L’ASSURDA RIVOLUZIONE DELLA MARVEL ALL’INSEGNA DEL POLITICAMENTE CORRETTO

L’ASSURDA RIVOLUZIONE DELLA MARVEL ALL’INSEGNA DEL POLITICAMENTE CORRETTO

Mai nessuno, nonostante i cambi di continuity e serie cancellate, si è mai sognato di stravolgere intere case editrici come fanno oggi la Dc Comics di Batman e Superman, e la Marvel dell’Uomo Ragno e degli X-Men.

Chi è rimasto sconcertato dalla Saga del clone dell’Uomo Ragno, con lo sdoppiamento, o dal suo smascheramento davanti alle telecamere durante Civil War, ora dimenticherà il dramma di quei momenti.

La mitica Marvel ha stravolto tutto il suo parco supereroi nel 2015, ma noi, per effetto della sfasatura nelle traduzioni italiane, ne sentiamo le conseguenze solo quest’anno. Dopo la fine della miniserie Secret War, che porta allo scioglimento dei Fantastici Quattro, è uscito il progetto All-New, All-Different Marvel, un maxi pseudoreboot nell’ambito del ri-ri-ri-ri-rilancio della Marvel comics. E vai con l’azzeramento delle vecchie collane e col rilancio di nuove, similmente a quanto fatto nel 2011 dalla Dc Comics con News 52, ma tutto sotto il segno del “politically correct”.

Lo pseudoreboot non ha annullato nulla della vecchia continuity, ma ha stravolto l’identità dei supereroi e dei vari squadroni. L’ansia di normalizzare i superuomini di Marvel e Dc Comics integrandoli in un quadro di quote rosa e pari opportunità ha spinto, caso eclatante, alla trasformazione di Thor… in una donna! Il potente Thor, divinità norrena del tuono, ricreata nei fumetti da Stan Lee e Jack Kirby su Journey into Mistery n. 83 dell’agosto 1962.

La nuova testata mensile, illustrata da Russell Dauterman e scritta da Jason Aaron, non ha re-introdotto la già nota Thor Girl, cioè Tarene, personaggio apparso in passato, ma ha letteralmente femminilizzato il personaggio, ora impersonato da Jane Foster, la vecchia fidanzata del Thor originale (il dottor Donald Blake nella sua identità segreta). La quale, risultando degna di impugnare il martello Mjollnir, diverrà una versione femminile di Thor, dopo che, nel crossover Original Sin del 2014, Don Blake era risultato improvvisamente indegno.
14238217_919735754837714_5139474970308197694_nIntanto Asgard, la città abitata dagli dei norreni, si è “finalmente” affrancata dal “regime patriarcale” del paterno Odino, ed è stato rinominata “Asgardia”. Sì, con la “a” finale, in barba alla mitologia germano-scandinava. Un regno governato da tre dee, cioè il sogno della Boldrini’s Comics, con la femminilizzazione delle desinenze delle parole maschili, cosa senz’altro utile alle donne e ai loro bisogni quotidiani.

Dopo Civil War, la Marvel risulta ammalata di politically correct e invece di fare quello che si è sempre fatto, cioè creare supereroi afro-americani o comunque di origini non anglosassoni, di sesso femminile, gay, eccetera, si è messa a stravolgere e a massacrare quelli classici, cioè le le colonne della continuity marvelliana.

Negli anni sessanta, la Marvel creò dal nulla il primo supereroe nero, Pantera Nera, sovrano dello stato africano di Wakanda, e negli anni settanta inserì negli X-Men un elogio alla tolleranza razziale e alla diversità nei panni di una supereroina africana, Ororo, alias Tempesta, considerata una specie di divinità per la capacità di controllare le forze della natura.

14355537_919736398170983_5700159753691316515_nFermo restando che, come tutte le grandi “rivoluzioni” dei grandi eventi editoriali che l’hanno preceduta, All-New finirà molto probabilmente in maniera del tutto gattopardesca, cioè tutto tornerà come prima, nell’immediato oltre a una Thor donna avremo una Miss Marvel musulmana col velo parziale (perché non con il più intrigante burkini?) e, cosa molto più importante, una nuova versione di Capitan America.

