ROBIN UCCISO DAL JOKER (E SUA RISURREZIONE)

ROBIN UCCISO DAL JOKER (E SUA RISURREZIONE)

Batman e Robin: agli albori dei fumetti di supereroi, gli autori hanno ritenuto opportuno affiancare al protagonista una spalla adolescente che permettesse ai giovani lettori di immedesimarsi. Questa era un’usanza ripresa dai fumetti delle strisce quotidiane: Dick Tracy, per esempio, come spalla occasionale aveva Junior.

Secondo alcuni, Batman, l’eroe della Dc Comics creato nel 1939 da Bob Kane e Bll Finger, era un personaggio troppo tetro, anche per questo si pensò a una spalla che portasse vivacità. Se il pipistrello è un volatile notturno che fa paura, il pettirosso (in inglese robin) è invece un grazioso uccellino colorato.
Sotto la supervisione di Bob Kane, il nuovo personaggio venne creato dallo sceneggiatore Bill Finger e dal disegnatore Jerry Robinson. Robin, il “Ragazzo meraviglia”, diventa ben presto un compagno di avventure inseparabile di Batman.

 

Robin e Batman: il Dinamico Duo

L’idea iniziale fu di Bill Finger che, immaginando Batman come un detective sulla scia di Sherlock Holmes, riteneva che gli occorresse una figura simile a quella del dottor Watson, con la quale il protagonista potesse parlare durante le scene, che apparivano altrimenti troppo silenziose.
Kane aggiunse che doveva essere un ragazzo. Jerry Robinson disegnò per lui un look basandosi su quello di Robin Hood, uno dei suoi romanzi preferiti da ragazzo. Anche se il riferimento grafico più probabile è stato un disegno tratto dalle tavole del Flash Gordon di Alex Raymond.

ROBIN UCCISO DAL JOKER

Su Detective Comics n. 38 dell’aprile 1940 fece la sua prima apparizione Robin, al secolo Dick Grayson, il giovane acrobata di un circo, rimasto orfano, che Batman prese sotto la propria protezione, addestrandolo nella lotta al crimine.

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Il Dinamico duo, così vengono soprannominati Batman e Robin, divenne subito un modello di riferimento per altri supereroi, come Capitan America e Bucky della Timely/Marvel.

Venendo a tempi più recenti, nel 1964 la Dc forma un gruppo con le “spalle” degli eroi, i Teen Titans, che appaiono saltuariamente su The Brave and the Bold, un comic book con i personaggi a rotazione.
Ovviamente tra loro non può mancare Robin, che, del resto, nella seconda metà di quel decennio comincia ad apparire sempre meno nelle avventure di Batman, tornato un eroe notturno e tetro con le storie di Denny O’Neil e Neal Adams.

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Inizialmente il gruppo dei giovani “assistenti” dei supereroi non ha un nome specifico ed è ristretto ai soli Robin, Kid Flash e Aqualad

Più che ai Giovani Titani, che stentano ad avere successo nelle vendite e quindi vivono poche avventure, Robin deve pensare all’università, che, come spesso accade in America, viene frequentata in un campus lontano da casa.

Nel 1980 la nuova serie dei Teen Titans, scritta da Marv Wolfman e disegnata da George Perez, raggiunge il successo. Robin si distacca completamente da Batman fino ad assumere una nuova identità, quella meno vivace di Nightwing (“ala notturna”).

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A sinistra, Dick Grayson con il nuovo costume di Nightwing

 

Jason Todd, il secondo Robin

A un certo punto i nuovi autori decidono che Batman deve tornare ad avere un giovane compagno e non potendo più utilizzare Dick Grayson, ormai adulto, gli danno un sostituto: Jason Todd, il nuovo Robin.

Gerry Conway (noto soprattutto per avere ucciso il personaggio di Gwen Stacy nelle pagine dell’Uomo Ragno) lancia il nuovo Robin su Batman n. 357 del 1983.
Il personaggio di Jason Todd, orfano anch’esso, ricalca quello di Dick Grayson. Con la riscrittura dell’universo Dc, dopo il maxievento Crisi sulle Terre Infinite, viene rivisto in un’ottica differente e più originale.

Jason Todd è un orfano cresciuto nei bassifondi di Gotham, che Batman conosce quando, con una certa faccia tosta, tenta di rubargli le gomme della Batmobile.

