L’ADOLESCENZA INQUIETA DI BLACK HOLE

L’ADOLESCENZA INQUIETA DI BLACK HOLE

Black Hole, graphic novel di Charles Burns, apparve in 12 albi pubblicati negli Stati Uniti inizialmente dalla Kitchen Sink Press, dal 1995 al 1998, e poi completati da Fantagraphics, dal 1999 al 2005.
Tutti gli episodi sono stati raccolti in una unico volume con copertina rigida da Pantheon nel 2005. Così, dopo aver vinto sette volte il riconoscimento Best Inker dagli Harvey Awards per il suo lavoro sulla serie a fumetti, Burns finalmente ricevette il premio per Best Graphic Album of Previously Published Work nel 2006.

ADOLESCENZA INQUIETA DI BLACK HOLE
Black Hole è uno dei migliori prodotti del fumetto indipendente americano legato alla controcultura e alla tradizione underground. Come molti film dell’orrore, il fumetto di Burns è ambientato nei sonnolenti sobborghi di una anonima città della provincia americana. In questi luoghi senza una identità precisa e votati a una sorta di silenzioso conformismo può facilmente prendere forma la  rappresentazione della dolorosa dualità della natura umana. Il contrasto tra un comportamento esterno adeguato e rispettoso e una ribollente miscela interna di emozioni represse fornisce il pretesto per scatenare una potente rappresentazione del “ritorno del rimosso” di freudiana memoria.

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Le influenze cinematografiche includono Halloween (1978) di John Carpenter, dove la calma placida delle strade, dei prati e delle case confortevoli di Haddonfield, nello stato dell’Illinois, sono lo sfondo alle imprese di uno squilibrato serial killer che si diverte a pedinare gli adolescenti della città. Ancora più inquietante è l’incubo suburbano di Velluto blu (1986) di David Lynch, dove le staccionate bianche e il mondo accogliente della famiglia e del college sono solo un velo sottile steso su un focolaio di perversione sessuale, di voyeurismo e di violenza.

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Questi ambienti dalla doppia faccia di solito pullulano di adolescenti. Più di altri vivono nella duplicità, a meta strada tra l’innocenza infantile e la dolorosa consapevolezza della vita adulta. La loro vulnerabilità fornisce un potente veicolo di espressione per tutta una serie di ansie legate perlopiù al sesso e ai cambiamenti del corpo. Le trasformazioni fisiche che caratterizzano questa età difficile diventano il centro di tutto e sono vissute dai protagonisti con un ambiguo mix di sentimenti che vanno dal desiderio alla frustrazione. In Black Hole il corpo appare spesso imprevedibile e fuori controllo e trascinano i giovani in situazioni grottesche e paradossali.

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Il fumetto segue le vite di un gruppo di adolescenti in un sobborgo della città di Seattle in un momento imprecisato degli anni settanta. Seattle è una grande città costiera geograficamente isolata nel nord-ovest degli Stati Uniti, la sua periferia, come rappresentata da Charles Burns, è allo stesso tempo informe e uniforme. Burns ha spiegato che “i personaggi e gli eventi riflettono quel periodo della mia vita. No, i miei amici non avevano strane escrescenze che uscivano dal collo, ma nella realtà mi sentivo proprio come un adolescente malato”.
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La vita degli adolescenti  si snoda tra i luoghi comuni della famiglia, delle amicizie, della scuola e della sfera domestica, ma curiosamente tutti questi elementi rimangono sullo sfondo. Burns li accenna lasciandoli ai margini della narrazione. Gli insegnanti non compaiono mai e i genitori raramente. È come se questi ancoraggi alla normalità avessero perso il loro potere, lasciando gli adolescenti immersi nel loro isolamento esistenziale.

