DIVENTARE RICCHI SUL WEB? UNA TRAPPOLA

ricchi sul web

Sui social network (in particolare su Instagram) capita spesso di imbattersi in video di professionisti e imprenditori che offrono consulenze e servizi di vario tipo. Sono in gran parte donne, e si occupano di strategie di comunicazione, network marketing, business coaching eccetera. E poi personal branding, networking, social media manager. Presumibilmente non c’è bisogno di traduzione per comprenderne il senso.

In sostanza, la finalità dei servizi offerti e delle attività imprenditoriali svolte è quella di “produrre ricchezza”.
Infatti, in alcuni casi i consulenti non vanno tanto per il sottile, sostenendo di poter aiutare rapidamente a “fare soldi”.

Per convincere chi guarda i video o legge i post a usufruire del servizio, capita che si rivolgano all’interlocutore incutendogli timore, sostenendo che “sta sbagliando”, trattandolo da perdente e offrendo la soluzione. Non gratuitamente, si presume: quantomeno chiedendo di visitare una pagina, che nel Web rappresenta una forma di pagamento.

Grosso modo assistiamo sempre al meccanismo relazionale che consiste nel persuadere un soggetto a usufruire di un servizio che gli permette di convincere un altro soggetto ad acquistare qualcosa o a usufruire a sua volta di un servizio.

Questa tattica non può prescindere da un accompagnamento recitativo abbastanza standardizzato: non molto dissimile da quello di certi protagonisti del mondo televisivo e dello spettacolo in generale o della politica.

D’altronde nei siti specializzati in business coaching si può leggere quanto siano importanti i movimenti del corpo, le espressioni e come il linguaggio non possa essere in contrasto con le parole.
Una caratteristica che accomuna gran parte dei consulenti e che colpisce particolarmente è la gestualità, l’uso delle mani, accompagnata da un tono di voce che va dal deciso all’accattivante, dall’amichevole all’imperioso.

Tra i vari discorsi, sempre volti a migliorare le capacità di vendita del referente, si possono trovare consigli su come ottimizzare il tempo spegnendo il cellulare.
Proporre un tale messaggio sul Web (attraverso cui tutti questi servizi vengono offerti/usufruiti) e al contempo il messaggio contrario (“spegnere il cellulare” equivale pressappoco a dire “non usate internet”), proprio per il suo contenuto non conforme, finisce per rafforzarne l’effetto.

Invitare a spegnere il cellulare per un’ora al giorno significa altresì dare per scontato che resti acceso e venga utilizzato per le altre 23. E, poiché le modalità lavorative presentate vengono spesso svolte utilizzando pc e smartphone, che il lavoro occupi gran parte della giornata.

La maggior parte dei consulenti, inoltre, parla di comunicazione etica. C’è da chiedersi se il fatto di sottolinearne l’importanza pressupponga l’esistenza di una comunicazione “non-etica” (e viene da chiedersi in quali forme essa si presenti e chi ne faccia uso). Nonostante questo atteggiamento etico, risulta abbastanza evidente che l’avidità sia ciò che muove i consulenti e gli imprenditori che agiscono sui social. Il loro scopo principale è quello di guadagnare, in modo veloce ed efficace, a spese altrui.

Non manca chi, a tale scopo, utilizza il neuromarketing (una disciplina che applica tecniche di psicologia per realizzare campagne pubblicitarie mirate) e nello stesso tempo sottolinea come sia necessario conoscere la musica piuttosto che la filosofia per entrare nell’immaginario dei potenziali clienti.
Vengono usati termini come rivoluzione e cuore ma molto più spesso strategia e successo.

La maggior parte dei consulenti e imprenditori, delle società di comunicazione, marketing e coaching fa d’altra parte un uso non sempre coerente (e in alcuni casi persino sgrammaticato) delle parole e dei concetti. Da una parte vogliono generare emozioni e dall’altra sfruttano l’aspetto emotivo. Studiano le strategie per aiutare a raggiungere i sogni, oppure sviluppano idee per crescere e monetizzare.
Non manca chi “sfrutta” la scrittura creativa (esistono corsi di scrittura “persuasiva”) per dominare il mercato, e per emergere dalla massa.



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