LA BELLEZZA DEI GIOCHI DI RUOLO NEI FORUM

LA BELLEZZA DEI GIOCHI DI RUOLO NEI FORUM

Secolo ignoto, il mondo è stato distrutto da un cataclisma e i sopravvissuti lottano con mostri discesi dal cielo. Sotto il sole cocente, quattro viandanti scappano da una bestia biomeccanica che scatena tempeste. L’enorme creatura solleva una nube di detriti, sabbia e rottami che presto investirà la nostra combriccola in disperata fuga su un treno. Dopo una rapida valutazione dei rischi, uno dei viaggiatori prende la decisione di sganciare il vagone in coda, affinché impatti con la belva. Stacca il gancio di metallo del vagone che schizza all’indietro, fischiando nell’aria, e colpisce il mostro.
“Che cazzo!”, urla uno dei compagni.
“Che cazzo!”, urla il player quando il Quest Master gli comunica che l’azione non ha minimamente danneggiato il bersaglio.
Ventunesimo secolo, un bar nel nostro mondo. Il nostro giocatore rilegge la scena sul suo smartphone e inizia a ponderare la prossima mossa contro la bestia, sperando che i suoi compagni di giocata scrivano qualcosa di utile per salvare le chiappe ai loro personaggi.

Internet ci ha portato giochi di ruolo come MUD, Dungeons & Dragons e le avventure testuali: tanti modi per estraniarsi dalla realtà. Dai qui nascono i giochi di ruolo in chat e i giochi di ruolo nei forum.


Il Play by Chat è un fenomeno quasi esclusivamente italiano, nonostante timidi tentativi in Germania e Usa, e il Play by Forum lo stesso. I giochi di ruolo “carta e penna” spopolano ancora in tutto il mondo nonostante i primi segni di vecchiaia (merito di qualche miglioramento d’immagine alla figura del nerd, grazie Sheldon Cooper), ma preferivo quando la mia stranezza mi teneva lontane le persone invece di essere di moda. Oggi le nuove generazioni crescono coccolate da Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game sempre più complessi e definiti, e non riescono a farsi coinvolgere da situazioni descritte anziché mostrate. Eppure in Italia c’è ancora uno zoccolo duro che resiste, e costruisce mondi e avventure posando righe su righe. Sarà merito della nostra enorme tradizione letteraria. O perché se ti beccano a giocare a qualcosa che non sia Fifa un po’ ti sfottono ancora. Inoltre il Play by Chat non è certo tra i passatempi preferiti dei nostri connazionali: i giochi di ruolo scritti sono una nicchia, diciamolo subito, e con il passare del tempo il ricambio generazionale perde colpi, svuotando forum e siti di chat (le cosiddette Land) lentamente, ma inesorabilmente, con il passare degli anni.


Chi scrive questo articolo ha esperienza soprattutto nell’ambito del Play by Forum, e su di esso si concentrerà.
Questo genere di gioco di ruolo ha preso possesso di chat e forum online, diffondendosi fino a Facebook, su cui gruppi chiusi di giocatori imbastiscono i profili dei loro personaggi e ci danno dentro. Sulle piattaforme forum (Forumfree e Forumcommunity sono le più affollate, da almeno dieci anni), gli amministratori si preoccupano di stilare regolamenti, dividere le ambientazioni del gioco di ruolo tra le varie sezioni e creare i personaggi non giocanti con cui gli utenti avranno a che fare. Non è poi così diverso dal riunirsi tutti insieme in salotto, con gli appunti sulla propria quest e le schede dei personaggi giocanti in una cartellina, ma è qui che le similitudini finiscono: scordate i dadi e le azioni affidate alla fortuna perché, in un gioco di ruolo scritto, molto spesso gli esiti di un’azione sono a carico degli stessi utenti laddove il Quest Master (colui che gestisce la giocata) non sia presente, e andranno decisi con buonsenso, tenendo conto della scena in corso nel dettaglio e soprattutto di ciò che il proprio personaggio sta vivendo, come se foste davvero lui. Come se foste lì, con tutti i suoi dubbi e le sensazioni di caldo, freddo e dolore, e starà a voi descriverle come meglio potete, in maniera quasi analoga a chi sta scrivendo un libro. Perché su una chat, o nel post su un forum, non basta muovere il proprio personaggio. Bisogna viverlo. L’aspetto psicologico viene messo in primo piano e la dimensione interiore del proprio personaggio è il vero punto focale di tutto il gioco. Abilità, poteri e razza? Importanti sicuramente, ma non indispensabili: i vari giochi di ruolo aderiscono in genere alla Netiquette, ma ognuno di essi ha un regolamento a sé stante che può andare da sistemi rigidi di abilità e classi a non essere neppure pervenuto, abbandonando con nonchalance ogni scena di combattimento e avventura per focalizzarsi interamente sui sentimenti dei personaggi, sui loro pensieri. Potrei continuare a parlarne, ma niente sarà esplicativo quanto poche righe di una scena:

