LA STANZA DEL BUCO

LA STANZA DEL BUCO

E se ci si potrà “bucare” in tutta sicurezza, magari supervisionati da una equipe medica? Succede in Francia, all’ospedale Lariboisière, nel quartiere parigino Gare du Nord, tra i più colpiti dal fenomeno della tossicodipendenza.

In quella che sarà la prima “salle do shoot” (stanza del buco) ufficiale del Paese, per i prossimi sei anni prenderà avvio un progetto sperimentale che consentirà ai tossicodipendenti maggiorenni di poter consumare droga: a loro disposizione una ventina fra medici, agenti, infermieri e assistenti sociali.

Sperimentazioni simili non sono però un caso isolato in Europa. Luoghi del genere sono presenti in Germania, Danimarca, Austria, Lussemburgo, Olanda, Svizzera. Persino in Canada e Australia. Nonostante l’ok del governo – il ministro della Sanità Marisol Touraine e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo visiteranno la sala di consumo di droga prima che gli utenti inizino a utilizzarla – e il parere favorevole delle associazioni contro l’Aids e l’epatite, non sono mancate le critiche.

Gli oppositori, tra cui l’Accademia Nazionale di Medicina francese, ritengono che spazi come questi, dai costi di gestione e manutenzione elevati, finiscano per promuovere il consumo di droga. Senza del resto indirizzare il tossicodipendente attivo verso un percorso di recupero mediante cui riappropriarsi della propria libertà e dignità umana. Stabilire se il modello funziona non è semplice.

Negli Stati in cui esistono queste sale i decessi per overdose sono oggettivamente calati, come ad esempio in Germania. Dove però si è registrato, di contro, un aumento dei consumatori di droghe pesanti. Fenomeni analoghi sono riscontrabili anche nella vicina Olanda e Svizzera.

La strategia su cui si basa l’apertura di questi luoghi di consumo mirerebbe a ridurre il danno, tentando unicamente di arginare le problematiche derivanti dall’utilizzo di droga, come ad esempio l’overdose e le patologie contagiose attraverso l’utilizzo di siringhe infette. Per alcuni, dunque, questi luoghi non sono altro che una sorta di resa della società incapace di pianificare e attuare una efficace politica anti-droga.

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