STARDUST IL SURREALE

STARDUST IL SURREALE

Tra gli anni trenta e quaranta, i personaggi dei comic book erano meno prevedibili e noiosi di oggi. C’erano fumetti pazzeschi, anarcoidi, nichilisti… poi il buonismo ha regnato sovrano annegando tutto nella melassa.

In quel magico periodo anche Fletcher Hanks, un autore allucinato dallo stile quasi infantile e dai temi surreali, poteva lavorare per gli albi a fumetti più diffusi.

Fletcher Hanks nasce nel 1889 nello stato americano del Maryland. Cresce viziato dalla madre e nel disinteresse del padre pastore protestante. A 23 anni, nel 1910, si iscrive al corso di fumetto per corrispondenza della Evans School: seguito, prima e dopo di lui, da autori come Elzie Segar di Popeye e Chester Gould di Dick Tracy. Nella brochure della scuola si magnifica la carriera del cartoonist: fama, potere e soldi. Quindi, intuitivamente, anche tanta figa. Oggi come stanno le cose per i fumettari?

Il depliant pubblicitario della scuola di fumetto per corrispondenza

Hanks si sposa e ha quattro figli, in casa è un marito e un genitore violento perché costantemente ubriaco. All’inizio si guadagna da vivere dipingendo murales, che all’epoca vanno di moda.

Fletcher Hanks

Nel 1938, Superman, dalla copertina del primo numero di “Action Comics”, fa esplodere il fenomeno dei comic book. In breve, “Superman” (cioè il nuovo albo tutto dedicato a questo personaggio), “Captain Marvel” e “Walt Disney’s Comics and Stories” arrivano a vendere un milione di copie ciascuno. Molte altre testate invadono le edicole e gli autori sono liberi di sperimentare, non esistendo regole rigide. Nel 1939, Fletcher Hanks inizia a lavorare per gli editori di comic book usando diversi pseudonimi, alcuni fumetti li realizza attraverso la rinomata agenzia di Will Eisner e Jerry Igers. È uno dei pochi autori in grado di scrivere le proprie storie, disegnarle a matita e ripassarle a china, realizzando anche il lettering. Prodotto completo alla consegna, insomma.

Nel 1941, dopo avere realizzato 51 storie a fumetti, Hanks lascia improvvisamente il campo. Non si conoscono i motivi. Forse la sua dipendenza all’alcol non gli permette più di lavorare, o il suo stile è già considerato superato e gli editor premono chiedendo più realismo. E dire che i suoi originali personaggi hanno un certo successo, tanto che dopo di lui verranno continuati a lungo da autori più convenzionali.

Gli editor e gli art director dei comic book, ormai, hanno come riferimento gli illustratori realistici passati dalle riviste ai fumetti dei quotidiani. In primo luogo Hal Foster di Principe Valiant e Alex Raymond di Flash Gordon, autori che lavorano molto sulle fotografie. Anche se i primi disegnatori dei comic book hanno nella grande maggioranza dei casi uno stile “prefosterita” (qualcuno direbbe uno stile da “cartoon”), sono costretti ad adattarsi alle nuove esigenze (degli editor, non del pubblico). Hanks, anche volendo, non riuscirebbe mai ad adeguarsi. La sua fantasia non può essere arginata dalla realtà.

In ogni caso, il nostro autore è di certo vittima del “vizio” dell’alcol, come i personaggi di una vignetta realizzata anni prima come prova durante il corso di disegno per corrispondenza.

Vignetta giovanile di Hanks

Nel 1976, Fletcher Hanks viene trovato morto assiderato su una panchina di New York. In tasca non ha un soldo. La sorte che toccherà anche a voi aspiranti fumettisti non fotografari.

Il disegnatore “fotografaro” mette i suoi modelli in posa seguendo la sceneggiatura, li fotografa e poi ricalca i negativi proiettati sul foglio con l’episcopio (ma oggi con il computer ci sono metodi molto più semplici e veloci). I fotografari non hanno fantasia né uno storytelling propriamente fumettistico, ma sono ambiti da tutti gli editor del giorno d’oggi. Anche per questo io smetto di leggere fumetti.

Il certificato di morte di Fletcher Hanks

Facciamo adesso una carellata su alcuni personaggi di Fletcher Hanks. 

The Super Wizard Stardust (Il supermago Polveredistelle) è uscito per la prima volta nel 1939, in “Fantastic Comics” n. 1 della casa editrice Fox. Stardust è uno dei personaggi preferiti di Fletcher Hanks, dato che comparirà in 16 episodi. Come Superman, proviene da un altro pianeta, e grazie alla sua “vasta conoscenza della scienza interplanetaria” combatte con successo il crimine. Dal suo laboratorio posto in una stella (?) privata (?) scruta noi terrestri con un potente telescopio. I suoi superpoteri sono numerosi e non definibili come quelli di Silver Surfer. In questa avventura lo vediamo affrontare i gangster agli ordini di Faccia di Teschio, che hanno deciso di bombardare la città. Stardust reagisce usando il proprio stile di combattimento fantasioso: con i fulmini abbatte i bombardieri, fa fluttuare nell’aria gli sbirri per metterli al sicuro e poi, minacciando di stritolarli a mani nude, deporta i criminali in un pianeta tempestato di diamanti e smeraldi, ma con una forza di gravità così forte che è impossibile estrarli dal terreno. L’aria del posto, “ricca di vitamine”, permetterà ai gangster di vivere a lungo in quella situazione paradossale.

Per guardare meglio i disegni e leggere più agevolmente le tavole, cliccare sulle immagini.