Sì, Steve Rogers, il super-soldato creato nel 1941, acerrimo nemico dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale, poi ibernato nel ghiaccio per tornare a lottare per il Bene nell’epoca moderna al fianco degli Avengers (i Vendicatori), oggi ha perso gli effetti del siero del supersoldato che lo rendeva agile e forte, e si scoprirà essere un infiltrato dell’Hydra, l’associazione neonazista guidato dal Teschio Rosso per creare il Quarto Reich! A sostituirlo come icona del sogno americano arriva l’afroamericano Falcon, già sua vecchia spalla.
14316862_919735954837694_2066858221516032686_nStessa sorte di Thor è toccata a Wolverine degli X-Men, il mutante canadese con gli artigli retrattili in adamantio, interpretato al cinema da Hugh Jackman, anch’egli vittima del politicamente corretto.

Creato negli anni settanta, incarnando le disillusioni di una società uscita dal guerra del Vietnam e dallo scandalo Watergate, era ribelle, fumava e beveva (e aveva innumerevoli donne). Nel corso degli anni lo hanno fatto smettere di fumare, poi è quasi diventato astemio e piuttosto frigido (come il moderno Dylan Dog, che con il reboot pare diventato puritano), moderando le sua attività sessuale perché ha imparato a “rispettare le donne”; e adesso, come se non bastasse, è pure morto. L’hanno sostituito con una ragazza dai suoi stessi poteri: X-23.

Le storie di Wolverine “tradizionale” saranno narrate nella testata Old Man Wolverine, mentre la principale è per la signorina “pari opportunità”!
14359061_919759638168659_3833145799667135690_nChe senso ha tutto questo, dato che la Marvel ha sempre avuto squadroni multietnici, molte supereroine e la linea editoriale è sempre stata liberal? Oggi accade che nel film di Thor il guardiano Heimdall alle porte di Asgard, regno delle divinità scandinave, sia un nero!

L’anno scorso poi, la copertina alternativa (le serie a fumetti americane, specie i numeri uno, hanno una cover “ufficiale” e altre “variant”) del numero uno di Spider Woman disegnata da Milo Manara, famoso per le sue donne sexy, è stata pubblicamente attaccata e poi censurata dalla Marvel perché “sessista”, dato che mettere in risalto il fondoschiena di una supereroina “offendeva le donne”. Oggi il lettore deve piegarsi a queste logiche fighette sorbendosi il pistolotto sulle possibili implicazioni machiste (come nell’ultimo film degli X-Men), razziste, sessiste, xenofobe, omofobe e chi più ne ha più ne metta.

Il politicamente corretto, una sorta di dittatura soft che si impone con la coercizione del conformismo, domina anche il mondo del fumetto americano, diventando un’autocensura paragonabile al famigerato Comics code di un tempo.

Tempi duri per chi ama la Marvel e la Dc! Per fortuna c’è sempre l’usato, dove si possono trovare i vecchi albi dei supereroi nelle loro versioni classiche.
anad

9 commenti

  1. Due piccole precisazioni: 1) il Nick Fury Ultimates non era il Nick Junior ma la versione alternativa del personaggio classico in quella linea editoriale (ispirato graficamente a Jackson). Poi dopo il successo dei film si è pensato di introdurlo anche nella continuity classica (l’ex Terra 616) con quella trovata del Nick Fury Jr. 2) Credo che Heimdall nei film fosse nero (era Idris Elba mi pare).
    Per il resto sono d’accordo. Riassumi una porzione del senso di presa per il culo che mi danno le ultime mosse editoriali Marvel

  2. Secondo me il problema non è il politically correct quanto piuttosto la carenza di idee, per la serie “non vende ? Proviamo a mettergli le tette che vendono sempre”.
    Il punto è che invece di creare personaggi afroamericani o femminili nuovi per coprire anche quel pubblico hanno scoperto che è più facile cambiare colore a chi c’è già, vedi per esempio Wally West che nel New52 DC è diventato nero. Non era meglio creare un personaggio nuovo ?
    Il fatto è che creare un personaggio nuovo non è facile nell’era in cui comandano gli editor invece degli artisti.

