JACK KIRBY ISPIRATORE DEL TRONO DI SPADE?

JACK KIRBY ISPIRATORE DEL TRONO DI SPADE?

La serie televisiva Il Trono di Spade (A Game of Thrones), o per meglio dire i romanzi de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R.R. Martin, sono una delle più famose opere fantasy di sempre.

I romanzi sono stati resi ancora più celebri dal fortunato adattamento del canale televisivo americano Hbo, poi trasmesso anche in Italia.
Numerosi sono i fattori che hanno contribuito a rendere Il Trono di Spade un successo mondiale: trame complesse, personaggi affascinanti, continui colpi di scena e, senza dubbio, l’abbondante e sapiente uso di scene di erotismo e violenza.
Eppure questa serie tanto adulta e “cruda” crediamo possa essere collegata ai lavori di Jack Kirby, autore famoso per aver creato negli anni sessanta, insieme a Stan Lee, l’universo decisamente meno cruento della Marvel.

Anche l’universo Marvel contiene creature fantastiche, personaggi ben caratterizzati e stravolgimenti di trame che hanno incollato alle pagine generazioni di lettori, ma il pubblico a cui si rivolgeva, soprattutto ai tempi di Kirby, era composto soprattutto da ragazzini. Quindi il livello delle storie era decisamente più leggero e innocente rispetto a quelle partorite dalla mente di Martin.
I personaggi del Trono di Spade sono spesso moralmente (e sessualmente) ambigui, hanno varie tonalità di grigio, mentre quelli di Kirby (e dei fumetti di una volta in generale) hanno una più chiara separazione tra “bene” e “male”. Eppure, un legame tra l’autore definito “il nuovo Tolkien” e il Re del fumetto c’è.

George R.R. Martin da ragazzo era un grande appassionato di fumetti. Dopo aver letto Fantastic Four n. 17 del 1963 aveva spedito una lettera di commenti, e altre ancora, che in seguito sono state pubblicate sempre sull’albo dei Fantastic Four (i Fantastici Quattro) e degli Avengers (i Vendicatori).

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Lettera del giovane Martin pubblicata nel n. 20 dei Fantastic Four

 

Le dinamiche dei supereoi Marvel hanno appassionato l’allora giovane George Martin, tanto che tra i suoi primi lavori spicca la collaborazione con Wild Cards, una serie di romanzi e racconti di supereroi ambientata in un universo condiviso.

Ma è con i lavori degli anni settanta di Jack Kirby per la Dc Comics che troviamo i maggiori punti in comune tra i due autori, e in modo particolare con le serie collegate alla cosiddetta saga del Quarto Mondo, dove appaiono i Nuovi Dei e Darkseid.
Certo, il Quarto Mondo è un’opera di fantascienza, mentre il Trono di Spade è un fantasy, ma da sempre Jack Kirby (a differenza del più razionalista Stan Lee) è un autore che mescola i generi. Ci basti pensare alle casate degli dèi di Asgard, degli Inumani e degli Eterni o al Dottor Destino, almeno all’inizio sospeso tra scienza e magia, per capire il concetto di unione tra le due forme.

Nel 1970 Jack Kirby aveva lasciato la Marvel per approdare alla concorrente Dc Comics, dove sviluppò un’idea che aveva originariamente concepito per Thor. Una guerra avrebbe dovuto devastare Asgard, la città celeste degli dei norreni, sfociando poi nel Ragnarok (l’apocalisse della mitologia scandinava), dal quale sarebbe emersa poi una razza di “nuovi dei”. Ma Stan Lee si guardò bene dall’eliminare Thor, un personaggio non certo secondario dell’universo Marvel.

Arrivato alla Dc, Kirby riprese dunque i Nuovi Dèi, con la nuova formula di proporre la saga su tre testate differenti, poi divenute quattro. Queste erano Jimmy Olsen (che già esisteva pur trattando fino a quel momento altri temi), Forever People, Mister Miracle e la testata madre New Gods. Testate che, tutte insieme, erano state promosse negli albi Dc come “Quarto mondo” (benché non fosse ben chiaro cosa si intendesse con questa definizione – NdR).

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Le serie del Quarto Mondo trattava della lotta tra due pianeti vicini, New Genesis e Apokolips, che rappresentavano il “bene” e il “male”. Questa lotta dilagava spesso sulla Terra, coinvolgendo (seppur marginalmente) anche Superman.
Ogni testata era collegata da un filo conduttore che a poco a poco si intrecciava, con in sottofondo la minaccia sempre meno velata di Darkseid, il capo dei malvagi.
Le serie furono chiuse dopo pochi anni per scarse vendite, dovute soprattutto ai dialoghi monotoni di Jack Kirby non più riscritti dal brillante Stan Lee, prima che si arrivasse a una conclusione complessiva dell’opera.

Semplificando, anche le vicende del Trono di Spade hanno una struttura simile. I fatti principali della narrazione avvengono in luoghi differenti (principalmente la Barriera, Grande Inverno, Approdo del Re e le Terre al di là del Mare Stretto) coinvolgendo personaggi molto distanti tra loro e le cui strade si incrociano raramente, ma le cui azioni si ripercuotono gli uni sugli altri in un crescendo di climax e di suspence.