Tabu Wizard of the Jungle (Tabù il mago della giungla) è stato creato da Fletcher Hanks nel 1940, per “Jungle Comics” n. 1 della casa editrice Fiction House. In seguito, Tabu è stato portato avanti da altri autori per un totale di 53 episodi. I superpoteri di Tabu, conferitegli da uno stregone che aveva salvato, comprendono tutte le abilità degli animali. In questo episodio, Tabu combatte alcuni predoni bianchi che hanno distrutto un villaggio. Rivolgendosi al “vento notturno della giungla”, Tabu ordina alle forze naturali di accanirsi contro i malvagi uomini bianchi. Alla fine, un albero dai rami mobili li cattura e li affoga. Un misto di Tarzan e Mandrake.

Tiger Hart of Crossbone Castle (uhm… Tigrone di Castel Ossocroce?) è un effimero personaggio uscito nel 1940 su “Planet Comics” n. 2 della Fiction House. La sua particolarità è di essere un guerriero ambidestro, capace di fare la scherma con due spade insieme. Anche se a essere capziosi nel medioevo, epoca in cui l’eroe si muove, non esisteva la scherma come la conosciamo oggi. Ah, un attimo, questo è il medioevo di Saturno! E chi lo sa quando è nata la scherma moderna nel Pianeta degli Anelli? Naturalmente “l’ambientazione” saturniana è solo un pretesto dell’autore per vendere la storia medievale a un comic book di fantascienza. Certo che, sempre a essere capziosi, Saturno è un pianeta gassoso. Tigrone sconfigge i ladroni di Turk il Terribile, recupera il maltolto e libera la regina prigioniera. Tutto di repertorio se non fossimo su Saturno, appunto.

Ritorna quella sagoma di Polveredistelle, stavolta in compagnia di una bella gnocca. Nel pianeta Venere cospira Kaos, un criminale dal grande talento scientifico. Il vecchio Kaos usa milioni di avvoltoi giganti del proprio pianeta per conquistare la Terra. Stardust reagisce prendendo a pugni gli uccelloni. Strappa dai loro artigli una bella prigioniera, e siccome la signorina è neo-orfana perché i volatili si sono pappati i suoi genitori, se la porta nel castello della sua stella personale, che ora capiamo essere un volgare pianeta. Non prima di avere trasfomato Kaos in un grosso verme, quale in fondo è sempre stato. Non si vede il momento più atteso: quando lei, grata, l’apparecchia per il suo salvatore e benefattore. Dovremo farci bastare la nostra fervida immaginazione di lettori scafati.

Per finire in bellezza, un’avventura di Fantomah Mistery Woman of the Jungle (Fantomà la misteriosa Signora della giungla). Voi eravate convinti che fosse Wonder Woman (1942) la prima supereroina della storia, invece è questa signorina creata da Hanks nel 1940 per il n. 2 di “Jungle Comics” della Fiction House. Dopo averne scritto 15 numeri, nel 1941 Fantomah è stata ripresa da altri autori che l’hanno portata avanti per decine di episodi. Fantomah, come Tabu, difende la giungla dagli intrusi che non la rispettano. Hanks si inventa dei poteri a seconda delle necessità dell’episodio: quando li usa, il volto di Fantomah si trasforma in un teschio azzurrognolo che mantiene i capelli. In questa storia è sempre inquadrata di spalle e la trasformazione non si vede. Probabilmente gli editor avevano cominciato a scassare le palle: non dobbiamo spaventare i bambini! Un indizio a favore dell’ipotesi che la libertà di Hanks, a un certo punto, viene messa in discussione.

Nell’episodio, una divisione di soldati bianchi, sicuramente tedeschi dato che siamo durante la Seconda guerra mondiale, progetta di realizzare una base nell’Africa occidentale per poi sbarcare in Brasile e risalire verso gli Stati Uniti. Per costruire la base schiavizzano gli indigeni, pestandoli senza pietà. Allora Fantomah, con i suoi poteri soprannaturali, fa volare tutti i leoni dell’Africa insieme agli “enormi rettili sconosciuti del Sudamerica” per sbranare i crucchi: alla fine rimangono solo le loro divise sbrindellate. A quel punto i nativi (sì, non vengono chiamati “sporchi negri”), intonano canti di ringraziamento per la loro dea bionda. Poi, immagino, la ricompenseranno con una megagang bang.

Le storie dei personaggi onnipotenti di Fletcher Hanks hanno delle caratteristiche così surreali, con numerosi soggetti che finiscono sempre per galleggiare in aria, da fare venire il sospetto che siano connesse agli effetti allucinatori dell’alcol.

Sull’impatto nei fumetti delle allucinazioni artificiali abbiamo parlato a proposito del primo Dylan Dog di Tiziano Sclavi e dello Zanardi di Andrea Pazienza.

 

Altro aspetto interessante, come abbiamo accennato, è l’appartenenza di Fletcher Hanks al gruppo ideale che ho battezzato prefosterita (calco di preraffaellita), intendendo gli autori che disegnano nella maniera precedente ad Hal Foster, il quale ha “imposto” al settore lo stile fotografico degli illustratori. I prefosteriti non solo non seguono Foster, ma nemmeno fingono di imitarlo come fa Jack Kirby (che è un prefosterita nascosto).

Si dovrà aspettare il fumetto underground affinché i prefosteriti vengano rivalutati, per essere nuovamente dimenticati subito dopo. In particolare, Robert Crumb ha riproposto la visione onirica dei corpi fluttuanti di Hanks, anche se il suo stile si rifà a Basil Wolverton, un prefosterita coevo.

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2 commenti

  1. Quando ci sarà spazio anche per noi poveri postfosteriti? Con il vecchio Hal e con il buon Al abbiamo dovuto fare i conti. Tutti ci dicevano che non sapevamo disegnare…

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