LIBERAMI DALL’ESORCISMO

LIBERAMI DALL’ESORCISMO

La Mostra del Cinema di Venezia premia nella sezione Orizzonti il film-documentario “Liberami” di Federica Di Giacomo. Un film che riporta, con umanità, un fenomeno che sembra relegato al solo cinema horror o al passato medievale: l’esorcismo.
Il film segue le vicende di un prete siciliano, padre Cataldo, impegnato nel suo particolare operato.
Alcuni articoli hanno definito Liberami un “anti-horror”, in grado di strappare più di un sogghigno al pubblico nel momento in cui, ad esempio, il buon prete effettua un esorcismo telefonico.
Ognuno potrà vedere l’opera e valutare.

Facciamo però un passo indietro.

Cos’è un esorcismo? Subito alla mente compaiono immagini fantasiose di bambine indemoniate che vomitano zuppe verdastre e urlano oscenità varie; preti che stoicamente impugnano crocefissi, sventolano Bibbie e recitano preghiere in latino; demoni malvagi, oscuri e antichissimi. Il film che ha maggiormente scosso e influenzato l’immaginario collettivo moderno è certamente L’esorcista (1973) di William Fredkin, tratto dall’omonimo romanzo di William P. Blatty.
Liberami ha il pregio di riportarci con i piedi per terra. L’esorcismo è altro, più terreno, umano e a tratti grottesco. Certamente meno spettacolare.

L’esorcismo è una pratica dalle origini antichissime e utilizzata in innumerevoli culture, dall’Africa tribale al Giappone shintoista, dai rituali voodoo dei Caraibi alla cattolicissima Roma o alla Mecca maomettana. Si tratta di rituali – basati sull’uso di formule, gesti e feticci, che allontanano spiriti che operano negativamente su qualcuno o qualcosa – utilizzando un linguaggio antico e sacro, come potrebbe essere il latino che per molti risulta incomprensibile e quindi “magico, oppure simboli sacri e facilmente riconoscibili, come la croce o un santino, con lo scopo di cacciare il male che si manifesta con un comportamento deviato.
La modernità ha quasi cancellato dalla memoria popolare gli esorcismi praticati comunemente e basati sulla descrizione evangelica. Il battesimo stesso, ancora comune, è una forma di esorcismo, atto a liberare l’individuo dal peccato originale. Riassumendo drasticamente: Gesù, o gli apostoli, incontrato un indemoniato agiscono con un rituale o lo liberano dai demoni che lo possiedono controllandolo.

Chi è l’indemoniato? Si tende a far distinzione tra il posseduto e il malato psichiatrico, come se esistesse una sorta di pregio nell’etichettare. Il posseduto o indemoniato viene descritto come una persona che manifesta comportamenti particolari e antisociali: aggressività verbale o fisica, autolesionismo, alterazioni del linguaggio, atti masturbatori e molti altri comportamenti inusuali.
Sono gli stessi sintomi facili da ritrovare in un manuale diagnostico, a cambiare è solo la definizione. Semplificando: vedendo una giovane donna compiere un arco isterico urlando frasi sconclusionate e volgari, S. Freud potrebbe dire di trovarsi di fronte ad una paziente isterica, l’esorcista potrebbe vedere una indemoniata.
L’aspetto interessante è la connotazione puramente culturale. Il posseduto-malato segue più facilmente le regole della cultura a cui appartiene e di cui è impregnato. Se crederà nel diavolo e di conseguenza dell’esorcismo questo probabilmente funzionerà, se crederà nella medicina tradizionale più probabilmente avrà buon esito un approccio più scientifico o farmacologico, se ha una mente portata al pensiero magico ecco che la psico-magia di Jodorowsky avrà più facilmente effetto.

Anche se l’esorcismo non ha fondamenti scientifici, è efficace in certi pazienti con una forte religiosità. Come recita il titolo di un film di Woody Allen: basta che funzioni.

L’esorcismo non è un fenomeno nuovo o particolarmente inusuale (negli USA ad esempio è decisamente più diffuso che in Europa). Il sofferente esiste e, quando si manifestano determinati periodi di incertezza o insicurezza (basti pensare alla nostra epoca tormentata da crisi economica e terrorismo), la fragilità delle persone si accentua. Le sofferenze delle persone possono essere “curate” anche da figure diverse, in base alla cultura di appartenenza (sciamano, filosofo, prete, medico, psichiatra, psicologo). Il gesto apotropaico, cioè in grado di allontanare il “male”, può essere una preghiera, una medicina, ma anche un sorriso o una parola di conforto. Il film stesso può essere inteso come un modo per liberarci da erronee fantasie che nel corso degli anni si sono sviluppate attorno ad un certo mondo.

L’aspetto centrale dell’esorcismo è l’umanità e la semplicità che coinvolge. Ciò che nel film genera il riso nel vedere il prete eseguire un esorcismo al telefono, è il contrasto tra la quotidianità e il nostro dare un valore ultraterreno a un fenomeno invece molto più materiale e quotidiano di quanto la fantasia ci faccia credere. L’aspetto fondamentale non sono i rituali o le smorfie, i rosari o le urla, ma la malattia psichica (cioè dell’anima) e la sua cura.

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