ORFANOTROFI E BREFOTROFI, ISTITUZIONI CONTESTATE

ORFANOTROFI E BREFOTROFI, ISTITUZIONI CONTESTATE

Gli orfanotrofi sono esistiti fino a una ventina di anni fa.
Al momento della chiusura degli orfanotrofi, all’inizio del 2000, i bambini assistiti negli orfanotrofi italiani erano circa 28mila.

 

Gli orfanotrofi in Italia

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Spedale degli Innocenti, Firenze

I bambini senza famiglia erano allevati e cresciuti negli orfanotrofi, come i bambini che avevano una famiglia non in grado di mantenerli a causa della povertà. Un tempo le condizioni dei poveri erano così drammatiche che i bambini in stato di indigenza venivano abbandonati alla carità pubblica dagli stessi genitori.

 

I brefotrofi

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Balie del brefotrofio di Roma mentre allattano

brefotrofi accoglievano i bambini illegittimi, abbandonati o in pericolo di abbandono. Le autorità tendevano a limitare l’accoglienza pubblica ai soli figli illegittimi per problemi di bilancio.

Per illegittimi si intendono nati fuori dal matrimonio e non riconosciuti alla nascita. Si permetteva alla madre di non essere nominata nei documenti del bambino perché la nascita di un figlio da donna nubile o da un adulterio era considerata una grande vergogna.

Ai bambini illegittimi veniva attribuito un cognome dall’ufficiale di stato civile. Spesso il cognome attestava la condizione del bambino, come Esposito, Degli Esposti, Trovato, Diodato, Proietti o Proietto. Questo cognome rivelatore poteva condannare involontariamente il piccolo illegittimo al bullismo e alla vergogna.

 

Milano, il primo brefotrofio

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Milano, piazzale Dateo di fronte all’Orfanotrofio provinciale

Il primo brefotrofio conosciuto in Europa fu costruito a Milano nel 787, al tempo di Carlo Magno. Un prete di origine longobarda, Dateo, lasciò i suoi beni perché fosse istituito un brefotrofio presso la chiesa cattedrale. Si trovava in Contrada dei Due Muri, tra l’attuale piazza Scala e il Duomo.

 

La ruota degli esposti

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Ruota degli esposti alla basilica dell’Annunziata Maggiore a Napoli

La prima ruota per gli esposti comparve a Marsiglia, in Francia, nel 1188. Il neonato veniva appoggiato nella ruota che si affacciava sulla pubblica via e veniva fatta girare. All’interno del brefotrofio una monaca o un’infermiera accoglievano il bambino senza vedere chi lo aveva abbandonato.

Le ruote degli esposti sono state attive in Italia fino alla fine dell’Ottocento. In seguito vennero sostituite con uffici di accettazione dei neonati che garantivano alla madre l’anonimato. Il sistema della ruota era pericoloso per la salute del bambino, che poteva ammalarsi se non fosse stato immediatamente soccorso.

 

L’invenzione del latte in polvere per neonati

ORFANOTROFI E BREFOTROFI, ISTITUZIONI CONTESTATE

Latte in polvere per neonati

Gli orfanotrofi e i brefotrofi avevano una mortalità che si aggirava sul 50% dei neonati affidati. In periodi particolarmente difficili la mortalità poteva raggiungere percentuali maggiori. Una delle cause più frequenti della morte dei neonati era la mancanza di nutrici che allattassero i bambini.

Solo nel 1865 Justus von Liebig inventò il cibo solubile per i bambini. Era una polvere che comprendeva latte di mucca, farina di frumento, farina di malto e bicarbonato di potassio. Il latte in polvere per bambini, per essere sano e non causare infezioni, richiede un’accurata pulizia del biberon e delle tettarelle. Inoltre l’acqua da usare per fare il latte artificiale dovrebbe essere batteriologicamente pura. Tutte condizioni che non si verificavano nella realtà.

 

La balia da latte negli orfanotrofi

ORFANOTROFI E BREFOTROFI, ISTITUZIONI CONTESTATE

Balia da latte

Gli orfanotrofi e i brefotrofi preferivano ricorrere alla balie. Le stesse, dietro compenso, insieme al proprio figlio naturale allattavano il bambino affidato loro dal brefotrofio. Il compenso, chiamato baliatico, rappresentava un grosso aiuto economico per le madri contadine.

Gli orfanotrofi cercavano di ingaggiare balie che vivessero in campagna, così le balie avrebbero portato il bambino con sé. Lo scopo che si prefiggevano gli amministratori degli orfanotrofi era di suscitare l’affetto della balie in modo che tenessero il bambino anche dopo lo svezzamento.

 

Gli orfani, manodopera a basso costo

Trasporto dell’uva, anni ’50, Verona

L’agricoltura preindustriale necessitava di molta manodopera. Gli orfanotrofi chiedevano alle madri affidatarie di insegnare agli orfanelli il mestiere del contadino e di farne dei buoni cristiani. Lo scopo era quello di far arrivare l’orfanello a una età in cui fosse in grado di mantenersi da solo. Si sperava che andasse a servizio o presso la famiglia della balia o presso i contadini della zona.