  3. Io credo che quello del politicamente corretto sia un falso problema. E non per difendere una consuetudine che ha portato alla nascita di termini di uso comune più che altro stucchevoli e ipocriti. Ma perché penso che la Marvel, facendo determinate scelte recenti, stia proprio pensando ad altro. Tanto per cominciare, la Miss Marvel attuale (nonostante il suo nome di battaglia se lo siano passate in tante) è un personaggio nuovo di zecca, non stravolge alcunché (e non porta nessun velo, né parziale né totale, quindi il richiamo al burkini è del tutto forzato). L’unica novità è il suo essere musulmana, cosa che sembra scandalizzare tanti, per quanto sia un personaggio totalmente nuovo e inserisca la rappresentazione di un’altra minoranza come all’epoca fece Pantera Nera. Per quanto riguarda il Thor donna e tutto il resto… il politically correct c’entra solo casualmente. L’America è sempre stato un coacervo di etnie e culture differenti, ma non tutte hanno trovato il loro posto. Dopo Pantera Nera, gli anni settanta e primi ottanta hanno prodotto numerosissimi eroi di colore, compreso quel Fratello Voodoo che oggi chiamiamo Dr. Voodoo. Eppure quel “brother” originale, era riferito proprio al gergo con cui gli afroamericani chiamano un loro confratello dalla pelle nera. Era insomma “black exploitation” come all’epoca lo era Shaft al cinema. Ma tanto ciarlare non si sentiva (il politicamente corretto non era ancora stato inventato, e non gli si poteva puntare contro il dito, ma soprattutto non esisteva Internet). La svolta (discutibile quanto vogliamo) della Marvel sembra volta più che altro a sconvolgere i lettori con cambiamenti drastici (anche la vita privata del bianchissimo Peter Parker è cambiata molto, rendendo il suo quotidiano ben diverso dalle impostazioni classiche… però si discute solo sull’inserimento di Miles Morales, lo Spider-Man di colore venuto dall’universo Ultimate). Se fino a poco tempo fa i cinecomics imponevano un restyling omologante ai suoi corrispettivi cartacei, oggi la tendenza (scelta dalla Marvel) sembra essere quella di prendere le distanze dallo schermo, e proporre qualcosa di drasticamente diverso, che susciti dunque più curiosità, e forse (è da dimostrare) attiri anche un pubblico differente. Ho la sensazione che il termine “politicamente corretto” oggi sia usato più che altro per mormorare “ai miei tempi certe cose non si vedevano” con un senso di fastidio che fatica a trovare una reale ragion d’essere. Lo stesso cambiamento di colore di personaggi (interpretati al cinema da attori afro, o modificati nei fumetti) non seguono criteri differenti. Si tratta del progetto casuale e scontato del cambiare le carte in tavole per far discutere. Così come al cinema, probabilmente, pesano molto i contratti degli attori (a volte di colore, ormai numerosissimi a Hollywood) che devono necessariamente girare un determinato numero di film all’anno e vengono quindi inseriti a forza. Per concludere, ricordiamo che qui stiamo analizzando le possibili ragioni di un (temporaneo) cambiamento commerciale, e non la singola qualità del prodotto fumettistico, per cui sarebbe necessario tutto un altro discorso.