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In seguito Jason si dimostra talmente abile da aiutarlo a sgominare una banda di ladri, e per questo motivo Batman gli offre il ruolo di Robin.
Il Dinamico Duo viene quindi nuovamente riformato.

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Denny O’Neil, divenuto nel frattempo direttore degli albi di Batman, dalle lettere che arrivano in redazione nota che diversi fan non sopportano il personaggio.
Per differenziarlo da Dick, gli autori gli hanno forse dato un carattere un po’ più scontroso e imbronciato rispetto al predecessore.

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“Non sapevamo cosa la gente provasse per lui”, dirà O’Neil, “Sembrava che ad alcuni piacesse, mentre ad altri no. Molti lo vedevano come un usurpatore del ruolo”.
Per vederci chiaro, nel 1988 O’Neil decide di fare un sondaggio tra i lettori.

Jim Starlin, all’epoca sceneggiatore dell’Uomo Pipistrello, scrive una trama in quattro parti, da Batman n. 426 al 429, intitolata “Una morte in famiglia”. Gli episodi sono disegnati da Jim Aparo e le copertine da Mike Mignola (futuro autore di Hellboy).


Jason Todd viene casualmente in possesso di alcuni documenti appartenuti a suo padre, tra cui il suo certificato di nascita. In questo modo viene a conoscenza del fatto che sua madre non era Catherine, come aveva sempre creduto, ma una donna il cui nome è illeggibile per il deterioramento del documento, ma che chiaramente inizia per “S”.

Tramite il computer della Batcaverna, Jason scopre che le uniche donne conosciute da suo padre in quel periodo il cui nome iniziasse per S sono tre.

Robin va alla loro ricerca e Batman, che stava dando la caccia al Joker fuggito dall’Arkham Asylum, si unisce a lui.
I due giungono fino in Etiopia, dove in un campo profughi incontrano la dottoressa Sheila Haywood, la madre biologica di Jason.

La donna rimane sola con il ragazzo per raccontargli come, poco dopo la sua nascita, dovette lasciare Gotham per l’Inghilterra in quanto aveva eseguito una pratica di aborto illegale che aveva portato alla morte della madre.
Suo padre avrebbe dovuto seguirla, ma nel frattempo si era innamorato di Catherine, e decise di crescere il piccolo Jason con lei. A Sheila non rimase che darsi alla macchia pensando che il bambino fosse al sicuro.

A quel punto la dottoressa riceve un uomo nella sua tenda, che Jason riconosce essere nientemeno il Joker.
Per rimpinguare le proprie casse, il clown del crimine vuole mettere le mani su un camion di forniture mediche da rivendere al mercato nero, e sostituirlo con scorte del suo letale gas esilarante.
Per farlo necessita dell’aiuto della dottoressa Shiela Haywood, la quale è ricattata dal Joker che sa dell’incidente dell’aborto illegale.

Jason avverte Batman, il quale insegue il camion con il carico di veleno per evitare una strage, chiedendo a Jason di aspettare il suo ritorno, di non affrontare il Joker da solo.
Ma il ragazzo non può lasciare la madre in balia di quel pazzo.
Rivela alla madre la propria identità segreta dicendo di poterla aiutare, ma la donna incredibilmente lo fa cadere in una trappola, conducendolo in un magazzino e vendendolo al Joker.

La dottoressa non vuole che si apra un’indagine, in quanto lei stessa ha attinto ai fondi delle forniture mediche commettendo il reato di appropriazione indebita.
Il Joker, usando un piede di porco, massacra il ragazzo sotto gli occhi piuttosto indifferenti della stessa madre.

Infine Joker lega la donna, che pure lo aveva aiutato, lasciandola vicino a una bomba, con l’intenzione di eliminare le prove del suo passaggio. Jason si rialza e slega la donna, ma giunti alla porta scoprono che è sbarrata: il Joker li ha rinchiusi dentro.
Batman, tornando indietro, arriva giusto in tempo per assistere all’esplosione.

Con questa scena si chiude il numero 427: sul retro di copertina dell’albo ci sono due numeri di telefono ai quali possono chiamare i lettori. Facendo il numero 1- (900) 720-2660 Jason si sarebbe salvato, mentre chiamando al 1- (900) 720-2666 lo avrebbero lasciato morire.

I numeri sono attivi per 36 ore, dalle 8 del 15 settembre 1988 fino alle 20 del 16 settembre.
Vengono fatte 10.614 chiamate: 5.271 a favore e 5.343 contro.
Con uno scarto di soli 72 voti, si è quindi stabilito che Jason Todd deve morire.