Tuttavia il bambino poteva essere riportato all’orfanotrofio. C’erano annate dure dal punto di vista economico in cui molti bambini anche legittimi venivano abbandonati.

 

La pillola anticoncezionale

Pillola anticoncezionale

La pillola anticoncezionale è un medicinale  che consente alla donna di evitare di restare incinta. Entrò in uso negli Stati Uniti nel 1960, in Europa l’anno dopo. Fino a quel momento il controllo delle nascite era affidato a sistemi poco efficaci per cui le gravidanze indesiderate erano numerose.

Solo a partire dagli anni sessanta fu possibile per una donna controllare efficacemente la propria fertilità. Ma non sempre veniva fatto. L’uso della pillola era considerato un peccato mortale dalla Chiesa cattolica. La Chiesa riteneva i bambini un dono di Dio fin dal loro concepimento. Rifiutava qualsiasi sistema di controllo delle nascite.

 

Chiusura degli orfanotrofi

Nel corso del Novecento era aumentata la consapevolezza che la struttura dell’orfanotrofio non rispondeva alle esigenze dei bambini. Il neonato necessita di contatto umano fin dai primi momenti della sua nascita e questo non era possibile negli orfanotrofi, dove il rapporto tra assistenti e bambini era molto squilibrato.

La legge 149 del 2001 si proponeva di chiudere gli orfanotrofi e i brefotrofi e di trasferire i bambini presso famiglie affidatarie, case famiglia, comunità alloggio. Lo scopo era quello di formare piccoli gruppi, nella situazione più favorevole procurare un padre e una madre, che si prendessero cura di un neonato o, comunque, di pochi bambini.

 

Affido familiare

L’affido familiare

L’affido familiare è un provvedimento temporaneo con cui si affida un minore a una famiglia. La famiglia deve averne fatto richiesta ed essere stata giudicata idonea all’affido. Di solito dura un massimo di due anni e può risolversi con il ritorno del bambino nella famiglia biologica. Naturalmente questo succede se il bambino e la sua famiglia biologica attraversano una difficoltà temporanea.

Oppure l’affido può risolversi con una adozione da parte della famiglia affidataria. Le famiglie affidatarie percepiscono un contributo per la cura e il mantenimento del bambino. Equipe psico-medico-pedagogiche accompagnano l’inserimento del minore e sostengono la famiglia affidataria.

 

La casa famiglia

Chiavari, la casa famiglia dei ragazzi dell’Entella

La casa famiglia è una struttura in cui esiste una coppia che accoglie i bambini. I bambini accolti possono essere al massimo sei. La coppia dei genitori che si propone per la casa famiglia deve aver vissuto un’esperienza di affido. Uno dei due genitori deve essere un educatore professionale con regolare titolo. La casa famiglia deve affiancare la famiglia biologica, se esiste, e se è possibile farlo.

 

La comunità educativa

La comunità educativa per minori di San Patrignano, Rimini

La struttura che più si richiama ai vecchi orfanotrofi è la comunità educativa. Ospita fino a 12 minori, che dovrebbero vivere nella struttura al massimo due anni. In realtà molti minori finiscono col vivere nella struttura fino al compimento della maggiore età. Gli adulti che affiancano i minori presenti nella comunità sono educatori e personale coadiuvante che svolgono le loro mansioni come attività lavorativa remunerata.

 

Minori assistiti dallo Stato

Pediatra visita un bambino

Non esistono statistiche precise di quanti bambini siano assistiti attualmente dallo stato italiano. Si presume 35mila.

Gravano finanziariamente sullo Stato in modo molto diverso, In alcune zone d’Italia le equipe psico-medico-pedagogiche richiedono e autorizzano interventi costosi sui minori, mentre in altre zone tali interventi non sono prescritti. Molti casi di cronaca sollevano dubbi sulla corretta gestione dei minori e sui risultati di tale gestione.

Il sospetto è che in alcuni casi sia la struttura di assistenza a creare gli assistiti, quando potrebbero essere lasciati alle loro famiglie. Non abbiamo neanche statistiche che ci dicano qualcosa sull’esito dell’assistenza agli orfani e ai bambini non orfani ma in stato di bisogno.

 

Gli orfanotrofi nel mondo

Bambini in un orfanotrofio

È impossibile conoscere quanti siano i bambini negli orfanotrofi nel mondo. Le stime vanno da 2,5 milioni a 8 milioni, perché, come avviene anche in Italia, non vengono fatte le statistiche.

La maggior parte dei bambini assistiti non sono orfani, hanno una famiglia da cui sono stati allontanati. Spesso i bambini all’estero vengono tenuti negli orfanotrofi per ottenere donazioni di denaro dai turisti, dai volontari occidentali e per sfruttare la pubblica assistenza.

The Australian Modern Slavery Bill 2018

Per questi motivi l’Australia, con la “Modern Slavery Bill”, ha dichiarato nel 2018 che il trattamento ricevuto dai bambini in diversi orfanotrofi sia una forma moderna di schiavitù.

 

 

 

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