OCCHIALI A RAGGI X PER VEDERE DONNE NUDE

OCCHIALI A RAGGI X PER VEDERE DONNE NUDE

È la primavera del 1978 quando un articolo del quotidiano milanese del pomeriggio Corriere d’informazione denuncia la dubbia affidabilità di un prodotto della Same Govj, azienda meneghina specializzata nella vendita per corrispondenza di merci singolari e bizzarre.

OCCHIALI A RAGGI X PER VEDERE DONNE NUDE

 

«CON LA SUPER ANTENNA SOLO MINI RISULTATI»

Secondo il giornale milanese, la «prodigiosa Superantenna» proposta alla modica cifra di 7.800 lire su riviste nazionali (e addirittura sul retro delle schedine del Totocalcio) sarebbe in realtà un prodotto estremamente scadente, di scarsa utilità e dal valore effettivo di circa 500 lire. In altre parole: una vera e propria fregatura. Nel pezzo intitolato «Con la superantenna solo minirisultati» possiamo leggere quanto segue:

«”È una superantenna per il televisore che agisce filtrando e trattenendo tutte le perturbazioni e sintonizza tutti i canali con una ricezione perfetta per nitidezza e contrasto”. Lo sostiene un comunicato pubblicitario, ripetuto in numerose pubblicazioni, anche sul retro delle schedine del Totocalcio che in centinaia di migliaia vengono distribuite tutte le settimane in ogni parte d’Italia. (…) La ditta che distribuisce la Superantenna Tv è la Same-Govj (…) grande esperta della vendita per corrispondenza secondo un catalogo delle “meraviglie” che prevede 171 articoli che vanno dai miracolosi prodotti di bellezza che esaltano la femminilità (sempre per cifre molto modeste) agli abbordabili corredi erotici per i piaceri più diversi, alle “idee novità-prezzo affare” come la minisirena tascabile che mette in fuga i malfattori per sole 4.800 lire, il fluido orientale su misura per 5.900 lire, il superbo cronografo svizzero per 12.500 lire. Abbiamo voluto provare anche noi la prodigiosa Superantenna Tv, acquistandola direttamente in via Algarotti 4 e risparmiando quindi le spese di spedizione».

L’articolo prosegue con una «vivisezione illustrata» del prodotto sostenuta dal parere di un tecnico che analizza i singoli pezzi dell’apparecchio valutandone il valore: «200 lire lo spinotto coassiale, 100 lire la piattina, 100 lire il condensatore a disco e 100 lire per la plastica con relativa opera di stampaggio e montaggio». Il responso finale definisce la Superantenna un semplice condensatore a disco delle dimensioni di una lenticchia che serve appena a eliminare qualche leggera interferenza.

 

GLI OCCHIALI «A RAGGI X»

La Same Govj non apprezza e replica al giornale con le lettere di un legale che definiscono quella del Corriere una «campagna diffamatoria», aggiungendo: «La ditta Same-Govj economicamente danneggiata dalle dichiarazioni del giornalista sui prezzi e sull’efficienza di detta antenna, che è diffusa specialmente in America ed in Francia, si riserva di procedere a tutte le azioni che le spettano».

Non conosciamo eventuali risvolti legali della vicenda, quel che è certo è che l’azienda in questione ha continuato a operare anche negli anni ottanta, vendendo materiale già diffuso in America. Affascinando, incuriosendo (e infine deludendo) più generazioni di italiani.

Il pezzo più famoso è senza dubbio rappresentato dagli ormai mitici occhiali a raggi X, talvolta presentati come «Occhiali per radioscopia» o «Sexy occhiali».

OCCHIALI A RAGGI X PER VEDERE DONNE NUDE

Stando ai messaggi pubblicitari che compaiono su riviste, fumetti e schedine, queste lenti miracolose consentirebbero di guardare «oltre gli oggetti» e, di conseguenza «sotto i vestiti delle donne». Uno dei tanti slogan promozionali recita: «Con i nostri straordinari occhiali proverete l’ineguagliabile illusione di vedere attraverso i vestiti. Per tutte le ragazze sarà un fuggi fuggi!».

Per gentile concessione di un collezionista, anche noi riusciamo a indossare questo «prodotto portentoso» e a lasciarci stupefatti è l’incredibile fattura dei materiali impiegati per la realizzazione: montatura di plastica e lenti di cartone. Al centro di ogni «lente» c’è un foro attraversato da strane fibre rossastre.
Risultato? Al primo impatto sembra di aver messo una benda, infatti non si vede quasi nulla, tuttavia, quel che si riesce a intravedere appare di colore rosso.

Tutto qui? Assolutamente no. A giustificare l’esistenza di questi “occhiali a raggi X” è uno strano effetto ottico. «Metti la mano controluce!», suggerisce il nostro amico. «Le vedi le ossa?». In effetti sì, c’è una sagoma della mano all’interno della mano stessa. Con un po’ di fantasia potrebbero davvero sembrare le ossa. Questo vale per qualsiasi oggetto, per esempio puntando una matita contro la luce si può dire di vederne la mina e così via, questo grazie a un gioco di luci e ombre ottenuto mediante quello strano materiale all’interno dei fori che per alcuni è plastica e per altri piume d’oca colorate.

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DALLE BAMBOLE GONFIABILI ALLE POMATE PER «GONFIARE I MUSCOLI»

Una menzione speciale la merita quella misteriosa creatura mitologica che è stata allevata in casa da numerosi bambini negli anni settanta e ottanta, uno strano essere mutante noto come “La scimmia di mare”.

Sempre sulle orme del business americano, la Same Govj prima, e la Sans Egal poi, hanno commercializzato in Italia le uova di Artemia Salina, un crostaceo di acqua salata (spesso impiegato come alimento per i pesci) presentato nei messaggi pubblicitari come una specie di essere antropomorfo che vive in comunità subacquee, un simpatico animaletto che ama la compagnia e che può essere addirittura ammaestrato.

Le immagini sui giornali mostrano dei sorridenti esserini quasi umani, a metà strada tra Il mostro della Laguna nera di Jack Arnold e i personaggi di Barbapapà (ma con l’aggiunta di qualche pinna).

Ovviamente il risultato dell’«allevamento» sarà completamente diverso e dopo aver versato in un acquario la bustina contenente la «polvere magica», i ragazzini si ritroveranno con alcuni simil-gamberetti decisamente meno accattivanti di quanto promesso dalla pubblicità.

Le bambole gonfiabili non hanno bisogno di presentazioni, quanto al funzionamento di prodotti come le pomate per aumentare la massa muscolare, le penne per guardare attraverso i muri, gli auricolari per ascoltare i bisbigli a distanza… lasciamo spazio alla vostra immaginazione.

«Hey! Uomini mingherlini. Ora anche voi potete avere MUSCOLI!»

Di sicuro la Same Govj spendeva tantissimo in pubblicità. Nel 1978 per pubblicizzare il proprio prodotto sul retro della schedina del Totocalcio occorreva fare contratti per almeno 13 settimane al costo di 1 milione e 400.000 lire a settimana, senza contare le restanti riviste per ragazzi, i fumetti per adulti eccetera.

(Da Spazio70).

 

1 commento

  1. Queste piccole truffe esistevano già dagli anni ’50 e forse da prima. Per esempio, io ricordo il mitico “fungo cinese”, risalente grossomodo al 1954, già citato brevemente su queste pagine, nell’articolo “Dischi volanti, la grande invasione…mancata”.

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