SCOPRIRSI VANO – HAIKU

SCOPRIRSI VANO – HAIKU

scoprirsi vano

anche dietro lo specchio –

trucco o non trucco

 

 

Ludvik Glazer-Naudé

 

 

Questo haiku è World © di Tea C. Blanc. All rights reserved

 

L’haiku è un componimento breve di 3 versi e 17 sillabe, divise in 5-7-5, privo di titolo, maiuscole e spesso di punteggiatura.
Nasce in Giappone e riflette l’amore della cultura nipponica per il minimalismo e le cose semplici e concise.

L’haiku è un “punto d’arrivo” e non “di partenza”. Non è un esercizio intellettuale o una esibizione di tecnica stilistica: è di più.
In esso non esistono soggetto né oggetto. La poesia fa largo al vuoto.
E le porte del vuoto vengono aperte dai concetti di sabi: il tempo che scorre, il continuo mutamento. (Kyorai, grande teorico classico di haiku, dà del concetto di sabi la seguente definizione: “…è il colore del verso…”). E di wabi: ricchezza spirituale, anch’essa un ideale estetico chiave per i giapponesi, importantissimo nello Zen. Non di facile definizione, sta ad indicare una sensazione di solitudine, una ricchezza spirituale opposta al materialismo, quiete interiore, nonché la capacità di cogliere l’intima bellezza delle cose semplici e rifuggire da tutto ciò che è forma, apparenza, ostentazione.

 

2 commenti

  1. Sabi e Wabi erano appena scesi dall’aereo dal Giappone e sapevano solo che la agenzia aveva trovato per loro un appartamento in cui sarebbero stati a spese della multinazionale che li aveva assunti per tutta la durata dello stage in quella città europea dal tono cyberpunk che ricordava – soprattutto nella piazza Gae Aulenti – la estetica di Blade Runner e Black Rain con grattacieli modernissimi che fanno ombra alla città vecchia delle librerie di quartiere. Il bilocale era nel quartiere Isola, ma Sabi e Wabi erano isolati dalla lingua e dal pudore di vivere in due stanze come una coppia sposata quando non si sopportavano.
    Sabi credeva Wabi volesse fargli le scarpe e Wabi pensava sabi non meritasse la sua posizione.
    Presero a bere troppe doppio malto nei locali delle happy hour. E poi anche a casa. Una sera presero a dirsele fuori dai denti e Sabi lanciò una lampada contro uno specchio rivelando un vano truccato dalla superficie riflettente. Dietro erano gli scheletri di un uomo ed una donna. Due altri litiganti ?

    • 🙂 Simpaticissimo il finale disarmante.
      Con qualche accortezza tecnica questo miniracconto diventa un bijou.

      I Sabi e Wabi della tua storia sono la stessa persona, che ancora non ha capito la fonte dei suoi problemi. Neppure dopo aver visto quello che si cela dietro lo specchio.

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