LE MIGLIORI CONSOLE TAROCCHE

LE MIGLIORI CONSOLE TAROCCHE

Un articolo sulle migliori console tarocche ci voleva proprio, dopo quello sulle console più vendute che potete sempre leggere QUI.
Non c’è mai limite al fondo, basta semplicemente scavare: ma sì, facciamoci trasportare dal perverso fascino della patacca, del bidone infame.

Treamcast

Console tarocche, Treamcast un clone del Sega Dreamcast

Navigando nel sudicio mare di roba originale come una banconota da tre euro mi sono accorto che non tutto il male viene per nuocere. Nel senso che alcune di queste console tarocche sotto una certa prospettiva possono avere un loro perché. Volendo, anche una certa utilità. In questo senso voglio partire dal meno peggio, ovvero di Treamcast.

Sempre di console tarocche parliamo, però qui c’è da considerare che questo è un vero e proprio Dreamcast a cui sono state apportate modifiche tutt’altro che da ridere. L’idea di fondo è molto affascinante, a dire il vero. Praticamente l’hardware è lo stesso della console Sega montato in una scocca molto più piccola, a cui è stato aggiunto un monitor Lcd richiudibile: quindi non c’è necessariamente bisogno di un televisore per giocare. L’alimentatore oltre che per le prese comuni ha un adattatore anche per l’accendisigari dell’auto. Perciò chi ha concepito questo tarocco aveva in mente di realizzare una sorta di Dreamcast slim versione portatile.

Dulcis in fundo, sul Treamcast gira un custom firmware che permette di far girare giochi internazionali, CD-R, dischi video, MP3 e via dicendo. Inoltre, è compatibile con qualunque controller. Non vorrei esagerare, ma questo coso è quasi meglio del Dreamcast originale.

Power Player Super Joy III

Power Player Super Joy III una delle più vendute console tarocche nelle televendite di Roberto ArtigianiOk, passiamo alle cose serie: il Power Player Super Joy III. Che nome altisonante per una patacca, eh? Questa fa parte di quelle console tarocche tipo mostro di Frankenstein, un’accozzaglia di cose messe assieme alla cazzomanaggia che non avrebbe mai dovuto vedere la luce del sole. Il corpo della macchina sulla falsariga dei Game & Watch è un pad, mentre la scocca esterna era un clone di quelli del Nintendo 64. Il secondo controller, invece, è una copia di quelli del Mega Drive. All’interno un chip con una settantina di giochi.

Il bello è che questa cosa era venduta e reclamizzata fino al 2004-2005. Da noi c’era il grande Roberto Artigiani che con le sue televendite decantava i pregi di questa console. Tipo, che sopra c’erano solo i giochi più nuovi e moderni, tanto per dire. Ossia Contra o Galaga, robe vecchie di oltre trent’anni.

Verso il 2005 la fine Nintendo si accorse di questo Super Joy e piantò, giustamente, una gran cagnara che, oltre a far vietare la vendita della macchina, portò all’arresto di svariate persone.

Mega Drive Extreme

Mega Drive Extreme console tarocche

Sempre restando in tema di quella storia del mostro di Frankenstein, altro bel pataccone era il Mega Drive Extreme. Che poi l’unica cosa estrema qui è la pietà che ti sale nel vedere una roba simile. Attenzione: scocca della prima Xbox; controller della Playstation 1 riverniciati e con i pulsanti disposti in maniera simile a quelli della Ps2; hardware… del Sega Mega Drive.

Se non altro c’è da apprezzare l’inventiva di chi si sbatte per fare ‘ste cose assurde.
In effetti, perché copiare da uno solo quando posso copiare da tutti?

Px-3600

console tarocche Px-3600

La Px-360, giuro, è fantastica. Pubblicizzata come la perfetta fusione fra la Xbox 360 e la Playstation 3, è una delle console tarocche più belle di sempre. Chiunque l’abbia prodotta è un genio. Innanzitutto quel vano cd sulla scocca è finto, sta lì solo per bellezza. Perché in realtà i giochi, del resto vecchi e stravecchi, in larga parte proveniente dall’Atari, sono caricati sul pad principale. Come per il Super Joy, praticamente.

In secondo luogo, la tanto decantata vibrazione dei controller riportata sulla confezione è vera solo a metà. Solo un pad (ovviamente) vibra, perché sull’altro ci sono i giochi. Ma questo mica lo dicono, eh.