    • thor femmina non vende un corno perchè non fanno altro che scrivere dialoghi orribili femministi.

      e perchè han dovuto rovinare il concetto originale invece di per esempio introdurre una donna asgardiana come nuovo eroe.
      e me piace Thorunn: la figlia di Thor che ha una spada con gli stessi poteri del martello e avrebbe senso avesse la sua serie

  4. Confermo le annotazioni sul “nuovo” Nick Fury, e su Heimdall, i due attori, particolarmene samuel L Jackson, ma anche Idris Elba non è male, hanno saputo imporre queste versioni “leggermente stravolte” di due autentici classici del mondo super eroistico e del mito ( e annotate che Heimdall è usualmente indicato come “Il Dio Bianco”….). E’ un bene od un male? Ci si fosse limitato a questo ( od anche alla Jane Foster, rispuntata dal nulla, malata e “degna” di portare il martello ) avrei detto “bazzeccole”. Però c’è tutto il resto…sembra solo una costruzione per attirare l’interesse immediato dei lettori, qualcosa che esploderà da un momento all’altro. E’ giustissima l’osservazione che la marvel ha avuto sempre gruppi multietnici e con personaggi dalla sessualità complessa anche se minori ( ricordate ALpha Flight ? Su Wolverine, non concordo, a parte la questione del fumo ( ma qui si dovrebbe parlare del salutismo imperante in USA, dove hanno problemi di obesità assurdi) , penso che il personaggio sia stato fatto maturare bene. E sia soprattutto questione di scrittori. X 23 non è la sua erede….è una pazza scatenata!
    Dove non sono d’accordo, sulla questione del political correct. Sicuramente una buona dose di problemi vengono da un eccesso nel suo uso ma un’altra parte deriva dall’incapacità di avvicinare le nuove generazioni ( che non sono più nella maggioranza Wasp ma latinos, afro americani, asiatici ed anche musulmani) utilizzando al meglio il materiale che si ha a disposizione…Kamala è una buona idea, ma non vale il Luke cage degli inizi.
    Ecco le famose buone idee che mancano, allora si stravolge tutto, aspettando di capire dove va la nave…Temo a fondo. In attesa che i F4 ritornino.

  5. Purtroppo alla Marvel manca una figura come quella di Don Rosa alla Disney, che potrebbe essere Bruce Timm (il quale, però, si occupa di cartoni animati), cioè un uomo capace di far tornare i personaggi alle origini. Alla Marvel ci riuscì solo il grande Jim Shooter, pur con l’opposizione di molti.

    Thor, come spiegato in un episodio da Stan Lee e Jack Kirby, era stato ridotto da Odino a individuo mortale nei panni di Don Blake (un uomo senza passato) per imparare l’umiltà. Quindi, in realtà, Don Blake era Thor anche prima di trovare il martello.

    Io capisco l’esigenza di variare. Ma, nel rispetto dei lettori, si sarebbe potuto fare benissimo che Sif, per qualche motivo, prendesse i panni di Thor (con tanto di elmetto) e lo sostituisse anche nel nome, avendone in eredità il martello per qualche magia. Il tutto sarebbe stato rispettoso del lettore.

    Non ha senso, invece, che a diventare Thor, con tanto di trasformazione, sia Jane Foster: perché lei non si traveste da dio del tuono, come avrebbe potuto fare Sif, ma diventa effettivamente Thor! Questo non è possibile, perché Thor è Don Blake (naturalmente è stato sbagliato cambiargli l’identità anche in precedenza, con un altro uomo).

    Inoltre strombazzare il politicamente corretto è sgradevole: si sarebbe potuto inserire eroi islamici, neri eccetera senza commettere assurdità. Cosa che, del resto, la Marvel ha sempre fatto.

  6. Articolo giustissimo, più che condivisibile. Questa nuova Marvel fa davvero cag… re: storie ridicole e assurde, personaggi stravolti, caratteri e dialoghi del tutto fuori luogo. Ma più che politically correct parlerei di furbe ancorchè becere manovre di marketing.
    Mi tengo ben stretti i miei fumetti di Lee-Kirby, Romita, Colan, Buscema, Claremont e Byrne.

  7. Da anni non compro piu’ fumetti Marvel, a parte i classici.
    Mi limitavo a scaricare le versioni elettroniche.
    Alcune cose le tenevo.
    poi la marvel ANAD e ho persino scaricato di meno.
    Adesso non scarico piu’ neanche i pochi fumetti che leggevo.
    non ne vale la pena.
    Tristezza.

    • Ti quoto

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