Lo staff rimane sorpreso, ma non impreparato: sono infatti state approntate due versioni della storia, una in cui Jason sopravvive e viene ricoverato in una clinica svizzera per riprendersi dalle ferite, e un’altra in cui muore.
Va in stampa la seconda.


La copertura mediatica dell’avvenimento è notevole. Usa Today, Time, Newsweek e la Reuteurs scrivono articoli sull’argomento.
Jason Todd diviene una specie di rockstar dopo la sua morte.

 

Tim Drake, il partner perfetto

La prematura scomparsa di Jason Todd ha diversi strascichi nella vita di Batman.
Anche lui, per una volta ha fallito. La perdita subita fa provare all’imperturbabile giustiziere mascherato delle emozioni che non può controllare, diventando spesso furioso e violento.

La morte di Jason lo segna come quella di Bucky ha fatto con Capitan America o quella di Gwen Stacy con l’Uomo Ragno, dandogli un profondo senso di colpa.
La morte di Jason viene anche citata nel Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller (autore che si è dichiarato contrario all’uccisione, definendola cinica e gratuita).

Ma Batman non rimane solo a lungo, Nell’agosto dell’anno successivo, il 1989, la Dc presenta ai lettori il terzo Robin, Tim Drake. Questo nuovo Ragazzo meraviglia si rivela azzeccato come compagno di Batman.
Tim è un personaggio in gamba e ben caratterizzato. Diversamente dal povero Jason, ha il “benestare” dei lettori, tanto da avere anche una serie regolare a lui dedicata.

Jason Todd però non viene dimenticato, la sua presenza si continua ad avvertire nelle storie di Batman. L’uniforme di Jason viene tenuta in una teca nella Batcaverna, sia in ricordo del compianto ragazzo, sia come monito per Batman sul suo più grande fallimento.

La morte di Jason viene citata e rievocata in diverse occasioni, ma non si prende in considerazione l’ipotesi di riportarlo in vita. Paradossalmente, da morto Jason sembra più utile che da vivo.
Robin II è morto e così rimane.
Per circa 17 anni.

 

Il ritorno di Jason Todd

Nel 2005, per festeggiare il ventennale di Crisi sulle terre Infinite, la Dc Comics produce il maxi evento Crisi Infinita scritto da Geoff Johns. La realtà del Dc Universe viene parzialmente modificata, tra i cambiamenti c’è la resurrezione di Jason.

Superboy Prime, nel tentativo di evadere dalla dimensione in cui è esiliato, crea delle variazioni della nostra realtà, stravolgendo completamente alcuni avvenimenti del passato, tra cui appunto la morte del secondo Robin.
Jason viene riportato in vita grazie a questa “realtà modificata”, anche se tutti mantengono il ricordo della sua morte.

Così, su Batman n. 638 del 2005, firmato da Judd Winick, Jason Todd fa il suo trionfante ritorno assumendo l’identità dell’enigmatico Cappuccio Rosso (Red Hood).

Ora Jason utilizza le tecniche e le abilità apprese da Batman non per combattere il crimine alla maniera del suo ex mentore, ma per uccidere i malviventi con un modus operandi che ricorda quello del Punitore della Marvel.

Il rapporto con Batman è teso: Bruce Wayne crede che Jason lo odi per non essere riuscito a salvarlo, ma scopriamo che non è così. Jason è rancoroso perché Batman non l’ha vendicato.
Non ha ucciso il Joker per quello che gli aveva fatto.

Tornare dai morti e aver appreso che Joker era ancora vivo, ha reso Jason furioso verso i criminali e riserva su di loro tutta la loro rabbia.
Jason quindi cattura il Joker e obbliga Batman a scegliere tra la sua vita e quella del suo mortale nemico.

Batman, pur comprendendo lo stato d’animo del suo ex compagno, non può approvare i nuovi metodi di Jason, rifiuta categoricamente di venire meno alla sua ferrea regola di non uccidere.
L’eroe riesce a evitare entrambe le scelte, deludendo l’ex allievo che ormai ha intrapreso la strada del violento vigilante.

La caratterizzazione di Winick funziona, Jason/Cappuccio Rosso diventa un antieroe abbastanza di successo.
Jason Todd ha quindi una seconda possibilità di ritagliarsi uno spazio nell’affollato mondo dei supereroi.

 

 

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