PcP Game Advance

console tarocche e rip-off di console per videogames PcP Game Advance

PcP, credo sia l’acronimo di Pacco col Pacco. Questi cosi venduti addirittura in più versioni ti fanno credere di essere qualcosa di simile alla PsP. In realtà sono solo degli stramaledetti giochilli Tiger male illuminati, messi in una scocca più carina.

Battman

La console Battman una delle peggiori console tarocche mai prodotte

Con la Battman iniziamo veramente a delirare. Tra l’altro, credo che quella T in più stia per tarocco a tuo carico. Siamo al punto di chiamare una console con il nome di un personaggio, a sua volta protetto da copyright.

A ogni buon conto, sempre la stessa storia: cose rubacchiate qui e là e messe assieme senza logica. Scocca Xbox, controller Playstation, pistoletta d’ordinanza. Cartuccia con tot giochi tutti del Super Nintendo…

Rambo Tv Game

Rambo tv game, una fra le tante console tarocche, clone a poco prezzo dell'Atari 2600

Se la Battman qui sopra è allucinante, il Rambo Tv Game è indefinibile. Io stavo per comprarlo, giuro. L’unico motivo per cui non lo feci fu perché mi cercarono una sessantina di carte. E con tutta la buona volontà di questo mondo, anche no.

Come si può notare è un agghiacciante clone dell’Atari 2600 su cui c’hanno schiaffato sopra, tanto per dargli un po’ di grinta, lo Stallone di Rambo. A parte questo, Rambo tv Game nel panorama delle console tarocche è abbastanza particolare. Tralasciando il fatto che nel 1995 pubblicizzare come nuovo un affare vecchio di trent’anni è una bestemmia, c’è da tener presente che laddove molti di questi affari arrivano a contenere un massimo di centocinquanta giochi, questo ne vanta duemilacinquecento. Faranno schifo tutti e duemila e passa, ma resta un numero impressionante.

 

Super Megason IV

Super Megason IV una delle tante console tarocche degli anni 90, clone mal riuscito che copiava il Super Nintendo

Al di là del ragazzino con i vestiti brutti come il peccato sulla copertina, il Super Megason è un concentrato di pura pezzenteria. Uscito nel solo mercato europeo e africano nella prima metà degli anni novanta, è l’ennesima cinesata clone del Super Nintendo. Nella forma. Nella sostanza si tratta di un potpourri di robe vecchie e stravecchie. Perciò, inutile dilungarsi più del necessario.

Polystation

Le Polystation 1, 2 e 3 console tarocche copie a buon mercato delle famose console per videogames Sony Playstation

Per concludere la magnifica Polystation. Che va proprio oltre il concetto di console tarocche. Lo trascende. Per assumere un connotato a sé di marchio sinonimo di pezzenteria. Nato probabilmente con lo scopo di prendere per i fondelli genitori manipolabili e parentela anziana e acciaccata dall’età.

Polystation non è solo una console, bensì una linea vera e propria. Tutto nasce dalla prima Polystation. Il vano cd, sì, si apre, ma certo non è che ci sia un’unità di lettura del disco. In realtà c’è solo un miserabile slot per cartucce, cartuccia unica per di più: si tratta dell’ennesima appropriazione indebita di giochi sotto licenza Nintendo. Naturalmente del Nes, che nel 1996 circa era quanto di più moderno erano arrivati a vedere quelli che hanno prodotto questa cosa.

Il bello però è che più andavano avanti con le console taroccate, tanto più peggioravano. E direi che ce ne vuole, eh. Da quel che ho visto, arrivati alla Polystation 3 la maggior parte dei giochi non erano altro che hack malriusciti di giochi copiati a loro volta. Tipo i Mario Bros con le tavolozze dei colori sballati, tanto per fare un esempio. Se poi ci metti che addirittura hanno aggiunto uno schermetto Lcd che i vecchi giochi Tiger pare di vederli in 4K, la dice molto lunga. Alla fine della fiera, le Polystation sono davvero le regine delle console tarocche.

Detto questo credo che sia tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

 

1 commento

  1. Tienti forte Retronauta: i giochi del Rambo TV Game, almeno stando a quel che c’è scritto sull’elegante confezione che nemmeno Apple, sarebbero non duemilacinquecento bensì venticinquemila. Wow.

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