TACCO A SPILLO, CHE PASSIONE!

TACCO A SPILLO, CHE PASSIONE!

Il piede femminile, calzato in una scarpa con il tacco alto, ha una forte valenza estetica ed esercita una irresistibile attrazione. Il tacco alto slancia la gamba e valorizza la caviglia sottile, obbligando la donna a una camminata ondeggiante che mette il rilievo la sua femminilità. La postura è sbilanciata in avanti e, per potersi mantenere in equilibrio, la donna deve inarcare la schiena sollevando i seni. Per alcuni, poi, l’attrazione verso il piede è quasi maniacale, feticistica.

Scarpa cinese antica

Scarpa cinese antica

Le donne cinesi benestanti si sottoponevano alla fasciatura del piede fino a deformare le ossa, in modo da mantenerlo piccolo e arcuato per conferire una andatura esitante. Con questa pratica la bambina dimostrava al futuro sposo la sua docilità, la sopportazione del dolore e la volontà di restare segregata in casa. Dopo la caduta della monarchia, è stato difficile estirpare questa pratica tradizionale.

Tacco del re sole

Tacco del re sole

In occidente a portare in auge il tacco alto fu Luigi XIV (1638-1715), il re sole. Egli era basso e, per apparire di statura degna del suo rango, indossava scarpe con il tacco tinto di rosso con il costosissimo cinabro. Non aveva inventato le scarpe con il tacco, che già erano apparse nella storia, ma fu colui che le fece diventare di moda, tanto più desiderate perché il tacco rosso era riservato alla nobiltà.

Una ballerina del Moulin Rouge con le scarpe con il tacco

Una ballerina del Moulin Rouge con le scarpe con il tacco

Dopo un periodo di declino a seguito della Rivoluzione francese (1789), perché considerate un lusso tipico della nobiltà, riapparvero negli ultimi anni dell’ottocento al Moulin Rouge, indossate dalle ballerine negli scatenati can can che hanno reso famoso il locale parigino. I tacchi alti non  vennero più identificati con la nobiltà, ma si riconobbe loro una forte carica sessuale.

I tacchi erano tradizionalmente fatti di legno e si spezzavano facilmente. Non davano abbastanza sostegno al piede e chi li indossava si sentiva insicuro.

Ci sono due versioni dell’invenzione del tubo in metallo all’interno del tacco, una sostiene che sarebbe un brevetto di Salvatore Ferragamo, risalente agli anni trenta del novecento e finito di brevettare nel 1958, l’altra che sarebbe una creazione degli artigiani di Vigevano nel 1953.

In ogni modo, l’innovazione consentì di creare tacchi più forti e stabili, che permisero di sfornare migliaia di scarpe.

winklepicker

Winklepicker

Ancora una volta il rilancio della moda del tacco alto e delle scarpe a punta partì dagli uomini: agli inizi degli anni sessanta, a Londra, i teddy boys indossavano stivaletti a punta detti winklepicker, dapprima con il tacco di cinque centimetri e poi con tacchi di sei-sette centimetri.

A metà degli anni sessanta, in Gran Bretagna iniziarono ad apparire ragazze che portavano winklepicker con tacchi a spillo. La moda dilagò e praticamente tutte le donne portavano quel tipo di scarpa. La maggior parte veniva prodotta in Italia, che era e rimane una nazione produttrice, soprattutto per la fascia medio alta, mentre per la fascia bassa è stata soppiantata dalla Cina. L’Italia è il primo produttore di calzature dell’Unione europea, il decimo di calzature per numero di paia nel mondo e il settimo esportatore a livello mondiale, il terzo in termini di valore.

winklepicker femminili

Winklepicker femminili

Ogni dieci anni riappaiono timidamente le winklepicker con il tacco a spillo, soprattutto nella versione nera come calzature vintage. Sono state indossate dai mod, dai rockabilly, dai punk, dai nostalgici del rock and roll e dai dark.

Scarpe a punta con tacchi a spillo

Scarpe a punta con tacchi a spillo

Quest’anno, nella stagione autunno inverno 2016/2017, sono tornate di moda le scarpe a punta con il tacco alto non solo nere, con fibbie, lacci e cinturini, ma nei vari colori e diverse versioni, anche bon ton.

Scarpe bicolori ultima moda

Scarpe bicolori: l’ultima tendenza

Sono diffusi anche modelli bicolori, bianchi e neri, cognac e neri o a tre colori.

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