Per fare un esempio, quello che accade nella città di Meeren a Daenerys Targaryen, la regina dei Draghi, non può essere quanto di più lontano possibile rispetto alle vicende che vedono protagonista Jon Snow alla Barriera, eppure i due personaggi sono destinati a incontrarsi un giorno. Entrambi vengono influenzati dalla lotta per il potere che si sta concentrando nel continente… e su di essi cala l’ombra della minaccia imminente degli Estranei.
Così come nel Quarto Mondo, ogni personaggio conduceva da solo la propria esistenza e le proprie battaglie, ma erano comunque destinati a incontrarsi, prima o poi… così come sono destinati ad affrontare Darkseid.

Inoltre, alcuni personaggi del Trono di Spade vivono percorsi paralleli, in avventure apparentemente estranee alla contesa del Trono, ma che invece ne fanno parte.
Pertanto, la ricerca di Bran e i suoi amici del Corvo a tre Occhi può essere paragonata al cammino intrapreso dai Forever People o da Jimmy Olsen con la Legione degli Strilloni, estranei alle battaglie che vedono coinvolti Orion dei Nuovi Dei o Mister Miracle, eppure a essi collegati.

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Bran e i suoi amici

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Forever People

 

Non è solo la composizione narrativa a essere simile. Alcuni personaggi del Trono di Spade, per l’aspetto o altro, ricordano alcune delle creature di Jack Kirby.
La regina Cercei Lannister, per esempio (che già nella pronuncia del nome richiama una eroina di Kirby, Sersi degli Eterni), ha una notevole somiglianza con Amora l’Incantatrice, perfida maga asgardiana avversaria di Thor.

Cercei

L’Incantatrice

 

Entrambe sono delle manipolatrici che fanno leva sul proprio fascino e sulla propria femminilità, sono furbe e subdole. Certo, Amora l’Incantatrice è relegata a un ruolo più marginale e in confini etici e morali legati all’essere un personaggio dei fumetti di un tempo. Mentre Cercei è decisamente più amorale, spietata e sessualmente più esplicita, ma è palese che le due rientrano nella categoria delle femme fatale.

Se la somiglianza tra le due donne può essere superficiale e casuale (la classica bellezza stereotipata della bionda con gli occhi azzurri), è già più ricercata quella che lega Brienne di Tarh a Big Barda, compagna di Mister Miracle e una delle figure di spicco tra i personaggi kirbyani.

Brienne

Big Barda

 

Entrambe sono due donne dalla stazza massiccia, più alte di molti uomini, forti e abilissime nel combattimento. Non è certo cosa di tutti giorni leggere, anche in opere di fantasia, di donne guerriere alte due metri e dagli atteggiamenti mascolini.
I due personaggi si assomigliano non poco, colore dei capelli a parte, e non ci sarebbe nulla di male nel sapere che Martin sia stato influenzato da Kirby nel creare la sua donna guerriero.

Una delle figure di maggior successo dell’opera di Martin è senz’altro Tyrion Lannister, il nano intelligente, acuto e dalla battuta pronta. Tyrion è uno dei personaggi più amati di Martin e uno dei più emblematici del Trono di Spade.

Tyrion

Oberon

 

Nelle pagine di Mister Miracle, Kirby aveva creato una figura molto simile: il nano Oberon, manager e amico intimo del protagonista della serie e di Big Barda.
Come Tyrion non prendeva quasi mai parte ai combattimenti, era più un osservatore e un elemento brillante della serie.

Andando avanti, Martin ci narra delle Serpi delle Sabbie, un gruppo di donne guerriere del regno di Dorne, ognuna delle quali specializzata in una particolare tecnica di combattimento.

Le Serpi delle Sabbie

Le Furie Femminili

 

Nel Quarto Mondo, invece, Kirby ci presentava le Furie Femminili (Female Furies), un quartetto di donne guerriere al servizio di Darkseid.

Volendo andare avanti con le somiglianze, volute o meno, tra i personaggi di George R.R. Martin e quelle di Jack Kirby, possiamo citare Melissandre di Asshai. Una sacerdotessa che, vestendo perennemente di rosso e praticando magia oscura, potremmo chiamare “strega scarlatta”. Scarlet Witch (Strega Scarlatta), in italia semplicemente Scarlet, è il nome da supereroina di Wanda Maximoff dei Vendicatori, una delle serie di fumetti a cui il giovane Martin mandava le sue lettere.

Melissandre

Scarlet

 

Quegli stessi Vendicatori che aveva contribuito a fondare Iron Man, al secolo Tony Stark, e guarda caso Stark è il nome di una delle casate più importanti del Trono di Spade.

Molte coincidenze possono essere dovute al fatto che sia Martin sia Kirby abbiano pescato nello stesso carniere per i proprio lavori, come la mitologia scandinava, quella greca, il ciclo arturiano e molti archetipi del folklore medievale, delle opere shakespeariane e dell’epica in generale.

Certo è che alcune figure che compaiono nel Trono di Spade assomigliano moltissimo ad alcuni personaggi creati dal Re del fumetto, ed è innegabile che tra le due opere ci siano diversi punti in comune.

 

 

 

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