“Ahnf…”, il Giovane inspira sotto il suo peso morto. “L’ho ammazzato”, pensa, “l’ho ammazzato”. Non dovrebbe sentirsi così stanco all’idea, ma comunque tocca il pavimento con la nuca. La mano è nel torace del poveraccio, ancora chiusa a strizzare quella cosa molliccia che fino a poco prima faceva la piccola differenza tra Vivo e Morto.

Ditemi voi, perché a me non è mai successo: durante una partita a Final Fantasy vi è mai capitato che vi spiattellassero in faccia i pensieri dei protagonisti? Avete mai visto un vostro compagno di role gettare i dadi e poi fermarsi, per dirvi che il suo personaggio ha paura? Io sono stato tutto il tempo a fissare il culo di Garnet, perché la trama può essere bella ma mai come quei pantaloni attillatissimi… meglio fermarsi, stiamo andando fuori tema.

Il personaggio riportato sopra ha appena ucciso un mostro dalle fattezze corvine, sfondandogli il petto con un pugno grazie alla sua forza sovrumana. Non c’è stato nessun lancio di dadi in questo, semplicemente il Quest Master ha tenuto conto della scena, dei poteri del personaggio e della posizione sua e dell’avversario: il corvide non si dimostra abbastanza forte da resistere alla sua presa, né la sua armatura sufficiente per resistere all’assalto della grossa mano del Giovane, che la trapassa senza difficoltà ritrovandosi a scavare nel corpo del suo opponente.


E queste parti sono prese da una quest ancora in corso. Una quest in cui ci sono già stati morti, in cui i protagonisti sono rimasti separati, ognuno su una strada differente. Non ho problemi a paragonare tutto questo a un romanzo. E come in un romanzo, possono esserci moltitudini di generi non solo ai tipi di giocata, ma anche ai tipi di forum: fantasy, realistici, erotici, manga… ho provato a srotolare la lista e ci stanno girando lo spot dei Rotoloni, quindi immaginate un po’.
Un sistema di gioco come questo, è intuibile, permette di affinare le proprie doti di scrittura: molti roler sono anche aspiranti scrittori, è necessario un certo impegno per ottenere buoni risultati. Questo perché giocare a un gioco di ruolo scritto può essere si una gran bella esperienza, ma anche un passatempo frustrante. Un utente ha solitamente da pensare alle risposte da scrivere per le varie giocate, nel mentre butta giù le schede dei suoi vari personaggi, preoccupandosi inoltre di rispettare le tempistiche date dal Quest Master per non far durare ogni scena mesi e mesi. E scrivere bene, risultato che a nessun giocatore sembra mai raggiunto, richiede tempo. Aggiungiamoci gli inderogabili impegni di studio, lavoro e affetti, perché la vita reale ha questo orribile vizio di cannibalizzare il nostro mondo felice, e non è poi così strano intuire perché questo tipo di gioco non faccia incetta di iscrizioni. Un nuovo arrivato si trova spaesato in una community già rodata e a suo agio con i regolamenti, e il confronto è spesso scoraggiante. Aggiungiamo che su un Play by Forum gli interessi e il tempo in comune portano spesso alla nascita di grandi amicizie, vero, ma anche a frequenti litigi. Leggende narrano di intere saghe scritte e studiate, finite con simpatici insulti alle madri degli admin.

Why?
Tutti i circuiti su Forumfree e Forumcommunity sono completamente gratuiti e messi in piedi dalla passione dei loro creatori. Potrebbero essere un’alternativa per chi si sente insoddisfatto dalla piega che stanno prendendo altri media, come quello del fumetto o dei videogiochi. Visto che in questo secolo tutto deve fare schifo e tutto potrebbe essere fatto meglio, perché non sedersi dietro la tastiera e provarci?

1 commento

  1. […] anni. Alcuni sono disoccupati o hanno problemi di altro tipo e nei giochi di ruolo, ormai anche online, trovano un modo per combattere le loro frustrazioni mettendosi nei panni di personaggi che vivono […]

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