi innumerevoli amanti. Si tratta di Lucrezia, figlia del papa Alessandro Borgia, malvagia e corrotta duchessa di Ferrara e conturbante protagonista del Rinascimento. 

Barbieri e Cavedon pensarono che un personaggio storico così controverso e ambiguo non poteva non diventare un’eroina dei fumetti sexy italiani, e infatti lo diventò ottenendo un qualche successo fino al 1974, con 140 episodi pubblicati.


La fedeltà storica non era il pezzo forte dei suoi autori: le vicende narrate erano molto romanzate, dato che la Lucrezia Borgia storica non era affatto l’avvelenatrice della leggenda nata ben prima di questo fumetto.

Questa Lucrezia è fredda, calcolatrice e crudele, ma anche forte e risoluta. Intrighi politici, religiosi, incesti, tremende vendette, guerre sanguinose e torture sadiche erano gli ingredienti utilizzati per cucinare questo fumetto. Disegni a cura dello Studio Rosi. 



Jolanda, 1970

Jolanda de Almaviva, la “figlia del mare”, è un fumetto noto per i disegni, a partire dal n. 13, del giovane Milo Manara. La corsara Jolanda è stata reinventata da Barbieri prendendo spunto dal romanzo di Emilio Salgari “Jolanda la figlia del Corsaro Nero”.

Meno noto il fatto che l’autore dei testi sia il giornalista Roberto Renzi, padre di Akim, uno dei più amati tarzanidi italiani. 
Ambientata nell’America Latina dei conquistadores, la collana narra delle avventure per i sette mari della bella castigliana Jolanda che, promessa in sposa dal padre don Alfonso de Almaviva al corrotto governatore di Maracaybo, viene rapita dai corsari e, per amore, finirà per combattere al loro fianco.


Milo Manara, prendendo il posto del disegnatore Armando Bonato, impressiona forse più per la precisione e il dettaglio con cui realizza galeoni e vascelli d’epoca che per la sensualità delle sue donne, comunque già sufficientemente evidenziata.

Per la sexy corsara, Manara si ispira alle fattezze dell’attrice Senta Berger, una delle attrici che andavano per la maggiore, e ne ricava una delle eroine più provocanti dell’intero genere. 
La serie esce in edicola dall’ottobre del 1970 fino all’agosto del 1974, con soli 69 albi pubblicati.



Hessa, 1970

Anche il genere bellico ha la sua eroina sexy: Hessa Von Kopf, di nobili origini, spia al servizio di Adolf Hitler e comandante delle Sex Truppen: un corpo di donne che usa le armi improprie del sesso per avere la meglio sul nemico.

Pur essendo molto provocante, Hessa è vergine, quindi le scene piccanti sono delegate alle volenterose ragazze che la circondano.


Hessa vive una serie di avventure dominate dal sadismo e dalla violenza, come si conviene ad una perfetta nazista. Ma la donna ha anche un cuore e finisce per innamorarsi di un partigiano olandese…

I disegni sono di Nevio Zeccara, maestro rovigotto noto per avere illustrato le prime due storie, uscite tra il 1967 e il 1968, della collana di fumetti basata sulla serie televisiva Star Trek, pubblicate dall’americana Gold Key/Western Publishing.
Per ragioni forse esterne al numero copie vendute e mai sufficientemente chiarite, Hessa si interruppe nel 1972 con il n. 47. 

Hessa è l’ultima testata pubblicata dalla Erregi, alle quale va aggiunta Terror (1969), una fortunatissima collana di genere horror senza personaggio fisso che durerà 216 numeri, alla quale collaborano disegnatori come lo spagnolo Vicente Segrelles, concludendosi nel 1987.


Le nuove uscite del 1971 (Oltretomba, Lucifera e De Sade) verranno pubblicate da una nuova casa editrice la Ediperiodici. Per banali ragioni di soldi, i due soci si separano: Giorgio Cavedon continua le pubblicazioni con la Ediperiodici, mentre Renzo Barbieri fonda la Edifumetto, dove inizialmente crea dei cloni dei personaggi della Erregi, come Playcolt/Goldrake e Zora/Jacula, per poi diversificarsi. 



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