L’IMMAGINARIO DEL CONIGLIO

L’IMMAGINARIO DEL CONIGLIO

Il coniglio è una creatura popolare, una figura presente nell’immaginario mitologico orientale come numerosissimi sono i riferimenti nei fumetti, nei videogame e nell’arte contemporanea.
Un coniglio lunare viene addirittura menzionato in una conversazione tra l’equipaggio dell’Apollo 11 e lo staff della base statunitense di Houston, poco prima dell’allunaggio: un tecnico della Nasa ricordava agli astronauti la leggenda del coniglio che avrebbero potuto incontrare sulla Luna, al che Michael Collins rispose scherzosamente “Okay, we’ll keep a close eye for the bunny girl” (“Ok, terremo gli occhi apert
i per la coniglietta”).
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Passando al Bianconiglio, nessuno ha conoscenza di come questa misteriosa creatura sia giunta fra noi, ma ci piace pensare che sia scesa davvero dalla luna dopo aver lasciato lassù un’impronta ben visibile.
Con le sue impressionanti orecchie, la coda morbidosa e l’ orologio in mano, copula a una velocità incomprensibile per noi umani: “È tardi, è tardi, devo andare, devo andare, devo andare”. Non è certo che un coniglio copuli sempre con un altro coniglio perché la storia e l’esperienza ci insegna che ogni animale, persona o cosa, gli va bene.
Il nostro coniglio, come le storie e le fiabe di una volta che diventando pop si scoprono più preziose e intriganti, per l’affascinante teoria dei vasi (s)comunicanti diventa anche lui un’icona pop. “Disegnato” come un personaggio, il coniglio comincia subito ad adattarsi all’ambiente circostante, mutando aspetto per mimetizzarsi meglio.
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Lo troviamo candidamente inquietante (o forse perfidamente inquietante?) tra le braccia di un’Alice dai delicati colori pastello e dai capelli chiari, in un’atmosfera sospesa, evanescente. L’addio all’infanzia e l’abbandono dei giochi e della spensieratezza, i sogni come anticipazione della vita adulta, trovano terreno fertile nel pop surrealismo di Nicoletta Ceccoli, illustratrice di libri per bambini. Questi sono i luoghi a cui il coniglio si accosta nelle sue mutazioni, con una riverente cautela per evitare sedute psicoterapeutiche future, svelandoci anche il suo lato perverso.
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Con i Rubber Rabbits l’atmosfera fiabesca e innocente viene attenuata dalle lucide guaine in latex nero e rosso scarlatto: cerniere, lacci aggressivi rivestono i bianchissimi conigli in un’immagine fetish e conducendo i sogni ovattati del coniglietto in fantasie dai risvolti imprevedibili e provocatori. Questa è la serie di opere iperrealiste in terracotta dell’artista Niba (Michela Nibaldi), nata a Recanati. Le sue sculture l’hanno spesso avvicinata all’artista inglese Allen Jones, autore di sculture erotiche. Le opere di Niba utilizzano un linguaggio raffinato e mai volgare, invitandoci nello spiazzante immaginario feticista dal quale il nostro coniglio si allontanerà, planando e mimetizzandosi nelle inquietanti atmosfere gotiche di Benjain Lacombe.
14900529_1436240063054625_128266921377745086_nLe illustrazioni di Benjamin Lacombe sono raffinate ed eleganti, sature di colori, traboccanti di dettagli, esplosioni di bellezza visionaria dove fa capolino, come in una cattedrale, il nostro coniglio rendendolo attore all’interno di un romanzo.
Realizzate con tecniche diverse, dipinti ad olio, gouache su carta, disegni a matita e acquerelli sono ricche di simbolismo. Il suo libro illustrato Maria Antonietta, diario segreto di una regina è un mix fra pagine di fantasia e lettere originali di Maria Antonietta, donna inquieta ma fragile del mondo settecentesco, un mondo splendido ma dominato dalla frivolezza.
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Non chiamate frivolo il coniglio se è attratto dal bello, se profuma o è di colore rosa: il suo umore potrebbe cambiare in modo drastico. Il coniglio (forse) pop crede fermamente al potere del rosa cipria e al luogo non luogo.
14522990_1436242543054377_6091316792327570689_nPlayboy Bunny. Copertina di Playboy del gennaio 1986 realizzata e autografata da Andy Warhol
934090_1436243049720993_5880121222443566591_nMa cosa distingue il coniglio pop? Lei, la Femme Fatale.
La sensuale ed esplosiva Jessica Rabbit dalle labbra carnose, scollature vertiginose, sguardo felino e magnetico, una folta criniera rossa, in grado di affascinare tutti gli uomini, anche quelli in carne ed ossa. Eroticamente aggressiva, ma romanticamente e perdutamente innamorata di un buffo coniglio bianco. I creatori della provocante moglie tutta curve di Roger Rabbit si ispirarono a Vikki Dougan, attrice e modella degli anni cinquanta che conquistò fama e ammiratori indossando abiti con scollature vertiginose sulla schiena da cui il nomignolo di The back (il dietro).
Per sondare l’erotismo del nostro coniglio pop nulla può sostituire una schiena, ultimo confine tra l’erotismo razionale e quello puramente emotivo.

14909902_1436243663054265_6824098520034427189_nThe Big Yellow Rabbit, costruita in occasione dell’ Openart Biennale che si tiene ogni due estati a Örebro, in Svezia. Si tratta di una scultura temporanea di 13 metri d’altezza, un enorme pupazzo da nanna tutto in legno giallo

Sondato l’ultimo confine, ora lo sappiamo: il nostro coniglio non è pop… è pop-up! Molte Jessiche soffrirebbero in silenzio pur di averlo, ma l’orgasmo è un diritto inalienabile come il caffè, e la velocità è incomprensibile per noi umani: “È tardi, è tardi, devo andare, devo andare, devo andare”.

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“Tutto svanirà senza lasciar traccia. Noi siamo della materia di cui sono fatti i sogni e la nostra piccola vita è circondata da un sonno”.
William Shakespeare, La Tempesta

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