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Allo stesso modo, il momento storico è carico di ambiguità. Nonostante i lunghi capelli sfoggiati dai ragazzi, l’esperienza hippie degli anni sessanta è praticamente assente. Solo la fugace apparizione della copertina di un album di David Bowie ci dà qualche indicazione sul periodo. I giovani personaggi sono descritti come sessualmente attivi, ma le loro relazioni provvisorie sono piene di insicurezza, gelosia e incertezza. Per il critico Douglas Wolk “ogni immagine è una metafora sessuale, con la distorta chiarezza e mutevolezza di un incubo”. Il sesso in Black Hole significa orrore del corpo e trasformazioni disgustose.

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Il quartetto dei protagonisti, composto da due ragazzi e due ragazze, ha paura delle proprie emozioni e del proprio corpo, e ha sospetti nel suo interno. Il consumo di droghe leggere è molto diffuso, ma sia il sesso sia le droghe sembrano portarli ai margini della loro comunità, in un luogo in cui si annida il vero pericolo. Questa metafora prende forma nella boscaglia vicino a dove vivono gli adolescenti. Un luogo di rifugio dalla società, dove alcuni di loro alla fine creano un accampamento. Immagini liriche del cielo e dell’acqua contrastano in modo sorprendente con la violenza presente altrove, nuotare nel lago, in particolare, diventa una sorta di rifugio nel grembo materno.

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La metafora centrale di Burns sull’orrore della trasformazione corporea ricorda alcuni film di David Cronenberg, in particolare La mosca (1986). Gli adolescenti di Black Hole hanno contratto una strana malattia che produce una serie di bizzarre mutazioni corporee, alcune delle quali suggeriscono una trasformazione animalesca, mentre altre ricordano più la dissoluzione fisica. Sebbene la sua origine sia ambigua, sembra probabile che sia contagiosa per via sessuale. Questo di nuovo si riallaccia alle ansie presenti nel film Halloween di Carpenter, dove i personaggi adolescenti sono apparentemente puniti per la loro promiscuità con l’eccezione della verginale “ultima ragazza” interpretata da Jamie Lee Curtis.
BLe mutazioni in Black Hole sembrano essere provocate dalla fiorente sessualità e suscitano un senso di profonda vergogna nei protagonisti, i quali scelgono di isolarsi nella boscaglia perché lì la loro “stranezza” è accettata. La centralità dell’aspetto fisico è enfatizzata dalla ripetuta rappresentazione che fa Burns di corpi nudi e seminudi. Nel fumetto ci sono molte immagini metaforiche che suggeriscono soprattutto organi sessuali femminili, come una rana sventrata verticalmente.

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Le immagini si trasformano nella parte inferiore del piede della donna perforato con un’apertura che assomiglia a una vagina, e in una schiena femminile che viene mostrata con un grande taglio verticale. Il personaggio maschile, Rob, sviluppa un’apertura sul collo che è sembra una vagina dentata. Mentre le immagini falliche assumono la forma di serpenti usciti da qualche allucinazione. Un personaggio femminile sviluppa una coda fallica che penzola tra le gambe, per quanto cerchi di tenerla nascosta. L’immaginario sessuale è sempre equiparato a deformità o malattia del corpo. I personaggi senza infezioni sono invece crudelmente intolleranti.

Charles Burns ha definito Black Hole un lavoro che esplora “la malattia dell’adolescenza”. Nel fumetto il cambiamento fisico associato alla crescita fa paura e porta i personaggi a sentirsi isolati da un mondo adulto visto come lontano e inaccessibile. L’effetto cumulativo del lavoro di Burns è accentuato dall’utilizzo di uno stile grafico che ricorda le xilografie. Il netto contrasto del bianco e del nero riflette la dualità dei temi di Black Hole, mentre i disegni lineari enfatizzano i dettagli fisici grotteschi delle mutazioni corporee. Sulla tecnica di Burns lo storico dei fumetti Paul Gravette ha detto che “seziona lentamente l’incubo americano in deliziose strisce di inchiostro e pennellate di precisione quasi disumana”.

 

 

 

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