L’ULTIMA TROVATA DEL TURISMO? IL MAFIA TOUR

L’ULTIMA TROVATA DEL TURISMO? IL MAFIA TOUR

All’estero la Mafia è un brand, al pari della Ferrari o di celebri marchi di moda. Un segno inconfondibile del made in Italy che ha conquistato tutto il mondo.

Numerosi sono i ristoranti che oltre confine fanno riferimento a Cosa Nostra. Come segnala la Coldiretti, il marchio Mafia è uno dei più adoperati per fare affari. In Gran Bretagna troviamo gli snack “Chilli Mafia”, in Bulgaria il caffè “Mafiozzo”, in Missouri (Stati Uniti) si commercializza un sugo piccante chiamato “Wicked Cosa Nostra” e in Spagna esiste addirittura una catena di ristoranti dal nome inequivocabile: “La Mafia”.

Non solo la cucina e la ristorazione cavalcano lo stile mafioso per scopi di marketing. Il tema trova ampio spazio anche nel settore cinematografico, in quello dei videogiochi e nel mondo della moda. Al cinema e in televisione non si contano le pellicole che hanno come protagonisti coppole e uomini d’onore: dalle grandi fiction italiane come “La Piovra” ai celebri film americani, come “Il Padrino” e gli “Intoccabili”. La criminalità organizzata ha influenzato anche le tematiche narrative di molti videogiochi, in una serie di successi capaci di attraversare diverse epoche videoludiche: è il caso di “Mafia”, “Il Padrino”, “The world is yours” e molti altri. Al limite tra il serio e il faceto non è poi mancato chi, attingendo alle inchieste che nel 2015 portarono a scoprire gli intrecci tra criminalità e politica romana, ha depositato il marchio di abbigliamento “Mafia Capitale”.


Un paio d’anni fa fu lanciata su change.org una petizione affinché dai negozi non solo siciliani, ma di tutto il mondo, fossero ritirati tutti i gadget ispirati alla mafia, colpevoli di diffondere un’immagine offensiva, retrograda e comunque non veritiera della Sicilia. Una iniziativa che però non ha scoraggiato quanti, attraverso Cosa Nostra, cercano di fare soldi con ogni mezzo. Una delle ultime novità è il Mafia Tour, ovvero un viaggio guidato nei luoghi dell’iconografia classica mafiosa, rivolto soprattutto ai turisti stranieri. A lanciare questa nuova moda un tour operator trapanese che è stato subito raggiunto da numerose polemiche. L’itinerario prevede l’ingresso al museo della mafia di Salemi voluto da Vittorio Sgarbi, ma anche la visita ad alcuni celebri luoghi simbolo come la Corleone dei Riina e Provenzano o la Castelvetrano del latitante Matteo Messina Denaro. Al costo di cento euro, l’agenzia offre una full immersion nelle atmosfere e nelle ambientazioni tipiche della mafia siciliana. Esperienze come queste (e come tante altre presenti nel mondo) dimostrano come il brand mafia, soprattutto tra gli stranieri, continui ad esercitare un fascino sinistro sul quale in molti hanno deciso di investire.

2 commenti

  1. Per la prima volta da quando è nato lo scalpore del mafia tour, giovedì 30 marzo gianni grillo ha incontrato il sindaco di trapani il quale ritiene accettabile il mafia tour come viene adesso presentato nel sito e che qualsiasi equivoco era già stato chiarito ancora prima di giovedì 30 marzo

    http://www.easytrapani.com/blog-dettaglio.php?id=206
    http://www.easytrapani.com/blog-dettaglio.php?id=63

    • Io sono trapanese e mi viene il volta stomaco!!! Incapaci di guardare oltre, di dare valore ad una terra che sicuramente non meritate. VERGOGNA!!!!!!

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